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Oramai sulla bocca (e sui monitor) di tutti, YouTube è il più popolare ed osannato sito di condivisione e uploading video attualmente in rete. La sua utenza tocca i vertici delle classifiche del web, e la fama non immeritata fa tremare i maggiori network televisivi...
Storia di YouTube
Siamo nel 2005. Tre giovani dipendenti di Paypal, Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, lanciano in rete un progetto finalizzato alla condivisione di file video sul web, YouTube (che significa letteralmente "tu tubo"), realizzato in un garage di Menlo Park e finanziato dalla Sequoia Capital, la stessa società di investimenti che credette in Google ed Apple ai loro esordi. La prima iniziativa a conferire visibilità al sito fu un contest grazie al quale, in base a un sistema di acquisizione punti, ogni utente disponeva della possibilità di vincere un i-pod Nano semplicemente iscrivendosi, postando video o invitando amici.
La notorietà non tarda a giungere per YouTube, grazie all'innovativo servizio offerto ed alla scelta di conferire visibilità ai contenuti in base alla popolarità degli stessi, non senza adeguate campagne di partnership e bannering. Nel settembre 2006 YouTube stringe un accordo con la Warner music, grazie al quale legittima la presenza di filmati protetti da copyright Warner, ed accordi successivi vedranno in campo la Sony Bmg, la Universal Music e la rete americana CBS. La vera svolta per il progetto è però del 10 ottobre 2006, quando il colosso Google, attratto dalla popolarità di YouTube, lo acquista per 1,65 miliardi di dollari, scuotendo la borsa americana e confermando lo spessore del nuovo trend, quello di investire cifre consistenti nel web e nelle sue risorse nell'ottica di una prevedibile crescita del settore.
Il progetto vive attualmente una fase evolutiva, in vista di un utilizzo più "proficuo" (considerato che YouTube nasce senza un business plan ben definito) del sito, e di un più serrato controllo sui contenuti protetti da copyright e/o inadeguati, grazie alla creazione di "Claim your content", un efficace strumento di controllo sui singoli video. Per le Presidenziali Usa 2008 è nato su YouTube un nuovo canale, si chiama "youchoose 08" e, assieme ad un'altra novità, CitizenTube (un vlog interno alla piattaforma), testimonia quanto la faccenda YouTube venga presa sul serio anche dai vertici della politica statunitense.
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Cos'è YouTube
Si parla tanto di YouTube come di parte integrante del cosiddetto Web 2.0, ossia la maniera attuale di "fare web" attarverso tecnologie e strumenti multimediali basati su nuove modalità di partecipazione dell'utente e di circolazione dell'informazione. Web 2.0 è in parole povere un nuovo approccio ad internet, grazie al quale l'informazione si emancipa da chi la produce e viene resa fruibile in molti modi, grazie ad adeguate tecnologie di supporto.
Al web 2.0 sono associate sigle, software e progetti come come rss, wikipedia, blog, skype, msn messenger, il tutto parte di un movimento in via di espansione che sta trasformando la rete in una grande e dinamica macchina comunicativa e informativa in grado, si pensa, di rimodellare la struttura stessa dei media. Youtube si colloca all'interno di tale realtà e ne costituisce parte attiva. La sua utenza cresce vertiginosamente giorno dopo giorno, i suoi utilizzi oramai si riscontrano in svariati settori.
Il messaggio di YouTube, in evidenza sotto il logo, è "broadcast yourself", "diffondi" te stesso; Il protagonista è dunque, indiscutibilmente, l'utente. Il sito è utilizzato per la condivisione di video (file-sharing), e consente un upload (scaricamento) semplice e veloce di file multimediali sul web. Il suo successo è legato alla possibilità di pubblicare e condividere, senza apparenti difficoltà tecniche e in tempi brevissimi, i propri file multimediali, che siano registrazioni casalinghe, video musicali o quant'altro, e di visualizzare i video altrui grazie a un motore di ricerca interno veloce e a tempi di caricamento esigui. Recenti statistiche mostrano come circa 10 milioni di filmati vengano quotidianamente visualizzati in tutto il mondo sul sito, e circa 64000 caricati sempre giornalmente sulla piattaforma.
L'utente insomma, stimolato dalla semplicità del servizio e dalle "performances" altrui, è incoraggiato a produrre un proprio personale contributo, e lanciarlo sulla rete... la profezia di Andy Warhol si concretizza così in questa spensierata ricerca di consensi e popolarità a tutti i costi! L'immediatezza d'uso era infatti il principale target dei fondatori del sito, desiderosi di dar vita ad un servizio fruibile ed intuitivo, non rintracciabile in rete all'epoca della pubblicazione del loro progetto, quando inserire un video sul web significava agire su complicate stringhe di codice spesso accessibili solo agli addetti ai lavori.
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Come funziona YouTube
Il sito è costruito su una grafica essenziale, nessun banner pubblicitario o inserzione nell'home page, ed una navigazione intuitiva e diretta. Un menu orizzontale consente l'accesso alle categorie principali, una suddivisione tematica che dà ordine ai contenuti consentendo di reperirli in base alle aree di interesse, in questo caso 12. E' possibile incontrare ogni genere di filmato: dai musicisti agli aspiranti tali, a video goliardici, documentari "homemade", videoclip, spezzoni di programmi televisivi, trailer...
La visualizzazione si avvia con un semplice click e ha tempi di caricamento ridotti. Oltre alle semplici sezioni abbiamo poi i canali, che al momento sono sei (commedianti, direttori, guru, musicisti, partner, youchoose 08), divisi in sottoaree. I Canali corrispondono alle pubblicazioni di singoli membri, che inseriscono video con una certa frequenza su uno stesso tema. Infine, i gruppi, creati dagli utenti e da essi gestiti. Una funzione di ricerca, ben visibile in alto a destra nella pagina, ci consente di accedere velocemente al filmato o al soggetto da noi richiesto, fornendoci poi i risultati corredati da una thumbnail degli stessi, dal titolo del filmato e da un simbolo (+) che ci permette di archiviare il video in una lista dalla quale potremmo facilmente visualizzare tutto ciò che abbiamo precedentemente selezionato (una sorta di "preferiti", insomma).
La ricerca può essere effettuata in base alla data di uploading, rispetto ai video più discussi, ai preferiti e in molti altri modi. Anche l'upload è intuitivo e immediato. Dopo esserci iscritti gratuitamente (precisiamolo, il servizio è gratuito in ogni sua parte) al sito ed aver generato un nickname ed un nostro profilo, se desiderato, possiamo inviare i nostri video e lanciarli nell'etere a milioni di potenziali visitatori, inserendo un titolo, dei tag che aiutino a categorizzarli, o una descrizione. Tra le altre opzioni, è possibile commentare i video altrui dove i commenti sono abilitati, interagendo così con l'autore e con chi vi gravita attorno, oppure esprimere una preferenza attribuendo ai filmati da 1 a 5 stelle. I video presenti su YouTube si possono inoltre facilmente linkare dalla propria pagina web, tramite poche righe di codice Html suggerite da YouTube stesso. Spesso la qualità dei video è bassa, sia per consentire una rapida visualizzazione, sia perchè l'utente è libero di modificare o ottimizzare il file a suo piacimento prima dell'uploading. Youtube utilizza la tecnologia Macromedia Flash, che consente lo streaming (visualizzazione) ma non il download (scaricamento) dei filmati. Sono tuttavia reperibili in rete software che, a pagamento o freeware, consentono di risalire al file e scaricarlo sul proprio pc con poche operazioni.
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Inserire video in YouTube
E' possibile visualizzare i video anche senza iscriversi, ma per "postare" (ossia inserire sul sito) i propri contributi video è indispensabile l'iscrizione, operazione semplice e dai tempi brevi, che può essere effettuata in modalità standard o creando un account specifico (per musicisti, commedianti ecc.). Ci verrà chiesto di inserire i nostri dati, ma anche di non caricare contenuti rispetto ai quali non si detengono i diritti d'autore: questo forse ci priverà dell'entusiasmo di condividere filmati rari, ma dobbiamo aspettarci tali restrizioni dal futuro di YouTube. Essere iscritti ci dà comunque la possibilità di accedere ai contenuti protetti, che magari ci incuriosiranno soltanto per la sigla che presentano all'accesso, e a molte altre funzionalità. L'uploading dei video richiede pochi minuti ed ha come unico limite quello dei 10 minuti e dei 100 megabyte a file, che siamo tenuti a rispettare.
Una volta creato l'account è possibile poi ordinare i video inseriti e creare e gestire liste di preferiti e singole playlists, affinchè i video o i canali consultati più spesso siano sempre facilmente reperibili; inoltre è possibile aggiungere amici e "subscrivers", ed ampliare così la cerchia delle nostre conoscenze virtuali. Il consiglio che posso dare è quello di contribuire ad una crescita del motore, inserendo video tematici e sviluppando una relazione di scambio con utenti interessati al nostro stesso soggetto. Ad esempio, inserendo un filmato possiamo curare i tag, ossia le categorie rispetto alle quali il filmato andrà classificato, affinchè un eventuale utente interessato possa rintracciarci facilmente con una ricerca. Oppure potremmo ambire ad una certa visibilità nell'ambito di un determinato settore, ed allora potrebbe essere vantaggioso commentare i video di altri utenti, affinchè questi visualizzino i nostri e il numero degli accessi si incrementi. E' preferibile in ogni caso inserire file in formato divx con risoluzione 320x240, che meglio si adatta alla conversione in flash operata in automatico dal sito.
Una nuova opzione ci consente inoltre di caricare i filmati tramite mms compilando un'apposito form e fornendo i dati necessari, e di visualizzarli anche da supporto mobile. Il consiglio per il "cercatore" è invece quello di muoversi anche attraverso i tag e le categorie, oltre alle semplici ricerche, ed esplorare i profili degli utenti al fine di individuare filmati curiosi e interessanti. Le ricerche sono semplici ed il caricamento dei video mai troppo lento. Una piccola attesa, e via! Come per i motori di ricerca, ogni singola ricerca ci può condurre in un nuovo piccolo universo, e svelarci qualcosa di inaspettato!
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YouTube nel mondo
La popolarità di YouTube è legata al successo di alcuni suoi utenti che, premiati dal consenso dei più, han guadagnato una notorietà spesso inattesa finendo preda dei network televisivi e divenendo veri e propri "casi". Il gruppo alt-rock "Ok-Go!", ad esempio, si è affermato sul mercato internazionale grazie ad un video autoprodotto con pochi soldi nel quale una bizzarra coreografia su tapis-roulant vedeva protagonisti i componenti stessi della band. Altrettanto popolare è stata la campagna dei "free hugs", un proliferare di abbracci "gratuiti" distribuiti in pubblico da una serie di intraprendenti e generosi volontari. Non pochi sono comunque i casi di video casalinghi che, a dispetto dell'utilità magari discutibile, han ricevuto consensi semplicemente per la loro originalità.
Basta comunque consultare la "top ten" e le altre classifiche presenti sul sito per farsi un'idea di quanto eterogenei possano essere i contenuti della piattaforma. Del 2006 è la prima edizione dei "You tube Awards", che han premiato i vincitori di 7 categorie tra le quali "miglior commedia", "migliore band" e "miglior commento". Il premio di "miglior cartoon" è stato invece assegnato a un corto animato su Kiwi, un adorabile uccellino privo di ali ma con un insaziabile desiderio di volare. Ma YouTube è anche in prima linea per quel che riguarda l'attualità; spesso infatti rispetto a noti casi di cronaca è stato utilizzato per caricare filmati di testimoni oculari, come nel caso dell'uragano Katrina, o ha fatto notizia per lo scalpore o per la particolarità di contenuti video in esso pubblicati.
In Italia il nome di Youtube è ultimamente legato, per il grande pubblico, a vicende di bullismo (non di rado infatti sul sito vengono caricati filmati amatoriali girati nelle scuole) ma anche a bizzarre e divertenti iniziative, come quella della giovane milanese esibitasi in una lap dance "metropolitana". Il primo politico italiano a ricorrere al "tubo" è stato invece Antonio Di Pietro e la cosa, ovviamente, ha fatto notizia..
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Altri sistemi di condivisione video
Numerosi sono i servizi che, sulla scia di YouTube, han riproposto il modello vincente del progetto, spesso senza ottenere neppure in piccola parte la sua popolarità. Oltre a Google video, iniziativa che precedette l'acquisizione di YouTube da parte dello stesso Google, i concorrenti del "Grande Tubo" sono vari e spesso mai realmente competitivi. In Italia abbiamo Alice Video che, secondo aggiornate statistiche, nel giro di pochi mesi ha raggiunto gli 800.000 utenti, oltre a piattaforme in stile YouTube come metello.com, tuovideo.it, video.libero.it ed altre, invase però di frequente da inserzioni pubblicitarie, anche se graficamente ben fatte, ricalcando il loro progenitore nella struttura e nella presentazione dei contenuti. La Microsoft ha di recente lanciato "soapbox", la risposta di casa Gates a YouTube, inizialmente ad accesso ristretto tramite inviti e soltanto da poco resa pubblica.
Presenta sostanzialmente caratteristiche identiche a YouTube, arricchite da una grafica accattivante ed essenziale, in stile microsoft. Tra gli altri nomi si segnalano metacafe, ifilm, Joost, Grouper, ma la lista potrebbe continuare... Un concorrente agguerrito si sta mostrando invece myspace.com (acquistato da Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari),non propriamente nato come piattaforma di file-sharing, ma che si sta muovendo nella direzione di una maggiore compatibilità con i nuovi standard. Nato diversi anni fa come semplice progetto di creazione di pagine personali, è divenuto lo strumento prediletto di svariate band emergenti e non per far conoscere la propria musica ed i propri progetti "artistici", oltre ad essere una viva e popolata community.
Esistono in giro sul web altre originali varianti di YouTube come la versione "hard", pornotube, o quella spirituale, Godtube, tutte nate cavalcando l'onda del file-sharing, la cui evoluzione è sempre più rapida e densa di iniziative gemelle e varianti creative... La nostra speranza, comunque, è che l'utente non passi mai in secondo piano rispetto al business.
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