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Comparire ai primi posti nelle SERP dei motori di ricerca è di primaria importanza per chi ambisce a guadagnare visibilità e credibilità nel web. Ecco dunque che, per scalare il vertice, opportuni accorgimenti si rendono necessari al fine di ottimizzare ed indicizzare adeguatamente il proprio sito.
Il web marketingCome sul mercato tradizionale una posizione di prestigio è il risultato di una combinazione di fattori, molto spesso prodotto di studi, campagne e strategie mirate, così anche nel web un "primo posto", in questo caso sui motori di ricerca, non è risultato così immediato, né si raggiunge in pochi passaggi come la facilità d'uso del mezzo potrebbe lasciar supporre.
Rispetto alle attività che riguardano la gestione e l'ottimizzazione dei siti web, oltre a tutta la fase di advertising, si sente parlare spesso di web marketing. Il web marketing è una dimensione abbastanza complessa, che include diverse applicazioni e tecniche. In generale si può definire web marketing il marketing applicato al web, ossia tutti i processi, le strategie, le azioni finalizzate alla promozione, al consolidamento, al lancio di un prodotto (un sito, una piattaforma, ecc.) sul web.
Nel web marketing ricorreranno termini come "piano di marketing", ad indicare tutti quei passaggi (nel nostro caso si parla di piano di e-marketing o di web marketing) che conducono dall'individuazione degli obiettivi di un progetto allo studio della concorrenza, fino alla pianificazione delle strategie.
Uno dei rami più rappresentativi del web marketing è il cosiddetto SEM, acronimo di Search Engine Marketing. Il marketing, ossia, che guarda ai motori di ricerca, studiando il comportamento degli stessi e valutando le strategie da adottare al momento della pubblicazione di un sito o per il suo mantenimento.
Il SEM lavora per il posizionamento organico di un sito, quindi si occupa di far scalare posizioni ad un sito nelle SERP dei motori di ricerca senza ricorrere ad opzioni a pagamento, e al contempo ne monitora il comportamento studiando le statistiche. Inoltre, cura le strategie finalizzate alla promozione del sito, pianificando campagne si web advertising e di pubblicità sui motori di ricerca.
Ma cosa sono i motori di ricerca? E come funzionano? Torna su
I motori di ricercaI motori di ricerca sono dei sistemi di catalogazione ed indicizzazione di pagine web grazie ai quali possiamo reperire informazioni in internet, raggiungendo i siti in essi archiviati. La ricerca, o query, avviene digitando in un campo apposito il termine o la stringa da noi desiderata.
I risultati verranno in seguito visualizzati in una pagina detta SERP, nella forma di un elenco di siti classificati dal motore stesso come attinenti rispetto alla chiave immessa.
La classificazione dei siti web rispetto alle query avviene grazie ad algoritmi proprietari dei singoli motori, che analizzano il contenuto dei siti al fine di rilevarne la prossimità alla nostra richiesta.
La necessità dei motori di ricerca è il prodotto della infinita complessificazione del www, e viene incontro all'esigenza dell'utente di muoversi agilmente tra i milioni di siti attualmente online.
Google, Yahoo, Msn Live search, sono i principali rappresentanti del settore, monopolizzando gran parte del mercato. Google, in particolare, è il motore di ricerca più popolare ed utilizzato. Yahoo è invece una Directory, ossia una raccolta di siti classificati per categorie, cui altro noto esempio è Dmoz.
Esistono anche motori in grado di svolgere le loro ricerche attraverso più motori: i metamotori.
Un'azienda o un privato che vogliano entrare nella complessa realtà del web non possono dunque non considerare che il loro sito sarà raggiunto e visionato spesso tramite gli stessi motori. Dovranno dunque tener conto della concorrenza, ma anche valutare quali accorgimenti rendono un sito appetibile ai motori e quali invece rischiano di escluderlo dagli stessi o penalizzarlo. Un motore di ricerca, infatti, può anche bannare un sito se questi non rispetta i parametri minimi stabiliti dagli sviluppatori, o viola alcune regole elementari.
Solitamente di queste faccende si occupano i cosiddetti SEO, search engine optimizators. Il loro compito è quello di ottimizzare il sito, ossia migliorarne la sua struttura ed i suoi metadati, secondo i parametri guida stabiliti dal motore, al fine di ottenere un buon posizionamento nelle SERP.
Non dimentichiamo infatti che, secondo le statistiche, molto difficilmente un utente visualizza anche la seconda pagina di risultati dopo aver effettuato una ricerca.
Mentre per i grandi progetti è opportuno affidarsi a web agency esperte, per quel che riguarda siti web di poche pagine basterà mettere in atto una serie di accorgimenti ed imparare qualche trucco, cercando di conservare la pulizia del codice o di evitare comportamenti scorretti. Torna su
L'abc del posizionamento: ottimizzareUn buon posizionamento comincia da un buon sito web. Come un motore di ricerca valuterà infatti un sito pieno di codice superfluo, banner pubblicitari, testo nascosto e cookies?
Dopo aver reperito le linee guida relative al motore di riferimento, leggendo magari qualche buon libro o articolo sulla materia, possiamo muovere i primi passi in vista di una buona ottimizzazione.
Google, il motore di ricerca attualmente più utilizzato al mondo secondo le statistiche, valuta i siti archiviati soprattutto in base al page ranking, ossia la cosiddetta rilevanza della pagina, stabilita considerando quanti link (di qualità) linkano a loro volta il nostro sito.
Il page ranking si guadagna, e per guadagnarlo dobbiamo bene strutturare il nostro sito e dotarlo di contenuti di qualità.
Un sito ben scritto è solitamente scritto in xhtml pulito e validato secondo le norme del WC3, utilizzando i CSS (fogli di stile) per la formattazione ed il layout. La pulizia del codice consente infatti un'ottima distribuzione dei contenuti, ed è inoltre, banalmente, "simpatica" ai motori. Si parla in questo caso di markup semantico, che vuol dire utilizzare i tags del linguaggio di marcatura per i loro scopi specifici, rispettandone le funzionalità e le destinazioni.
Fondamentale dunque, in un buon processo di ottimizzazione, è attribuire i tag opportuni alle varie sezioni di contenuto del nostro sito. I titoli più importanti andranno in o , i paragrafi in , i grassetti in , i corsivi in . Nei primi termini del contenuto della pagina si cercherà di introdurre le parole chiave, quelle che meglio descrivono la pagina stessa e le sue caratteristiche.
Nella testata del documento, la cosiddettà andremo invece ad inserire dei metadati (dati sui dati, ossia dati che descrivono dati), che in questo caso si chiamano metatags. I metatags, inclusi nei tag , ci consentono ad esempio di elencare le keywords o parole chiave del sito, fornire una breve descrizione, dichiarare la lingua in cui il sito è scritto o il nome dell'autore. Ai fini di una buona ottimizzazione si cura particolarmente il metatag keywords, inserendo fino a 10 parole chiave (attenzione a non esagerare, e a non ripetere più di due volte un termine) separate da una virgola, le quali rispecchieranno possibilmente i titoli e i primi termini nel corpo del documento. Poi, il metatag description, riservato ad una breve descrizione del sito (meglio evitare un linguaggio spudoratamente commerciale!), che comparirà poi nelle SERP sotto il link al sito stesso. Infine, da non trascurare, è il tag robots che inserito nella forma:
indica ai motori di ricerca di esaminare il contenuto di tutte le pagine. In seguito vedremo meglio di cosa si tratta.
Ricordiamo che le keywords da sole non servono a nulla. Inutile dunque abbuffare di keywords, come si usava fino a poco tempo fa, il nostro metatag. Ciò che un motore tiene maggiormente in considerazione è la coerenza tra metatags, contenuti, titolo ed url, e dei contenuti tra loro. La sincerità e la pulizia, insomma, pagano. Torna su
Altri accorgimentiTra gli altri accorgimenti, numerose sono le tecniche adottate dagli specialisti. Il codice javascript, ad esempio, viene solitamente inserito tra due tag di commento, ossia . Le immagini, invece, vanno accompagnate dall'attributo alt, dove si immette un testo alternativo che descriva le stesse. Ciò è molto utile, specialmente se l'attributo include uno o più termini del nome immagine.
Fondamentale, inoltre, è chiamare la prima pagina del sito index.html o index.htm, inserire le immagini in una cartella denominata images, dotare il sito di una sitemap. Sono accorgimenti non obbligatori, ma è buona norma seguire queste direttive per rientrare negli standard. I nomi delle pagine, inoltre, non conterranno spazi bianchi ma preferibilmente solo underscores, ad esempio "mia_pagina.html". Il tag ,forse il più rilevante tra i fattori da studiare, conterrà un titolo descrittivo diverso per ogni pagina a seconda dei contenuti inseriti, e non troppo lungo. Meglio se il title coincide, almeno per la home, con il nome della pagina. L'URL ideale di una pagina web, comunque, è descrittivo e contiene termini rilevanti.
I contenuti rilevanti, quelli in cui ad esempio verrà concentrato il maggior numero di keywords, è buona norma inserirli nelle prime righe di testo della pagina. Anche qui, è ovvio, non si tratta di privilegiare la correttezza alla sostanza: Il testo dovrà conservare la sua naturalezza, senza apparire un'artificiosa ammucchiata di keywords.
Una nota necessaria è quella relativa agli outbound-links (link esterni). E' preferibile infatti linkare, nelle proprie pagine, soltanto siti di qualità, e i cui contenuti abbiano notevole pertinenza con il nostro sito.
Una parentesi a parte meritano le cose da NON fare quando si crea un sito web. Anzitutto evitare i redirect in refresh (), evitare le proliferazioni di testo nei metatags, oppure l'eccesso di metatags stessi. Non superare il peso di circa 50kb per l'home page. Non utilizzare frames o testo nascosto, non abbondare con i links e diffidare dei sistemi di linking. Non utilizzare sistemi di Cloaking (contenuti differenziati forniti agli spider) o doorway pages.
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Indicizzazione e posizionamentoOttimizzato il sito, si tratta ora di segnalare la sua presenza ai motori di ricerca, affinchè possano indicizzarlo. Il funzionamento dei motori di ricerca si può riassumere in pochi passaggi. Un piccolo programma, detto crawler o spider, passa in rassegna il contenuto testuale delle pagine a lui sottoposte, leggendo letteralmente le stesse e ricavandone termini rappresentativi o links. Il file robots.txt, di cui abbiamo parlato in precedenza, si utilizza nel caso in cui non si voglia far visionare al motore qualche pagina specifica. In caso contrario, è buona norma comunque preparare un file robots.txt vuoto.
Dopo essere stato esaminato, il sito verrà inserito in un archivio e quindi classificato. Soltanto da adesso si potrà parlare di posizionamento.
Quando un'utente ci vedrà al primo posto? Se il nostro sito ad esempio vende gommoni a motore, è chiaro che sarà molto difficile comparire ai primi posti nelle SERP digitando "Nautica". Quanto più un ambito è generico, tanto maggiore sarà la concorrenza. Ecco dunque che bisognerà accuratamente scegliere il nostro target e, se abbiamo grandi ambizioni, prendere le dovute precauzioni. Nel caso della nautica, valutando anche la sempre maggiore importanza attribuita dai motori di ricerca ai contenuti ed alle relazioni degli stessi con i metatags, potremmo ad esempio dedicare alla nautica alcuni articoli a cadenza settimanale, arricchendo il nostro sito con contenuti testuali, possibilmente originali (attenzione a non copiare!).
Gli specialisti consigliano di segnalare manualmente ai motori il lancio di un sito sul web, senza affidarsi a software specifici. E' vero che, prima o poi, lo spider in qualche modo accederà al nostro sito, ma prevenire è la scelta migliore, come ci insegna il noto spot. Lo spider ha tempi piuttosto lunghi, potranno trascorrere fino a 2-3 mesi per veder comparire su un motore di ricerca il proprio sito. Ricordiamo inoltre che, una volta indicizzato, il sito verrà ricontrollato in media ogni 20 giorni, e dunque che la posizione raggiunta nella SERP non è definitiva. Se siamo al 4.850° posto, non scoraggiamoci! Torna su
Monitorare il comportamento di un sito
Abbiamo finalmente lanciato il nostro sito sul web e con grande sorpresa, per quel termine da noi stabilito, raggiungiamo in Google la 6ª posizione!! Vittoria? Niente affatto. Nulla, in internet, è definitivo. Parcheggiare un sito web e abbandonarlo alla deriva non è il comportamento migliore per chi rincorre un minimo di popolarità. E' superfluo ricordare quanto per un motore di ricerca siano rilevanti gli aggiornamenti, oltre alla qualità degli stessi. Un sito che non riceve visite ed aggiornamenti, prevedibilmente, verrà presto dimenticato precipitando nel limbo dei motori.
Ancor più importante, però, è monitorare il comportamento del sito: valutare gli accessi degli utenti, i trends, i numeri degli utenti in entrata e la loro provenienza, le query utilizzate per accedere alle pagine, i browser utilizzati, il tempo di permanenza sul sito e tanto altro. Utili informazioni le ricaviamo analizzando i file di log, files compilati dal server in cui sono registrate le richieste effettuate dai diversi client. Le statistiche che leggiamo, spesso, sono ricavate dall'analisi di questi file.
Google analytics è un ottimo strumento per visionare le statistiche del proprio sito web. Ci si registra gratuitamente dalla pagina apposita, e si copia un codice fornitoci da Google nello spazio della pagina web prima della chiusura del body (). In seguito è possibile, dalla pagina di gestione, visionare i reports e le statistiche. Consigliamo una lettura delle "istruzioni" per muoversi più agilmente tra le tante funzioni!
Monitorare un sito ci permette di stabilire come e dove agire per migliorarne il comportamento, dunque se lasciare invariata la struttura e i metatags o procedere ad aggiornamenti ed ulteriori ottimizzazioni.
Oltre al semplice controllo, il successo di un sito è determinato anche dalle strategie di advertising messe in atto per incrementare la popolarità e le visite.
Una forte spinta "dall'esterno" può esser data da campagne di bannering, di scambio links, di partnership, di e-mail marketing o newsletters.
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Cosa sono i motori di ricerca
In questa prima sezione cercheremo di fare una panoramica sui motori di ricerca, spiegando cosa sono e cosa fanno. I motori di ricerca sono dei sistemi che permottono di trovare nel web le parole che stiamo cercando e che identificano l’argomento di nostro interesse. Questi sistemi utilizzano un software chiamato “spider” che rende consultabili le pagine trovate e che contengono le parole che abbiamo ricercato. Solitamente, inseriamo la parola che intendiamo cercare (ad esempio “attrezzatura ginnica”), premiamo il tasto “cerca”, e dopo qualche secondo la ricerca ci restituirà una serie di pagine corrispondenti a tutti i siti web che contengono informazioni sulla parola indicata.
Il motore di ricerca maggiormente utilizzato in Italia è Google. Attenzione , però, a non confondere i motori di ricerca con le directory; spesso, infatti, si tende a considerare Virgilio o Yahoo un motore di ricerca ma non è così, queste sono directory. Le directory possiamo considerarle raccolte di siti, organizzate per contenuti che vengono analizzati e pubblicati solo se qualitativamente rilevanti. Questo tipo di operazione, invece, non viene effettuata dai motori di ricerca che non discriminano siti di basso contenuto. Bisogna anche aggiungere, però, che ultimamente i search engine (motori di ricerca, appunto) hanno implementato le proprie funzioni con delle tecniche che permettono di indicizzare i siti anche in base alla qualità dei contenuti in modo da posizionare nei primi posti pagine con argomenti idonei alla ricerca effettuata e caratterizzati da una buona qualità.
Google ad esempio, grazie alla tecnologia definita PageRank, ha realizzato un buon sistema basato sui link della Rete per valutare oggettivamente la qualità di un sito. Il sistema funziona, grosso modo, sulla valutazione che stesso la Rete dà alle nostre pagine webc attraverso i link: quanti più link ci sono stati dall’esterno alla nostra pagina e dalla nostra pagina ad altre che hanno congruità di argomenti, tanto più alto è il valore della PageRank e cioè la qualità.
Ricordiamo, però, che la nostra pagina è influenzata solo parzialmente dal PageRank poiché ciò che fa la differenza consiste, sostanzialmente, nella buona realizzazione delle pagine che compongono l’intero sito e, innanzitutto, dal titolo delle stesse. Ma non disperate, non è difficile organizzare buone pagine web, l’importante è avere ben chiari alcuni concetti che andremo ad affrontare nelle sezioni seguenti.
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Registrazione e posizionamento nei motori di ricerca
Se vi è chiaro cos’è un motore di ricerca, cerchiamo ora di adoperarci affinché il nostro sito ottenga una buona posizione nei vari motori di ricerca. Il primo passo da effettuare è quello di registrarsi presso i search engine in modo da segnalare l’esistenza del nostro sito e inserirlo nei loro database. Ogni motore e ogni directory hanno una propria pagina di registrazione che dovrete compilare con una serie di informazioni sulle caratteristiche del vostro sito.
Differentemente dalle directory (quali, ricordiamo Yahoo o Virgilio) che richiedono maggiori informazioni sul vostro sito, la maggior parte dei motori di ricerca si limita nella richiesta dell’indirizzo web o del titolo. Ciò è dovuto al fatto che verrà inviato sul tuo sito uno spider che avrà il compito di cercare e catalogare tutte le informazioni utili che sono presenti nella vostra pagina. Relativamente alle directory, dovrete prima scegliere la categoria idonea all’argomento trattato nel vostro sito e poi cliccare il link “add url” che vi rimanderà direttamente alla pagina di registrazione.
Terminata la registrazione, vi tocca affrontare la parte più complicata, cioè il posizionamento. Un buon posizionamento consiste nel rientrare almeno nei primi 30 risultati dei motori di ricerca più importanti; alcune ricerche di settore, infatti, stimano che, nella ricerca delle parole interessate, la maggior parte degli utenti non si spinge oltre. Focalizzato il nostro obiettivo, non ci resta che tenere ben presenti i parametri che utilizzano i motori di ricerca nella scelta dei siti da inserire nei propri database. Solitamente, i punti su cui si dovrebbe concentrare l’attenzione sono tre:
- il contenuto del testo
- le parole chiavi (o keyword)
- il PageRank
Relativamente al contenuto del testo, è importante realizzarlo nel migliore dei modi, prestando attenzione alla realizzazione di pagine che contengano quanti più riferimenti possibili all’argomento ricercato dall’utente.
Per quanto riguarda le parole chiave (o keyword), anche se l’argomento verrà trattato con maggiori dettagli nel paragrafo successivo, è fondamentale conoscerne la funzione, poiché se posizionate correttamente, garantiscono un afflusso maggiore di utenti al nostro sito. Le keyword sono due o più parole (solitamente fino a quattro) che servono ad identificare l’argomento delle nostre pagine web. “Attrezzatura ginnica” ad esempio è una sola keyword formata da due parole.
Relativamente al PageRank, come specificato nel paragrafo precedente, ricordate che più link ci sono dal vostro sito e al vostro sito, e più attendibili e popolari risulterete per i motori di ricerca.
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Le parole chiave o keyword
Le parole chiave sono parole comuni utilizzate dagli utenti del web per effettuare una ricerca tra i siti che trattano gli argomenti di interesse. E’ utile pertanto inserire una discreta quantità di termini chiave nella nostra pagina, ma attenzione a non strafare in quanto poterebbe essere controproducente! Molti motori di ricerca infatti, escludono a priori pagine web con uno spropositato numero di parole chiave che, inevitabilmente, penalizzano il contenuto.
Consigliamo quindi di procedere con naturalezza alla stesura della vostra pagina web e solo dopo averla terminata, passare in rassegna le keyword ed eventualmente, modificarne il numero solo se realmente necessario. Evitate inoltre di inserire parole chiave che non hanno alcuna attinenza con il vostro sito solo per garantirvi numerosi accessi. Inserire termini quali “sesso”, “suonerie” o altro se il vostro sito tratta macchine agricole, è un danno di immagine, ne perdete in qualità ed i motori di ricerca vi indicizzeranno sicuramente nelle ultime posizioni.
Assodata l’importanza delle parole chiave, è bene sottolineare che anche la posizione delle stesse nel testo gioca un ruolo fondamentale. Collocare correttamente le keyword all’interno del testo, permette ai search engine di individuare immediatamente il contenuto della vostra pagina. Un’ottima posizione per le parole chiave è sicuramente il Titolo della pagina. Chi ha un po’ di dimestichezza con il codice HTML, dovrà inserire la keyword proprio tra i tag (es. attrezzatura ginnica .
Un’altra parte del testo dove sarebbe opportuno inserire le parole chiave è tra i tag di intestazione (ovvero ); se nella vostra pagina web sono presenti più paragrafi che trattano ad esempio di abbigliamento potreste orientarvi come segue per le varie sezioni: abbigliamento sportivo;abbigliamento per occasioni speciali; abbigliamento ed accessori per donna). Un discorso a parte meritano i meta tag (di cui parleremo dettagliatamente nel paragrafo seguente) ossia di tag speciali e che corrispondono ad argomenti rilevanti della pagina.
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i "meta-tag" : servono davvero?
Cominciamo innanzitutto con lo spiegare quanti sono i meta tag, a cosa servono e se sono davvero utili per migliorare la posizione della nostra pagina nel web.
I meta tag più importanti, e che contribuiscono a descrivere meglio l’argomento trattato, sono i Meta-tag "description" e i Meta-tag "keywords" .
Il Meta-tag "description" come indica la parola, fornisce un descrizione più dettagliata dell’argomento che andiamo a trattare nella nostra pagina web. E’ opportuno, a tal proposito, precisare che la descrizione non deve essere troppo lunga altrimenti c’è rischio di essere ignorati dai vari motori di ricerca.
Il Meta-tag "keywords", invece, ha la stessa funzione del meta tag description con la differenza che indica gli argomenti rilevanti della nostra pagina.
Una volta che abbiamo stabilito la sintassi e l’utilità di meta tag, dobbiamo imparare a posizionarli correttamente all’interno del nostro codice HTML: i meta tag vanno inseriti dopo il titolo e tra i tag .
Anche se fino a questo momento abbiamo dato indicazioni sulla tipologia dei meta tag e sul corretto posizionamento all’interno del codice HTML, non dobbiamo trascurare il titolo del presente paragrafo: i meta tag servono davvero?
La domanda è frutto di punti di vista diversi. In realtà c’è chi ritiene che non siano di alcuna utilità, ma non è proprio così. I meta tag sono stati usati in passato per aggirare gli algoritmi degli spider, inserendo descrizioni che non avevano alcuna attinenza con l’argomento trattato. Gli spider, infatti, si limitavano a controllare solo una parte della pagina web(solitamente il titolo e l’intestazione), tralasciando il “corpo” (nella sintassi . Attualmente l’utilizzo del meta tag non incide particolarmente sulla possibilità di migliorare il proprio posizionamento nei motori di ricerca, ma aiuta. Nelle sezioni successive spiegheremo perché; non abbiate fretta quindi, e continuate a leggere!
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Strategie di webmarketing
Gli appassionati del world wide web sanno perfettamente che nella Rete confluiscono contenuti dai generi più disparati. Avere una certa visibilità su Internet, specialmente per le aziende, significa pubblicità e di conseguenza (se la pubblicità è strutturata in modo strategico), clienti. In questo paragrafo cercheremo di dare indicazioni utili innanzitutto a chi ha deciso di promuovere la propria attività lavorativa attraverso la Rete.
Prima di realizzare il vostro sito, vi consigliamo di dare un’occhiata ai concorrenti che sono presenti in Rete per poterne studiare le strategie e valutarne le pecche . Studiare l’organizzazione di un sito concorrente è fondamentale innanzitutto per non utilizzare le stesse keyword. In realtà, se vendete macchinari agricoli sarà difficile non utilizzare questi termini; avrete, però, consapevolezza della necessità di ottimizzate il testo (magari con l’utilizzo dei meta tag), e scrivere un titolo appropriato che contenga una combinazione alternativa di keyword rispetto ai vostri concorrenti.
Inoltre, si raccomanda di utilizzare parole chiave che rappresentino i prodotti e i servizi che si desidera pubblicizzare, anche se, spesso, nel farlo si incontrano notevoli difficoltà specialmente se la vostra ditta ha necessità di pubblicizzare prodotti diversi. Se vi spaventa il fatto che gli spider tendono ad ignorare pagine con un numero elevato di keyword, ciò non è sempre detto, l’importante è utilizzare il numero di parole chiave giusto con combinazioni di termini diversi per ogni prodotto che intendete pubblicizzare.
I più fortunati sono sicuramente coloro i quali posso essere rintracciati facilmente sul web grazie alla propria ragione sociale; in questo caso consigliamo di usare le keyword davvero al minimo indispensabile.
Ricordiamo inoltre, che un’ottima strategia per aspirare ad uno dei primi posti nei motori di ricerca, consiste nell’attivare un proprio dominio. Ques’ultimo, non solo conferisce maggiore professionalità, ma permette agli utenti di cercare direttamente il vostro sito senza iniziare la ricerca sul web. In altri termini, se vendete prodotti per animali e il vostro dominio è facile da ricordare, ad es. animali.com, sarà facilissimo rientrare nelle prime trenta posizioni. Il problema, però, consiste nel fatto che è molto difficile ottenere questo tipo di dominio. Non demoralizzatevi, ricordate che è possibile guadagnare una discreta posizione anche con i domini .it, .org e .net!
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Consigli per ottimizzare
In questa sezione cercheremo di fare il punto della situazione, raccogliere le idee su tutto quello che abbiamo illustrato fino a questo momento, metterle magari su carta e cominciare a lavorare per realizzare il nostro sito. Il primo obiettivo da non trascurare mai, consiste nel realizzare il sito creando una struttura coerente e competitiva; le tecniche per poter ottimizzare il proprio posizionamento sono secondarie.
Ricordate che il vostro obiettivo primario consiste nel realizzare un sito di qualità! Stabilito ciò, passiamo in rassegna tutte le tecniche e gli stratagemmi che possiamo realizzare per “aiutare” in nostro sito a fare qualche passetto in più nella scalata al vertice delle top ten. Cominciamo innanzitutto dalle keyword:
- Ricordiamoci di non concentrarle tutte nella home page. Se le parole chiave sono troppe, realizziamo più pagine con al massimo 3 volte la stessa keyword. E’ importante anche ricordarsi di utilizzare a volte anche parole chiave che non siano direttamente legate all’argomento trattato ma che ci arrivino, diciamo così, per una via più larga. Se vendete prodotti per animali,vi potrebbe tornare utile inserire parole come “occasioni”, “offerte”, amici a quattro zampe” ect… Non fate l’errore di inserire parole chiave che non hanno alcuna attinenza con i vostri prodotti o con l’argomento delle vostre pagine in quanto ciò potrebbe penalizzarvi definitivamente con l’esclusione totale dai data base dei motori di ricerca più importanti.
- Evitate di utilizzare i frame perché alcuni spider hanno difficoltà nel leggerli, ma se proprio non potete farne a meno, ricordatevi di inserire il tag all’interno dei .
- Non utilizzate le immagini come parole chiave, in quanto gli spider leggono solo testo.
- Se avete la possibilità, cercate di registrarvi il Dominio.
- Monitorate costantemente il vostro sito. E’ necessario aggiornare sempre le vostre pagine web per mantenere la posizione conquistata nei motori di ricerca. Si ricorda, infatti, che gli spider sono aggiornati costantemente con algoritmi che ricercano parametri sempre nuovi per indicizzare i siti web.
- Puntate al massimo nella realizzazione del titolo (tag nella sintassi HTML). Sia le directory che i motori di ricerca effettuano i primi controlli proprio sul titolo e se quest’ultimo ha le giuste parole chiave e un’adeguata descrizione, è sufficiente da solo a garantirvi un ottimo posizionamento.
Ritorniamo a precisare che queste indicazioni non sono infallibili per ottenere un buon posizionamento ma sicuramente aiutano; in bocca al lupo quindi!
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