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Polizza vita
di Valentina Tortelli, Michele Di Gennaro |
Il termine polizza deriva dal greco apòdeixis, che letteralmente significa documento. È infatti un documento che attesta la stipula di un contratto fra le parti. Esistono due diversi tipi di polizze quelle sulla vita stessa, con tutte le loro sottocategorie (assicurazione contro i rischi) e quelle per il caso di morte. Come scegliere la polizza sulla vitaStipulare una polizza sulla vita significa tutelarsi nei confronti di rischi che possano comportare l'inabilità al lavoro, tutelare i propri familiari (dal punto di vista economico) in caso di morte del contraente, oppure, istituire un fondo pensione integrativa da fruire poi in unica soluzione o in rate mensili al momento della scadenza e a seconda del piano scelto.
Infatti, per quanto riguarda le assicurazioni o polizze cosiddette di capitalizzazione, che sono quindi dei piani di risparmio, la risoluzione del premio maturato può essere immediata, versata cioè in un'unica soluzione, oppure in rendita differita. Rientrano nel ramo delle polizze sulla vita le cosiddette "polizze miste", contratti che assicurano sia la rendita finanziaria, sia la copertura economica in caso di morte del contraente durante il periodo di validità del contratto.
Molte compagnie, in quest'ultimo caso, restituiscono ai familiari anche eventuali rate già pagate. Fra le tante soluzioni possibili per chi volesse stipulare una polizza sulla vita. Questa soluzione mista non è certo la migliore: è bene tenere separata l'assicurazione sulla morte, poiché viene istituita per coprire un rischio eventuale e l'assicurazione di capitalizzazione, quella comunemente chiamata piano di risparmio.
Meglio dunque, per i piani di risparmio, orientarsi su polizze "unit linked" assicurazioni vita legate all'andamento dei piani comuni di investimento o su polizze "index linked" legate all'andamento di alcun indici di borsa. Nel primo caso, al termine della risoluzione del contratto, allo stipulante viene versato un capitale calcolato secondo il valore unitario di una quota di investimento in quel momento, moltiplicata per il numero di quote possedute.
La liquidazione può essere corrisposta in unica soluzione o a rate. La polizza vita "index linked" invece, il valore del capitale assicurato è determinato da un indice azionario. Questo piano può coprire sia il caso vita che il caso morte. Il capitale maturato viene generalmente versato al contraente in un'unica soluzione. Attenzione però, per chi volesse stipulare una polizza "linked" a stabilire una garanzia minima contro il rischio finanziario legato all'andamento dei fondi di investimento o del mercato azionario. In caso contrario, il premio da riscuotere può risultare addirittura inferiore alle quote versate.
Polizze per il caso morteEsistono due tipi di polizze sulla morte: quelle definite "a vita intera", con le quali l'assicurazione paga al momento del decesso dello stipulante, sempre, in qualunque momento avvenga e le "polizze temporanee caso morte". Queste ultime sono dei contratti assicurativi con premi annui che si risolvono o alla morte dell'assicurato o alla scadenza stabilita nel contratto. In questo secondo caso, il capitale versato sottoforma di quote annuali, resta di proprietà della società di assicurazione. Ma chi deve fare un'assicurazione per il caso morte?
Generalmente questo tipo di polizza è consigliato a quei lavoratori che hanno familiari a carico o a coloro i quali hanno acceso un mutuo che stanno ancora pagando. I premi annui per questo tipo di polizza, possono essere stabiliti (la maggior parte dei contraenti sceglie questa formula di pagamento) o a tassa variabile, stabilita in base alle variazioni dell'indice Istat. Nel primo caso si otterrà una polizza a capitale e premio annuo costante, mentre se si sceglie la seconda soluzione, si stipula un contratto con capitale e premio annuo crescente.
Esiste anche un terzo tipo di polizza temporanea caso morte: quella definita a capitale e premio annuo decrescente, consigliata prevalentemente a chi ha contratto un mutuo. In caso di morte dell'assicurato, infatti, qualora avvenga durante la copertura assicurativa, al beneficiario indicato sul contratto spetta la liquidazione del premio stabilito. La società di assicurazione deve, a norma di legge, corrispondere il premio entro trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa al decesso del contraente.
Qualora vi fossero ritardi nei pagamenti, al capitale si applicano gli interessi di mora stabiliti secondo la normativa vigente, in base a quanto dichiarato dall'articolo 1224 del Codice Civile. E' importante però sapere che esistono alcuni vincoli alla riscossione del premio da parte del beneficiario. Se il decesso dell'assicurato avviene su mezzi aerei o da diporto pilotati dallo stesso senza patente specifica o da terzi non impossesso della necessaria autorizzazione, il beneficiario non ha diritto alla liquidazione.
Anche in caso di suicidio del contraente (qualora avvenisse entro i primi due anni di contratto), il premio non viene erogato dall'assicurazione. Altre ragioni per le quali non sussiste la solvibilità dell'importo sono: atti dolosi da parte di beneficiario o contraente; partecipazione dell'assicurato ad atti di guerra; decesso causato da eventuali attività sportive non dichiarate al momento della stipula e altre limitazioni da leggere attentamente al momento della sottoscrizione del contratto.
Polizze vita: sicurezza e liquiditàLe assicurazioni cosiddette "in caso di vita" non sono altro che dei piani di risparmio e di investimento di capitale che generalmente si dividono in due fasi: la prima è quella dell'accumulo, durante la quale in contraente si impegna a versare l'importo pattuito, chiamato premio, in soluzioni semestrali o mensili. La durata della fase di accumulo del capitale è variabile: da 1 a 35 anni. La seconda fase è detta di liquidazione.
Qui, al contraente viene versato il capitale accumulato, comprensivo degli interessi maturati. L'entità del capitale dipende da diversi fattori, primo fra tutti dal tipo di polizza che si è scelta a monte e dal tipo di investimento che la società assicuratrice ha fatto con quel denaro. Infatti, all'atto della stipula di una assicurazione in caso di vita, occorre valutare bene 4 punti fondamentali per non avere poi "sorprese" al momento della riscossione del capitale maturato.
Questi 4 punti sono: sicurezza, liquidità, rendimento e impiego del capitale. Ottimizzando tutti e quattro questi aspetti si va generalmente incontro ad un buon investimento. Un vantaggio/svantaggio delle polizze di capitalizzazione o piani di investimento, è legato strettamente al termine sicurezza.
Un investimento si dice sicuro se al termine del contratto, l'assicurato riceve almeno la totalità del capitale versato attraverso i premi annui, avendo così a disposizione la sua liquidità. Un esempio di investimenti sicuri sono i BOT o Titoli di Stato.
Il contraente può però scegliere di investire il proprio denaro nei cosiddetti fondi di investimento o di legarli a delle azioni soggette all'andamento delle borse. In questo caso, il contraente partecipa anche ai rischi d'investimento: il suo capitale ciò è soggetto ad accrescere enormemente ma anche a diminuire drasticamente a seconda dell'andamento dell'investimento.
In fase di stipula attenzione anche alla liquidità: è uno svantaggio stipulare contratti troppo lunghi, perché si potrebbe avere bisogno di liquidi ad esempio per l'acquisto della casa. Meglio optare per piani dalla durata media. Se si recede prima dal contratto infatti, si possono perdere gli interessi accumulati e pagare penali salate.
Polizze vita: rendimento e impiegoUn buon investimento presuppone per il contraente il rendimento sul capitale impiegato. Vi sono alcuni investimenti, come i BOT, che hanno un tasso di rendimento fisso, esplicitato già in sede di contratto. In questo modo, dunque, il contraente sa già in anticipo quale sarà il rendimento sul suo capitale.
Altre forme di investimento invece, quali i CCT, azioni di società, fondi e assicurazioni sulla vita hanno un tasso di rendimento non quantificabile a priori, poiché il sottoscrivente "partecipa agli utili". Lo abbiamo già detto, ma giova ripeterlo, che per questo tipo di piani, comprese le assicurazioni vita, è bene far inserire nel contratto un tasso di interesse minimo garantito sul capitale investito; in questo modo si evita di partecipare oltre che agli utili, anche alle perdite!
È importante sapere anche l'esatta percentuale di rendimento, poiché esso è determinato dal cosiddetto tasso di retrocessione stabilito per contratto. Il tasso può essere compreso tra l'80 e il 100% del tasso di rendimento. Un esempio pratico può servire a chiarire questo concetto: se un capitale investito prevede un tasso di rendimento del 10% e il tasso di retrocessione è fissato al 90%, gli interessi effettivamente versati al contraente saranno del 9%. Quell'1% rappresenta invece il guadagno della compagnia che ha effettuato l'investimento.
Oltre a questo, sussiste un altro margine di guadagno per la compagnia dato dai caricamenti o oneri aggiuntivi sulla polizza. Tali caricamenti sono una percentuale variabile dallo 0 al 25% del capitale versato dal contraente, alla quale vanno aggiunte delle spese definite fisse per la gestione della pratica. Con il termine impiego, invece, si intende la modalità di investimento del capitale dell'assicurato da parte dell'assicurazione.
Ad esempio, viene comunicata quanta parte del capitale è stato investito in obbligazioni, azioni o titoli di stato, ma quasi mai viene fornita una lista completa con i singoli titoli. Al fine di evitare di finanziare col proprio denaro aziende non etiche (che non rispettano ad esempio i diritti umani dei propri dipendenti), prima di aderire ad un fondo di investimento, è bene farsi spiegare la natura e la finalità dell'investimento stesso, anche attraverso una dichiarazione scritta da parte della società assicuratrice.
Le quattro r: recesso, revoca, riduzione, riscatto
Da ogni contratto di polizza vita si può recedere. Basta inviare la richiesta, a mezzo raccomandata, alla società di assicurazione con la quale si è stipulato il contratto entro 30 giorni dalla firma dello stesso. Dal canto suo la società di assicurazione ha a disposizione altri 30 giorni per rendere nullo il contratto e restituire i premi eventualmente già versati. Il diritto di recesso comporta però il pagamento di alcune penali, espressamente indicate nel contratto, generalmente a copertura delle spese di istituzione e chiusura della pratica stessa.
Tuttavia, siccome il contratto vero e proprio è subordinato all'accettazione d'ambo le parti di una proposta di contratto o proposta di investimento, quando le parti sono alla firma della proposta si può esercitare la revoca per annullare la proposta stessa e non dar vita al contratto. La proposta può essere revocata dal consumatore fino al momento in cui la società non la sottoscriva per accettazione.
Da quel momento in poi, invece, una volta firmata da entrambi, la proposta si può annullare solo con il recesso. Si parla invece di riduzione in riferimento alla durata dell'impegno contrattuale. Dopo 3 o 4 anni di versamenti all'assicurazione, il contraente può infatti chiedere di ridurre la durata del contratto. In altre parole, il cliente sospende il pagamento dei premi annui o semestrali pur mantenendo la validità del contratto.
Alla scadenza, l'assicurazione verserà all'interessato il capitale versato fino al moneto della richiesta di riduzione con relativi interessi maturati. A questi utili vanno detratte le spese di gestione fondo a favore dell'assicurazione. Infine, il riscatto: con questo termine si indica lo scioglimento anticipato del contratto.
L'assicurazione rimborserà capitale e interessi maturati dall'assicurato. Tuttavia il riscatto non consente sempre di recuperare la totalità del capitale fin lì versato: spesso, se si riscatta il proprio denaro troppo tempo prima rispetto alla data prevista, si perde buona parte del proprio investimento fra penali e caricamenti. Insomma, le spese per riscattare potrebbero essere maggiori della somma restituita dalla società. Quindi, prima di intraprendere questa azione, informarsi sull'entità del proprio capitale riscattato e poi valutare se vale la pena chiedere la risoluzione anticipata del contratto.
Principali società di assicurazioni
Sono molte le società di assicurazione che propongono in Italia delle assicurazioni in caso di vita, sottoforma di piani di risparmio e di investimento e di pensioni integrative. Si dividono sostanzialmente in due grandi categorie: le società di assicurazioni che operano solo off-line e quelle che operano solo on-line.
Molte assicurazioni però offrono entrambi i servizi. Il successo delle società di assicurazioni che operano on-line nel nostro Paese (Dialogo, Direct Line, Genialloyd, Genertel, Linear e Zuritel.) è dato dal forte risparmio sul premio, anche del 70% e dall'erogazione del servizio in modo rapido e chiaro. La modalità on-line è scelta per lo più da una utenza culturalmente giovane, aperta e sensibile alle soluzioni alternative alla via classica.
Fra le altre società di assicurazione o istituti di credito in grado di stipulare polizze sulla vita con i relativi prodotti assicurativi associati (infortuni, malattia, previdenza, caso morte, caso vita e miste e le cosiddette polizze linked) ci sono Montepepaschi Vita, Arca Direct, Adria Vita, Allianz Ras, Alleanza, Assitalia, Bayerische, Bipiemme Vita, Carige Assicurazioni, Cattolica, Fondiaria Sai, Generali Assicurazioni, Ina, Ing, Lloyd Adriatico, Mediolanum, Nuova Tirrena, Ras, Reale Mutua, Royal Insurance, Sasa, Toro, Unipol, Winterthur.
Per chi intende stipulare una polizza vita o un qualunque contratto di assicurazione, sappia che esistono delle associazioni e delle istituzioni che si occupano del ramo assicurativo. In particolare vanno segnalati l'ISVAP (istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), l'ANIA (associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), l'AIBA (associazione italiana dei borkers di assicurazione e riassicurazione), lo SNA (sindacato nazionale agenti) e l'UEA (unione europea assicuratori). Sui siti internet di queste istituzioni si possono trovare informazioni utili per chi si addentra nel modo delle assicurazioni.
Migliori agenzie
- http://www.zurich.com
Il Zurich Financial Services Group, fondato nel 1872, ha sede in Svizzera, a Zurigo, ed è dislocato in numerosi paesi. Il gruppo si occupa di fornire servizi finanziari (a nucleo assicurativo) ed ha filiali in Europa, Nordamerica, America Latina e diversi altri mercati. Offre soluzioni per coprire tutta la gamma dei bisogni assicurativi: dalla famiglia, al professionista, dall’individuo all’azienda. Opera in ambito di polizze vita, fondi pensione e polizze danni.
- http://www.genialloyd.it
Genialloyd, conosciuta fino al 2002 con il nome di Lloyd 1885, è nata nel 1997 ed è la compagnia della Allianz S.p.A. che si occupa di vendere prodotti assicurativi. E’ attiva attraverso internet e un call center, e propone polizze per veicoli, casa, infortuni, famiglia e viaggi, oltre a prodotti finanziari come prestiti personali ed una propria carta di credito. Ha sede a Milano.
- http://www.eurizon.it
Eurizon Finacial Group è oggi una società del Gruppo Sanpaolo. Controlla Eurizon Vita, Banca Fideuram, Eurizon Capital Sgr, operando attraverso le proprie società in ambito assicurativo e finanziario e proponendo servizi per la tutela della persona, l’investimento e la previdenza. Opera anche nel settore assicurativo, puntando su una filosofia centrata sull’innovazione del prodotto e su un approccio differenziato. Ha sede direttiva a Milano, e legale a Torino.
- http://www.axa-mpvita.it
Axa Mps è una compagnia di assicurazioni nata nel 1991 con il nome di Montepaschi Vita. Costituisce il primo esempio in Italia di bancassicurazione, ed unisce l’esperienza del Gruppo MPS con quella del Gruppo Axa, dal 2007 unite nella nuova compagnia. Dispone di numerosi sportelli bancari in tutta Italia ed opera negli ambiti della previdenza, delle assicurazioni, del risparmio e dell’investimento. Ha sede a Roma.
- http://www.arcassicura.com
Arca Vita è un gruppo assicurativo affermato in tutta Italia, nato come specialista nei settori della previdenza e dei risparmi. Attualmente copre tutta una gamma di esigenze assicurative, contando su un elevato numero di sportelli in tutto il Paese, ed una rete distributiva di agenzie. 3 i valori guida del Gruppo: attenzione alle necessità del cliente e dunque offerte specifiche, spirito di coesione tra le diverse banche del gruppo e rapidità nel leggere tutti i mutamenti del mercato.
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