Economia

Il termine enonomia deriva dal greco oikos, che vuol dire la casa e in senso lato i beni di famiglia, e nomos, che vuol dire norma. E vuol dire soddisfare bisogni individuali o collettivi riducendo al minimo la spesa. Ma vuol anche dire un sistema che vada a gestire le attività di un complesso sistema di persone, organizzazioni e istituzioni; in questo caso parliamo di sistema economico. Solitamente, con il termine operatori economici, si intendono i soggetti attivi all’interno di un determinato territorio.

Operatori

Queste, le loro funzioni:

  • produzione e consumo di beni e servizi;
  • intermediazione finanziaria;
  • assicurazione;
  • generazione e ridistribuzione di ricchezza;

Gli operatori economici vengono diversificati in base alla funzione che svolgono:

  • Le famiglie: consumano prodotti, beni e servizi sia prodotti all’interno del territorio che derivanti dall’importazione, e allo stesso tempo producono e accumulano ricchezza, nel caso delle ditte individuali e delle aziende a conduzione familiare.
  • Le società: hanno il ruolo di svolgere attività che creino utili e che li accumulino.
  • Le società di intermediazione finanziaria: come ad esempio le banche, le SIM, le SGR, le SICAV, etc.
  • Le società assicuratrici.
  • Le aziende che producono beni e servizi.
  • La pubblica amministrazione: contribuisce infatti al consumo e produce un tipo di servizio che non si vende, come l’istruzione pubblica, l’ordine pubblico, la difesa, etc. In più, ha il ruolo di ridistribuire la ricchezza tra gli altri operatori.
  • Le organizzazioni senza scopo di lucro, che hanno lo scopo di erogare servizi alle famiglie, come le associazioni religiose, culturali, sportive, i partiti politici, i sindacati e gli enti di assistenza e beneficenza.

Operazioni

Queste sono le operazione economiche effettuate dai vari operatori:

  • Su beni e servizi: originano beni o servizi sia tramite la produzione che per mezzo dell’importazione, come anche i consumi intermedi o finali, gli investimenti e le attività di esportazione.
  • Finanziarie: sostanzialmente si tratti di acquisizioni o cessioni di attività finanziarie, come l’acquisto di azioni, di titoli, l’attivazione di prestiti e l’apertura di depositi.
  • Di distribuzione e ridistribuzione del reddito e della ricchezza: sono il mezzo per cui il valore aggiunto viene distribuito tra chi ha contribuito a produrlo, sia nel caso del lavoro autonomo che dipendente. Ma si parla anche di riscossione delle tasse, pagamento di imposte e di contributi.

Infine esistono anche operazione come gli ammortamenti e gli ‘scambi’ di attività finanziarie ‘non prodotte’, come terreni, licenze, brevetti, etc. Tutte queste operazioni sono sostanzialmente dei flussi e possono quindi essere misurate avendo presente le variazioni che possono accadere in un determinato tempo, ad esempio la creazione, la trasformazione, lo scambio e il trasferimento di valore. Un esempio pratico: si possono misurare le vendite globali di un’azienda, così come il totale delle imposte pagate allo Stato nel corso di un anno. A questi flussi possono corrispondere o non corrispondere dei flussi inversi: ad esempio la vendita di un bene, oppure l’erogazione delle pensioni, dove non è presente un flusso inverso: in questo caso parliamo di operazioni unilaterali.

Settori

Servono a classificare i diversi tipi di produzione di beni o servizi. Ecco i principali settori:

  • Settore primario: ne fanno parte l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, lo sfruttamento di siti minerari.
  • Settore secondario: ne fanno parte l’industria, l’artigianato e l’edilizia.
  • Settore terziario: è quello che produce e/o fornisce servizi.

Per scendere ancora più nel dettaglio:

  • L’ESCAP delle Nazioni Unite ha redatto una lista di ben 20 settori economici.
  • La Divisione Statistica delle Nazioni Unite utilizza l’ISIC (International Standard Industrial Classification of All Economic Activities), che ha individuato 21 settori.
  • L’Eurostat, ossia la divisione statistica della Commissione Europea, utilizza il NACE, uno speciale tipo di classificazione che nasce dall’ISIC.
  • Nel nostro paese, l’ISTAT impiega l’ATECO, ossia la versione nostrana del NACE.

Gli operatori economici che hanno la funzione di accumulare sono causa delle variazioni delle attività; altre cause possono essere naturali, o addirittura casuali, come le catastrofi o gli incendi. Le attività possono essere divise in finanziare e non finanziarie. Tra quelle finanziarie possiamo citare:

  • Attività fisse materiali come terreni e abitazioni, macchine e impianti, mezzi di trasporto,
    giacimenti minerari ecc.
  • Attività fisse immateriali come opere artistiche, sviluppo di software, licenze, brevetti ecc.;
  • Scorte di materia prima, semilavorati e prodotti finiti.
  • Prodotti di valore come pietre preziose, metalli nobili, antiquariato ecc.
  • Tra quelle non finanziarie, invece, possiamo citare monete, azioni, depositi e titoli di vario tipo.
    La misurazione di queste attività in un determinato momento permette di stabilirne la ricchezza in quel preciso momento: in questo caso parliamo di stock, non più di flusso.

Sistemi

Sono tanti, i tipi di sistema economico; per classificarli si deve tenere conto di fattori quali la presenza di alcuni o di tutti gli operatori, della loro importanza, dei diversi modi che hanno di eseguire le loro attività, e delle regole a cui sono sottoposti. Su questo insieme di variabili possono esercitare una certa influenza anche le istituzioni sociali, quelle politiche, la disponibilità o meno di tecnologie adatte, così come anche determinati fattori ideologici o culturali. La storia è stata testimone del susseguirsi di diversi sistemi economici; tanti invece sono nati solo come idea ma non si sono mai concretizzati.

Analizzando la storia da un punto di vista prettamente economico, possiamo dire che la rivoluzione industriale segna il nascere della cosiddetta età contemporanea. La rivoluzione industriale ha infatti dato vita all’evoluzione da un’economia prevalentemente agricola-artigianale-commerciale a un’economia industriale fondata sullo sfruttamento di nuove fonti di energia, ad esempio gli idrocarburi fossili, e quindi dell’energia meccanica delle nuove macchine. L’agricoltura ha quindi sperimentato un inevitabile declino, e insieme a esso, anche quello dell’aristocrazia. La borghesia produttiva aveva sempre più rilevanza, le città si sviluppavano a macchia d’olio, la produzione iniziava ad orientarsi al mercato e non solo all’autoconsumo, sancendo così la nascita del mercato del lavoro.
L’insorgere delle prime grandi crisi economiche come il crollo di Wall Street del ’29 e la Long Depression, e quelle politiche come la Prima Guerra Mondiale o la Rivoluzione Russa, hanno fatto in modo che si affermassero 3 sistemi economici:

  • Economia di mercato: si basa su scambi tra privati e con un minimo ruolo dello Stato, prevalentemente a livello di difesa, ordine, giustizia, istruzione e creazione di infrastrutture.
  • Economia pianificata: in cui ogni dinamica economica viene gestita dallo Stato, con la creazione di piani di breve o media durata che impongono gli obiettivi da raggiungere e ottimizzano le risorse disponibili.
  • Economia mista: in cui gli operatori privati interagiscono insieme all’intervento diretto delle Stato nella gestione del sistema economico, impiegando per questo la spesa pubblica, facendo leva su politiche fiscali e monetarie, e sostenendo la produttività e l’occupazione.