Il lavoro, la vita frenetica della città, lo stress quotidiano aumentano in noi la voglia di evadere, di fuggire via lontani. Meta unica, un soggiorno fantastico, un ricordo indimenticabile nelle fantastiche isole della Polinesia Francese. Mare dal colore azzurro chiaro, immense spiagge bianche, dalla sabbia sottile, una natura incontaminata è questo quello che ci offre questo paradiso terrestre. In questa guida propongo di aiutarvi a conoscere in modo più dettagliato le varie località, i vari usi e costumi di queste popolazioni, la loro cucina, in modo da darvi dei consigli utili per la scelta di questa meta turistica.

Geografia della polinesia francese

La Polinesia Francese, nel fantastico scenario dell’Oceania, in un clima tropicale, si estende su una superficie di 4.000 Kmq, comprende 118 isole, molte delle quali di origine vulcanica, raggruppate in cinque arcipelaghi immersi nell’Oceano Pacifico, le Isole Marchesi, le Isole Tuamotu, le Isole Gambier, le Isole Australi e le Isole della Società, quest’ultimo comprende le isole del Vento: Tahiti, Moorea e Tetiaroa e le isole Sottovento: Raiatea, Tahaa, Huahine, Bora Bora e Maupiti.

E’ popolata da circa 270.000 abitanti, con una densità di 64 ab/kmq.
Nell’isola di Tahiti è localizzata la capitale, Papeete, che con quasi 100.000 abitanti, rappresenta la più grande città di tutta la Polinesia Francese.

La Polinesia Francese è una Repubblica e fa parte dei Territori Francesi D’oltremare, ha come moneta il Franco della Comunità francese del Pacifico.

Le lingue ufficiali sono il Francese e il Tacitiano, anche se sono numerosi i dialetti nelle varie isole.
Si professano diverse religioni, tra cui il Protestantesimo per il 50,2%, il Cattolicesimo per il 39,5%, il Cristianesimo per il 9,9% ed altre religioni per lo 0,4% .

La popolazione è suddivisa in diverse etnie secondo differenti percentuali, che vedono la maggioranza della popolazione raggruppata nell’etnia Polinesiana ( 82,8% ), e la restante parte nel gruppo degli Europei ( 11,9% ), gli Asiatici ( 4,7% ), ed altre etnie nella restante percentuale.
Ha un fuso orario GMT-10,secondo cui rispetto all’ora legale italiana ha 12 ore in meno.

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Storia della polinesia francese

Dai reperti archeologici rinvenuti nelle isole polinesiane risalgono al 500 d. C., quando una popolazione sconosciuta sbarcò in questo territorio.
Dopo circa 600 anni, secondo una leggenda degli Inca del Perù, una seconda popolazione composta da Indii e Peruviani abitò le isole, la leggenda narra che, Tiki, il dio del sole dei peruviani, dopo aver perso una battaglia contro il Capo Carlo sul lago di Titicana e dopo aver causato una stage di uomini bianchi, attraversò con una zattera, insieme a pochi, il Pacifico,sbarcando in Polinesia.

Tale racconto venne accettato da pochi studiosi, fino a quando, negli anni 30, Heyerdahl, un antropologo norvegese, insieme a cinque altri studiosi, dimostrò, effettuando lo stesso viaggio, su una zattera battezzata con il nome di Kon-Tiki,che la Polinesia era stata abitata da popolazioni peruviane.

Numerose furono le spedizioni alla scoperta di queste isole sconosciute, infatti, a partire dal XVI secolo le grandi nazioni europee iniziarono a giungere in Polinesia, prendendo contatto con le popolazioni presenti.
Nel 1521 vennero raggiunti gli atolli delle Tuamotu, successivamente nel 1567, il navigatore spagnolo Alvaro de Mendana effettuò un’altra spedizione senza grandi risultati, decidendo quindi di ritornare dopo 28 anni, accompagnato da una navigatore portoghese Pedro Fernandez de Quiros ,con un equipaggio di alcune centinaia di uomini si diressero verso le isole Marchesi.

Le popolazioni autoctone vennero così a contatto con l’uomo bianco, con le armi da fuoco, con gravi malattie.
Non mancarono gli scontri, dove persero la vita 200 persone, Mendana morì con i suoi uomini, Pedro Fernandez de Quiros con altri superstiti naufragò nelle Filippine.
Fu lui infatti, che dal 1606 ritornò in Polinesia sbarcando, la prima volta nella laguna di Hao, nelle Isole Tuamotu, mentre nella seconda spedizione gli equipaggi non si fermarono nelle isole scoperte per gli scontri delle popolazioni autoctone.

Solo dopo 160 anni gli spagnoli potettero ritornare in Polinesia.
Contemporaneamente, gli inglesi e poi i francesi approdarono in queste isole, molte delle quali, ancora sconosciute.

Il 17 giugno del 1767 Samuel Wallis, a bordo della Dolphin Samuel Wallis, insieme al suo equipaggio approdò nell’isola di Tahiti, dove dovette affrontare molti scontri con la popolazione autoctona prima di conquistare l’isola. La spedizione francese dell'anno dopo fu meso invasiva.
Nell’Aprile del 1768, due navi francesi, l’Etoile e la Boudeuse, comandate da Louis-Antoine de Bougainville sbarcarono a Tahiti.

Quest’ultimo rimase affascinato dalla bellezza di questo paradiso terrestre, che ritornato in Francia, portando il primo polinesiano Ahutoru, iniziò a far conoscere un’ immagine fantastica di questi luoghi.
Nel 1969 fecero ritorno gli inglesi con James Cook, incaricato dalla società scientifica Royal Society di Londra di accompagnare l’astronomo Charles Green ed altri due scienziati a Tahiti, dove il 3 Giugno del 1769 avrebbero potuto assistere al transito di Venere davanti al sole.

Questa spedizione fu importantissima perché, Cook, abile cartografo realizzò la carta d’insieme del Pacifico e dal suo diario di bordo si potè venire a conoscenza di numerose conoscenze su vegetazione, usi , costumi, di questo mondo che pian piano si iniziava a conoscere meglio.

Dal 1969 fino al 1977 Cook ritornò per ben tre volte in Polinesia.
Gli stessi componenti della spedizioni di Cook, accompagnarono William Bligh in una nuova spedizione, che mirava a raccogliere le piante dell’albero di pane per portarlo in Inghilterra.

Quando il 28 Aprile del 1789 l’equipaggio stava facendo ritorno in Inghilterra, Fletcher Christian diede via all’ammutinamento, episodio molto importante nella storia e che è ricordato sotto il nome di “ ammutinamento del Bounty “. Bligh con alcuni uomini fedeli nonostante le precarie condizioni dell’imbarcazione su cui erano stati dirottati riuscì a ritornare in patria.

Fletcher Christian insieme ai suoi seguaci ritornarono a Tahiti e poi si diressero verso Pitcairn; il loro arrivo fu molto importante nella storia polinesiana.
Inizialmente furono neutrali, ma dopo poco sostennero il trono del re Pommarè I .
La dinastia di questa famiglia regnò fino al 1934 con la morte della regina Marau Salmon, moglie di Pommarè V,morto nel 1880, anno in cui arrivò in Polinesia Gauguin.

Durante questi anni, importante fu la conversione alla religione cattolica su queste isole, creando lotte tra inglesi e francesi per la conquista di questa terra. È così che trascorsero gli anni delle guerre franco-tahitienne che portarono dopo lunghi anni queste isole sotto il controllo della Francia, divenendo territorio francese d’oltremare.

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Clima, vegetazione e fauna

Tutti gli arcipelaghi polinesiani sono caratterizzati da un clima caldo tutto l’anno precipitazioni abbondanti.
Le temperature oscillano nei vari mesi e sono mitigate dalle piogge e dagli alisei . Da Dicembre a Febbraio il termometro segna dai 27 C° ai 35 C° , mentre da Marzo a Novembre il clima è più mite, infatti può arrivare fino a 27 C°.

Le piogge abbondanti oltre a mitigare la temperatura, rende la vegetazione molto rigogliosa.
La flora è costituita per la maggior parte da palme da cocco, alberi del pane, banani e una grande varietà di fiori,dai splendidi colori e dalle grandi dimensioni, utilizzati dalle donne del posto per realizzare le bellissime collane con cui vengono accolti i turisti.

La fauna comprende una grande varietà di animali terrestri, pappagalli dalle piume multicolori ,fregate, ed animali acquatici che popolano le immense lagune e l'immenso mare, quali squali, tartarughe marine e coralli, creando un uno scenario paradisiaco .

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Informazioni utili per i turisti

La Polinesia Francese basa essenzialmente la sua economia, oltre sulla pesca e sul commercio, sul turismo.
L’aeroporto dove fanno scalo i voli internazionali, si trova Tahiti; giungendo in Polinesia dagli USA è necessario assicurarsi di essere in possesso di una passaporto con fotografia digitalizzata , con una validità di almeno 6 mesi per passaporti rilasciati o rinnovati prima del 26 Ottobre 2006, mentre quelli rilasciati dopo tale data devono possedere un cheap elettronico.

All’arrivo il passaporto deve comunque avere una validità residua almeno di 3 mesi .
I principali voli da ogni parte del mondo fanno scalo o a Los Angeles o a Tokyo, mentre le navi partono esclusivamente dalla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti e dall’ Australia.

Una volta giunti in Polinesia, si possono usare, per muoversi nell’isola in cui ci si trova,autobus dai prezzi modici, ma non molto confortevoli o taxi più veloci, ma dai prezzi elevati.
Per muoversi da un’isola ad un’altra si possono usare,dei traghetti gestiti da compagnie locali o voli gestiti maggiormente dalle compagnie aeree Air Tahiti ed Air Moorea.

Un ultima alternativa,meno costosa e forse per alcuni più affascinante, potrebbe essere l’affitto di auto o biciclette, rendendo la vacanza più entusiasmante. Il miglior periodo in cui la Polinesia risulta più piacevole da visitare è quello che va da metà Aprile a metà Ottobre, in cui il clima è più caldo e meno umido .

Se la vostra vacanza e all’insegna del relax vi posso consigliare i fantastici villaggi turistici che sono numerosi nelle varie isole, dove oltre a godere dei fantastici scenari che la natura vi offre, potrete essere sicuri di un idonea assistenza sanitaria e dove troverete un ottimo aiuto di persone competenti per organizzare le vostre escursioni.

Ricordo, inoltre, che non sono necessarie vaccinazioni prima della partenza e raccomando a voi prudenza nelle immersioni subacque e la consultazione del bollettino meteo prima di effettuare uscite in barca.

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Principali attrattive

In questo scenario ricco di storia e di fascino naturale, quello che più attrae il turistica è la sensazione di immenso relax in cui ci si immerge.
Le isole, ormai, sono ricche di villaggi organizzati in cui si può godere al meglio questo splendido paradiso terrestre.

Tra le più importanti città da visitare ricordiamo Paapete, la capitale, in cui sembra immergersi in uno scenario parigino, dove è possibile fare shopping, visitare il Museè de la Perle, importante centro che vi permette di acquistare in modo garantito le famosissime perle nere, essere accolti in un magnifico insieme di colori, dato in Rue Cardella, dal mercato dei fiori e della frutta.

Moorea vicino a Tahiti ha conservato di più la sua naturale originalità, basso fondale con barriera cristallina,spiagge bianche e villaggi sparsi sulle montagne.
Tahiti, dagli splendi di colori, quelli stessi che affascinarono Gauguin, ricca di storia con il suo Pointe Venus, sotto cui passarono i più grandi navigatori, come Cook, unica per le sue grotte, come quella di Maraae le sue cascate d’acqua dolce.

Potrei continuare all’infinito per descrivervi queste meraviglie della Polinesia ma lascio a voi la libertà di sognare e di scoprirle.
Non certo poteva mancare la predisposizione della popolazione all’accoglienza dei turisti, animati dal gusto di conoscere non solo le bellezze naturali, ma anche quelle culinarie .
Il pesce, il maiale e le verdure cotti nei forni da terra, gli himaa, il pesce fresco, i crostacei e i frutti di mare accompagnati da riso e salse tipiche.

Altri elementi di grande qualità sono : la vaniglia, i succhi di frutta fresca da bere comodamente sdraiati all’ombra di un'immensa palma da cocco. Gli alcolici sono per lo più importati, tranne la birra polinesiana molto dissetante .

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Come prenotare il viaggio

Pronti per la splendida vacanza, ora basta solo prenotarla o in agenzia o direttamente su internet, dove puoi trovare numerose offerte con pacchetti all inclusive in questa splendida parte del mondo.
Spero di aver soddisfatto, con questa guida, tutte le vostre esigenze e di aver risposto all maggior parte delle vostre domande, dandovi un'idea di pezzo di paradiso terrestre.

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