di Valentina Tortelli, Rosaria di Prata, Michele Di Gennaro
L’Aquila, capoluogo della regione Abruzzo, si estende su un’area di 466.96 Kmq e conta 68.503 abitanti. L’origine del nome, contrariamente a quanto comunemente si crede, non deriva dall’omonimo uccello, ma dall’etimologia latina della parola acqua. Il sottosuolo della città, infatti, particolarmente ricco di risorse idriche, favorì fin dal XIII secolo la costruzione del primo centro abitato, denominato appunto “Acculae”.
La Storia de L'Aquila
Nata intorno alla metà del XIII secolo sulla scia dei moti di autonomia delle regioni settentrionali del Regno di Sicilia, L’Aquila ricevette il diploma di fondazione ufficiale nel 1254 dal re Corrado IV. Cinque anni più tardi, nel 1259 venne rasa al suolo da re Manfredi, essendo la città venuta a trovarsi al centro dei disegni del Papa e del re d’Inghilterra in riferimento alla successione di Edmondo d’Inghilterra al Regno di Sicilia. L’Aquila risorse nel 1266 come libero comune, vantando un patrimonio architettonico notevole: 99 piazze, 99 fontane e 99 castelli.
In particolare i castelli de L’Aquila, dettero alla città un’impronta urbanistica e topografica di particolare rilevanza: ciascun maniero, infatti, aveva il proprio territorio da amministrare sul quale aveva giurisdizione per la costruzione delle case, della chiesa “territoriale” e dell’annessa fontana pubblica. E’ questo il motivo della ricorrenza del numero 99 nell’architettura urbanistica. Nel Trecento anche l’Aquila attraversò, al pari di molte altre città della penisola e d’Europa, un periodo di regressione caratterizzato da feroci pestilenze ( 1348 e 1363) e terremoti (1349) che offuscarono temporaneamente il suo prestigio: prima ancora del XIV secolo, infatti, si trovò al centro di intensi scambi, soprattutto nel commercio della seta, della lana e dei merletti e venne considerata, dopo Napoli, la città più importante del Regno d’Angiò. La sua autonomia politica e amministrativa le concesse anche il privilegio di poter battere moneta.
Schieratasi a fianco degli angioini contro Alfonso d’Aragona nella guerra di contesa del Regno di Sicilia, l’Aquila raggiunse l’apice della propria potenza nella seconda metà del XV secolo. Legata a doppia mandata alle vicissitudini politiche del Regno, iniziò il suo declino con l’inizio della contesa dei territori italiani fra Francia e Spagna, alla fine del Quattrocento. Saccheggiata, parzialmente distrutta e privata della sua autonomia, dopo l’occupazione da parte del Viceré Principe d’Orange avvenuta nel 1529, la città dovette subire altre ribellioni fino all’avvento sul trono di Napoli della dinastia dei Borbone. Carlo III, infatti, a partire dal Settecento, cercò di risollevarne le sorti economiche ma, nonostante gli sforzi e i buoni intenti del Re, durante il breve regno di Murat fu nuovamente messa la sacco dai francesi (1799). Privata di molti dei suoi tesori artistici, con la restaurazione dei Borbone, L’Aquila spalleggiò i moti risorgimentali del 1820, 1821 e del 1848, finché, l’8 settembre 1860 non si dichiarò annessa al neonato Regno d’Italia.
L’Aquila, fin dal medioevo, fu un fiorente centro di produzione e di scambio nel commercio delle stoffe: seta, merletti e lana, nonché fiorente centro di produzione dello zafferano. Nella seconda metà del Quattrocento fu anche sede di una delle primissime tipografie dell’epoca, aperta da Adamo di Rottwill, discepolo del Maestro Gutenberg. La tradizione agricola, base dell’economia cittadina e provinciale è rimasta intatta fino ai giorni nostri, ma è stata affiancata e supportata, a partire dagli anni Ottanta del XX secolo, dall’industria chimica, tessile, meccanica e della trasformazione di materie prime alimentari, nonché dalle fabbriche per la costruzione di componenti per telecomunicazione volute dalla Italtel e dalla Siemens. In provincia, un territorio prevalentemente montuoso consente, oltre alle coltivazioni di frutta, uva, mandorle, zafferano e tabacco, l’allevamento e la pastorizia e l’estrazione del marmo. A Sulmona, inoltre, è fiorente l’industria artigianale dolciaria.
Ma è il settore terziario quello a maggior espansione, soprattutto negli ultimi anni grazie al potenziamento delle strutture turistiche dedicate agli sport invernali, alla presenza del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, all’installazione, nella Piana del Fucino, della stazione ricetrasmittente Telespazio. Un ulteriore impulso vitale all’economia aquilana è stato dato dall’Università degli Studi de L’Aquila che grazie alle sue facoltà scientifiche ha indotto sinergie e collaborazioni con l’industria locale, arrivando ad elaborare e sperimentare prototipi come la tecnologia VideoTel, frutto della ricerca combinata dell’università, dei laboratori Telecom e della Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli. Il flusso di studenti ha favorito anche lo sviluppo, in particolare, dei servizi dedicati all’alloggio e ai locali ricettivi.
In riferimento all’architettura della città, invece, degna di nota è la chiesa dedicata a Santa Maria di Collemaggio, di epoca tardo romanica, che grazie alla sua preziosa facciata è senza dubbio fra i monumenti più illustri de L’Aquila. Nello stesso periodo, a cavallo del XIII secolo, vennero costruite anche le chiese di Santa Giusta, di Santa Maria di Paganica, di San Flaviano e di San Silvestro, tutt’ora esistenti.
Le prime due, insieme a quelle dedicate a San Marciano e San Pietro, vengono denominate chiese capoquarto, poiché rappresentano e indicano i quattro quarti in cui è topograficamente divisa la città. Infatti la città ha una pianta quadrata, nella quale il processo di urbanizzazione si è orientato lungo le due direttrici, Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II, che si incrociano in un punto denominato “i quattro canti”. Risale invece al Quattrocento la basilica di San Bernardino che contiene il mausoleo del santo. Di epoca spagnola, sono invece i palazzi cinquecenteschi, edificati in stile barocco e neoclassico, secondo il gusto dell’epoca.
Nel castello del 1500 ha sede attualmente il Museo Nazionale d’Abruzzo, un complesso museale di 18 sale nel quale sono custodite le memorie storiche, dai culti funerari dell’Abruzzo preromanico, fino alla numismatica e all’iconografia romana. Il castello ospita anche mostre temporanee, una sezione di arte sacra e l’Elephans Meridionalis, un fossile di elefante trovato nel territorio dell’urbe. In città sono presenti anche svariati parchi, polmoni verdi in ottima posizione panoramica tra i quali, i più famosi sono il Parco del Sole e il Parco del Castello dell’Aquila, la cui costruzione è coeva all’edificazione del Castello stesso. La particolare posizione geografica, in alta collina (circa 700 metri s.l.m.), l’assenza di industrie particolarmente inquinanti e il clima invernale rigido con venti freddi, fa della città uno spazio pressoché esente da smog.
La città con le sue caratteristiche vie e i suoi edifici rappresentativi di ogni epoca storica, racchiude in sé esemplari di indiscusso valore artistico come la torre di Piazza Palazzo che custodisce la bolla del perdono di Papa Celestino V, pontefice comunemente ricordato come “Il Papa del Gran Rifiuto” e primo in assoluto ad istituire l’anno giubilare. Tuttavia non è solo la città ad attrarre turisti italiani e stranieri.
La provincia de L’Aquila è un’importante stazione di sport invernali come lo sci da discesa, il fondo, lo snow bord e le ciaspole, sorta di racchette da neve con le quali si cammina lungo le piste non battute e attualmente si sta sviluppando anche il Nordik Walking, una disciplina sportiva adatta a tutte le età che simula parzialmente la camminata dello sci da fondo ma può essere praticata senza la conoscenza delle tecniche sciistiche. Le principali stazioni per sport invernali presenti nella regione sono Campo Imperatore e il Centro Turistico Gran Sasso Spa. Campo Imperatore è un’importante stazione sciistica d’alta quota: i 2.233 metri del Monte Scindarella garantiscono, durante i mesi invernali, un costante innevamento delle piste. La particolare conformazione del territorio, consente la pratica di tutti gli sport.
La stazione dispone di vari impianti di risalta e di piste battute di vario livello tecnico: blu le più semplici, rosse quelle di difficoltà media e nere le più impegnative. Il Centro Turistico Gran Sasso Spa, oltre ad ospitare moderne e storiche strutture ricettive sia a valle che in quota, è sede dell’Osservatorio Astronomico, una struttura di ricerca scientifica coadiuvata dall’Osservatorio di Monte Mario a Roma e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Durante la stagione estiva, gli appassionati del volo libero, dell’aliante e del deltaplano, posso usare il Gran Sasso per le loro esercitazioni, in particolare le zone di Montecristo e del Monte La Selva, luoghi ideali per il decollo.
Non ultimo è da ricordare che l’Aquila e la sua provincia, per la straordinaria ricchezza di borghi medievali perfettamente conservati e di paesaggi naturali incontaminati, è ed è stata sede di numerosi set cinematografici e pubblicitari. Per la valorizzazione di questa importante risorsa economica e dal forte richiamo turistico, nel 2001 è stata istituita l’Associazione culturale Abruzzo Film Commission. Sono oltre 50 i film girati nelle location d’Abruzzo, a partire dagli anni Settanta del XX secolo fino alle recenti produzioni del 2005.
Ma sono numerosi anche i brand che hanno girato spot commerciali in questa regione: Telecom, Enel, marche di alcolici come Amaro Montenegro e moltissime case automobilistiche. Tra i set disponibili documentati dal sito ufficiale della Abruzzo Film Commission, ricadono in territorio aquilano il Castello Cinquecentesco (L’Aquila città), il Castello di Pizzoli, quello di Bominaco, la Rocca di Calascio e i borghi medievali di Castel del Monte, Capestrano, Civitella Alfedena e Anversa degli Abruzzi.
L’Aquila è una città cinematografica per eccellenza, in cui le componenti esoteriche sulle quali sono state costruite tante leggende nel corso dei secoli, hanno contribuito a creare fascino e mistero. Si dice infatti, ma non c’è nessuna prova scientifica che confermi o avvalori queste teorie, che la città sia stata costruita copiando perfettamente la pianta urbanistica di Gerusalemme e che abbia avuto, nei secoli passati,uno strettissimo rapporto con i Templari. Anche la numerologia gioca la sua parte: la ricorrenza del numero 99 in primis, che si pensa possa avere significati cabalistici o occulti e la teoria dello scrittore Luca Ceccarelli, secondo il quale gli edifici più importanti sono stati costruiti cercando di riprodurre la costellazione dell’aquila.
L’università degli studi de L’Aquila vanta origini antichissime. Già nella seconda metà del Quattrocento, gli aquilani chiesero a re Ferdinando di Aragona, con due bolle datate 1458 e 1464, l’istituzione di uno Studium. Il re concesse, ma non si hanno documenti ufficiali che provino la realizzazione dello stesso, anzi, si ha conferma che molti cittadini avessero portato a compimento gli studi presso la città di Perugia. Verso la fine del Cinquecento, fu la volta dei Gesuiti di istituire l’aquilanum collegium nel quale venivano impartiti gli insegnamenti superiori.
A partire dal 1767, in seguito al decreto di espulsione dei gesuiti dalla città, la loro scuola divenne Collegio Reale e si arricchì di nuove cattedre: oltre all’insegnamento della storia, della filosofia e delle lettere, vennero istituiti i corsi scientifici in medicina, chimica e anatomia e nel 1792 venne aperta anche la facoltà di chirurgia e ostetricia. Nell’Ottocento, dopo la restaurazione borbonica, re Ferdinando istituì nella città un Liceo (1817) nel quale venivano impartiti gli insegnamenti in diritto, medicina, chimica. Tuttavia il Liceo de l’Aquila, come quello di Bari, Salerno e Catanzaro, dipendeva dall’Università di Napoli ed era quindi qui che gli studenti dovevano completare il loro percorso di studi. Questo cambiamento nell’autorità accademica cittadina, fece sì che l’Aquila si spopolasse di studenti.
Nel 1861, all’indomani dell’unità d’Italia, il Reale Liceo venne trasformato in Scuola Universitaria di Farmacia, Notariato e Chirurgia minore che venne abolita, per ragioni economiche, nel 1923. Fu solo nel 1949, grazie all’iniziativa di Vincenzo Rivera, Accademco d’Italia e professore di scienze agrarie, che a L’Aquila vennero istituite i corsi universitari estivi. Il successo di tali corsi, frequentati prevalentemente da studenti abruzzesi iscritti alle Facoltà romane, pose le fondamenta per l’istituzione di una libera università aquilana. Il 15 dicembre 1952 si inaugurarono i corsi dell’Università di Magistero. Nell’anno accademico 1982 – 1983 i corsi di laurea dell’Università de L’Aquila divennero statali.
Capoluogo d'Abruzzo e di provincia, l’Aquila sorge sulle sponde del fiume Aterno a 714 metri di altezza, e conta attualmente circa 72.000 abitanti.
La città venne fondata nel duecento e battezzata "Aquila" da Federico II di Svevia, ed in seguito ampliata da Corrado IV negli anni successivi.
La fondazione ufficiale precede un periodo in cui, già abitata, la regione non possedeva una precisa identità cittadina e culturale, essendo costituita da un grosso numero di villaggi.
Dopo gli Svevi, L’Aquila (che prese questo nome solo nel 1934, quando era ancora conosciuta come “Aquila degli Abruzzi”)fu degli Angiò (e per qualche tempo dello Stato Pontificio), quindi, dopo alterne vicende, dei Borbone. E’ capoluogo di regione sin dal 1860.
Difesa dalle vecchie mura, tutta la città è pervasa, oltre che dall’afflato della storia, da frequenti ritorni e richiami numerologici, molto cari a Federico II.
La ricorrenza del numero 99, il più evidente dei fattori “sospetti”,è uno degli argomenti più battuti dagli studiosi di storia esoterica della città. 99 sono i castelli della fondazione, le cannelle della nota fontana, i rioni. Molto frequente anche l’argomento che studia le corrispondenze tra la struttura cittadina e l’astrologia.
Spesso ammantata di Neve in inverno, a causa anche dell’altitudine elevata (e di una posizione centrale rispetto alla catena appenninica ed alla penisola), L’Aquila è una città affascinante, evocativa, che richiama atmosfere di tempi andati senza sacrificare attualità e modernità.
Le comunicazioni con il resto d’Italia sono agevolate dalla vicinanza con Roma, distante poco più di un’ora d’autostrada (l’A24) e con l’Adriatico, attraverso il traforo del Gran Sasso d’Italia. Esiste anche una stazione ferroviaria, ben collegata con Rieti e con il Lazio, oltre che con il resto della regione.
L’economia è ancora molto legata all’agricoltura ed al commercio, e trae notevoli benefici dall’artigianato. Il turismo, principalmente quello invernale, è una delle maggiori risorse.
Scegliamo come luogo di partenza per un itinerario ideale la stazione centrale, per un percorso che includa le più suggestive testimonianze storiche ed architettoniche della città.
Dalla stazione, muovendoci lungo via Tancredi, ci imbattiamo nella fontana delle 99 cannelle, tra i simboli dell'Aquila, creata nel 1272 in rappresentanza dei 99 castelli-villaggi che cooperarono alla sua fondazione.
La fontana è situata a ridosso delle mura, non lontana dalla vecchia e suggestiva Porta Riviera, e caratterizzata, appunto, da 99 getti d’acqua.
Entriamo dunque in città, dirigendoci verso Piazza Duomo, da secoli la piazza in cui si svolge il mercato (collegata anche con un tunnel pedonale alla basilica di Collemaggio).
La piazza, adornata da due fontane gemelle, ospita due tra le principali chiese aquilane: Il Duomo, dedicato al protettore San Massimo, e la chiesa di Santa Maria del Suffragio.
Lo splendido Duomo, del XIII sec., fu ricostruito dopo il terribile terremoto del 1703 che devastò la città. La facciata neoclassica, creata su disegno di Giovanbattista Benedetti con le sue quattro colonne ioniche, cela un interno barocco. Non lontano dall’entrata, il sarcofago di Silvestro dell’Aquila e diverse tele.
Santa Maria del Suffragio, settecentesca e barocca, vanta invece una facciata in stile borrominiano e una bella cupola ottocentesca.
Un altro luogo che merita un’approfondita visita è il forte spagnolo, che si raggiunge, da Piazza Duomo, svoltando su Corso Vittorio Emanuele.
Il forte, conosciuto come Castello, è costruito su una vecchia rocca del ‘400, e datato 1534. Cinto da un fossato, ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo, in cui sono esposte sculture altomedievali, testimonianze d’arte sacra e materiali archeologici.
I grandi bastioni e la notevole mole rendono l’edificio caratteristico e dominante. Nei dintorni, il parco del castello è l’area verde che circonda la fortezza. Molto suggestivo anche il ponte che scavalca l’ampio e profondo fossato, e la Fontana Luminosa, a poca distanza dal forte.
Tornando sui nostri passi, possiamo soffermarci su alcuni tra i maggiori palazzi storici della città tra cui Palazzo Franchi, Palazzo Benedetti o Palazzo Fibioni.
Dedichiamo gran parte del nostro secondo itinerario alla visita della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, splendida testimonianza di romanico-gotico, ben collegata con Piazza Duomo grazie ad un comodo tunnel sotterraneo, e considerata non senza meriti uno dei simboli della Regione Abruzzo.
La basilica è situata fuori dalle mura, sul colle dove Pietro da Morrone ricevette in sogno dalla Madonna il proposito di crearLe un tempio. E' dotata di un ampio parcheggio, e vi si accede comodamente da diverse direzioni.
Oltre alla splendida facciata con decorazioni geometriche del XIV sec., è caratterizzata da un portale romanico (detto Porta Santa) e da un luminoso interno a tre navate, con le pareti affrescate e tele che riproducono episodi della vita di San Celestino.
L'evento storico più menzionato che si svolse nella Basilica fu l'incoronazione, nel 1294, di Papa Celestino V, che qui ha anche la sua sepoltura.
Rientrando in città per Viale di Collemaggio raggiungiamo la Villa Comunale, luogo ideale per una sosta.
Dalla villa, imboccando Corso Federico II, in circa un chilometro si raggiunge la chiesa di San Bernardino, bella basilica rinascimentale dedicata a San Bernardino da Siena caratterizzata da una facciata bianca (in 3 ordini) opera di Cola dell’Amatrice, dal soffitto dorato dell’interno, in stile barocco, e da preziose opere di Andrea della Robbia e Silvestro dell’Aquila.
Non lontane, la duecentesca chiesa di San Flaviano e la più recente Santa Giusta.
L’Aquila e i suoi dintorni sono comunque ricchi di monasteri e chiese a testimonianza della fervente attività religiosa che qui ebbe luogo soprattutto nel medioevo nelle forme prevalenti dell’eremitaggio e del monachesimo.
Poco distante dal centro, alle porte della città, il convento di San Giuliano, bel punto panoramico, ospita un museo naturalistico e consente di intraprendere piacevoli passeggiate per ampi boschi.
Ancora nelle vicinanze, l’anfiteatro romano di Amiternum e, nei pressi di Bazzano, il piccolo santuario della Madonna d’ Appari, incastonato nella roccia.
Città intrigante e suggestiva, l’Aquila ha anche una fervente vita culturale.
Tra gli eventi tradizionali più noti:
- la “perdonanza” di Celestino V, il Papa aquilano, il 29 agosto. La festa è legata alla “bolla del perdono” emanata dallo stesso Papa nel 1294, e si svolge in costume, riproponendo i vecchi personaggi legati all’evento dell’epoca. La bolla papale, custodita in comune, viene durante l’evento esposta nella basilica di Collemaggio.
- La processione dei Rosecci, a Maggio, durante la Pentecoste;
- La festa delle malelingue;
Inoltre, non mancano le sagre, tra cui quella del tartufo e quella dell’ortolana, assieme alle numerose sagre dei comuni limitrofi.
La cucina aquilana è una cucina essenzialmente legata alla montagna ed ai suoi prodotti tipici. Dunque carni, di pecora o agnello, e la cui espressione più nota è negli “arrosticini”, formaggi, ricotte, ma anche legumi e diverse varietà di pasta, tra cui ravioli e “maccheroni alla chitarra”. A Navelli, piccolo borgo a pochi chilometri dalla città, si produce da secoli zafferano dai bulbi dei fiori di croco, che spuntano in primavera adornando di viola i prati montani.
Tra i musei della città, oltre al già menzionato Museo Nazionale:
- Il Museo di Speleologia;
- Il Museo di Scienze Naturali;
- Il Museo sperimentale di Arte Contemporanea (Muspac);
- La Casa Museo Signorini-Corsi.
Tra i teatri:
- Il teatro di San Filippo, nella sede della vecchia omonima chiesa, e oggi Teatro Stabile Abruzzese. Qui è spesso in scena la drammaturgia abruzzese, proposta assieme ai grandi classici;
- Il teatro “L’Uovo”, creato prevalentemente per un target giovanile.
Conosciuta e apprezzata è anche l’Università, e notevoli supporti ricevono le attività musicali e cinematografiche.
Letteralmente “sotto” il Gran Sasso sono ubicati i “Laboratori Nazionali del Gran Sasso”, dove han luogo esperimenti di fisica e ricerche all’avanguardia: è questo il maggiore laboratorio sotterraneo al mondo.
Ben visibile da diversi punti dalla città e ammantato di neve per gran parte dell'anno, il massiccio del Gran Sasso è meta turistica per tutte le stagioni ed i palati.
La montagna è protetta da un parco nazionale istituito nel 1991, il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che si estende per circa 200.000 ettari abbracciando anche le fitte foreste della Laga, particolarmente suggestive in primavera, quando lo sciogliersi delle nevi crea numerosi rivoli e cascatelle.
Si può accedere al Gran Sasso dai due versanti, teramano o aquilano, e piccola parte del massiccio rientra nella provincia di Pescara. Il versante aquilano si raggiunge facilmente da l'Aquila, imboccando l'autostrada fino ad Assergi o proseguendo verso lo stesso paese, dal quale si diparte la strada principale di accesso al parco. Da Assergi verso ovest la “strada maestra” del parco percorre il massiccio fino al bel lago di Campotosto ed ai Monti della Laga, che rientrano nella stessa area protetta.
Seguendo le indicazioni per Campo Imperatore accediamo invece all'omonima località, un vasto altopiano situato a più di 1600 metri d'altezza e la cui atmosfera è decisamente degna di un selvaggio western americano. Non a caso il luogo è spesso scelto come location per film o videoclip musicali.
L'albergo Campo Imperatore, a 2100 metri d'altezza, vide il soggiorno temporaneo di Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale, ed attualmente è il "campo base" per gli escursionisti diretti alla vetta del Corno Grande, la maggiore degli Appennini, che tocca i 2912 metri.
La cima è raggiunta da un sentiero che in circa tre ore, attraversando suggestivi pianori e ripide ghiaie, regala panorami stupendi estesi fino al mar Adriatico abbracciando Umbria, Marche, Lazio, Campania.
Nel parco è inclusa anche la stupenda Rocca di Calascio, il castello più alto d'Italia, affacciato su una rupe a quasi 1500 metri d'altezza. Una visita merita anche il piccolo, omonimo borgo.
Muovendosi in auto è possibile scoprire, in provincia, piccoli borghi che conservano quasi intatta l'atmosfera di tempi andati, vecchi monasteri e testimonianze storiche di pregio, come l'antica città italica di Amiternum, fondata dai Sabini nei pressi dell'Aquila.
Partendo da l'Aquila, per disegnare un circuito ideale tocchiamo dapprima Castel del Monte, arroccato sulle prime propaggini del Gran Sasso e i cui ritmi di vita sono ancora incentrati sulla transumanza.
Proseguendo verso est, nei pressi di Capestrano, è la chiesa di San Pietro ad Oratorium con l’enigmatico quadrato del SATOR; quindi si giunge a Sulmona, vivace cittadina nota per la sua produzione di confetti e il bel centro storico. Seguendo le indicazioni per Pacentro raggiungiamo in circa mezz'ora Pescocostanzo, piccolo gioiello incastonato tra le montagne a più di 1300 metri d’altezza. Nei dintorni una visita al bosco di Sant'Antonio regala l'emozione di passeggiare in un bosco fatato, popolato da alberi secolari dalle suggestive silhouettes.
Da Pescocostanzo si raggiunge in breve Castel di Sangro, quindi il Parco Nazionale d'Abruzzo, cui si accede dalla cittadina di Barrea affacciata sull'omonimo lago. Ancora qualche chilometro e, superato il Passo Godi, il piccolo borgo di Scanno si apre al visitatore con i suoi fitti dedali di viuzze, scalinate e viste panoramiche. Il lago di Scanno e le splendide Gole del Sagittario precedono la nostra ultima tappa, Cocullo, dove il primo giovedì di maggio tutti gli anni la nota processione dei serpari riporta in auge suggestioni pagane.
Per l'appassionato di montagna, oltre alla magia del Gran Sasso, gli splendidi altipiani delle rocche, i selvaggi Pendii del Monte Velino, le vaste foreste del Parco Nazionale d'Abruzzo e il massiccio della Majella regalano percorsi in una natura ancora incontaminata ma non priva di strutture e centri accoglienza per il visitatore.
Note stazioni di sport invernali sono a Roccaraso e Campo Felice, oltre a Campo Imperatore e Campo di Giove.
L'Aquila, capoluogo dell'Abruzzo; è situata a 714 m d'altitudine su un rilievo alla sinistra del fiume Aterno, in una grandiosa conca tra il Gran Sasso d'Italia e il monte d'Ocre.
L'Aquila è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, con attività turistiche invernali ed estive. La provincia, è totalmente montuosa e in parte coperta di boschi e pascoli, caratteristica è la lavorazione dei confetti a Sulmona .
La città odierna, è ancora cinta dalle mura del periodo angioino (1316) e conserva notevoli monumenti, tra cui la chiesa di Santa Maria di Collemaggio (fondata nel 1287 e voluta da Pietro da Morrone, che nel 1294 vi fu incoronato papa con il nome di Celestino V), che è la principale testimonianza dell'architettura romanico-gotica abruzzese; la chiesa di San Bernardino, del XV secolo, con la facciata di Cola dell'Amatrice realizzata fra il 1524 e il 1540.
Da citare il Castello, costruito fra il 1570 e il 1635, sede del Museo nazionale d'Abruzzo, con una sezione archeologica e una ricca raccolta di opere di pittori locali, sculture lignee, maioliche abruzzesi e oreficerie. Presso le mura, a ovest, si trova la Fontana delle Novantanove Cannelle (opera del XIII e successivi secoli) che con il numero dei suoi zampilli ricorda i castelli della tradizione e gli altrettanti rioni cittadini.
Con tre pareti a scacchi di pietra bianca e rosa e i novantanove mascheroni in pietra, tutti diversi tra loro, che simboleggiano i signori dei novantanove castelli che secondo la leggenda diedero origine alla città, la fontana delle Novantanove Cannelle è senz’altro il monumento più caratteristico dell’Aquila.
Ad aggiungere un tocco di mistero a questa insolita fontana, inoltre, si aggiunge il fatto che non si conosce ancora la sorgente che l’alimenta.
Vecchia Fattoria
Immersa nella lussureggiante natura offre ospitalità in un ambiente confortevole e familiare con tutti i servizi necessari a rendere piacevole un soggiorno a contatto con la natura.
BB GRANSASSO
A 1100 m di altitudine, in una villa situata alle poendici del Gran Sasso, si può ammirare il paesaggio montano, seppur ben collegato con i punti nevralgici della città, quindi un buon punto di riferimento per visitare la cittadina, trascorrendo un soggiorno “tra amici”.
I servizi offerti sono: garage per moto o auto, tavoli e ombrelloni, parcheggio interno, servizio navetta per la funivia, possibilità noleggio sci; i prezzi variano dai 30 ai 50 con bagno privato.
HOTEL DUOMO
Collocato all’interno d’un palazzo settecentesco, nel centro storico dell’Aquila; a breve distanza dai musei e dai teatri. Offre 30 camere, tutte con servizi privati e tv color, si può anche usufruire di un parcheggio custodito, i prezzi variano dai 70 ai 90 E. per il soggiorno di soli due giorni nel periodo invernale si può aderire all’offerta weekend che prevede costi dai 110 E per la singola e i 160 E per la doppia con colazione inclusa.
HOTEL LA COMPAGNIA DEL VIAGGIATORE
Unisce un ospitalità familiare a servizi moderni, ha una piscina con solarium e consente di prenotare visite guidate ed escursioni. Le camere hanno frigobar, asciugacapelli, tv, e bagno privato con doccia.
HOTEL FIOR DI GIGLI
Confortevole e ospitale, immerso nel parco Nazionale del Gran Sasso, offre un soggiorno di assoluto relax. Tutte le 70 camere sono dotate di servizi privati e di una cioccolatiera per i bambini. Da qui in pochi minuti si può raggiungere la funivia o partecipare a passeggiate, anche notturne, con le racchette da neve.
HOTEL AMITERNUM
Le camere di questo hotel sono dotate d’ogni comfort, su richiesta del cliente si può usufruire di guide alpine per escursioni, di un servizio bus navetta per collegarsi con il centro della città o per raggiungere i campi da sci. Aperto tutto l’anno ha prezzi che oscillano tra i 70 e i 100E a pernottamento, la tariffa weekend prevede costi di 50 E per la singola e 70 per la doppia.
HOTEL CASTELLO
Ristrutturato nel 2004, gode di una posizione privilegiata, a pochi minuti si trovano i maggiori monumenti. Le camere sono ampie e arredate con gusto, si possono prenotare anche camere attrezzate per disabili e camere per non fumatori. Tra i servizi è previsto anche quello di lavanderia.
HOTE SAN MICHELE
Situato nel centro storico, di recente costruzione, gli ambienti sono curati e arredati con eleganza. La sala colazioni è confortevole e raccolta, dispone di un bar e di un angolo tv. Ha 32 camere climatizzate con tv satellitare, cassaforte digitale e frigobar. Alcune sono dotate di balcone, tutte hanno servizi privati e alcune camere dispongono di servizi per disabili.
HOTEL AZZURRO
Nuova struttura, con possibilità di soggiorno in appartamenti del residence o nelle camere dell’albergo. È ben collegato con l autostrada edista poco dal centro e dal Gran Sasso. La hall presenta uno stile accogliente che rievoca le vecchie dimore aquiliane. Ha 6 suites in stile moderno e 9 camere con balcone, ogni appartamento ha un angolo cottura e un minibar con vini selezionati locali. L’Hotel offre un ampio parcheggio ed un garage interno oltre ad una moderna sala briefing.
HOTEL CASALE SIGNORINI
Immerso in un lussureggiante parco gode di una vista panoramica, la specialità culinare è il pesce e lo stesso ristorante offre una ricercata e visitabile enoteca. Tutte le camere sono con servizi privati, frigobar, asciugacapelli ed è possibile usufruire del parcheggio interno dell’hotel.
CANADIAN HOTEL
Ambienti raffinati e personale qualificato offrono un soggiorno all’insegna del relax; ben collegato con le principali vie di comunicazione, per gli appassionati di sport è possibile usufruire di una piscina riscaldata, e di due campi da calcetto. Ha 94 camere di diverse tipologie per soddisfare qualsiasi esigenza, telefono, presa modem, tv satellitare e terrazzo, alcune adatte anche per i portatori di handicap.
HOTEL JAMPY LE GINESTRE
Nella cornice del Parco Gran Sasso sorge quest edificio di recente costruzione, ideale punto per passeggiate a cavallo, escursioni naturalistiche o trekking. L’atmosfera è condizionata dalla conduzione familiare che rende i servizi accorti all’esigenza del cliente. Si possono praticare lo sci da fondo sulle vicine piste di Campo Imperatore.
HOTEL NIDO DELL AQUILA
L’Hotel Nido dell'Aquila è situato all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'hotel è il tipico chalet di montagna per gli amanti della natura e dello sport. Le tariffe variano dai 90 E ai 150 E per una suite. Le tariffe comprendono trattamento di mezza pensione (H/B) a notte, con ingresso piscina. E’ dotato di tutti i comfort: servizio mountain bike e parcheggio privato. A pochi passi è raggiungibile la funivia
GRAN HOTEL E DEL PARCO
Si scorge tra le montagne abruzzesi e rappresenta un ottimo punto di partenza per escursioni e passeggiate. Ha 6 camere singole, 14 doppie, 14 matrimoniali, 3 appartamenti, tutte con linea telefonica diretta, asciugacapelli, servizio in camera, tv satellitare e aria condizionata, connessione internet e servizio lavanderia.
HOTEL SOLE
L'Antica Dimora Hotel Sole è una residenza di fine Ottocento restaurata, posizionata in una tranquilla piazzetta, a pochi passi dal Duomo, offre al visitatore un ambiente elegante, accogliente e rilassante. Le camere sono arredate con colori caldi e il servizio prevede la “linea cortesia”. Dista poco i lcentro benessere per percorsi benessere e di fitness, cure estetiche e saune.
HOTEL FEDERICO II
Ha 36 confortevoli camere con ADSL per la navigazione veloce in Internet, tv satellitare e servizi per disabili. L’accoglienza cordiale e familiare permetterà di trascorrere un piacevole soggiorno, ottimo punto di partenz a per visite guidate all’achitettura della città o per lunghe passeggiate tra il verde che lo circonda.
HOTEL VILLA DRAGONETTO
Si presenta con l’originale maestosità del 1500, la ricchezza degli interni testimoniano l'influenza dei diversi generi stilistici del XVIII ed il XIX secolo. Le stanze degli ospiti sembrano antiche residenze nobiliari arredate con mobili d'epoca colori. L'atmosfera accogliente e familiare, fa da cornice ai sapori della tradizione gastronomica abruzzese. Da qui sono facilmente raggiungbili le piste da sci.