Chitarra elettrica
 

Chitarra elettrica

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di Michele Di Gennaro

La chitarra in generale, che sia essa elettrica, acustica, folk o classica, è senza dubbio uno fra gli strumenti musicali più amati e diffusi di tutti i tempi. Da sempre, si possono ammirare ragazzi che, o in spiaggia, o al parco o in un qualunque altro luogo sia possibile, si dilettano ad eseguire i loro brani preferiti, questo perché la chitarra, sebbene sia uno strumento estremamente complesso, offre un approccio che non comporta necessariamente lo studio approfondito delle varie tecniche di esecuzione, ma bensì offre la possibilità di eseguire le canzoni che più amiamo con pochi semplici accordi che chiunque nell’arco di un mese può imparare.

Per chi, tuttavia, volesse dedicarsi con passione e serietà allo studio approfondito di questo strumento, scegliere quello più adatto alle proprie esigenze non è semplice come può apparire. Questa guida ha appunto lo scopo di aiutarvi a scegliere con cautela, quello che a mio parere è un meraviglioso strumento di espressione artistica, così da poter godere delle soddisfazioni che, come me, migliaia di altri chitarristi hanno saggiato.

Caratteristiche della chitarra elettrica

La chitarra elettrica è come una qualsiasi altra chitarra, ossia è dotata di una paletta (l’estremità superiore dove di solito è impressa la marca dello strumento), le chiavette, utili all’accordatura dello strumento e alle quali vengono avvolte le estremità superiori delle corde, un manico, con sopra una tastiera, il corpo, che ospita il ponte, fondamentale sia per l’ancoraggio delle corde che per l’accordatura generale dello strumento. In quanto elettrica, appunto, questa chitarra è dotata, a differenze delle semplici chitarre acustiche folk o classiche, delle seguenti componenti elettroniche:

  • I Pick Up, dei piccoli magneti; la chitarra elettrica, a differenza di tutte le altre chitarre, non ha una cassa di risonanza che ne amplifichi il suono (la cassa con il foro in tutte le normali chitarre tanto per intenderci), i pick up ovviano a questa mancanza, essi infatti raccolgono le vibrazioni delle corde, le convertono in impulsi elettrici e le trasmettono all’uscita jack;
  • I Potenziometri, delle manopole, solitamente sono almeno due, una per il “VOLUME” la cui utilità è facilmente intuibile, e una per il “TONO”, la manopola del tono incupisce o apre il suono, in parole semplici lo rende più cupo e carico di bassi oppure lo rende più brillante e acuto;
  • Il Selettore, una sorta di levetta, che permette di selezionare il pick up da utilizzare; sono infatti possibili diverse configurazione a seconda del suono che si preferisce, ma di questo parleremo meglio più in la;
  • L’uscita Jack, un output al quale si connette il cavo Jack, il quale riceve il segnale convertito dei pick up e li trasmette all’amplificatore cosi da poter essere ascoltato.

Una breve panoramica sui pick up

Prima di tutto, diamo una descrizione semplice e dettagliata del pick up, che è la componente fondamentale, senza la quale la chitarra, praticamente non funziona. Il pick up è formato da avvolgimenti magnetici, uno per corda, per avvolgimento magnetico intendo un piccolo cilindro di metallo con delle spire di materiale conduttore avvolte (rame). Essendo dei piccoli magneti, creano un campo elettromagnetico mentre la vibrazione della corda, crea un’interferenza in questo campo elettromagnetico, generando cosi un segnale elettrico di intensità minima che viene trasmesso all’uscita jack.

Altra importante qualità del pick up, è la schermatura. Il pick up funziona come una sorta di microfono, se vogliamo vederla in questi termini, e come un microfono può raccogliere i suoni esterni (sempre tramite meccanismo delle interferenze). La schermatura isola il pick up dall’ambiente esterno, cosi che esso sia in grado di captare solo ed esclusivamente l’interferenza generata dalla corde. Senza di essa incorrerete in quei fastidiosissimi fischi (feedback) che rendono praticamente quasi impossibile suonare tranquillamente. Ve lo posso assicurare perché la mia prima chitarra elettrica aveva una schermatura penosa, e quando suonavo in sala prove, dove ci sono un sacco di strumenti che producono interferenze e campi, la mia chitarra più che suonare produceva un suono veramente straziante per l’orecchio umano.

Di pick up ne esistono 3 tipologie, il Single Coil formato da una sola fila di magneti, gli Humbucker composti da due file, e infine i Mini-Humbucker che sono esteticamente identici ai single coil, ma all’interno hanno due file di magneti come negli humbucker. La differenza in termini di suono, è che il single coil da una risposta più squillante ed acuta, mentre l’humbucker produce un suono piu pastoso caldo e corposo. Le marche di pick up sono tantissime, fra le più famose e prestigiose annoveriamo la EMG, la Seymour Duncan e Di Marzio. Purtroppo sui pick vi sconsiglio vivamente di andare al risparmio, perché in questo caso più che mai, più spendete meglio è!!!! Infatti le marche che vi ho sopra elencate producono dei pick up che sono assolutamente meravigliosi, ma che purtroppo costano un bel po’, ciò non toglie che comunque dopo aver speso qualcosa come 100 o 150 euro, verrete pienamente ricompensati in termini di soddisfazione.

Legni utilizzati per costruire le chitarre

Il legno di cui una chitarra è fatta è l’altro paramento fondamentale. Solitamente una chitarra non è mai costruita con un unico tipo di legno, generalmente liutai e grandi case produttrici prediligono l’impiego di diversi legni su ogni singolo strumento, da impiegare sulle varie parti. Ad esempio un legno robusto e resistente per manico e paletta che devono sopportare la tensione delle corde (acero frassino e ontano), un legno morbido e scorrevole per la tastiera, così da dare al chitarrista la sensazione che il manico sia fruibile e scorrevole al tocco (il più comunemente usato è il palissandro).

Il body non avendo la cassa di risonanza, crea il suono tramite i pick up, tuttavia la scelta di un buon legno è fondamentale e per niente da sottovalutare; a diversi tipi di legno corrispondono diversi tipi di suono, si va dai legni più rigidi come mogano o frassino che danno una timbrica squillante e acuta, ai legni più morbidi che esaltano le basse frequenze e quindi danno un suono più corposo e melenso in un certo senso, come ad esempio l’ebano. Un buon legno, come abbiamo gia detto è importante, perché pur non avendo la cassa di risonanza, la chitarra comunque vibra al vibrare delle corde, e le caratteristiche del legno scelto contribuiscono profondamente alla timbrica che avrà la chitarra nonché al sustain (per quanto tempo la chitarra riesce a mantenere un accordo o genericamente una nota dopo che questa è stata suonata).

Il ponte della chitarra

Il ponte è un altro elemento fondamentale, avere una chitarra con un buon ponte, significa avere uno strumento che manterrà la sua accordatura nel tempo, una maggiore durata generale delle corde oltre ad una maggiore comodità in fase di esecuzione di brani o esercizi. Esistono varie tipologie di ponte, in genere si può scegliere tra Ponte Mobile, Ponte Fisso e Tremolo. Partiamo dal più semplice e pratico da gestire, il Ponte Fisso. Il ponte fisso è cosi chiamato proprio perché una volta montato non ha possibilità di muoversi dal suo alloggio, un esempio di ponte fisso è sulle Gibson Les Paul; il ponte consiste di una barra di materiale metallico inchiodato al corpo, con un apposito alloggio per delle sellette (le sellette sono dei piccoli dentelli che tengono la corda in traiettoria, di modo che non si sposti lateralmente sul ponte mentre suonate).

A mio parere per quanto il ponte fisso non dia la possibilità di eseguire dei piccoli effetti (gli squeal per chi dovesse essere un po’ più esperto), è ottimo, in quanto offre un saldo appoggio comodo e stabile, che specie per i principianti è fondamentale in fase di esecuzione, e fa si che la chitarra sia meno soggetta a perdere l’accordatura. Il Ponte Mobile meglio noto anche come Floyd Rose (inventato dalla Schaller) è ben più complesso del ponte fisso, essendo mobile infatti esso è dotato di un set di molle montato sul retro del body (solitamente tre molle fissate al ponte da un lato, e ad una barra metallica dall’altro, barra che a sua volta è saldamente ancorata al body).

La tensione delle corde calibrata con il tiraggio delle molle fa si che il ponte sia in perfetto equilibrio, posizionato parallelamente al body. Inoltre per non perdere l’accordatura (cosa che accade matematicamente se proverete a giocare con la leva che muove il ponte) in dotazione con il floyd rose viene fornito, ovviamente gia montato sulla chitarra, un sistema di bloccaggio delle corde, collocato esattamente all’inizio del manico, oltre a delle mini chiavette presenti sul ponte, che permettono di tenere sotto controllo l’accordatura dello strumento, con una precisione decisamente elevata. Grazie a questo sistema, monterete tranquillamente le vostre corde, le accorderete bloccherete il tutto e potrete tranquillamente divertirvi senza il timore di perdere l’accordatura e produrre cosi un suono orribile. Moltissimi chitarristi famosi usano il floyd rose come mezzo per arricchire i proprio fraseggi, chiunque abbia mai ascoltato i “Pantera” conosce perfettamente le urla che il compianto “Dimebag” produceva con il floyd rose delle sue splendide chitarre; io stesso ho una chitarra che monta un floyd rose, e vi assicuro che sebbene alle volte sia un tantino difficile da gestire con precisione, una volta imparato il suo funzionamento, avrete di che divertirvi.

Come modelli e marche ci sono i Low pro Edge e Low pro Edge 2, montati di serie su molte chitarre Ibanez, e il classico ed originalissimo floyd rose della Schaller, e anche qui vi consiglio di diffidare da imitazioni e prodotti sotto costo, pena un suono orribile ed un’accordatura veramente penosa. Infine abbiamo il Tremolo, che rappresenta una via di mezzo fra il floyd rose ed il ponte fisso. A differenza del floyd rose, la leva del tremolo può essere inclinata solo in avanti e non all’indietro perché il ponte è per metà ancorato al corpo. Un buon tremolo riesce a mantenere intatta l’accordatura, a patto anche che siate delicati, e come al solito andare sull’economico non vi aiuterà, non mi stancherò mai di dirlo.

Consigli sull'acquisto della chitarra

Come avrete capito, la chitarra è uno strumento ESTREMAMENTE versatile, ogni chitarrista, dal principiante al professionista con anni di studio e performance alle spalle, ha un suo indirizzamento musicale se così vogliamo definirlo, ed è quindi pressoché scontato o quantomeno intuibile, che la scelta dello strumento oltre a basarsi sulla qualità delle varie componenti, deve basarsi su quelle che sono le vostre preferenze in termini di sonorità e di genere musicale al quale mirate, e ovviamente anche al portafogli…ma quello è un aspetto secondario, se non siete nelle condizioni di poter spendere una certa cifra abbiate un po’ di pazienza e aspettate di raggiungere un budget più alto, così da poter avere una maggiore scelta ed uno standard qualitativo più alto. Ciò non toglie che comunque possiate trovare uno strumento che sebbene non costi un capitale soddisfi pienamente le vostre esigenze.

Un monito va fatto a tutti coloro che si affacciano a questo strumento per la prima volta, la chitarra di per se fa gran parte del lavoro, ma senza un buon amplificatore scordatevi di raggiungere il suono dei vostri eroi, io stesso ho provato numerose chitarre fra le migliori (Gibson Les Paul Custom, Jackson RRV, Gibson SG, Ibanez Paul Gilbert Signature), la maggiorparte delle quali, con il mio vecchio amplificatore, e i risultati purtroppo sono stati deludenti. Quindi state attenti, se comprerete una chitarra che è un gioiello e poi a casa la proverete su un ampli modesto otterrete risultati non soddisfacenti, sappiate che non è colpa della chitarra ma dell’amplificatore. Iniziamo quindi con i consigli per l’acquisto veri e propri. Partite prima di tutto dal presupposto che, è preferibile che acquistiate in abbinamento alla chitarra un buon amplificatore che vada bene con il genere che volete suonare e con lo strumento che sceglierete. La cosa fondamentale è che tralasciando l’aspetto estetico, che è si importante ma non fondamentale, dovete prestare estrema attenzione alle componenti della chitarra, pretendete informazioni dettagliate e diffidate dei commercianti.

Potreste esser fortunati e trovare un commerciante che se ne intende e quindi può consigliarvi al meglio, oppure trovare un commerciante che se ne infischia di quello che volete voi e si interessa solo di farvi spendere la maggior cifra possibile, in parole povere: ENTRATE IN NEGOZIO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DOPO CHE AVETE LETTO GUIDE E DOCUMENTAZIONI!!!!!! L’altro punto fondamentale, è quello di provare sia la chitarra che un eventuale amplificatore vogliate acquistare, per fare un paragone molto semplice, sono come i vestiti li provate e li comprate solo nel momento in cui capite che vi piacciono e vi stanno bene addosso, il principio è simile, provate la chitarra e l’ampli, assicuratevi che il suono sia di vostro gradimento sia in pulito che in distorto o in overdrive, se trovate comodo lo strumento sia come postura generale che come comodità di esecuzione.

Non è detto che per avere un bel suono dobbiate spendere migliaia di euro, con cifre modeste si possono raggiungere risultati soddisfacenti, ammenochè non vogliate emulare qualcuno in particolare, è vero che se spendi molto hai una qualità maggiore, ma è anche vero che non c’è uno standard prefissato per le chitarre e che ognuno ha i suoi gusti musicali ed estetici, quindi scegliete con cautela e secondo il vostro gusto. Lo scopo del vostro acquisto deve essere una sorta di compromesso, dovete avere quello che meglio soddisfa voi e i requisiti di qualità che vi ho sopra elencato, rientrando nel budget disponibile. Come ultimo consiglio, assicuratevi di acquistare una custodia per la chitarra, normalmente è preferibile una custodia rigida e imbottita, che potrebbe tuttavia risultare scomoda e pesante, sappiate regolarvi esistono anche ottime custodie zaino, sufficientemente imbottite.

La custodia è utilissima, oltre a proteggere lo strumento da urti è fondamentale per la sua conservazione, se lascerete la chitarra all’aria senza alcuna protezione, si sporcherà più in fretta, perderà l’accordatura più in fretta, le corde si ossideranno e molto probabilmente si romperanno mentre suonate, inoltre il legno se lasciato all’aria, prende umido e subisce un naturale processo di deterioramento che non deve assolutamente avere luogo, altrimenti lo strumento perde le sue doti migliori, suono, sustain e quant’altro.

Marchi e produttori delle migliori chitarre

Le marche oggi in circolo sul mercato sono veramente un amenità, ce ne sono tantissime e la scelta a volte può risultare veramente stressante, soprattutto se non avete un idea ben precisa di cosa volete. Sulla scelta della marca influisce anche il genere musicale che volete suonare e in generale il suono che volete ottenere. Se per esempio volete suonare brani metal, il top è acquistare una chitarra LTD (chitarre usate da gruppi come Children of Bodom o Metallica) e amplificatori di casa Mesa Boogie; se invece volete fare del sano e vecchio blues in stile B.B. King potreste andare su casa Gibson per la chitarra e Marshall per l’amplificatore. Tutto dipende sempre da voi, LTD, Gibson, Fender, Dean, Ibanez, BC Rich tutte ottime marche, che sia blues, metal, rock, grunge, punk, hard rock, ci sono offerte per tutti gusti e budget, accessibili anche al consumatore medio che non ha capitali da spendere ma cifre ben più modeste. Con questo chiudo sperando di aver fornito a tutti voi chitarristi in erba un aiuto concreto nella giungla dei rivenditori di strumenti musicali.

Questa guida alla chitarra elettrica è stata realizzata da Daniele Lupo.

Fender Telecaster

Fender Telecaster

La Fender Telecaster è una chitarra elettrica solid body prodotta dalla casa americana Fender. Si può dire non a torto che sia la più “attempata” tra le solid attualmente sul mercato, ma al contempo una delle più apprezzate ed utilizzate, nel contesto di stili musicali contemporanei. Leo Fender fondò la Fender Electric Instrument Manufacturing Company nel 1946, producendo una serie di modelli di chitarre che han fatto (e ancora fanno) la storia della musica. La Telecaster nasce dalla Esquire, modello creato nel 1950 da Leo Fender, in seguito rinominata Broadcaster e infine, per questione di diritti, Telecaster.

E’ tuttavia la rielaborazione di un modello di chitarra già diffusa su piccola scala negli anni ’40. Caratteristiche della Telecaster sono, oltre al profilo sobrio, il corpo in legno massiccio, il ponte fisso, i due pickup single-coil (al ponte e al manico, con un selettore a 3 posizioni), che consentono di produrre un suono squillante, pulito, perfetto per parti “clean” e per ottenere lunghi sustain, adatto a generi come il blues, il country, il rock, il Jazz. Numerose anche le varianti prodotte, dal modello Thinline alla Deluxe, fino alla Custom, che monta un humbucker al manico.

Tra i grandi appassionati o fruitori della Telecaster non possiamo non menzionare Andy Summers dei Police, Jimmy Page dei Led Zeppelin, Keith Richards dei Rolling Stones, George Harrison, Jeff Beck, ma la lista potrebbe estendersi ancora a lungo. Una garanzia di chitarra per chi già conosce le potenzialità dello strumento, dal prezzo accessibile, anche se, ricordiamolo, bisogna valutare il luogo di produzione e le componenti per un giudizio obbiettivo e provare personalmente lo strumento, meglio se con il proprio ampli, per testarne la qualità e la compatibilità con i propri gusti ed esigenze. Segnaliamo inoltre che la Squier, azienda di proprietà della Fender, produce modelli economici di Squier Telecaster, ideali per chi si affaccia al mondo delle 7 note.

Chitarra Gibson Les Paul Custom

Chitarra Gibson Les Paul Custom

Una delle chitarre più vendute al mondo, garanzia di originalità, qualità del suono e dei materiali e al contempo viva presenza nell’immaginario di ogni musicista: questa è la Gibson Les Paul, strumento che, assieme alla storica Fender, ha fatto epoca nel panorama della musica contemporanea. Le Gibson sono chitarre solid body (che vuol dire dal corpo compatto, prive di cassa armonica), solitamente in mogano o acero con tastiera in Ebano o Palissandro.

Dotate di un ponte fisso e due (a volte tre) pickup humbucker, sono presenti sul mercato in un’ampia varietà di colori e modelli. Le attuali Les Paul poco differiscono da quelle prodotte negli anni 50 da Lester William Polfus, soprannominato appunto Les Paul. Hanno un suono pastoso, cupo, sporco, molto presente, un marchio di fabbrica della casa americana Gibson, specialmente se associato a distorsioni potenti. La Gibson Les Paul Custom, alla quale è dedicata la presente recensione, è prodotta dalla Gibson fin dal 1954. E’ il modello di punta, l’ “high level” della Gibson, inizialmente soltanto in nero, motivo per il quale fu amichevolmente soprannominata “Black Beauty”.

Monta due pickup humbucker alnico, ha la tastiera in ebano, i segnatasti in madreperla e l’hardware elegantemente dorato. E’ in commercio in 3 colori: nera, bianca o “whine red”. Unico svantaggio il peso, che si aggira attorno ai 4,9 kg. Ma per l’appassionato è un prezzo che si paga volentieri. Per chi non potesse disporre di grossi budget la Epiphone, azienda poi acquistata dalla stessa Gibson, produce tra l’altro copie delle Custom vendendole a prezzi molto ridotti. Ovviamente, il suono in parte ne risentirà, ma il suono finale prodotto da una chitarra, questo è noto, è sempre il prodotto di un’alchimia (esatta) di più fattori. Tra i fedelissimi della Les Paul Custom: Jimmy Page, Ace Frehley, Robert Fripp, Steve Hackett, Slash, Zakk Wylde.

Distorsore DS-1

Distorsore DS-1

Il distorsore DS-1 è un effetto per chitarra elettrica prodotto dalla Boss, brand della Roland Corporation. Trademark del suono di artisti come Kurt Cobain e virtuosi come SteveVai o Joe Satriani, rappresenta un’ottima soluzione per chi cerca un sound ruvido e potente, adatto per il rock, il blues & annessi. Ma andiamo con ordine.

A cosa serve un distorsore? Montato di default su tutti gli amplificatori, il distorsore è utilizzato dai chitarristi prevalentemente sottoforma di pedalino, attivabile appunto con la pressione del piede, il che garantisce una grande usabilità per contesti come una serata live o una prova in studio. Modifica il suono conferendogli quella potenza, presenza e “sporcizia” tipica della musica rock. Il distorsore qui recensito è uno dei pezzi storici del suo campo, prodotto dalla Boss, attualmente leader nel mercato della produzione dei pedali per chitarra. Alcuni sostengono che al momento il DS1 si possa considerare come il suo miglior prodotto, ed il fatto che sia utilizzato da più di due decenni ne è la conferma.

Il DS1 Si presenta come una piccola scatola arancione in metallo, molto resistente. Può funzionare a batteria (l’alloggio si apre svitando una comoda vite) o con un alimentatore a 9V, preferibilmente Boss. Chi avesse l’esigenza di suonare live, sceglierà ovviamente l’alimentatore, per evitare sorprese inopportune… Il pedale ha tre manopole di regolazione: tone (tono), gain (guadagno), e volume. Il volume, ovviamente, ci aiuterà a regolare la presenza dell’effetto sul nostro sound. Il manuale boss indica 8 settaggi standard per riprodurre il sound di diversi generi di chitarra rock, dal grunge al garage fino al punk.

Ovviamente sperimentate, i potenziometri sono estremamente sensibili ed è possibile produrre un’ampia varietà di suoni. Un pedale, insomma, per chi apprezza il rock “ruvido” o incursioni “calde” nel blues, accompagnato magari da un ampli valvolare. Non il massimo per il metal & annessi…ma sicuramente una delle migliori distorsioni in circolazione per il rock, l’indie ed il punk. Molto utilizzato anche nella versione modificata da Robert Keeley.

 
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