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Nell’immaginario collettivo il basso elettrico è visto, spesso, come uno strumento secondario nella musica contemporanea. Sentire frasi del tipo "Suoni il basso perché non eri bravo a suonare la chitarra" o anche "Il basso? Ma cosa quello che fa bum-bum?" è all’ordine del giorno. Naturalmente la realtà, per fortuna, è ben diversa! Caratteristiche tecniche del basso elettricoPer poter avventurarsi nella selva intricata dell’acquisto del basso elettrico sarebbe bene, per prima cosa, conoscere come è fatto un basso elettrico. Cosa ovvia, ma poi non troppo, una conoscenza basilare delle componenti del basso rende l’acquisto sicuramente più semplice e con meno possibilità di spiacevoli sorprese. Dal punto di vista prettamente strutturale il basso è composto da :
Corpo del basso elettrico Un basso elettrico ha generalmente il corpo pieno questo comporterà quindi che il suono non si amplificherà all’interno di una cassa di risonanza (come succede ad esempio nel fratello Contrabbasso) ma tramite il microfono detto pickup. Nella formazione del suono quindi, in linea teorica, può essere una delle componenti meno incisive. Tuttavia l’utilizzo di diversi legni comporta, comunque, delle differenze di sfumature nel suono finale. Sarà la sensibilità e il gusto del musicista a farlo indirizzare nella giusta scelta dell’essenza da usare. Tra le più usate dalle case costruttrici c’è l’Ontano e il Frassino meno il Mogano e altri legni esotici. Manico e Tastiera del basso elettricoIl manico possiamo dire che è, senza dubbio, uno degli aspetti fondamentali del nostro strumento. Non sarebbe azzardato affermare che il 60% di quello che noi possiamo ottenere dal basso elettrico lo si deve proprio a questa componente. La scelta della tipologia più consona a voi è naturalmente strettamente personale. C’è chi preferisce spessori più cicciotti chi invece profili sottili e fini. Basterà imbracciarlo per rendervi conto fin da subito quale sarà il più adatto al vostro modo di suonare. Pickup del basso elettricoIl basso per la sua natura traduce il suono prodotto dalle vibrazioni delle corde tramite dei microfoni detti pickup. Questi quindi sono un fattore decisivo per poter trovare quello che diventerà il vostro strumento. Tradizionalmente i vari tipi di pickup vanno a identificare delle tipologie di basso standard: si parlerà allora di basso stile precision quando sarà presente uno split-coil in posizione centrale, oppure uno di tipo jazzbass quando troveremo due single-coil (uno vicino al manico, l’altro al ponte). Elettronica del basso elettricoAd accompagnare spesso i pickup nella riproduzione del suono c’è un elettronica on-board comandabile direttamente dai potenziometri presenti sul corpo. Qua sta una delle differenze principali tra strumenti passivi (senza elettronica a bordo ma solo con controlli di volume e tono) e strumenti attivi (con elettronica in cui poter variare anche l’eq). Si potrà scegliere tra elettroniche semplici (controllo dei bassi o alti) a più complesse (controllo dei bassi, alti, medi semiparametrici, switch di eq ecc…). Il pregio dell’elettronica è quello di rendere più versatile lo strumento, permettendo direttamente sul basso delle variazioni importanti del suono. Come difetto principale vale lo stesso discorso dei pickup poiché il rischio maggiore è quello di rendere finto e plasticoso il suono di base. Molti musicisti infatti, per ovviare a ciò, preferisco l’utilizzo di bassi completamente passivi. Meccaniche del basso elettricoL’importanza di questa componente sta nel loro fine: agganciare le corde tra il ponte e le chiavi rendendo così suonabile lo strumento. Qua la scelta è, possiamo dire, più semplice perché in definitiva una meccanica o un ponte deve solo compiere il suo dovere nella maniera giusta. Le marche leader in questo segmento sono la Hipshot e la Schaller che offrono un ampio catalogo cercando di accontentare il musicista anche dal punto prettamente estetico (dalla linea vintage o moderna, dal colore cromato, dorato ecc…). Una delle sperimentazioni che ha colpito questa componente ed ha avuto un grande successo è la meccanica chiamata D-Tuner. Il suo scopo è quello di scordare una nota nella tonalità desiderata (generalmente si usa per passare dal MI al RE) tirando giù semplicemente una leva posta sulla meccanica. Corde del basso elettricoLa principale differenza, nel basso elettrico, quando si parla di corde è innanzitutto nel numero. 4,5,6 sono il numero di corde che tradizionalmente troviamo nel mercato (per un numero maggiore o inferiore bisogna per forza di cose affidarsi alla liuteria). La differenza sostanziale sta nelle possibilità offerte dallo strumento, possibilità che naturalmente diventa maggiore con l’aumento delle corde. Se poi nella pratica effettiva questa possa veramente servire starà a voi sceglierlo anche perché qua si entra nel mondo dei gusti personali. Per chi dovesse incominciare, il consiglio è comunque di puntare al basso tradizionale a quattro corde perché rende più accessibili gli esercizi di base ed è anche più facile acquisire una corretta postura delle dita. E’ bene sottolineare che il maggior numero di corde non significa di conseguenza maggiore bravura del musicista ma solo un diverso approccio che questo ha voluto avere con lo strumento. In sintesi
Sguardo sul mercatoOra che abbiamo avuto un’infarinata generale sulle componenti del basso elettrico e sulla loro importanza al fine del prodotto finito possiamo passare a guardare più da vicino quello che il mercato ci offre nel concreto. Innanzitutto è bene capire su quale target andare a muoversi. C’è da dire infatti che, ad esempio, per un neofita che si avvicina solo ora al basso sarebbe inutile puntare a modelli top di gamma come anche sarebbe riduttivo per un musicista ormai esperto limitarsi a modelli entry level. Fascia per fascia andiamo a considerare quindi nello specifico i vari modelli: Bassi elettrici Entry LevelIn questa fascia possiamo trovare strumenti economici a partire dagli 80 euro fino approssimativamente ai 300 euro. Di solito più si va avanti con il costo più gli strumenti dovrebbero essere curati. C’è da dire però che in questa fascia le differenze non sono poi così evidenti e sarebbe conveniente risparmiare in ottica di un futuro passaggio a qualcosa di migliore. Tra gli strumenti riconosciuti tra i più validi in questo segmento possiamo trovare l’Eko MM300, lo Yamaha RBX170, l’Ibanez GSR180 e tanti altri. Sono bassi tutti di produzione orientale (Vietnam, Cina, Korea ecc…), molti dei quali escono addirittura dalle stesse fabbriche. Per chi dovesse iniziare e non avesse neanche l’amplificatore ci sono dei Pack comprensivi di basso,amplificatore,accordatore e quanto altro serva per iniziare a suonare. Bassi elettrici di fascia intermediaQua siamo di fronte già a strumenti di ottima fattura che potrebbero bastare a molti tra i musicisti amatoriali. Il prezzo può variare dai 300 euro agli 800 euro e qui, più che nella prima fascia, la differenza si fa evidente con il salire del prezzo. A farla da padrona in questa fascia, negli ultimi anni, è una ditta coreana la Cort che con la serie GB e la serie Artisan è riuscita a sfornare strumenti suonabilissimi e molto curati anche esteticamente. Qua troviamo anche i Fender più economici, quelli Made in Mexico, sicuramente non a livelli dei fratelli Americani ma comunque sempre ottimi bassi. C’è da dire, visto che incominciamo a parlare di cifre di tutto rispetto, che più che la marca sarebbe bene di guardare la propria sensibilità e il proprio gusto personale perché non sempre quello che per molti è un ottimo basso lo potrebbe essere di conseguenza anche per voi. Bassi elettrici di fascia topSono sicuramente i bassi che tutti sognano di avere. Parliamo di marche che hanno fatto la storia di questo strumento e della musica in generale, colossi come la Fender, la G&L, la Ernie-Ball Musicman, la Warwick. I prezzi vanno dagli 800 euro fino a salire a cifre veramente esose sui 2000, 3000 euro e quindi vale più che prima il dovere di farsi consigliare solo da se stessi e seguire poco i consigli degli altri per non trovarsi sulle mani un investimento sbagliato. Basso elettrico industriale o di liuteriaIl mercato odierno offre anche la possibilità di non rivolgersi esclusivamente al prodotto industriale, per la scelta del basso elettrico, ma di affidarsi nella mani di un liutaio. Questa strada è sicuramente una delle più difficili e rischiose nella ricerca del proprio strumento perché il risultato finale è sempre un’incognita. Anche abbinando il lavoro del miglior liutaio a quelle dei migliori materiali tanto non avremo, con sicurezza, come prodotto finito il miglior basso. Tutto questo perché un basso di liuteria deve poter nascere solo con la giusta maturazione del musicista, capace così di poter indirizzare l’opera dell’artista nel migliore dei modi. Ricordiamoci che un prodotto industriale lo troviamo pronto lì davanti ai nostri occhi e ci permette di essere provato e riprovato; un basso di liuteria invece potrà essere suonato solo alla fine della creazione e gli interventi possibili in seguito non riusciranno mai a fargli cambiare il suo carattere di base. Quindi o ci piace e rispecchia il nostro essere oppure abbiamo sbagliato nettamente strada. E’ ovvio però che le sensazioni che un basso di liuteria può dare ad un musicista sono diverse da quelle di un basso industriale. Non parliamo tanto del suono (alla fine non è detto che uno strumento artigianale suoni meglio di uno di serie) quanto nell’amore che si viene a creare per una cosa che in definitiva è unica e speciale. Tra i migliori maestri liutai possiamo citare Carlos Michelutti della Cordova Guitars di Gubbio, i fratelli Mari di Torino, Jacaranda di Milano solo per rimanere sul suolo italico ma la scelta è addirittura più ampia che nei marchi industriali. Acquistare il basso elettricoAbbiamo potuto vedere come l’acquisto di un basso elettrico debba avvenire in maniera oculata guardando quello che uno veramente desidera avere ed ottenere dalla propria musica. Ci teniamo a sottolineare che non ci sarà mai guida che tenga che vi possa indirizzare dritti al vostro strumento. Solo con la prova diretta si potrà capire quali saranno le giuste strade da percorrere e quali invece quelle da evitare. Il mercato è veramente ampio e oggi, come non mai, c’è proprio l’imbarazzo della scelta. Sarebbe quindi un vero peccato farsi travolgere dalla foga dell’acquisto e perdere così magari un basso più ideale per il vostro modo di suonare. |
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