Prestito Sociale (Social Lending)
 

Prestito sociale

La vera rivoluzione nel sistema creditizio

Non ci è dato sapere se si tratta dell'inizio di una rivoluzione che coinvolgerà tutto il sistema creditizio, come auspicano certi inguaribili sognatori. Sta di fatto che il Social lending, ossia prestito sociale oggi, è una buona alternativa alle banche.

Un fenomeno che si fa sempre più strada nel panorama delle offerte finanziarie. Perché si chiama prestito sociale? Perché si fa tra persone, senza l'intermediazione di banche e istituti finanziari. Ma non solo, si fa tra persone, peer-to-peer, e su intemet, senza muoversi da casa, 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno. Il Social lending è un nuovo modo di finanziarsi e rientra tra i progetti microcredito presenti in rete, con spese minime.

Infatti, su intemet i costi di gestione si riducono molto e con un accordo diretto tra le persone i prestiti diventano più equi per entrambe le parti, ovvero per chi richiede e chi presta il denaro. Le banche, si sa, hanno grandi costi di gestione - migliaia di impiegati da pagare, centinaia di filiali da mantenere e quindi si tengono grandi margini sul denaro dei loro clienti che passa attraverso loro.

II prestito online promette vantaggi per tutti. Scopriamoli insieme. La riduzione al minimo dei costi di intermediazione permette di ottenere tassi molto interessanti sia agli utenti richiedenti che ai finanziatori, tassi quasi sempre migliori rispetto a quelli di banche e società finanziarie. Sul web i siti più cliccati sono www.boober.it e il www.zopa.it. I due concorrenti hanno raggiunto nel gennaio scorso, il traguardo del milione di euro ciascuno, in termini di finanziamenti. Un debutto significativo, se si considera che il mercato cresce a tassi del 10-20%, il cui credito al consumo vale circa 59 miliardi di euro, mentre i prestiti personali 19.

Ad esempio Boober, dopo due mesi di attività, si presta e si ottiene un prestito alla media dell'8,09%. Il richiedente risparmia così circa il 7%, dato che banche e finanziarie erogano prestiti in media al 15-16%. Anche chi presta i soldi ottiene il 7% in più dai propri risparmi; lasciare i soldi sul conto corrente, infatti, produce rendite medie dell'1,09%. Il massimo fìnanziabile è di 15 mila euro. Il Boober e lo Zopa sono piazze virtuali dove domanda e offerta di denaro hanno la possibilità di incontrarsi, per dialogare e stabilire in totale autonomia le condizioni del loro rapporto.

In altre parole, chi desidera chiedere un prestito può trovare altre persone disposte a prestargli il denaro di cui ha bisogno, con tassi sempre più concorrenziali. Come funziona. Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni del finanziamento: tasso, ammontare e durata. Dopodiché, pubblica la sua richiesta sul mercato online. Qui gli utenti finanziatori valutano le condizioni offerte, e se le ritengono vantaggiose possono aderire. Quindi il richiedente dichiara l'importo che gli serve (non meno di 1.500, non più di 15 mila) e la durata. Il prestatore, invece, può offrire da 100 a 50 mila euro e deve dire a che tasso e per quanto tempo (tra 12 e 36 mesi) è disposto a concedere i suoi soldi.

Quando la richiesta ha ottenuto il 100% delle adesioni, il denaro viene trasferito tra i conti correnti degli utenti. Se dopo 14 giorni la richiesta non è completamente finanziata, il prestito sfuma e nessuna somma viene trasferita. Per chi presta e per chi paga il denaro, la società mediatrice (Zopa o Boober) trattiene una commissione che di solito non supera 1'1%.

Ovviamente il richiedente deve fornire garanzie di identità e di solvibilità ad esempio: busta paga, dichiarazione dei redditi. In base a queste informazioni riceverà una sorta di rating, ossia una pagella di affidabilità. Un po' come avviene per le aziende che chiedono soldi al mercato. Più alto è il voto, meno potrà pagare di interessi. L'utente deve sapere che per il prestatore non c'è alcuna garanzia totale da parte del mediatore sulla somma. Viene semplicemente offerto un servizio di recupero crediti e una diversificazione obbligatoria del rischio: poiché nessuno può prestare allo stesso debitore più di poche centinaia di euro.

In definitiva, chi chiede 15 mila euro avrà - sia per Zopa e sia per Boober - decine di controparti. Queste due società finanziarie sono comunque due piattaforme approvate secondo l'articolo 106 Tuf e sottoposte al controllo antiriciclaggio da parte di Banca d'Italia. Zopa è un franchising con il sito inglese, mentre Boober è una joint venture con Centax, l'azienda italiana che eroga finanziamenti e garantisce gli assegni.

Articolo gentilmente concesso dal Dott. Bruno Scarano, pubblicato su L'Eco di San Gabriele di Marzo 2008.

 
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