Se state cercando un luogo dove trascorrere le vostre prossime vacanze, vi consiglio di dare un’occhiata alle grandi opportunità che offre la regione Abruzzo, in particolare ai paesaggi mozzafiato e al paesaggio dei suoi parchi nazionali. In ogni momento dell’anno qui è possibile immergersi nella natura e godersela fino in fondo.

I Parchi Nazionali dell'Abruzzo

Immergersi nella natura, respirare l’aria pulita, intrattenersi con lunghe passeggiate nel verde e rilassarsi in paesaggi da favola è tutto ciò che la maggior parte delle persone sogna per sfuggire ai mille problemi quotidiani , al caos cittadino e trascorrere finalmente una vacanza rilassante. Se anche tu desideri tutto questo allora il mio suggerimento è quello di scegliere per questa volta una delle nostre amate regioni italiane: l’Abruzzo.

La regione Abruzzo è chiamata spesso “il polmone verde d’Europa” dal momento che possiede la più alta percentuale di aree verdi e boschive rispetto alla sua estensione territoriale e gode inoltre di un patrimonio faunistico e floreale che viene accuratamente tutelato dall’esistenza di parchi nazionali e regionali, parchi naturali statali e regionali e oasi del WWF. In Abruzzo esistono attualmente tre parchi nazionali: IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA ED IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA.

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Il Parco Nazionale d'Abruzzo (del Lazio e del Molise)

E’ stato istituito nel 1823 con un decreto regio. La gestione del parco spetta all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed ha sede a Pescasseroli; ne fanno parte 25 comuni appartenenti alle province di Frosinone, Isernia e L’Aquila. A partire dal 1980 è stata attuata la zonizzazione del parco, cioè la suddivisione in zone a diversa protezione ambientale con l’intento di conciliare le esigenze di conservazione ambientale e gli sviluppi urbanistici delle popolazioni locali. Oggi il parco è diviso in quattro zone: la Riserva generale, la Riserva integrale, lo Sviluppo e la Protezione. Al momento dell’istituzione del parco, nel territorio era in atto già da tempo la conservazione di specie animali e vegetali: infatti non tutto il territorio era stato trasformato in pascolo.

Dapprima ci furono spontanee iniziative locali per creare una riserva di caccia (sul modello delle prime aree di questo tipo in Piemonte) caldamente sostenute dalla famiglia Sipari, ricchi proprietari di Pescasseroli. In questo momento però la tutela della fauna era ancora molto saltuaria e superficiale, tanto che la riserva verrà sciolta definitivamente nel 1912 da Vittorio Emanuele III; contemporaneamente però Emilio Sipari cominciò a diffondere l’idea della creazione di un parco nazionale sul modello di quello statunitense di Yellowstone. Ben presto si mobilitarono a favore della realizzazione della sua proposta intellettuali e associazioni fino ad arrivare all’istituzione ufficiale nel 1923; successivamente si aggiungeranno al territorio iniziale anche altre aree.

Gli obiettivi politici del parco erano quelli di favorire i soggiorni e le presenze turistiche nel territorio per trasformare l’economia montana pastorale in un sistema che però fosse comunque compatibile con l’ambiente. Durante il fascismo l’ente venne soppresso, ma poi fu ricostituito nel 1951: viene assunto nuovo personale di sorveglianza, vengono estesi i divieti di caccia, aumentano le ricerche scientifiche, vengono promosse le prime moderne infrastrutture turistiche. A partire dagli anni ’50 cominciano le speculazioni alberghiere e la realizzazione di impianti di risalita e piste da sci, che vennero alternativamente favorite ed osteggiate dalle diverse amministrazioni dei comuni. Nonostante le difficoltà, molti sono i successi a tutela dell’ambiente tanto che aumenta sempre più la popolarità della riserva, fino a diventare un punto di riferimento per l’ambientalismo italiano.

Tra il 1990 e il 1999 il parco si adopera per la creazione degli altri due parchi nazionali della regione e al complesso sistema di riserve minori. Le catene montuose presenti nel parco nazionale d’Abruzzo fanno parte dell’Appennino abruzzese e si raggruppano in blocchi principali: quello del monte Tranquillo, il gruppo del monte Marcolano, il gruppo delle Toppe del tesoro e il gruppo dei Monti della Meta. Le vette più alte sono La Meta, la catena montuosa delle Mainarde e il monte Petroso. Per quanto riguarda la fauna si può dire che i mammiferi soni stati il motivo principale dell’istituzione del parco, dal momento che un tempo tutti gli animali che oggi si trovano protetti nel parco, vivevano lungo tutto l’Appennino centromeridionale e costituivano addirittura popolazioni autonome rispetto alle varietà europee: è questo il caso dell’orso bruno marsicano (che è il simbolo del parco ), il lupo appenninico, la lince, il camoscio d’Abruzzo, cervi, caprioli…

Il territorio del parco gode di una estrema varietà paesaggistica dove sono perfettamente conservate anche specie floristiche endemiche e rare. I prodotti tradizionali sono quelli tipici dell’Appennino centrosettentrionale, come salumi, insaccati, piatti poveri a base di legumi, dolci e liquori. La zona del parco offre comunque anche importanti strutture ricettive come i campeggi, oltre ovviamente ad alberghi ed appartamenti. Esistono molte possibilità di escursione, organizzate talvolta anche dal parco stesso; è possibile praticare il turismo balneare, nella zona del lago di Scanno, sci di fondo e sci alpino, cicloturismo, canoa , trekking, escursioni a cavallo …

Parco Nazionale D'Abruzzo

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Il Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga

Il Parco Nazionale del Gran Sasso è stato istituito nel 1991 e si estende in 44 comuni, per un totale di 148.935 ettari, nelle province di Rieti, Ascoli Piceno, Pescara, Teramo e L’Aquila. Nel suo territorio si trovano le catene montuose del gran Sasso e dei Monti della Laga. La sede legale dell’Ente del parco si trova ad Assergi (Aq). La presenza fisica dell’Ente nella zona di sua competenza è assicurata da una rete di strutture funzionali ed efficienti che servono a permettere il contatto diretto con le istituzioni locali, nonché con le popolazioni residenti e con i turisti. Il parco è oggi riconosciuto come un vero e proprio “bene collettivo”, “un monumento europeo alla biodiversità” e per questo è sempre più al centro dell’attenzione di cittadini e forze sociali. Nella zona si trovano antichi paesaggi pastorali ed agricoli (capmi aperti, mandorleti, boschi di castagno, orti fluviali..) a fianco a numerose altre opere dell’uomo.

Il territorio del parco è caratterizzato da una grande ricchezza di specie animali e vegetali grazie all’altezza raggiunta dalle montagne, alla posizione geografica, alla differente geologia dei rilievi. Il Parco nazionale del Gran sasso e dei monti della Laga racchiude la catena del Gran Sasso d’Italia, i Monti Gemelli ed il Massiccio della Laga; vi si trova la vetta più elevata dell’Appennino: il Corno Grande (2912 m). La catena del Gran Sasso è costituita da dolomie e calcari che danno alle montagne un aspetto maestoso, con pareti verticali altissime; inoltre le rocce di natura calcarea favoriscono la presenza di fenomeni carsici (conche , grotte, gole…). I monti della Laga invece sono formati invece da arenarie e marne, quindi le cime sono più arrotondate e le valli profonde.

La specie animale più interessante del parco è il camoscio d’Abruzzo, ma bellissimi sono anche altri ungulati come cervi e caprioli; sono presenti anche il lupo appenninico e l’orso bruno marsicano, il gatto selvatico, la puzzola, l’istrice, la martora. Si trovano anche rapaci rari come l’Aquila reale, il Falco pellegrino, il gufo reale … Nelle praterie di quota si trova poi la Vipera dell’Orsini, un serpente di piccole dimensioni che si nutre di insetti, presente qui con la più consistente popolazione nazionale. Nel territorio vivono oltre 2000 specie di piante e l’enorme varietà si ritrova anche a quote molto elevate. Qui si trova la componente faunistica più preziosa con “relitti” glaciali di origine orientale o nordica; le specie endemiche più note sono ad esempio la Viola della Majella, la Stella alpina dell'Appennino, il Genepì appenninico… I monti della Laga sono ricoperti in gran parte da foreste, mentre i monti del Gran Sasso sono caratterizzati da estesi pascoli. A quote più basse si trovano querceti e castagneti. Abbondanti sono in questo parco le lavorazioni artigianali e i prodotti tipici della gastronomia. I visitatori possono inoltre godere di numerose manifestazioni folkloristiche locali che tuttora sopravvivono.

Monti della Laga

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Il Parco Nazionale della Majella

Il Parco nazionale della Majella è stato istituito insieme a quello del Gran sasso e del Monti della Laga nel 1991; esteso nelle province di Pescara, Chieti, L’aquila, occupa 74.095 ettari. L’Ente del parco ha sede a Guardiagrele. A livello internazionale al parco, in quanto parco nazionale, sono attribuiti obiettivi di protezione delle aree di valore naturale e scenico, di conservazione, nei limiti del possibile, allo stato naturale delle comunità biotiche, delle risorse genetiche delle specie…altri obiettivi sono quelli di assicurare la stabilità e la diversità ecologica oltre alla gestione e la fruizione dell’area a fini educativi, ricreativi e culturali.La vicinanza con il parco nazionale del Gran sasso e dei monti della Laga e con il parco regionale del Sirente-Velino gli conferisce una importanza ecologica molto elevata per la tutela delle specie animali minacciate e rare. Il parco è caratterizzato da un’elevata montuosità: ben il 55% del territorio si trova oltre i 2000 m, dove in vaste aree si trova natura selvaggia.

La Majella ha una forma massiccia ed arrotondata, suggestiva e caratteristica: assomiglia infatti ad una imponente cupola ellittica. Il fascino è accresciuto inoltre da profonde vallate che si alternano a altopiani. Molto diffusi nella regione sono fenomeni carsici (famosa è la grotta del Cavallone). Oggi il parco ospita oltre il 78% delle specie dei mammiferi presenti in Abruzzo e oltre il 45% di quelle italiane. In alta quota ci sono aride pietraie punteggiate solo di tanto in tanto da vegetazione; anche se le condizione naturali sono piuttosto proibitive, l’ambiente presenta comunque una varietà di flora esclusiva. Negli ambienti di alta quota si trovano anche specie di notevole valore faunistico, come la Vipera d’Orsini e il Camoscio appenninico. Ad altezze meno elevate la flora è caratterizzata da arbusti, come il pino mugo della Majella (la formazione vegetale più estesa dell’Appennino), faggi, prati e pascoli.

È questo l’habitat di ungulati selvatici e predatori come lupi ed orsi. Nel territorio del Parco si trovano anche vaste aree agricole, anche se orami sono per lo più abbandonate. Segni dell’intervento umano sul territorio sono anche le operazioni di rimboschimento con le pinete o con i pascoli stessi. In questo caso però le attività dell’uomo hanno addirittura ampliato la diffusione di certe specie e hanno contribuito a mantenere la biodiversità. Questo è stato possibile perché mantenere alcune aree agricole, sulle quali è praticata l’agricoltura tradizionale o l’allevamento estensivo può essere uno strumento per conservare gli ambienti che diventano in questo modo frutto dell’interazione tra natura e uomo. Invece la riforestazione dei pascoli, anche se naturale, porterebbe ad una diminuzione delle specie animali e vegetali. La Majella, oltre che di questa grande varietà naturale è ricchissima anche di testimonianze archeologiche, architettoniche e storiche. Infatti la zona è sempre stata abitata fin da Paleolitico, come testimoniato da ritrovamenti nelle Grotta degli Orsi, nella Grotta del Colle e nella valle Giumentina.

Moltissime sono anche le testimonianze di periodi successivi. Ai turisti del Parco nazionale della Majella sono offerte numerose attività quali escursioni e piedi, a cavallo o in mountain-bike, trekking, guide escursionistiche guidate per l’osservazione degli animali, cicloturismo, birdwatching, arrampicata sportiva, canoa, sci di fondo, sci alpinismo, sci di pista … In ogni stagione dell’anno il parco offre al visitatori scenari di grande bellezza: in primavera ad esempio la natura incanta con le straordinarie fioriture, mentre d’estate è consigliabile intrattenersi con passeggiate lungo i sentieri. L’autunno si presenta con gli spettacolari colori della vegetazione, mentre l’inverno ci fa godere di paesaggi suggestivi coperti dalla neve.

Parco nazionale della Maiella

Questa guida al Parco nazionale Abruzzo è stata realizzata da Serena Piccirillo.

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