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Shampoo per pidocchi

Lo shampoo per i pidocchi è una tipologia di sapone per capelli, utilizzato per uccidere e rimuovere questi ospiti indesiderati dalle teste dei nostri bambini. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere i migliori shampoo contro i pidocchi in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Shampoo per pidocchi

I pidocchi

Ospiti indesiderati soprattutto dei bambini, i pidocchi rappresentano spesso uno dei maggiori timori delle mamme, ma possono essere prevenuti adottando le giuste misure, e debellati grazie a prodotti specifici. Ecco una breve panoramica sulle caratteristiche dell’infezione e le possibili soluzioni da adottare.

Il pidocchio, sgradito ospite del nostro cuoio capelluto, è non senza buone ragioni uno dei maggiori timori delle mamme, poichè colpisce in prevalenza i bambini, soprattutto in contesti dove questi facilmente vengono a contatto tra loro.

La maggior diffusione di pidocchi si riscontra, come è noto tra le scolaresche, contagiandosi i piccoli facilmente per contatto fisico o attraverso lo scambio di oggetti che sono venuti a contatto con i capelli. Bastano un paio di settimane perché i pidocchi “ospiti” si riproducano, cominciando velocemente a moltiplicarsi.

Andiamo ora a conoscere nel dettaglio l’ospite, per imparare ad individuarlo e riconoscerlo ed infine apprendere come debellarlo e quali misure adottare quando se ne individua la presenza o quando se ne vuole prevenire l’attacco. Il pidocchio è un parassita del cuoio capelluto umano ed animale (ma esistono anche pidocchi delle piante). Utilizza cioè, per riprodursi e deporre le uova, la superficie del capo.

L’infezione da pidocchi si dice pediculosi: il pidocchio abita i nostri capelli poichè si nutre di sangue del cuoio capelluto, “banchettando” all’incirca ogni sei ore. Il ciclo vitale si svolge in prevalenza su alcune aree della testa: la nuca e la zona che circonda le orecchie.

Esistono diverse specie di pidocchi, tutti appartenenti all’ordine degli Anopluri. Oltre ai pidocchi dei capelli (peduculus humanus capitis) abbiamo i pidocchi che nidificano sui peli pubici (le cosiddette piattole) e quelli che invece si “installano” sul corpo (pediculus humanus corporis ). Un pidocchio del capo è grande circa 2-3 mm, è di colore marrone o grigio ma leggermente trasparente, ed ha sei zampe.

Le zampe anteriori sono dotate di una sorta di pinze, che gli permettono di reggersi saldamente alla testa. E’ molto veloce, e percorre rapidamente il cuoio capelluto nascondendosi con abilità nella capigliatura. Ma un pidocchio non è in grado di volare né di saltare, come alcuni potrebbero credere.

Le uova del pidocchio si dicono lèndini. Sono grandi circa 1mm, biancastre e translucide. Una delle caratteristiche delle uova, che rende possibile la loro aderenza al capo, è il fatto che si “attaccano” saldamente grazie alla saliva emessa dalla femmina che va a circondarle.

Le piccole dimensioni possono renderne difficile l’individuazione, conducendo a scambiare le uova per forfora anche perché appaiono a distanza come tante scagliette bianche. Queste, comunque, tendono a concentrarsi nell’area della nuca od attorno alle orecchie. Le uova impiegano per schiudersi circa 20 giorni, e solitamente resistono all’acqua od all’applicazione di pettini e spazzole. Una volta schiuse, dalle uova fuoriescono le cosiddette ninfe, che iniziano a nutrirsi di sangue per un periodo di circa 1-2 settimane. E’ lo stadio che precede la formazione del pidocchio vero e proprio.

Un pidocchio adulto nell’arco di tutta la vita può produrre fino a 300 lendini, con una media di 5-10 al giorno. Le uova “vive” sono soltanto quelle molto vicine alla radice del capello, e saranno le uova per le quali ricorreremo a trattamenti specifici. Quelle uova che invece troviamo attaccate ai capelli oltre circa 1,5cm dalla radice non sono vitali. Un pidocchio è in grado già di riprodursi dopo meno 2 due settimane dalla schiusa. Ecco perché è necessario agire tempestivamente, per gestire la situazione quando ancora è molto “controllabile”.

I sofisticati prodotti oggi sul mercato, possiamo immaginarlo, non erano un tempo così disponibili, nè tantomeno sviluppata era la cultura medica in proposito.

Negli anni passati, dal dopoguerra a ritroso, il pidocchio era un ospite particolarmente conosciuto e diffuso, ed i metodi per debellarlo erano del tutto “tradizionali”. Esisteva addirittura un santo “protettore”, invocato contro la pediculosi: San Giona. Oggi invece disponiamo di prodotti specifici a base di sostanze in grado di uccidere le uova sterminando la colonia del poco gradito ospite.

Prevenzione

Non esistono prodotti preventivi realmente efficaci per proteggere il nostro bambino dai pidocchi.  Questi possono rivelarsi inutili o insufficienti in gran parte delle circostanze, quindi è bene essere vigili e diffidare in parte di presunti prodotti “miracolosi”. Anzi, alcuni prodotti antiparassitari possono rivelarsi addirittura dannosi, specialmente se usati a lungo o su bambini molto piccoli. Per tali ragioni è d’uopo consultare sempre un medico specializzato prima di procedere al trattamento.

In commercio si trovano numerosi prodotti in grado di uccidere le uova dei pidocchi. Questi, però, riguardano solitamente l’infezione già in corso, dunque situazioni nelle quali esiste la necessità concreta di debellare l’organismo che ha già cominciato a riprodursi. La migliore prevenzione è quella di adottare alcuni semplici accorgimenti da trasmettere anche al nostro bambino. Ecco che, dunque, alcuni comportamenti ci permetteranno di ostacolare l’infezione, nel caso in cui esistesse quest’ eventualità.

Primo e fondamentale consiglio, da mettere in atto principalmente se nel luogo interessato sono segnalati casi di pediculosi, è quello di insegnare al bambino di evitare di scambiare alcuni oggetti personali con i propri compagni.

Ci stiamo riferendo soprattutto a pettini e spazzole, ma anche berretti, cappelli, sciarpe, tutti oggetti che, venendo a contatto con il cuoio capelluto, possono “offrire un passaggio” all’ospite. Ciò non vuol dire che dobbiamo dissuadere i nostri piccoli dal socializzare, ovviamente! ma potrebbe essere sufficiente raccontare agli stessi i fastidi che una nidiata di pidocchi possono regalare ai nostri poveri capelli!

E’ anche importante informarsi su eventuali infezioni in corso nella scuola del bambino, per mettere in atto se necessario misure preventive più decise o segnalare semplicemente la presenza di un’infezione alla scuola. Nel caso in cui si stia utilizzando uno shampoo a cadenza settimanale, è sempre bene controllare la testa prima di ricorrervi, per individuare un’eventuale principio di infestazione.

Il controllo può avvenire utilizzando specifici pettinini in acciaio, con i quali andranno accuratamente esaminate tutte le ciocche. Non è difficile identificare un pidocchio, più difficile riconoscere le uova, che ad un primo impatto possono somigliare, come dicevamo, alla forfora.

Dalla diagnosi al trattamento

L’utilizzo di un prodotto per la pediculosi, quando necessario, richiede comunque la consultazione di un medico per individuare la tipologia più adatta, o magari per valutare l’opportunità o meno dell’uso quando il soggetto interessato è un bambino piccolo. Se le misure preventive non sono state sufficienti, o comunque si è contratta l’infezione senza potersene accorgere subito, si passerà all’”azione”.

La decisione di procedere al trattamento verrà messa in atto soltanto una volta accertata la presenza di pidocchi o lendini. In ogni caso, non scoraggiamoci.. La pediculosi è un problema comune, vecchio come il mondo, e le soluzioni sono tante. Che il nostro bambino abbia contratto i pidocchi non vuol dire che dovrebbe lavare di più i capelli, nè che la sua igiene è insufficiente. La pediculosi si contrae semplicemente con il contatto fisico tra bambini, come abbiamo in precedenza accennato.

Quando riconosciuti nel bambino i segni della pediculosi (che spesso si manifesta con prurito alla testa), sarà bene esaminare i capelli di ogni singolo componente della nostra famiglia, per individuare eventuali nuove “colonie” dell’ospite. Al contempo i componenti della famiglia cercheranno di evitare il contatto con oggetti che hanno incontrato il capo del bambino. Ricordiamo, però, che i pidocchi possono sopravvivere nell’ambiente per un tempo non superiore alle 48 ore. Quindi evitiamo di drammatizzare o spaventarci eccessivamente.

Volendo procedere al trattamento vero e proprio, l’offerta di prodotti è ampia e molto variegata, e sarà bene dare un’occhiata attenta al mercato per riconoscere quello che più fa al caso nostro. I prodotti possono distinguersi per il principio attivo, ma anche per differenti modalità di somministrazione; in ogni caso ricorderemo che non esiste un prodotto del tutto efficace, in grado di debellare magicamente l’infezione.

Il trattamento è bensì più complesso, e va seguito con perizia, provvedendo alla fine alla rimozione manuale delle lendini ancora ancorate ai capelli. In alcuni casi il trattamento va ripetuto e concluso con l’applicazione di ulteriori prodotti.

Come usarlo

Uno shampoo per pidocchi è solitamente composto da principi attivi detti pediculoidi. Di qualunque prodotto si tratti, comunque, questo va applicato sull’intera capigliatura in modo uniforme, con il supporto di un pettine (a volte incluso nelle confezioni dei prodotti) e prestando particolare attenzione alle aree “calde” dell’infezione, nuca ed orecchie. I principi attivi più utilizzati negli shampoo e nei prodotti contro i pidocchi sono la permetrina, il malathion, la tetrametrina, la fenotrina e la bioalletrina.

La permetrina è un principio attivo tra i più efficaci in questo specifico caso; altre piretrine (la permetrina è una piretrina) non riescono invece ad uccidere le uova del parassita.

Dopo alcuni utilizzi è stato riscontrato che il pidocchio può sviluppare immunità e/o restistenza alle piretrine, e sarà dunque necessario ricorrere ad altre tipologie di prodotti. Tra i principi attivi su menzionati, inoltre, la permetrina e la fenotrina uccidono le uova in un tempo che oscilla tra i 10 ed i 30 minuti, ed anche il malathion ha tempi molto rapidi.

L’uso di un prodotto presenta modalità che variano a seconda della tipologia: di solito ad un’applicazione accurata segue un periodo di posa, ed una successiva applicazione o la rimozione delle uova morte con il pettine specifico. Alcuni prodotti prevedono che dopo l’applicazione e la posa sia utilizzato uno shampoo.comune. Oltre agli shampoo, è bene precisarlo,numerose sono le lozioni, i gel, le emulsioni o le mousse progettati specificamente per la pediculosi, e che spesso si rivelano molto efficaci perché non diluiti.

E’ sempre opportuno, comunque, seguire la procedura suggerita dal medico o indicata dietro la confezione del prodotto. Questo può voler dire che la procedura vada ripetuta a distanza di tempo, potrà essere una settimana o più a seconda del prodotto, per uccidere le uova che sopravvivono o le ninfe già nate.

Quando si tratta di bambini di età inferiore ai 2 anni è bene non utilizzare prodotti con pediculociti, ricorrendo invece a metodi meccanici tradizionali come il pettine a denti fitti. Ciò può riguardare anche le donne in allattamento o gravidanza. Anche i prodotti del tipo lozione possono avere controindicazioni per bambini asmatici o in giovanissima età.

Prodotti alternativi

Abbiamo detto che una sola applicazione di shampoo o prodotti per la pediculosi può non essere sufficiente.  Ma dobbiamo altresì ricordare che ampia è la gamma di prodotti “alternativi” in commercio, e ed è possibile se necessario intervenire sul capello anche “a secco”.

Per chi dovesse far a meno, per una ragione o un’altra, di prodotti antiparassitari che sfruttano i pediculoidi, esistono sul mercato prodotti specifici a base di estratti vegetali, che sostengono di poter agire sul pidocchio soffocandolo. Solitamente trattasi di estratti di noce di cocco, applicabili ad esempio sottoforma di schiuma. Per quel che riguarda la loro efficacia, andrebbe valutata caso per caso, meglio se dopo un consulto con il medico o chi ne ha già tratto giovamento.

Per coloro che invece non volessero ricorrere ad alcun tipo di shampoo o lozione, l’utilizzo di pettini ad hoc è decisamente indicato. E’ un metodo privo di controindicazioni: basterà utilizzare una comune pettinella in acciaio: dopo aver impregnato di balsamo i capelli, la pettinella percorrerà tutto il cuoio capelluto raccogliendo passo passo tutti gli esemplari di pidocchio, leggermente “intontiti” dal balsamo, e anche le lendini. Non utilizzando balsami, invece, si presterà molta cura soprattutto se i capelli del bambino tendono a formare nodi, ed in queste circostanze sarà meglio agire su un capello umido o ricorrere a una piccola dose di shampoo.

Questo tipo di azione è molto efficace se praticata prima della schiusa delle uova, prima cioè che il pidocchio si sia propagato. L’utilizzo di pettini a denti fitti si può combinare con quello dei pettini normali, ai quali ricorreremo in fase preliminare per sciogliere le nodosità del capello. Il trattamento va poi ripetuto a distanza di alcuni giorni finchè le tracce del pidocchio non siano svanite del tutto.

Ultimo ma non meno importante un consiglio di profilassi: stiamo ben attenti a ripulire i prodotti che sono venuti a contatto con il capo del bambino, per evitare sgraditi contagi. Per disinfestare gli oggetti conviene lavarli a 60 gradi almeno, senza la necessità di ricorrere a particolari spray o antinsetticidi.