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In questa guida ho preso in considerazione l'argomento dell'ansia, un tema che interessa molte persone. Chi di noi non ha mai sofferto almeno una volta nella sua vita di ansia? Mi viene in mente l'ansia causata dagli esami. Tutti noi, durante il percorso scolastico, abbiamo dovuto sostenere esami. E quante volte ci sarà capitato il giorno prima dell'esame di farci prendere dall'ansia?
Io personalmente durante la mia carriera universitaria, nonostante abbia sostenuto parecchi esami, ho sofferto di ansia. Ansia per la paura di fallire un esame. Ma dopotutto è una cosa normale. Fortunatamente, questo stato di ansia scompariva subito dopo l'esame.
In questa guida sono così partita dal concetto di ansia, illustrando a grandi linee cosa si intende con questo termine, elencando i vari tipi di ansia fino ad arrivare ai metodi per combattere l'ansia.
Ansia e sintomi
L’ansia è un particolare stato emotivo che si manifesta con preoccupazione, paura, apprensione. Oltre a queste sensazioni si manifestano anche altri sintomi quali: aumenti dei battiti cardiaci, mancanza di respiro, tremore e difficoltà ad addormentarsi. I sintomi dell’ansia li possiamo classificare principalmente in due tipi: sintomi psichici e sintomi somatici. I sintomi psichici si manifestano quando una persona si sente come in pericolo o minacciato da qualcosa/qualcuno.
E’ come se l’individuo pensa che da un momento all’altro possa capitargli qualcosa di negativo. Immaginiamoci come si possa sentire una persona affetta da questi sintomi. Ad esempio, è preoccupato per la sua salute senza che abbia niente. Oppure nell’ambito del lavoro si immagina di non essere all’altezza, quindi di non rendere abbastanza o, peggio ancora, che qualcuno possa avercela con lui. Possiamo dire che la sua vita è un “incubo”, in quanto per lui tutto è negativo. Tutte queste sensazioni non fanno altro che agire negativamente sulla persona che, in questo modo, diventa sempre più teso, ansioso.
Così facendo l’individuo non riesce a concentrarsi come dovrebbe, si sente stanco senza motivo e, di conseguenza, diminuisce anche le sue prestazioni. I sintomi somatici, invece, producono altri sintomi come: tachicardia, sudorazione, soffocamento (il paziente avverte la sensazione che gli manchi il respiro) e vertigini. Nei casi più complicati, l’individuo sente proprio la sensazione di morire da un momento all’altro, di non farcela più. Come si può notare questi sintomi sono più gravi dei precedenti in quanto entrano in gioco altri fattori questa volta non solo psichici, ma anche fisici, che interessano tutto il corpo.
Storia dell'ansia
In passato, verso la fine del XIX secolo, l’ansia era considerata come se fosse un problema cardiaco o respiratorio. In seguito Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, identificò l’ansia come nevrosi. Secondo Freud, l’ansia compariva in seguito al manifestarsi di pulsioni aggressive e sessuali dell’individuo e di conflitti interiori. Secondo l’autore, le cause dell’ansia dovevano ricercarsi nelle varie personalità nascoste dell’individuo che erano considerate come possibili cause di vari conflitti (siano essi sociali, familiari).
La mancata rimozione di queste pulsioni portava, secondo Freud, a generare ansia che in seguito poteva, appunto, trasformarsi in nevrosi. In seguito, alcuni teorici formularono diverse teorie relative all’ansia. Secondo alcuni l’ansia si apprende nel momento in cui vengono associate delle paure con oggetti o situazioni. Ad esempio, se un bambino si spaventa per un rumore che sente mentre gioca con la palla, in seguito potrà avere paura della palla poiché associa l’oggetto al rumore. Secondo altri teorici, invece, l’ansia sorge come un disagio nel momento in cui si ha la disapprovazione delle persone, che può essere una qualunque persona oppure persone che assumono una parte fondamentale nella loro vita.
Come riconoscere l'ansia
Nonostante buona parte delle persone pensano di conoscere bene l’ansia, e gli effetti che provoca nell’organismo e nella psiche, in realtà questo sintomo è abbastanza complesso e si tende a sottovalutarlo. Come detto prima, al giorno d’oggi un po’ tutti (chi più chi meno) avverte sintomi, seppur non complessi, di ansia. Ma mentre in alcuni si lascia passare questo sintomo, in altri più complessi, arriva ad essere una condizione di disagio. Pensiamo soprattutto ai rapporti con le persone, al relazionarsi con gli altri. Può diventare un vero e proprio complesso psicologico. In passato alcuni poeti hanno parlato di questa condizione di ansia definendola “male di vivere”. Se riflettiamo un attimo, si tratta davvero di un male di vivere, che arriva a distruggere le persone portandole all’esasperazione in alcuni casi.
E questo sia che si tratti di ansia come disturbo fisico, sia che si tratti di ansia come disturbo psichico. In entrambi i casi sempre di male si tratta. L’unica cosa fondamentale da fare è quello di rivolgersi ad un medico generico che, magari, indirizzerà il paziente ad un medico specialista, ossia uno psichiatra. E’, quindi, fondamentale una visita medica per la diagnosi. In seguito, sarà poi lo specialista ad assegnare la cura che, ovviamente e fortunatamente, varia da paziente a paziente e da caso a caso.
Negli anni passati, questa malattia dell’ansia, veniva denominata “esaurimento nervoso”. Questo termine secondo il mio punto di vista, non mi è mai piaciuto, l’ho sempre considerato un termine se così posso dire dispregiativo. Ora fortunatamente questo termine è andato diminuendo, da parte della persone c’è la consapevolezza che non sempre chi si rivolge ad uno psichiatra è per così dire un “esaurito”. O comunque chi soffre di ansia, non deve essere considerato un malato poiché si può trattare anche di un lieve sintomo. L’importante, comunque, è quello di non tralasciare neanche il minimo sintomo. E poi come si dice: “A tutto c’è rimedio”.
Tipi di ansia
L’ansia si può manifestare in modi diversi cosicché possiamo individuare vari tipi di ansia. Abbiamo innanzitutto gli attacchi di panico caratterizzati da sensazioni di ansia e paura. Si tratta di attacchi brevi, che durano per la maggior parte delle volte, pochi minuti. In genere gli attacchi di panico arrivano all’improvviso.
La persona può accusare diversi sintomi che vanno dalla difficoltà di respirazione, alle palpitazioni, alla sudorazione per arrivare nei casi più gravi alla paura di morire. I fattori che possono portare un individuo a soffrire di attacchi di panico possono essere in seguito ad una brutta esperienza oppure ad un periodo di stress, nervosismo. Personalmente non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma ho avuto modo di essere in contatto con persone che manifestano alcuni dei sintomi legati al panico. La fobia è un altro tipo di ansia.
E’ la paura verso particolari oggetti, animali o situazioni. Alcune fobie possono essere: la paura dei cani, serpenti, la paura di volare, ecc...L’ansia da fobia, o “fobica” si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, nausea, senso di soffocamento, sudorazione eccessiva e tremore. Poi abbiamo la fobia sociale che è la paura di apparire incapaci e di vergognarsi in pubblico.
Il soggetto, quindi, teme il giudizio degli altri , non vuole fare “brutta figura”. Infine, un altro tipo di ansia molto diffuso è la depressione. La depressione è un disturbo dell’umore che è caratterizzato da sentimenti di malinconia, colpa e, nei casi più gravi, disperazione. I sintomi più diffusi sono: disturbi del sonno e dell’appetito, mancanza di iniziativa (ad esempio, verso il lavoro, il tempo libero), tristezza, per arrivare a sintomi più gravi quali disperazione e desiderio di morte, che talvolta porta proprio a tentare il suicidio. Il depresso piange spesso e nella maggior parte dei casi, senza nessun motivo. Occorre, quindi, l’intervento dello psichiatra.
Terapie farmacologiche
L’ansia si può curare attraverso le terapie farmacologiche, quindi, assumendo dei farmaci. Possiamo dire che solo verso la fine degli anni Sessanta, ha cominciato ad affermarsi la terapia farmacologica. Hanno così preso piede gli ansiolitici e gli antidepressivi. Gli ansiolitici sono farmaci che diminuiscono l’attività del sistema nervoso centrale. Si tratta di sostanze che riducono l’ansia e provocano uno stato di calma.
C’è da dire che non bisogna assolutamente abusare di questi farmaci, in quanto possono causare dipendenza fisica e psicologica e portare, in seguito, al coma e alla morte. Gli ansiolitici più comuni sono le benzodiazepine e il Valium è stato uno dei primi farmaci di benzodiazepine. Oggi, in commercio, esistono diversi tipi di farmaci composti da benzodiazepine che vengono usati per tutti i tipi di disturbi d’ansia e anche del sonno, come lo Xanax.
E’ preferibile che vengano prescritte da uno psichiatra e che una volta assunte, il paziente non interrompa la cura in modo brusco. Proprio per il fatto che al giorno d’oggi sono molte le persone che soffrono di ansia, si ritiene che questi farmaci vengano facilmente prescritti e portano così dipendenza. Il paziente, infatti, una volta assunti questi farmaci, sembra non liberarsene più, non può vivere senza. Gli antidepressivi, invece, sono farmaci che puntano più che altro a combattere i sintomi della depressione e, in alcuni casi, anche a curare gli attacchi di panico. Recentemente sono comparsi nuovi farmaci che non provocano effetti collaterali a chi li assume, efficaci nel prevenire i disturbi d’ansia.
Diciamo comunque che, non tutte le persone sono propense a curarsi assumendo farmaci poiché in loro subentra proprio la paura di non potersi più liberare di questi farmaci e di dipendere sempre più. Proprio per questo molte persone ricorrono alla cura a base di erbe. Si tratta sempre di farmaci da assumere ma risultano efficaci proprio perché non fanno male all’organismo rispetto ai normali farmaci e possono essere prescritti senza ricetta medica. Un esempio è la radice di valeriana o la camomilla che vengono usate per curare l’ansia.
Terapie non farmacologiche
Un altro metodo per combattere l’ansia è quello di curarsi attraverso le terapie non farmacologiche, i cosiddetti metodi “fai da te”. Diciamo però che questi metodi del “fai da te” si possono applicare nel caso in cui l’ansia non si manifesti in modo grave. Altrimenti è necessario rivolgersi ad uno specialista competente in materia. Nei disturbi d’ansia per il suo trattamento risultano quindi essere efficaci la psicoterapia e la medicina alternativa (in particolare le tecniche di rilassamento).
La psicoterapia è un trattamento dei disturbi psichici e si effettua soprattutto attraverso il rapporto verbale ed emotivo tra il paziente e il terapeuta, il quale si avvale di metodologie e strumenti psicologici.
Vengono così utilizzate delle tecniche allo scopo di aiutare le persone a superare particolari situazioni di crisi, come ad esempio, la morte di una persona cara. Si cerca, quindi, di intervenire avvalendosi di tecniche come la rassicurazione e la suggestione. Le tecniche di rilassamento, facenti parte della medicina alternativa, sono tecniche che mirano a realizzare una migliore integrazione tra il tono muscolare e le emozioni, per mezzo di autocondizionamenti che aumentano il controllo psicofisico. Sono quindi volte allo svolgimento di esercizi fisici.
Tra le tecniche più note si può ricordare il training autogeno, che comprende particolari esercizi, che devono essere prima praticati sotto il controllo di un terapeuta e poi ripetuti dal paziente, ogni giorno, per conto proprio. Ripetendo periodicamente questi esercizi, il soggetto a poco a poco impara a rilassarsi e a raggiungere uno stato di calma e quiete. Infine, altri metodi più semplici, consistono: nel mantenere un buon equilibrio alimentare, svolgere tecniche di respirazione adeguate e dormire stabilendo un buon equilibrio. Sono molte le persone che al giorno d’oggi, ricorrono a questi metodi del “fai da te” poiché pensano che possano curarsi facilmente attuando queste tecniche, senza ricorrere ad uno psichiatra per curare l’ansia.
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