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Amplificatore per chitarra elettrica
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Quanti di noi hanno ammirato le grandi murate di amplificatori presenti su un palco durante un concerto, quegli enormi cassoni con le scritte Marshall impresse sopra, a fare da sfondo ai più grandi protagonisti della musica!!! Sicuramente tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta quest’esperienza visiva, che sia essa dal vivo o in tv, e tutti noi abbiamo desiderato, almeno una volta, di essere li davanti a quelle enormi casse a far gridare una chitarra a suon di riff. In questa guida, cercherò di introdurvi a quello che è il mondo degli amplificatori, nella speranza che magari anche voi, un giorno, possiate avere uno scenario del genere alle vostre spalle o che comunque abbiate un suono degno dei vostri gusti.
L'amplificatore per chitarra elettrica
Un amplificatore, nel senso stretto del termine, è un dispositivo elettronico che riceve un segnale di debole intensità in entrata e, intervenendo su questo segnale, ne amplifica la potenza. Ma esattamente cosa significa “Ne amplifica la potenza”?
Significa che ingigantisce il segnale, lo rende più forte, o nel nostro caso lo alza di volume. In termini più chiari e vicino al nostro interesse, se per esempio state suonando una chitarra elettrica, sapete benissimo che se non siete collegati ad un ampli, non sentirete niente: qui entra in gioco l’amplificatore, il suo compito è di prendere il segnare inviato dai pick up della chitarra elettrica e trasformarlo da segnale di debole intensità in un segnale di intensità più grande e quindi udibile anche in spazi piuttosto grandi.
Ovviamente questa è una panoramica molto superficiale, se dovessimo entrare nel dettaglio con definizioni elettroniche e spiegazioni tecniche, il tutto si complicherebbe esponenzialmente; fortunatamente non siamo qui per tenere una lezione di elettronica, a noi basta conoscere il funzionamento basilare di un ampli e per quale motivo è tanto utile ad un chitarrista.
Storia dell'amplificatore
Da sempre esistono musicisti, e da sempre esiste l’esigenza dei musicisti di riuscire ad essere ascoltati da quante più persone è possibile all’interno di un ambiente, chiuso o aperto che sia. Gli amplificatori nascono proprio da questa esigenza. Facendo la loro prima apparizione intorno agli anni ’50 ’60, gli amplificatori cosi come gli strumenti musicali e la musica stessa, hanno anch’essi subito quello che può essere definito come un vero e proprio processo evolutivo.
I primi esemplari li possiamo osservare nelle vecchie locandine di casa Gibson, quando negli anni ’50 uscivano e venivano pubblicizzate le prime chitarre elettriche dell’omonima casa, raffigurate insieme a quello che sembrava essere un piccolo cubo di dubbia utilità, ma che nei decenni avvenire sarebbe diventato un “Must” per tutti i musicisti.
L’evoluzione degli amplificatori è stata lenta e graduale, si è passati da piccole strutture cubiche con un solo interruttore per l’accensione, l’alimentazione, un cono e un circuito semplicissimo, agli amplificatori odierni composti da più parti come la testata e la cassa, che possono avere di serie un numero considerevole di funzioni, effetti e controlli vari del suono.
Una delle prime case a nascere è stata la inglese Marshall, dall’omonimo fondatore Jim Marshall, nata nel 1962; oppure la Fender, di Leo Fender, nata nel 1946 produttrice sia di chitarre e bassi che di amplificatori. Queste due case appena citate, sono ancora oggi fra le più rinomate e note a livello mondiale nella produzione di amplificatori, nomi talmente noti da essere oramai diventati delle vere e proprie garanzie di qualità e resa sonora.
Caratteristiche dell'amplificatore
Oggi giorno dopo decenni e decenni di evoluzione musicale, decenni di evoluzione tecnologica e stilistica, la scelta di un buon amplificatore è diventata realmente un compito impegnativo. Districarsi in quella che è diventata una vera e propria giungla di informazioni, di possibili alternative e caratteristiche, può essere veramente stressante. Iniziamo partendo dalla differenza principale che distingue gli amplificatori, la prima caratteristica alla quale ogni chitarrista rivolge la propria attenzione. Un amplificatore può essere di due tipi, a VALVOLE o a TRANSISTOR.
Questo cosa comporta? Quali sono le differenze? E soprattutto, cosa significa? Facciamo una panoramica dell’amplificatore a Valvole. La valvola è essenzialmente un ”triodo”, ossia un insieme di tre componenti elettroniche, rispettivamente un “Anodo”, un “Catodo”, entrambi dotati di cariche elettriche opposte, ed una griglia di controllo (caricata negativamente), collocata vicino all’anodo e al catodo. Il tutto è collegato da una sorta di filamento resistente al calore (solitamente tungsteno) e racchiuso in una scocca in vetro, come una lampadina giusto per essere chiari.
All’interno del circuito di amplificazione, il compito della valvola, è quello di garantire che il segnale sia continuo e non alternato; come risultato finale, l’amplificatore restituisce un suono molto caldo corposo e melodico in pulito, ed un suono saturo e distorto in overdrive. L’amplificatore a transistor invece, ha la caratteristica di riprodurre fedelmente il suono dello strumento, senza la minima variazione di segnale. Il transistor entrò sul mercato come sostituto della valvola, estremamente soggetta a rompersi, che fosse per un urto o per surriscaldamento; la valvola sebbene alla base dell’elettronica di quegli anni era molto fragile.
Il transistor era la soluzione ideale, offriva qualità e fedeltà nella riproduzione del suono, con spazi e costi contenuti, oltre che una maggiore resistenza e longevità. La differenza fra i due amplificatori sta proprio nel risultato finale: le valvole restituiscono un segnale in un certo senso, leggermente gonfiato e intenso, a differenza dei transistor che garantiscono fedeltà ed affidabilità, restituendo il segnale cosi come arriva dalla chitarra (ovviamente dopo averlo amplificato).
La peculiarità delle valvole tuttavia, non è da considerarsi come difetto; moltissimi chitarristi sfruttano la tecnologia delle valvole come ulteriore arricchimento alla loro espressione musicale. Artisti del calibro di B.B. King, Eric Clapton e tanti altri usano amplificatori valvolari per dare “carattere” al proprio sound.
L’unico svantaggio degli amplificatori valvolari sta nel costo: sebbene sia una tecnologia obsoleta rispetto ai transistor, (ovviamente i sistemi a valvole sono stati riprogettati per adattarsi alla moderna tecnologia) essa è ben più costosa, e comunque questo non implica necessariamente che siano migliori. A questo punto infatti entra in gioco il gusto soggettivo di ogni musicista, infatti gli amplificatori valvolari sono prediletti da artisti rock blues e jazz, mentre i transistor sono maggiormente sfruttati da artisti di stampo heavy metal, che prediligono sonorità più aggressive e secche. Ovviamente dovete sempre tenere bene in mente che tutto è soggettivo. Oltre alla caratteristica principale che differenzia le due grandi classi di amplificatori, circuitazione a valvole o a transistor, ci sono molte altre caratteristiche da considerare. Un amplificatore è essenzialmente costituito dalle seguenti componenti:
- Un Preamplificatore, che è in grado di dare un colore e spessore al segnale proveniente dai pick up della chitarra, ed è proprio grazie a questo strumento che il suono acquisisce le sue caratteristiche di corposità e morbidezza o viceversa (ossia un suono più secco e graffiante)
- Il Finale di potenza, che ha semplicemente il compito di portale il segnale a livello desiderato, ossia di innalzarne la potenza.
- I diffusori o casse, meglio noti come altoparlanti, semplicemente riproducono il suono.
Queste componenti sono poi distribuite secondo tre organizzazioni precise:
- Il Combo Box: il combo box ingloba un preamplificatore, un finale e uno o più altoparlanti in un unico alloggio in legno progettato appositamente, ed è spesso la soluzione scelta dai chitarristi alle prime armi, sia per la comodità d’uso che per il prezzo ridotto;
- Il Testata e Cassa: questo modello prevede che il preamplificatore e il finale siano inglobati in un'unica struttura portatile, sempre in legno, mentre per le casse viene realizzato un secondo alloggio mobile, disponibile in 2 4 e in alcuni casi anche 6 coni (alcuni ampli per basso);
- Il sistema RACK: il sistema a unità Rack prevede che per il preamplificatore e per il finale sia realizzata una struttura mobile con più alloggi, cosi da poter ospitare il pre e il finale ed eventualmente altri tipi di strumentazione; per rendere l’idea l’unità rack è simile allo stereo di una macchina o a un lettore dvd interno per pc, dove avete il vostro mobiletto o case o alloggio nel quale potete inserire (come inserite uno stereo o un lettore dvd) il pre, il finale e un qualsiasi altro strumento di modifica del segnale.
Acquistare un amplificatore
Acquistare un amplificatore, è come acquistare una chitarra, bisogna provarlo e sentire che tipo di suono restituisce, quali sono le sue peculiarità, quanti e quali controlli regolabili sono disponibili sul mascherino. Evitate assolutamente di lasciarvi trasportare dall’eccitazione che, giustamente, la situazione comporta.
E’ normale essere contenti e felici come una pasqua, ma cercate di restare riflessivi e analitici, poiché più ragionate e analizzate i prodotti che vi verranno sottoposti, migliore sarà la qualità dell’acquisto che farete. Generalmente per i principianti, credo che il combo box sia la soluzione ideale, le possibili varianti sono moltissime, e alcune davvero da apprezzare (per fare un esempio il Randall G75R Transistor, ottimo amplificatore ad un prezzo accessibile). Ritengo che il combo box sia la soluzione migliore per un principiante per poche semplici ragioni:
- Dovete ancora entrare nella giusta ottica, ossia non avete ancora bene in mente cosa dovete considerare e cosa non dovete considerare quando acquistate un ampli;
- Non avete ancora la benché minima idea di quale sarà il genere che suonerete in un prossimo futuro, (per esempio io sono passato dal rock al punk al grunge all’hard rock per finire al metal);
- Con molta probabilità non conoscete bene le marche e le loro caratteristiche a livello di resa sonora, quindi diciamo che procedete “alla cieca” in un certo senso.
- Come ho gia detto, il combo box vi da la possibilità di poter acquistare un amplificatore di buona fattura e resa, ad un prezzo sufficientemente contenuto.
La soluzione testata e cassa, è più adatta a chitarristi e bassisti che hanno gia una certa esperienza alle spalle. Con testata e cassa infatti, la scelta inizia a farsi ben più seria, e il budget lievita necessariamente. Con testata e cassa, sappiate che potete spendere dalle 4 o 500 euro per uno Stinger STP 200 H (testata e cassa a transistor, che è l’amplificatore al quale attualmente punto, davvero valido) alle 4000 euro circa (2300 testata + 1560 cassa) di uno splendido e potentissimo Mesa Boogie Dual Rectifier (l’amplificatore che usa John Petrucci tanto per intenderci).
Per quanto concerne le unità Rack, bisogna andarci veramente cauti perché la spesa può essere molto alta, si arriva tranquillamente a spendere cifre come 5 o 6000 euro, ed è una scelta che raccomando solo a chitarristi esperti, gente che sa quello che fa e che vuole. Le unità rack infatti sono prodotti professionali, costosi e complicati da usare; anche a me capita molto spesso di vedere strumenti come processori di segnali, equalizzatori a 36 bande e accordatori rack senza capirci nulla se non sotto indicazione e spiegazione del commerciante di turno.
Un ultimo cenno va fatto sui diffusori (i gruppi di 4 coni che mettono sotto le testate). Solitamente in tutti i negozi di strumenti musicali, testata e cassa sono in coordinato, quindi la cassa sopporta tranquillamente la potenza e i picchi di segnale della testata, ma nel caso doveste comprare separatamente i pezzi preoccupatevi che la cassa sia adatta alla testata che avete comprato; infatti se malauguratamente doveste comprare un diffusore 2 o 4 coni che non regge la potenza della testata, finirete con il distruggere i coni della cassa, perciò prestate estrema attenzione a questo piccolo ma fondamentale dettaglio.
Marche di amplificatori
Per quanto riguarda le marche, abbiamo davvero una vasta scelta, ve ne elencherò giusto qualcuna: Marshall ¤ Fender, Mesa Boogie, Hughes & Kettner, Engl, Peavy, Randall, Stinger, Carvin, Brunetti, Soldano. Queste sono solo alcune delle grandi marche a disposizione sul mercato, quelle sulle quali potete fare affidamento al 100% per quanto riguarda la qualità e anche per il prezzo; sono grandi marche con prodotti a volte anche molto costosi, ma offrono anche dei prodotti molto più accessibili e dalla resa validissima.
La peculiarità delle marche sopra indicate, è quella di essere estremamente versatili; ad esempio: un amplificatore Marshall potete impiegarlo nel blues, rock, hard rock e anche metal. Avete quindi un buon indirizzamento su quelle che sono le marche più affidabili. Con questo concludo sperando di esservi stato d’aiuto e augurandovi un sano divertimento musicale con il vostro prossimo amplificatore, che sia esso un combo o un testata e cassa.
Questa guida all'amplificatore per chitarra elettrica è stata realizzata da Daniele Lupo. |
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