Server dedicati per streaming audio

Autore Andrea Pilotti

I server dedicati per streaming audio sono computer ad alte performance che erogano dati multimediali in formato audio, contemporaneamente, a un determinato numero di utenti web. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere i migliori server dedicati per streaming audio in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Server dedicati per streaming audio

Come molti sapranno, uno streaming audio è un flusso di dati digitali contenenti segnali audio, come brani musicali, interviste o discorsi. Dal proprio PC è possibile trasmettere streaming audio in rete (upload), ma, per le caratteristiche specifiche dell’ADSL, la velocità di upload è piuttosto limitata, per cui i possibili “utenti” non potranno essere che 3 o 4 al massimo. Se invece questo segnale lo si invia a un server per streaming audio (file server), grazie alla velocità di upload enormemente superiore possibile per queste macchine, il vostro streaming audio potrà essere “ricevuto” da molte più persone contemporaneamente.

La prima tipologia di cui parleremo è lo streaming audio memorizzato, questa è la tipologia classica dell’utilizzo del web per la diffusione di file multimediali, che possono essere audio/video o, come in questo caso, solo audio. Un esempio per tutti è YouTube. L’utilizzatore (client) accede al server dove è stato memorizzato il file audio che vuole ascoltare “on demand”, e questo gli viene inviato attraverso la rete come flusso di dati digitali (streaming audio). E’ possibile sia scaricare il file completo e poi ascoltarlo che utilizzarlo durante il download, dopo averne scaricato una certa parte (buffering). Il buffering permette l’ascolto continuo del brano audio anche se la trasmissione dei dati non è continua, ma a pacchetti separati da intervalli, come in effetti è.

Negli anni ’70 si era assistito alla nascita delle cosiddette “radio libere”. L’attrezzatura necessaria era notevole e così anche la spesa alla quale si andava incontro. Oggi, tramite internet, realizzare una cosiddetta “web radio” o qualcosa di simile è praticamente alla portata di tutti. Occorre un certo numero di file audio, il software dedicato e un server per streaming audio. In questo caso si parla di streaming audio in tempo reale, dove il ritardo tra l’upload al server e la sua fruizione da parte degli utenti è quasi contemporanea, anche se ritardi nell’ordine dei 10 secondi sono comuni e necessari (tempo di latenza).

Ma come scegliere il miglior server dedicato per streming audio? I server per lo streaming audio sia in tempo reale che memorizzato possono non essere di proprietà, anzi, normalmente, è conveniente affittarli presso le numerose compagnie di “hosting” presenti in rete. La proprietà di un server e della rete ad alta velocità per la connessione al web è possibile e conveniente solo per le aziende che operano in internet di un certo peso e possibilità finanziarie.

Per definire le caratteristiche del server necessario occorre innanzitutto capire quali sono le proprie necessità. Supponendo che si intenda affittare un server per streaming audio in tempo reale, occorre conoscere:

  1. quante utenze contemporanee si presume di voler servire
  2. quale velocità dello streaming audio (e quindi qualità audio) è necessaria
  3. quante ore di utilizzo del server al mese è prevista.

A questo punto è definita la velocità di upload necessaria e il traffico mensile generato. Da questo si può risalire al costo dell’affitto del server dedicato per streaming audio. Facciamo un esempio pratico. Si intende avere una velocità di streaming tale da fornire una qualità audio di livello pari ad un CD audio (128 Kbits/s) con un massimo di 100 utenti per 300 ore al mese. Si può calcolare che il traffico dati totale generato è di 1728 Gbyte. Mediamente, per queste prestazioni, il costo dell’affitto del server è attorno ai 20 euro mensili, costo assolutamente abbordabile. Nel caso di streaming audio memorizzato occorre considerare anche la quantità di memoria della quale è necessario disporre sul server, che invece, nel caso di streaming in tempo reale, è piuttosto ridotta, potendo essere teoricamente pari al prodotto della velocità di flusso dati moltiplicata per il tempo di latenza.

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