Tintura permanente per capelli

Autore Andrea Pilotti

Questi prodotti per uso professionale o semi professionale sono generalmente creme che grazie ad una reazione chimica si legano alla cheratina del capello in modo permanente. Si può fare un trattamento colorante nel salone del parrucchiere o, a casa, con le confezioni di preparato in vendita. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere le migliori tinte per capelli in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

A cosa serve

Le tinture permanenti, lo dice il termine stesso, rimangono sul capello. Non scivolano via o si scoloriscono con la frequenza dei lavaggi, quindi, per cambiare nuovamente colore occorre sottoporsi ad un nuovo trattamento. Questi prodotti sono generalmente delle creme che combinate con un ossidante, generalmente l’acqua ossigenata, formano un colore per reazione chimica che si lega permanentemente con la cheratina, una proteina del capello.

La reazione chimica avviene a ph alcalino, grazie all’intervento dell’ossidante (abbiamo detto che si usa principalmente l’acqua ossigenata a bassa concentrazione – 10 o 20 volumi). Chi volesse un effetto schiarente sul proprio colore naturale, deve usare una concentrazione maggiore, fino a 30 volumi, di acqua ossigenata. Attenzione però alle allergie da contatto: prima di farsi tingere i capelli con la mistura preparata (sia nel salone del parrucchiere, sia a casa) fare la “prova contatto”, facendo agire il preparato colorante su un pezzettino di cuoio capelluto per assicurarsi che non compaiano reazioni allergiche.

La tintura permanente, è bene saperlo, è comunque un trattamento chimico che danneggia il fusto del capello: usarla con moderazione, tingendo solamente la “ricrescita” ogni 5-6 settimane. Se possibile usare una colorazione tono su tono per “allungare” il tempo di un nuovo intervento sul colore e risparmiare i capelli da un danneggiamento a lungo termine. In alternativa si possono usare le tinture semi permanenti, soprattutto se si è indecisi sul colore.

La tintura semi permanente va via dopo qualche shampoo ed è più indicata per: coprire i primi capelli bianchi, dare riflessi al naturale colore della propria chioma o per chi deve o vuole tingere i capelli con maggiore frequenza. Essendo un preparato che contiene già il colore, si deposita solo sulla superficie del capello ed è quindi un trattamento meno aggressivo della tintura permanente. Soprattutto nelle versioni commercializzate senza ammoniaca.

Come si fa

Abbiamo anticipato nel precedente capitolo che la colorazione permanente dei capelli avviene per reazione chimica. Fra le colorazioni in commercio è l’unica tipologia di prodotto che deve essere preventivamente miscelata. È quindi bene recarsi nel salone del parrucchiere se si vuole tingere i propri capelli in modo indelebile. Chi volesse modificare la propria nuance a casa, è meglio che compri colorazioni semi permanenti o tono su tono, che sono più leggere, più pratiche da usare e colorano i capelli senza alcuna reazione chimica (ma il colore base non viene mai cambiato).

Una volta scelto il colore finale, il parrucchiere o gli assistenti, preparano la tintura permanente combinando in parti precise e proporzionali (anche in relazione all’effetto desiderato) il cosiddetto “precursore di colorazione” chiamato anche colorante di ossidazione, l’agente alcalino (detto anche ammonium hydroxide) e l’ossidante (o rivelatore), contenente acqua ossigenata (hydrogen peroxide). La preparazione deve essere miscelata immediatamente prima di essere applicata sul capello. Una volta a contatto con il fusto del capello, i precursori di colorazione entrano nel capello.

Lì, grazie all’ambiente basico creato dall’agente alcalino e in virtù dell’acqua ossigenata (perossido di idrogeno), avviene la reazione chimica che dà luogo ai pigmenti colorati. Quindi, nella colorazione permanente, il colore si forma per reazione direttamente dentro il capello, in profondità.

Questa caratteristica, unica fra tutti i coloranti per capelli, permette di ottenere un risultato duraturo nel tempo, permette di cambiare radicalmente il proprio colore naturale e permette anche di coprire fino al 100% dei capelli bianchi. Tuttavia, una volta ottenuto il colore permanente non si può cambiare se non sottoponendosi ad una nuova colorazione. Inoltre, chi modifica radicalmente la propria nuance, deve poi fare i conti con la ricrescita per evitare l’antiestetico stacco, alla radice del capello, fra i due colori contrapposti. Il ritmo di crescita dei capelli varia da persona a persona; vale però la regola generale di effettuare un ritocco di colore ogni mese e mezzo circa.

Possibili rischi per la salute

Un paragrafo sui possibili rischi cui va incontro chi si sottopone a colorazioni per capelli, è più che mai doveroso, se non altro per diritto di cronaca. Hanno studiato i possibili rischi connessi alcuni ricercatori del Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerche in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzaione della Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II. Sembra infatti essere ci una correlazione fra l’utilizzo frequente e prolungato di tinture per capelli e l’insorgenza di alcune forme neoplastiche come cancro alla vescica e linfomi non-Hodgkin.

A svelare la correlazione, spiegano i ricercatori di Napoli, è stato uno studio americano del 2001 che, alla sua pubblicazione sull’International Journalof Cancer, ha messo nuovamente in discussione la sicurezza dei coloranti per capelli. In base all’analisi di un campione di 1582 persone, è stato osservato che “vi è un rischio maggiore (2.1%) di insorgenza di cancro nelle donne che hanno utilizzato tinture permanenti per capelli almeno 1 volta al mese ed un rischio fino a 3.3 volte superiore tra coloro che le hanno usate regolarmente (almeno 1 volta al mese) da più di 15 anni.

Il rischio, dunque, aumenta all’aumentare della frequenza e della durata dell’utilizzo. Inoltre nelle donne che avevano utilizzato esclusivamente tinture permanenti era stato possibile evidenziare una relazione dose-risposta con il rischio di cancro alla vescica. In effetti era possibile osservare una relazione uniforme tra l’esposizione (durata d’uso, frequenza, etc) ed il rischio di cancro.

E’ stata anche esaminata la relazione tra l’esposizione professionale alle tinture ed il rischio di insorgenza di cancro alla vescica. In particolare sono stati confrontati i risultati ottenuti in 20 pazienti (casi) e 13 controlli che avevano lavorato presso un negozio di parrucchiere o barbiere ed è stato osservato che essi presentavano un rischio maggiore del 50% d’insorgenza di cancro ed addirittura che il rischio aumentava di ben 5 volte tra coloro che per motivi di lavoro sono stati per almeno 10 anni a contatto con queste sostanze”.

Possibili allergie

Nel nostro Paese, circa il 60% delle donne sopra i 15 anni usa regolarmente o sporadicamente, qualche prodotto per modificare la nuance naturale dei propri capelli. Anche tra gli uomini però, cresce sempre di più la tendenza a colorarsi i capelli. Benché i prodotti in commercio siano testati anche su soggetti sensibili, prima di procedere all’applicazione della tintura ( e a maggior ragione se si procede con le colorazioni permanenti a reazione chimica) è bene fare un test di tollerabilità.

Come? Si può applicare un pochino di prodotto sulla pelle sensibile: all’interno dell’avambraccio o sulla nuca o sulla zona dietro il collo o l’orecchio. Il primo passo della prova di tollerabilità consiste nel detergere con alcool e batuffolo di cotone la zona da testare. Poi applicare una quantità modesta di preparato e lasciar seccare sulla pelle. Ripetere l’operazione ancora due o tre volte. Passate 48 ore senza che si formino rossori localizzati, bolle o qualunque altra alterazione cutanea, si può procedere alla colorazione dei capelli senza rischi di allergie.

Il test anti-allergia può essere fatto versando sulla pelle solo la lozione colorante (fonte di possibili intolleranze) senza mischiare i due prodotti, anche perché, se così si facesse si dovrebbe poi usare la mistura immediatamente. Il test deve essere effettuato ogni volta che si cambia marca di tintura e in generale, può essere ripetuto anche sulla stessa tintura se non la si usa da molto tempo. Eventuali allergie possono anche svilupparsi in seguito, magari se l’organismo è maggiormente stressato o debilitato per altri fattori.

Una buona norma prima dell’acquisto di una tintura per capelli, è la lettura dell’etichetta. Questo vale anche e soprattutto per i prodotti ad uso professionale. In base agli ingredienti e ai principi attivi contenuti nel preparato colorante, il consumatore deve essere informato dei possibili danni o effetti collaterali. Ciò non vuol dire assolutamente che le tinte siano prodotti pericolosi dai quali stare alla larga!

Fai da te

Sugli scaffali delle profumerie, della grande distribuzione o in erboristeria, di tinture per capelli permanenti o tono su tono c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma chi vuole cambiare nuance con il fai da te deve considerare molteplici aspetti. Primo fra tutto la mancanza di esperienza a riguardo, soprattutto se è la prima volta che ci si cimenta nell’impresa.

Anche se i prodotti attualmente in commercio sono studiati per un uso domestico e quindi sono chiari, semplici e facili da usare, ricordare sempre che si entra in contatto con sostanze chimiche. Quindi leggere bene il foglietto informativo e predisporre l’occorrente a portata di mano. Attenzione anche ai capi di abbigliamento: le tinture possono macchiare gli abiti indelebilmente.

Scegliere quindi vestiti idonei o proteggersi con un grembiule tipo quelli usati nel salone del parrucchiere. Prima di procedere alla colorazione, fare il test anti-allergia e indossare gli appositi guanti. Moltissimi preparati sono formulati in crema densa che non cola, rendendo più semplice l’applicazione del colore sui capelli. Rispettare e non oltrepassare i tempi di posa, poi sciacquare abbondantemente la chioma ed eventualmente fare uno shampoo normale. Massima attenzione all’etichetta e alle istruzioni per l’uso. In particolare:

  • Nei preparati contenenti perossido di idrogeno (tinture permanenti): indossare guati protettivi, evitare il contatto con gli occhi. In caso di contatto con gli occhi sciacquare abbondantemente e consultare un medico.
  • Nei preparati contenti parafenilendiamina attenzione alle possibili reazioni allergiche. Evitare l’uso su ciglia e sopracciglia.
  • Nei preparati contenenti derivati tioglicolici seguire attentamente le istruzioni d’uso, indossare guanti protettivi e tenere fuori dalla portata dei bambini.
  • Nei preparati contenenti diaminobenzeni, diaminotolueni e diaminofenoli, fare sempre il test di tollerabilità perché il prodotto può dare reazione allergica alla cute.
  • La presenza di ammoniaca viene indicata sulla confezione del prodotto se presente in concentrazione maggiore del 2%.

 

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