Diventa Fan

Pneumatici auto ricostruiti

Quando gli pneumatici della nostra auto sono eccessivamente usurati vanno sostituiti ma, se lo si desidera, anzichè acquistarne di nuovi si possono scegliere quelli ricostruiti. Negli pneumatici ricostruiti viene tolto il vecchio battistrada e rifatto da zero con parti originali, a patto che lo pneumatico sia ancora in buone condizioni. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere i migliori modelli ricostruiti in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Pneumatici auto ricostruiti

Caratteristiche

Nella maggior parte dei casi, lo pneumatico è ancora in buone condizioni quando il battistrada si è usurato, ed è sufficiente una vulcanizzazione per unire le due parti. Prima, però, è necessario rieffettuare l’equilibratura, cioè il bilanciamento della ruota, e la centratura della gomma.

E’ possibile utilizzare gli pneumatici ricostruiti sia per mezzi di trasporto pesanti che per le normali automobili. Mentre nel primo caso si può ricostruire la gomma fino a tre volte, nelle automobili soltanto una. La normativa Ece Onu 108 non prevede variazioni di categoria per pneumatici di classe H ricostruiti, mentre quelli di classe superiore vengono abbassati di livello. Questo è perché fino alla classe H in caso di ricostruzione non si hanno diminuzioni a livello qualitativo.

Uno pneumatico ricostruito deve dare le stesse garanzie di uno nuovo (le norme europee Ece Onu 108 e 109 impongono di mantenere gli standard di sicurezza, qualità, durata e affidabilità) a fronte però di una spesa inferiore fino anche alla metà che ogni 4 anni, nella sola Italia, fa risparmiare più di un miliardo di euro.

Come riconoscerli

I copertoni rigenerati secondo la norma devono essere contrassegnati come segue:

  • lateralmente ci dev’essere la dicitura “108 R”;
  • una E all’interno di un circolo.

Devono poi essere presenti le seguenti voci:

  • la dicitura ‘ricostruito';
  • il nome di chi ha ricostruito lo pneumatico;
  • la data in cui è avvenuta l’operazione.

Se uno pneumatico non ha espressamente impresse le informazioni della ditta ricostruttrice non può essere rigenerato. E’ obbligatorio indicare le specifiche dello pneumatico che ne limitano l’utilizzo; se la ricostruzione non porta la gomma esattamente allo stato originario si deve abbassare la sua classe di appartenenza. Il marchio impresso sullo pneumatico dev’essere permanente e della sua veridicità è responsabile chi l’ha ricostruito.

Normativa sulla sicurezza stradale

Secondo la normativa Ece Onu, per vetture e veicoli commerciali, le verifiche effettuate sugli pneumatici ricostruiti devono essere le stesse di quelle su pneumatici nuovi. In particolare, queste verifiche riguardano lo stato di salute della gomma, sia per quanto riguarda la tenuta che la solidità.

In alcuni paesi Europei queste norme sono già imposte per legge mentre in Italia, a livello legislativo, ci si deve ancora adeguare (mentre nella pratica sono già rispettate quasi da tutti). Uno dei valori tenuti più in considerazione è l’altezza del battistrada, che dev’essere di almeno 1.6 millimetri su tutto lo pneumatico.

Come ultima cosa, è d’obbligo ricordare che fa fede ciò che è indicato sul libretto di circolazione, e perciò le caratteristiche delle gomme usate devono rispettare quelle indicate nel libretto, che va modificato adeguatamente se si vuole cambiare il tipo di pneumatico utilizzato. Ricordatevi inoltre che, a prescindere dalla distanza coperta, è bene far controllare gli pneumatici ogni 5 anni.

Come riconoscere uno pneumatico usurato?

Aspetti ambientali

Ogni anno in Europa si sostituiscono circa 130 milioni di gomme e, oltre a queste, ce ne sono altre 30 milioni che devono essere rottamate. Il ciclo di riutilizzo delle materie prime contenute nello pneumatico passa dall’industria (edile, calzaturiera, ecc.) al rivestimento dei silos agricoli all’impiego come combustibile nella produzione di energia elettrica delle centrali. Quando non è possibile il riciclo, non vi è altra soluzione che la discarica.

Un altro fattore da tenere in considerazione è che per la fabbricazione di uno pneumatico rigenerato sarà necessaria meno materia prima (petrolio greggio) di quanta ne serva per crearne uno da zero. Infatti, a fronte dei 20-28 litri necessari per fabbricare una gomma nuova, ne servono solo 5 e mezzo per ricostruire un vecchio pneumatico, senza contare il risparmio del materiale impiegato nella produzione delle varie componenti della ruota (talloni, fianchi e carcassa). Grazie al riciclo, è necessario ricostruire solo il 20% della ruota, il resto viene riutilizzato rimandandone lo smaltimento.

Oltre a tutto questo ci sono anche vantaggi a livello amministrativo, dato che gli pneumatici ricostruiti non sono più considerati rifiuti e non è più necessario seguire l’iter previsto per lo smaltimento (uno pneumatico impiega circa un secolo per decomporsi una volta sotterrato) e a livello energetico, in quanto per la produzione si utilizza solo il 30% dell’energia necessaria per fabbricare uno pneumatico nuovo.