
Pensare di poter orientarsi nel gioco del Lotto utilizzando coordinate matematiche certe, è senza dubbio un’utopia. Non esiste infatti alcun metodo per prevedere che numeri usciranno alla successiva estrazione. Tale considerazione è sorretta dalla teoria della probabilità che definisce le differenti estrazioni come degli eventi indipendenti, che non si influenzano l’un l’altro e che vengono denominati in gergo eventi senza memoria.
Teoria della probabilità
Nonostante ciò, molte persone tentano di aggrapparsi ad alcuni metodi di previsione, il più diffuso dei quali è senza dubbio quello dei numeri ritardatari. Esso, basato sulla legge dei grandi numeri, si fonda su di un teorema che si riferisce però ad un numero infinito di estrazioni e deve obbligatoriamente essere distorto per essere applicato ad una serie limitata di estrazioni. Proprio per questa assenza di certezze matematiche, i ritardisti ed il loro metodo vengono spesso criticati, tramite osservazioni differenti. La prima accusa che viene loro mossa è quella di confondere l’analisi a priori con quella a posteriori.
La prima analisi prevede che su 100 lanci di una moneta, ad esempio, ci attendiamo di norma 50 testa e 50 croce. Per lo stesso principio, se noi ci fermiamo al lancio 40, una persona che non conosce il risultato dei lanci precedenti, si aspetterà 30 testa e 30 croce. Ma se interpelleremo una persona che ha assistito ai lanci precedenti e ha registrato 40 testa, secondo la teoria ritardista ella dovrà affermare che la moneta uscirà croce con altissima frequenza. (è proprio questa l’analisi a posteriori). Risulterebbe per tanto fondamentale conoscere tutto quello che è avvenuto prima. Ma quanto prima? Qualcuno potrebbe considerare i 1000 lanci precedenti e notare che era uscito 900 volte testa.
Ma se poi arrivasse qualcun altro che obiettasse che nei 10.000 lanci precedenti a questi 1000, era uscita per 9000 volte croce? Appare evidente che questo sistema potrebbe continuare all’infinito, e porterebbe a risultati diversi ed estremamente labili, su cui non conviene far riferimento. Per avere un’ulteriore prova della fallacia di tale teoria, si pensi di dover lanciare per 4 volte una moneta. Ecco i risultati possibili: TTTT, TTTC, TTCT, TTCC, TCTT, TCTC, TCCT, TCCC, CTTT, CTTC, CTCT, CTCC, CCTT, CCTC, CCCT,CCCC. Supponiamo che i primi due lanci siano testa; dovremo restringere il campo a queste possibilità: TTTT, TTTC, TTCT, TTCC. Se si osserva con attenzione la sequenza dei possibili ultimi due lanci (TTTT, TTTC, TTCT, TTCC), si può intuire con facilità che esse rispecchiano identicamente quello che potrebbe accadere con soli 2 lanci. Il fatto dimostra chiaramente che c’è assoluta indipendenza rispetto ai lanci precedenti, proprio perché il lancio di una moneta, esattamente come l’estrazione del Lotto, è un evento privo di memoria. In caso contrario tra l’altro, ovvero se fosse possibile prevedere eventi futuri, partendo da eventi passati privi di memoria, sarebbe anche consentito creare algoritmi di compressione lossless, con tasso maggiore rispetto a quello permesso dall’entropia di Shannon. La cosa è assolutamente impossibile. Indovinare i numeri del Lotto basandosi su infallibili metodi matematici risulta, come dimostrato, fuori dalla nostra portata.
Teoria dei numeri ritardatari
Coloro che si basano sulla teoria dei numeri ritardatari impostano la loro strategia di gioco su un concetto privo di fondamenta matematiche. Infatti il fatto che un determinato numero non esca per molte estrazioni, non altera in alcun modo la probabilità che lo stesso esca in quella successiva. Essa rimane dunque sempre 1 su 18, essendo 5 i numeri che vengono estratti su un totale di 90.
Appare evidente quindi che una persona che decide di giocare affidandosi esclusivamente all’intuito e al caso possieda le stesse possibilità di successo rispetto ad un giocatore estremamente attento a tutte le uscite precedenti e ai numeri “ritardatari”. Ciò che invece differenzia le due figure è senza dubbio il possibile attaccamento morboso che il secondo giocatore può provare nei confronti del gioco, che spesso può portare a delle degenerazioni come il suicidio o l’estremo indebitamento. E’ abitudine dei giocatori “ritardisti”infatti raddoppiare la posta ad ogni giocata, così da riuscire, in caso di vincita, a coprire tutta la somma in precedenza spesa. Non è però obbligatorio attenersi a questa logica a volte distruttiva: si può ad esempio aumentare la posta con estrema gradualità, partendo sempre da cifre piuttosto irrisorie, così da non rischiare di compromettersi troppo.
Ciò che rimane una caratteristica immutabile nei giocatori “ritardisti”è senza dubbio l’attenzione alle serie storiche delle estrazioni. Se si osservano i casi precedenti, si può notare come il ritardo medio-massimo di un numero si aggira sulle 90 estrazioni, poche volte riesce ad arrivare oltre le 140, solo 10 volte ha oltrepassato le 180 (tra queste solo 2 volte sono superiori alle 200): tutto questo in 135 anni di storia del lotto. Dunque la probabilità che un numero esca almeno una volta in 18 estrazioni è pari al 64%. Ma questo non deve trarci in inganno. Infatti, pur ammettendo che l’evento “ritardo per 200 estrazioni del numero x” sia improbabile, chi ci dice che alla duecentesima estrazione la probabilità di uscita di tale numero sia maggiore del solito 1/18?
E ancora pur essendo molto improbabile l’evento “il numero scelto non viene estratto in una successione fissata di 200 estrazioni” si ricordi che esso è comunque 17 volte più probabile dell’evento “il numero scelto non esce per 199 volte e viene estratto alla duecentesima”. Quello che è fondamentale tenere a mente è che ci troviamo di fronte ad un gioco d’azzardo e in questa situazione “il banco vince sempre”: questo significa che la maggioranza dei giocatori perdono giocando al Lotto, fatto che permette la prosecuzione del sistema che si regge sulla certezza che la somma delle puntate è di norma superiore alle vincite.



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