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La racchetta è insieme alla pallina di gomma, o strumento base per il gioco del tennis. Inizialmente aveva il telaio di legno, poi l’evoluzione tecnologica ha permesso l’impiego di materiali più leggeri come le leghe e i polimeri. Una rete di corde rigide (nylon, principalmente), fissata al telaio completa la racchetta.
Per iniziare
Il tennis ha origini antichissime e pare che derivi da un gioco simile praticato all’epoca dei romani e dei bizantini dal nome latino pila trigonalis. La racchetta da tennis, invece, fa il suo debutto nel XVI secolo: fino ad allora infatti, si giocava a pallacorda (versione arcaica del tennis) direttamente con le mani, protette da un guanto specifico. Dai suoi esordi fino agli anni Ottanta del novecento, la racchetta da tennis aveva il telaio in legno.
La rigidità e anche il discreto peso dello strumento, presupponeva una elevata preparazione tecnica dei giocatori, se si voleva ottenere la vittoria. Un paio di decenni fa, invece, si iniziarono a sperimentare nuovi materiali come le leghe d metallo. Più leggere del legno, avevano però il difetto di vibrare fortemente dopo ogni lancio diminuendo il comfort dell’atleta, particolare non trascurabile soprattutto nel tennis agonistico.
Adesso le racchette si fabbricano tutte in carbonio o leghe di polimeri. Ultra leggere, con il piatto corde uniforme, sono indicate anche per quegli atleti non particolarmente perfetti dal punto di vista tecnico poiché queste racchette di nuova generazione sostengono bene anche un impatto non perfetto con la pallina senza poi comportare gravi errori di traiettoria nel rilancio. Oggi ci sono molti modelli sul mercato che si differenziano per materiale e configurazione.
In linea di massima, chi gioca occasionalmente ha bisogno di comfort e maneggevolezza e quindi sceglierà racchette in alluminio; chi gioca con frequenza regolare ma ha ancora un movimento del braccio corto e la velocità controllata, ha bisogno di una racchetta che consenta potenza e rendimento; chi ha una frequenza di gioco intensiva, un movimento del braccio medio o ampio e una rapida velocità del braccio ha bisogno di una racchetta che garantisca precisione e controllo, quindi sì a quelle rigide in fibre pregiate o materiali alternativi come il thermolon. Qui di seguito tutte le specifiche per un buon acquisto.
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Racchetta da tennis: le caratteristiche di un buon prodotto
La parola d’ordine è maneggevolezza. In caso contrario e in occasione di giocate prolungate, l’atleta può riportare delle lesioni fisiche come le tendinite note col nome di “gomito del tennista” di cui parleremo in seguito. Quindi vanno benissimo le racchette con telaio leggero. Spesso però la maneggevolezza, che consente anche di mantenere correttamente il centro di gravità sull’impugnatura, va a discapito del rendimento ovvero della velocità acquisita dalla palla una volta battuta. Un maggiore rendimento si ottiene con accorgimenti quali l’aumento del peso della racchetta e l’aumento di rigidità del piatto corde.
Quest’ultimo, essendo rigido, permette di attenuare la perdita di energia dovuta alla deformazione delle corde. Abbiamo detto dunque maneggevolezza e rendimento. Prediligere la prima caratteristica rispetto alla seconda, se la racchetta serve ad un principiante. Il rendimento invece diventa importante per i giocatori dotati di un buon livello tecnico e per gli atleti agonisti.
Comfort e controllo della palla sono altri due aspetti che non vanno sottovalutati al momento dell’acquisto di una racchetta da tennis. Con comfort si intende la capacità della racchetta di non trasmettere vibrazioni al braccio del giocatore al momento del colpo. Le racchette costruite con materiale composito assorbono meglio le vibrazioni così come un’impugnatura proporzionata alla mano del tennista, un piatto corde molto ampio e un telaio morbido.
Per “controllo della palla” s’intende invece la facilità di piazzare la palla nel punto desiderato della racchetta. Le racchette rigide permettono un miglior controllo e di conseguenza una maggiore perfezione di tiro. Infine, un fattore che può determinare l’acquisto della racchetta, soprattutto per chi ha esperienza, è il profilo. Una racchetta cosiddetta “profilata” cioè che non ha lo stesso profilo su tutta la superficie, ha una rigidità superiore del 15% alle racchette non profilate con grande vantaggio della potenza di lancio e del controllo della palla.
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Racchetta da tennis: i materiali
Alluminio, fibra di vetro, fibra di carbonio, grafite e fibre cosiddette “superiori” sono i materiali oggi usati per la fabbricazione del telaio delle racchette da tennis. Ognuno di questi materiali ha caratteristiche diverse che conviene sempre conoscere epr poter acquistare un prodotto veramente funzionale, anche in base al proprio livello tecnico e all’uso che se ne pensa di fare. Vediamo i vari materiali:
- Alluminio
Un telaio in alluminio non consente un buon controllo della palla ed è soggetto a vibrazioni però, grazie al basso costo può essere un buon materiale per le racchette di principianti e bambini.
- Fibra di vetro
Leggera ed economica ha una sola controindicazione: non consente alla palla di raggiungere velocità, quindi è sconsigliata per quei tennisti già di buon livello o che giocano nell’agonismo.
- Fibra di carbonio
Questo materiale dà vita ad una racchetta molto rigida anche se leggerissima. Il difficile controllo della palla è compensato da un buon rendimento. Oltre alla fibra di carbonio si possono trovare telai in grafite: si tratta di fibra di carbonio purissima. Molto rigida, ha però una durata minore.
- Ceramica, boro, kevlar
Sono le cosiddette fibre di qualità superiore: aumentano la rigidità della racchetta, ammortizzano le vibrazioni e sono resistenti agli urti. Sono però molto care.
- Thermolon
E' un nuovo materiale all’avanguardia che consente alla racchetta di “trasformarsi” a seconda dell’uso: se si colpisce forte diventa rigida se si colpisce piano diventa morbida. Questo materiale consente un ottimo compromesso fra tutte le caratteristiche che abbiamo elencato: flessibilità, potenza, controllo della palla e rigidità.
Un altro elemento che spesso si tende a trascurare è la misura del manico: esistono tre misure: la misura 2 è adatta a bambini e donne; la 3 agli uomini; la 4 a uomini di corporatura robusta o molto alti.
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Racchetta da tennis: le misure
Prima dell’acquisto valutare bene: la lunghezza del telaio, la superficie dell’ovale dove viene inseritoli piatto corde, l’impugnatura. Si rischia altrimenti di acquistare un prodotto non adatto.
- La lunghezza del telaio
L’unità di misura usata a livello internazionale si chiama inches. La lunghezza standard del telaio senior equivale a 27 inches, cioè 68,5 cm. Tuttavia la lunghezza varia secondo la seguente tabella. Mini: fino a 57,9 cm; Cadet: da 58 a 61,9 cm; Junior: da 62 a 65,9 cm; Senior: da 66 a 81,28 cm. È importante sapere che per alcuni campionati, come i tornei IBM - ATP – TOUR, la lunghezza massima del telaio della racchetta è di 29 inches, mentre la Federazione Internazionale di Tessin approva come lunghezza massima quella di 32 inches. Circa un ventennio fa iniziarono ad essere commercializzati anche i cosiddetti “long body”: si tratta di telai più lunghi che però non hanno trovato un mercato di massa a causa del maggior peso e della minore maneggevolezza. Oggi, con i nuovi materiali ultra leggeri e le varie fibre composite, il long body è ritornato alla ribalta. Esistono però pregi e difetti nell’utilizzo di questo particolare tipo di telaio. Anzitutto non è indicato per i principianti e per quelle categorie di tennisti che giocano d’attacco. Poi si riscontrano maggiori difficoltà nel controllo della palla, dovuti anche dal fatto di doverla colpire ad una distanza maggiore dal proprio corpo. I vantaggi sono indiscussi in termini di aumento della potenza di lancio, ovvero della battuta che in gergo si chiama “servizio”.
- Superficie dell’ovale
Il secondo aspetto da valutare bene prima dell’acquisto di una racchetta da tennis è la dimensione dell’ovale nel quale è alloggiato il piatto corde e che determina la superficie di contatto fra la racchetta e la pallina. Un ovale grande, naturalmente, aumenta la zona a disposizione per colpire la palla, attutisce maggiormente le vibrazioni evitando di causare una tendinite.
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Gioco del tennis: gli inconvenienti
Abbiamo parlato di racchette, di materiali, di dimensioni. Ma avevamo accennato anche al cosiddetto “gomito del tennista” una tendinite localizzata che colpisce proprio chi impugna la racchetta per molte ore o per allenamenti prolungati. Di cosa si tratta veramente e come si può porre rimedio? In termini medici si chiama epicondilite laterale, in termini pratici si tratta di un forte dolore e dell’infiammazione dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio. Costringe all’immobilità del braccio. Il tennis è lo sport che più affatica questa zona del corpo e gli stress prodotti dai rimpalli e dai contraccolpi possono dare esiti dolorosi.
Secondo le cifre pubblicate sul portale www.partecipasalute.it ogni anno circa 7 persone su 1000 di età compresa fra i 35 e i 50 anni vengono colpiti da questa patologia. Le cure migliori sono il riposo (la tendinite passa generalmente da sola in un lasso di tempo che va dai 6 mesi ai 2 anni), la fisioterapia e in misura minore (dato che non hanno sortito risultati di guarigione evidenti), l’agopuntura, gli ultrasuoni, le fasce ortopediche e i massaggi.
Farmaci anti-infiammatori e movimenti che mirano alla distensione della muscolatura dell’avambraccio possono contribuire a far cessare il dolore che però, molto spesso si ripresenta soprattutto se le fasce tendinee ritornano ad essere sollecitate. Ne casi più gravi, laddove le terapie non invasive non dovessero bastare, si può ricorrere alla chirurgia. È bene, comunque, consultare il proprio medico prima di intraprendere qualunque cura e di assumere medicinali.
Il primo passo per prevenire il “gomito del tennista” resta sicuramente la scelta della racchetta giusta, in base al livello del giocatore (principiante, intermedio, esperto); alla sua forza muscolare (debole, media, elevata) e al ruolo in campo (attaccante, polivalente o giocatore di fondo campo). Una racchetta idonea, soprattutto quella elastica, riduce il rischio di tendinite.
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Le maggiori aziende produttrici
In questo paragrafo proponiamo 6 fra le più rinomate case produttrici di racchette da tennis. La ricerca tecnologica è il fiore all’occhiello di molte fra loro. Chi volesse orientarsi all’acquisto di una racchetta può trovare informazioni sui modelli e sulle loro performance tecniche sui siti ufficiali delle aziende.
- Dunlop
Sul sito internet http://www.dunlopsport.com si trovano poche informazioni, perché è ancora in costruzione, tuttavia l’azienda è un’ottima produttrice di racchette da tennis come il modello M-Fil 200 della stagione 2005/2006 in fibra di carbonio, grafite e tungsten.
- Wilson
Azienda produttrice di racchette da tennis dalle elevate prestazioni tecniche, presenta anche una gamma commerciale e una junior, per i più giovani e i principianti. Tutti i modelli e gli eventi organizzati dal Team Wilson sono disponibili nel sito ufficiale.
- Head
Uno dei grandi brand produttore di attrezzature sportive ha una vasta gamma di racchette da tennis, pensate per soddisfare i grandi talenti ma anche gli amatori di questa disciplina. Compeltano l’offerta la sezione dedicata alle donne e quella junior. Informazioni su
- Prokennex
Azienda che produce solamente racchette e accessori correlati, è attiva nella ricerca tecnologica di settore per migliorare le performance degli atleti. La tecnologia Jetron, composizione rigida di fibre di carbonio ionizzate è il fiore all’occhiello dell’azienda. Le linee e i dettagli tecnici sul sito ufficiale.
- Babolat
Il loro nuovo prodotto si chiama Carbon Xtrem che è il40% più resistente alla torsione rispetto alla tradizionale struttura in fibra di carbonio semplice. Manici ergonomici che si adattano perfettamente alla mano garantendo un’ottima impugnabilità.
- TTK
Acronimo dell’azienda Tennis Teknology che nei suoi laboratori ricerca costantemente materiali
all’avanguardia e una linea stilistica che la contraddistingua. Sul sito internet ufficiale sono disponibili le descrizioni delle nuove linee 2007 e 2008.
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Racchetta in grafite

Sono anni in cui la ricerca sui materiali è febbrile e i risultati si vedono anche nella vita quotidiana. Le racchette in fiberglass diventano leggere e rivoluzionano il gioco del tennis. Quella in grafite della Dunlop diventerà celebre quando John McEnroe la lancerà addosso all’arbitro. Nel 1979 costava 45.400 lire.
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