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Ti ripara, ti protegge e non ti abbandona mai: non è lo slogan dell'ennesimo antifurto, ma di quel fedele amico in lattice, compagno di mille tasche e mille amori, che la vita può salvartela davvero. E non solo a te. Ecco una guida per esperti naviganti o dilettanti allo sbaraglio nel favoloso mondo del preservativo, un Cappuccetto Rosso troppe volte confuso con il Lupo Cattivo. STORIA del PRESERVATIVOChe lo si chiami condom o guanto, che lo si scelga al kiwi o all'albicocca o che lo si preferisca nero o rosa shocking, il preservativo nasce con l'uomo, con la sua congenita pulsione sessuale ed il suo innato istinto riproduttivo.talvolta da frenare. Troviamo tracce di contraccezione, infatti, già nel testo biblico della Genesi quando leggiamo che Onan, secondo figlio di Giuda, preferiva spargere per terra il suo seme piuttosto che fecondare Tamar, vedova di suo fratello: ecco il pioniere del coito interrotto.Gli Antichi Egizi, invece, furono i primi ad utilizzare vesciche ed intestini di animali per le loro faraoniche passioni. Il tutto veniva sapientemente ben unto ed oliato ed ecco che vedeva la luce il primo lubrificante sessuale. C'è da aggiungere che tra le piramidi circolavano anche preservativi in tessuto che però, oltre ad un preciso scopo decorativo, erano sostanzialmente inutili nel controllo delle nascite. Pratica ormai archiviata quella che svela il segreto dell'invenzione dell'attuale preservativo: sarebbero stati i cinesi intorno al 1000 a.C. che oltre alla prima pizza e alla prima bussola, avrebbero ideato anche il primo condom, utilizzando fogli di carta oleata e perfettamente sagomata. I loro "cugini" giapponesi, invece, competevano con cilindretti di cuoio o scaglie di tartaruga ammorbidite e rese flessibili da soluzioni alcaline. In Europa tutto ciò farà capolino solo nel II secolo a.C. come testimoniano alcune incisioni ritrovate nelle caverne di Combarelles, in Dordogna e non si tratta di carta o pelle, ma di intestini animali: i romani, specialmente i soldati che come i marinai avevano un cuore da scaldare in ogni porto, preferivano quelli delle pecore, essiccati al punto giusto. Arriviamo di gran carriera al Rinascimento dove irrompe nella scena un temibile nemico del sesso, la sifilide. Virus portato in Europa dalle navi del re di Spagna che facevano la spola con l'America, il temibile "morbo gallico" fece scattare l'allarme, l'emergenza ed il pericolo-contagio. Se prima il profilattico, riccamente decorato ed allestito con sottilissime fodere di lino, era appannaggio dei ricchi, ora il panorama cambia ed assistiamo ad una sorta di democratizzazione del condom, o meglio, della precauzione e della sicurezza. In Italia l'innovazione fu introdotta da Carlo II: prodotti non solo con l'intestino di agnelli e capre, ma persino con la seta, i profilattici vengono reclamizzati e venduti regolarmente, nonostante le critiche di un serpeggiante moralismo che v'intravedeva il volto del Diavolo, portatore di sesso pre-matrimoniale, adulterio e prostituzione. Alla faccia di tanta intransigenza, ecco Casanova, famosissimo libertino, che per i suoi galanti (e numerosissimi!) incontri non poteva mai lasciare a casa il suo "cappotto inglese" (come egli stesso era solito chiamarlo!), rigorosamente in tela di lino. Nel 1870 viene depositato il brevetto della vulcanizzazione della gomma: cinque anni dopo si spalancheranno le porte al commercio dei profilattici di gomma. Ma si sa, l'evoluzione tecnologica, come la passione tra le lenzuola, stenta ad arrestarsi ed ecco all'orizzonte nuove tecniche di purificazione del lattice, lubrificanti e spermicidi sempre più efficaci. LAVORAZIONE del PRESERVATIVOIl ciclo di produzione del preservativo inizia nelle piantagioni della lontana Malesia con l'estrazione del lattice di gomma che andrà purificato e lavorato in condizioni igieniche assolutamente impeccabili (l'aria degli ambienti di lavorazione viene accuratamente filtrata ed il personale è obbligato ad indossare camici ed indumenti da sala operatoria!).Nella prima fase chiamata Compound, il lattice, prodotto naturale assai simile al latte, viene trattato con alcuni elementi additivi (antiossidanti, acceleranti del successivo processo di vulcanizzazione, conservanti e stabilizzatori). Segue poi il Dipping che consiste nell'immergere più volte delle forme di vetro nella miscela del lattice, costantemente mantenuta a temperatura controllata in una cisterna, essiccarle e vulcanizzarle in forno. La terza fase è chiamata Testing ed è quella in cui i preservativi vengono sottoposti a severissimi test elettronici e di gonfiaggio, valutandone la resistenza, l'elasticità e l'eventuale difettosità. Ovviamente solo quelli che superano i test, passano alla quarta ed ultima fase, il Foil-packing. Ai preservativi viene aggiunta una goccia di lubrificante siliconico, vengono confezionati singolarmente in camera sterile ed imbustati in un film di poliaccoppiato: solo alla fine vengono formate le confezioni multiple. Le marche più famose sono Durex, Hatù e Control, ma ce ne sono davvero molte in commercio: c'è solo l'imbarazzo della scelta. TIPI di PRESERVATIVOC'è chi storcerà il naso e strabuzzerà gli occhi sentendo parlare di preservativo-catetere, profilattico elettronico, con applicatore o con le curve, ma se è vero che a qualcuno piace caldo, a qualcun altro.piace strano. Quando si dice i gusti.Andiamo allora ad esplorare le varie tipologie a disposizione sul mercato, cosicché possiate scegliere in base alle vostre esigenze e alla vostra fantasia. Da quelli normali (classici, trasparenti e lubrificati) a quelli anatomici (che esaltano la sensibilità percettiva), passando per i cosiddetti Easy-on (più confortevoli e semplici da indossare) e per i ritardanti (contengono un anestetico che prolunga i tempi), arriviamo a quelli sottili, resistenti, XXS e XXL. Senza contare gli stimolanti (con dei rilievi sulla parte esterna) e quelli senza lattice per chi è allergico (questi infatti sono in poliuretano), fino ad arrivare a quelli colorati, fosforescenti (si accendono al buio) ed aromatizzati (oltre ai classici gusti fruttati, le ultime novità promettono piacere non solo al caffè, cioccolato e cappuccino, ma addirittura alla cannella, al rum, alla tequila e all'Amaretto di Saronno!). Insomma, è il caso di dire che ce n'è per tutti i gusti, bisogni e misure. Non c'è più alcun motivo di dire no al preservativo: non solo ci difende e ci garantisce la necessaria protezione, ma suggerisce anche giochi nuovi da sperimentare con il partner. Per un amore.alla ciliegia. O alla menta. COME e PERCHE' USARLOMetodo contraccettivo meccanico di barriera per eccellenza, il preservativo va inserito al momento del rapporto sessuale sul pene già eretto, prima di qualsiasi contatto genitale. Solo così, durante l'eiaculazione, si evita che lo sperma maschile entri nella vagina, allontanando ogni rischio di gravidanze indesiderate. Ma non è solo un ottimo strumento di contraccezione: il preservativo, infatti, è il primo mezzo di prevenzione da virus e malattie a trasmissione sessuale. Parliamo non solo del temibile HIV o dell'Epatite B, ma anche di moltissimi altri organismi che causano disturbi ed infezioni. DOVE COMPRARLIIn farmacia, nei supermercati, nei sempre più diffusi e numerosi distributori automatici o addirittura su Internet, facendoseli arrivare comodamente a casa con pacco assolutamente anonimo. CURIOSITA' sul PRESERVATIVOC'è chi come Oleksiy Zalevsky, stilista ucraino, fa sfilare in passerella modelli e modelle con acconciature a dir poco sorprendenti: tra i capelli non più brillantina o cerchietti, ma preservativi gonfiati e creste di siringhe. Un condom che sorprende, che fa volare la fantasia e che ravviva il solito tubino total black. Migliori marche
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