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Ubuntu
di Gaetano Gambilonghi |
Linux kubuntu, una delle distribuzioni Linux che ha ottenuto più successo di pubblico, sta continuando ad avere sempre più risonanza anche negli ambienti entry-level. Proprio per questo motivo presento questa guida, focalizzata soprattutto sull'enumerazione e spiegazione delle caratteristiche di base, senza andare a sfociare negli sterili tecnicismi che poco interessano alla maggioranza degli utenti e che sono trattati nelle apposite sedi.
Tipologie di Ubuntu
Innanzitutto è importante sapere che la distribuzione Ubuntu (che in alcune lingue africane dovrebbe significare 'solidarietà' o 'umanità') non è unica, bensì una e trina, in quanto cambia nome a seconda della GUI (Graphical User Interface), ovverosia del motore grafico adottato dal nostro Linux. Inoltre, cambiando motore grafico, anche i programmi preinstallati possono essere diversi (sebbene sia ancora possibile installare gli altri).
In modo specifico Ubuntu utilizza la GUI di Gnome, Kubuntu il KDE e Xubuntu l'xfce, quest'ultimo consigliato nel caso di pc un po' antiquati o con una scheda grafica inadeguata alle applicazioni moderne. Le distribuzioni Ubuntu si suddividono inoltre in Desktop edition, Server edition ed Alternate edition, a seconda dell'uso che se ne deve fare; il desktop edition è quello standard che parte da livecd (un cd in cui è già montato Linux Ubuntu anche solo da provare), server edition non installa nessun componente grafico, mentre l'Alternate è consigliata nel caso di poca Ram (minore di 192-128 Mb). Una breve parentesi che penso sia il caso di aprire riguarda la possibilità di montare più motori grafici nel nostro sistema, ovviamente smanettando un poco, facendo così in modo che le tre tipologie di ubuntu fin qui esplicitate possano essere ricondotte appunto ad un'unica mega-categoria Ubuntu.
In questo senso affermavo poco sopra che Ubuntu è uno e trino, non a caso i nomi in codice delle varie versioni delle tre tipologie di Ubuntu sono gli stessi, così come i numeri di versione (che rappresentano l'anno ed il mese di uscita con aggiornamenti ogni sei mesi es. versione 7.04 = 2007 Aprile). Detto questo in questa guida ci soffermeremo soprattutto sul Kubuntu per questioni di semplicità. I nomi in codice delle versioni di Ubuntu sono quanto di più fantasioso e suggestivo la mente umana possa concepire (previa conoscenza adeguata della lingua inglese): Hoary Hedgehog (porcospino canuto), Breezy Badger (tasso spigliato), Dapper Drake (anatroccolo elegante), Edgy Eft (tritone nervoso), Feisty Fawn (cerbiatto altezzoso).
Caratteristiche di Linux Ubuntu
Tutte e tre le distribuzioni di Ubuntu derivano dal Debian, da cui ereditano la robustezza del kernel, la stabilità e la sicurezza. Per quanto riguarda la grafica, quella di xubuntu è sobria e minimalista, quella di kubuntu spassosa ed avanzata, mentre quella di ubuntu seria e professionale. L'installazione è semplice (se volete lasciare installato un altro sistema operativo essa risulta leggermente più complicata, ma comunque in linea con le altre distribuzioni).
Senza ombra di dubbio, tuttavia, la caratteristica che davvero rende linux Kubuntu (e i suoi simili) più unico che raro è la semplicità di utilizzo, ovverosia la sua vocazione per il plug and play, cosa che fino a pochi anni fa poteva sembrare mera utopia in 'casa' Linux; qui su Kubuntu basta inserire una chiavetta wifi nella porta usb e si è già su internet senza bisogno di scervellarsi in configurazioni mefistofeliche, inserire la chiavetta bluetooth e già viene attivato in automatico il dispositivo collegato e si è pronti a trasferire immagini, suoni ed altro dal telefonino, inserire un dispositivo di archiviazione di massa (lettore schede sd, hd esterno, etc.) e compare in modo automatico l'icona sul desktop.
E così una delle tante caratteristiche diventa la Caratteristica per antonomasia, perché in fondo ciò che tratteneva numerose persone dal cambiamento di sistema operativo era proprio l'ostilità endemica di alcune distribuzioni non troppo recenti di linux verso l'utente comune, quello che usa il computer per leggere la posta, per navigare ogni tanto, per trasferire foto, ecc. e pochi (giustamente) volevano caricarsi dell'onere di perdere ore per configurare il sistema operativo per una sola di queste attività.
Con kubuntu tutti i driver (o almeno la maggioranza di essi) sono già integrati nel sistema, pronti per l'uso, il che rende questo sistema operativo (per certi versi) più semplice da usare perfino dello stesso Windows Xp!
Aspetto grafico di Ubuntu
Uno degli elementi più accattivanti del nostro Kubuntu è senza ombra di dubbio la grafica; la personalizzazione dell'ambiente grafico è totale, oserei dire maggiore di quella dei sistemi Windows, le trasparenze invece sono state implementate da relativamente poco tempo e per questo motivo non sono abilitate di default, anche se questa è un'operazione abbastanza facile da compiere senza la necessità di utilizzare una konsole. Ci sono almeno cinque strade con cui si può personalizzare l'ambiente grafico, a cui corrispondono cinque tipologie di opzioni diverse:
- Menu KDE – Impostazioni del sistema – aspetto (tutte le icone), da cui si possono configurare i font da usare generalmente, le icone, i tipi di carattere, la grandezza delle icone, gli effetti grafici e chi più ne ha più ne metta.
- Pulsante destro sul desktop – configura il desktop, per configurare l'ambiente desktop nella sua generalità ovverosia lo sfondo, le sfumature, il salvaschermo, le icone attive predefinite, l'anteprima sulle icone, il numero di 'desktop' tra cui potersi commutare (c'è la possibilità di configurare graficamente ogni desktop in maniera diversa), attivare le trasparenze, eccetera.
- Pulsante destro sulla barra delle applicazioni – configura pannello, per configurare totalmente il 'pannello' posto in basso, aggiungerne degli altri sopra, a destra o a sinistra, a seconda delle proprie esigenze, settare la disposizione, le dimensioni, farlo scomparire eventualmente automaticamente dopo un certo numero di secondi, settare lo sfondo delle singole icone del pannello, raggruppare le applicazioni per tipologia, abilitare trasparenze, eccetera.
- Pulsante destro sul titolo di una finestra – Configurazione della finestra, per settare il focus, le decorazioni, le trasparenze delle finestre in generale, il comportamento quando si premono determinati tasti del mouse, eccetera.
- Pulsante destro sul titolo di una finestra – Avanzate – Impostazioni....... per impostare il comportamento di singole finestre, di tipologie di finestre, o di intere applicazioni che utilizzano le finestre. Si possono ad esempio settare l'opacità di una finestra quando è attiva, quando è inattiva, la posizione e la dimensione, l'eventuale scorciatoia da tastiera e molti altri parametri.
Differenze con Windows e altre distribuzioni Linux
Le differenze maggiori con i sistemi operativi Windows-based sono soprattutto concentrate sul versante della sicurezza, dell'organizzazione delle cartelle e della differenziazione netta fra konsole (prompt dei comandi) e GUI (interfaccia grafica); sebbene queste non siano le differenze più evidenti all'occhio di un utente comune, esse sono sostanziali poiché riguardano il modo di funzionare intrinseco del sistema operativo; ad esempio, se su Windows l'ambiente grafico si blocca, c'è la possibilità di interrompere il processo che ha generato il blocco, ma solo se l'ambiente grafico non è andato totalmente in crash; in Linux, anche se l'ambiente grafico va in crash, c'è sempre la possibilità di entrare dalla konsole e sistemare il problema, premendo cntrl+alt+f2 e utilizzando gli appositi comandi. cntrl+alt+f7 viene utilizzato per tornare nell'ambiente grafico.
Per quanto riguarda l'organizzazione delle cartelle, Linux usa un sistema alternativo a quello di windows, un sistema di organizzazione 'virtuale', in cui per visualizzare il contenuto di ciò che in windows viene indicato come c: si deve entrare nella cartella /mnt/hda1/; in Linux kubuntu c'è un'ulteriore differenza: viene rimpiazzata la cartella “mnt” con quella chiamata “media”. Il motivo di questa strana scelta per coloro abituati con Windows risiede nel fatto che per linux tutto è un file, non solo ciò che è contenuto nell'hard disk, ma anche le risorse di sistema, anche se tecnicamente qualcuno potrebbe forse storcere il naso per questa affermazione.
Nella directory radice / vanno solo quelle risorse gestibili dall'amministratore, in quanto tutto ciò che può interessare il singolo utente viene invece posto in /home/nomeutente/, cartella indicata nella konsole di ubuntu anche con una semplice tilde ~ (per l'utente attivo). Nello specifico hda1 sta ad indicare la partizione n.1 dell'hard disk fisico a, così hdc4 indicherebbe la 4° partizione dell'hard disk fisico c, e così via.
Tutti i Linux inoltre differiscono da Windows per il semplice motivo di poter dare diversi permessi di scrittura/lettura/esecuzione per ogni singolo file (o cartella) ad ogni singolo utente, al gruppo a cui appartengono, o all'amministratore; in totale si dispone di 3 (scrittura/lettura/esecuzione)x3 (proprietario, gruppo, amministratore)=9 permessi personalizzabili tramite il comando chmod (solo l'amministratore può cambiare tutti i permessi).
Per poter operare da amministratore le altre distribuzioni linux utilizzano il semplice comando “su”; qui nel Kubuntu, invece, si preferisce usare il comando “sudo” che dà i poteri di amministratore (previa richiesta di password) in modo temporizzato: es. sudo chmod 777 file1.txt Mentre poi nei sistemi Windows il prompt dei comandi è poco usato, in quelli Linux diventa a volte indispensabile: la konsole è l'anima di Linux, e anche se Kubuntu è riuscita nell'arduo compito di semplificare la vita agli utenti alle prime armi, la possibilità di operare da prompt (pardon, da konsole) dona indubbiamente un maggior controllo di ciò che si esegue.
Adept e software alternativi a Windows
La facilità di Kubuntu si estende inevitabilmente anche all'installazione del suo software (che sia proprio di Ubuntu oppure no, che sia distribuito sotto licenza GFDL oppure con licenza proprietaria); l'OS che stiamo considerando utilizza infatti un sistema intuitivo di gestione pacchetti (software), per certi versi simile a quello di altre distribuzioni come ad esempio Mandrivia 2006.
Qualsiasi attività si voglia eseguire con un pc, adept ha il software adeguato per tale compito e non solo: esso semplifica anche la vita in quanto l'installazione tramite un gestore di pacchetti risulta più intuitiva ed immediata all'utente alle prime armi, in quanto richiede solo pochi click del mouse. Il gestore pacchetti ha due interfacce: una ridotta per chi si vuole concentrare sui software linux più 'popolari', a cui si accede direttamente da menu KDE - Aggiungi/Rimuovi programmi, l'altra più completa che si trova sotto Sistema – Gestore Adept. Gli aggiornamenti dei programmi già installati sono un'altra utile funzione.
L'unica pecca di tale gestore (se pecca si può chiamare) è la necessità di avere una connessione internet veloce per scaricare i pacchetti in tempi ragionevoli. Se poi l'interfaccia di Adept non va a genio, vi sono altri gestori di pacchetti pronti da installare, anche se l'utente più smaliziato preferirebbe intervenire manualmente su certe installazioni, usando da konsole il comando apt-get con tutte le relative opzioni. Ricordiamo che per chi volesse migrare da Windows a Linux Kubuntu vi scrivo una lista non esaustiva dei principali programmi-equivalenti (anche se con grafica, funzionalità e modi di operare diversi) che è possibile installare con l'adept o che sono già preinstallati:
- OpenOffice.org Word Processor per Microsoft Word
- OpenOffice.org Foglio di calcolo per Microsoft Excel
- OpenOffice.org Database per Microsoft Access
- PowerPoint viewer per Microsoft PowerPoint (solo in lettura)
- Amarok per Winamp o qualsiasi altro lettore mp3
- Mplayer per Multimedia Player
- KPDF per Acrobat Reader
- GIMP per Ulead PhotoImpact o alternativo programma editor grafico
- Konqueror (o meglio Firefox) per Internet Explorer
- Kmail (o meglio Thunderbird) per Outlook Express
- Kopete per ICQ – MSN - YAHOO, e altri messenger
- K3b per Nero burning rom
- Ktorrent per Bittorrent
- Stardict per Babylon translator
- Konsole per Prompt dei comandi
Storia, download e specifiche tecniche di Ubuntu
La storia delle distribuzioni Ubuntu nasce nel 2004, quando ad aprile Mark Shuttleworth iniziò a mettere su un gruppo di appassionati sviluppatori open source con l'obiettivo di creare un Desktop Linux stabile ma allo stesso tempo innovativo ed in grado di competere con le altre distribuzioni. A partire dall'ottobre di quell'anno iniziò il vero e proprio cammino di Ubuntu, con l'uscita della versione 4.10, chiamata vezzeggiativamente Warty Warthdog, che ebbe già dalle prime due settimane un successo enorme se si considerano i più di 3000 messaggi nelle mailing lists. Nacque così, quasi all'inizio del 2005 il primo Documentation Team.
Tuttavia si dovette attendere l'8 luglio 2005 perché ci fosse la creazione ufficiale di Ubuntu (all'inizio il nome era 'no-name-yet'), distribuito da Canonical Ltd., con un budget iniziale di 10 milioni di dollari, e successivamente dell'Ubuntu Foundation.
Nel 2006 la strategia di Ubuntu cambia poiché volge l'attenzione anche a tutte quelle realtà imprenditoriali che, al contrario dei singoli utenti, avrebbero bisogno di un supporto a lungo termine sia per quanto riguarda il vero e proprio supporto tecnico, sia per quanto riguarda gli eventuali aggiornamenti; ecco che, proprio per questa esigenza, nasce la distribuzione Server, mentre gli utenti normali si devono 'accontentare' dei predefiniti 18 mesi di aggiornamenti sulla sicurezza e di supporto commerciale.
Quasi contemporaneamente nasce anche la logica di distribuzione tramite liveCD (il cd da cui è possibile provare il funzionamento di Kubuntu con la possibilità ma senza la necessità di installazione). Per chi è interessato a questa innovativa distribuzione Linux, è possibile trovarla gratuitamente nel sito www.kubuntu.com oppure www.ubuntu.com (il sito generico delle distribuzioni ubuntu), dove troverete anche le guide complete all'utilizzo e all'installazione. Tenete bene a mente che essendo una distribuzione relativamente recente, i requisiti di sistema per quanto concerne la Desktop edition sono 256 Mb di Ram e almeno 3 Gb liberi sull'hard disk. È inoltre consigliabile almeno un pentium III. Ricordiamo inoltre che la versione più recente di Kubuntu (Feisty Fawn 7.04) monta un KDE 3.5.6 ed ha un kernel aggiornato alla versione 2.6.20.15 generico.
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