
E’ stato istituito nel 1823 con un decreto regio. La gestione del parco spetta all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed ha sede a Pescasseroli; ne fanno parte 25 comuni appartenenti alle province di Frosinone, Isernia e L’Aquila. A partire dal 1980 è stata attuata la zonizzazione del parco, cioè la suddivisione in zone a diversa protezione ambientale con l’intento di conciliare le esigenze di conservazione ambientale e gli sviluppi urbanistici delle popolazioni locali.
Storia
Oggi il parco è diviso in quattro zone: la Riserva generale, la Riserva integrale, lo Sviluppo e la Protezione. Al momento dell’istituzione del parco, nel territorio era in atto già da tempo la conservazione di specie animali e vegetali: infatti non tutto il territorio era stato trasformato in pascolo.
Dapprima ci furono spontanee iniziative locali per creare una riserva di caccia (sul modello delle prime aree di questo tipo in Piemonte) caldamente sostenute dalla famiglia Sipari, ricchi proprietari di Pescasseroli. In questo momento però la tutela della fauna era ancora molto saltuaria e superficiale, tanto che la riserva verrà sciolta definitivamente nel 1912 da Vittorio Emanuele III; contemporaneamente però Emilio Sipari cominciò a diffondere l’idea della creazione di un parco nazionale sul modello di quello statunitense di Yellowstone. Ben presto si mobilitarono a favore della realizzazione della sua proposta intellettuali e associazioni fino ad arrivare all’istituzione ufficiale nel 1923; successivamente si aggiungeranno al territorio iniziale anche altre aree.
Gli obiettivi politici del parco erano quelli di favorire i soggiorni e le presenze turistiche nel territorio per trasformare l’economia montana pastorale in un sistema che però fosse comunque compatibile con l’ambiente. Durante il fascismo l’ente venne soppresso, ma poi fu ricostituito nel 1951: viene assunto nuovo personale di sorveglianza, vengono estesi i divieti di caccia, aumentano le ricerche scientifiche, vengono promosse le prime moderne infrastrutture turistiche. A partire dagli anni ’50 cominciano le speculazioni alberghiere e la realizzazione di impianti di risalita e piste da sci, che vennero alternativamente favorite ed osteggiate dalle diverse amministrazioni dei comuni. Nonostante le difficoltà, molti sono i successi a tutela dell’ambiente tanto che aumenta sempre più la popolarità della riserva, fino a diventare un punto di riferimento per l’ambientalismo italiano.
Tra il 1990 e il 1999 il parco si adopera per la creazione degli altri due parchi nazionali della regione e al complesso sistema di riserve minori. Le catene montuose presenti nel parco nazionale d’Abruzzo fanno parte dell’Appennino abruzzese e si raggruppano in blocchi principali: quello del monte Tranquillo, il gruppo del monte Marcolano, il gruppo delle Toppe del tesoro e il gruppo dei Monti della Meta. Le vette più alte sono La Meta, la catena montuosa delle Mainarde e il monte Petroso. Per quanto riguarda la fauna si può dire che i mammiferi soni stati il motivo principale dell’istituzione del parco, dal momento che un tempo tutti gli animali che oggi si trovano protetti nel parco, vivevano lungo tutto l’Appennino centromeridionale e costituivano addirittura popolazioni autonome rispetto alle varietà europee: è questo il caso dell’orso bruno marsicano (che è il simbolo del parco ), il lupo appenninico, la lince, il camoscio d’Abruzzo, cervi, caprioli…
Bellezze naturali
Il territorio del parco gode di una estrema varietà paesaggistica dove sono perfettamente conservate anche specie floristiche endemiche e rare. I prodotti tradizionali sono quelli tipici dell’Appennino centrosettentrionale, come salumi, insaccati, piatti poveri a base di legumi, dolci e liquori. La zona del parco offre comunque anche importanti strutture ricettive come i campeggi, oltre ovviamente ad alberghi ed appartamenti. Esistono molte possibilità di escursione, organizzate talvolta anche dal parco stesso; è possibile praticare il turismo balneare, nella zona del lago di Scanno, sci di fondo e sci alpino, cicloturismo, canoa , trekking, escursioni a cavallo …
L’aspetto botanico del Parco è caratterizzato dalle estese foreste, che rappresentano un patrimonio tanto più prezioso se si pensa che l’ultimo intervento di acquisizione di territorio, avvenuto nel 1976 e che ha permesso a questa oasi naturalistica di raggiungere le attuali considerevoli dimensioni, fu motivato quale ‘risarcimento’ per i danni subiti nei decenni precedenti dal selvaggio assalto della speculazione edilizia che aveva portato, con la complice inerzia delle autorità competenti, alla perdita di più di 100 000 faggi.
Sono proprio le faggete a caratterizzare il patrimonio forestale del Parco, in particolare nell’arsa cosìddetta della Camosciara, a sud, poco distante dal lago artificiale di Barrea. La Camosciara è un gruppo di cime non elevate ma dalla morfologia singolarmente alpina, rocciosa e aspra, ed è nota perché rappresenta l’habitat e il rifugio di uno degli animali simbolici del Parco stesso, vale a dire del camoscio d’Abruzzo.
Se i faggi rappresentano la flora più tipica di questa regione del Parco, i boschi di conifere contribuiscono a rivestire i pendii dei rilievi anche laddove le rocce si fanno più scoscese, in particolare con una specie endemica di questa zona dell’Appennino, il pino nero di Villetta Barrea.
Pur se in numero minore di esemplari rispetto al camoscio, il vero emblema faunistico del Parco nazionale d’Abruzzo resta l’orso bruno marsicano, plantigrado fondamentalmente vegetariano, di taglia media, che sopravvive con un centinaio di individui circa.
Comuni che si trovano all’interno del Parco
- Alfedena
- Barrea
- Civitella Alfedena
- Opi
- Pescasseroli
- Scanno
- Villavallelonga
- Villetta Barrea
Comuni facenti parte del parco nel Lazio
- Alvito
- Campoli Appennino
- Picinisco
- San Biagio Saracinisco
- San Donato Val di Comino
- Settefrati
Comuni facenti parte del parco nel Molise
- Castel S. Vincenzo
- Filignano
- Pizzone
- Rocchetta al Volturno
- Scapoli
Uffici
- Sede Centrale: Via Tito Livio 12 – 00136 Roma (06) 35403331
- Ufficio Operativo: Via S. Lucia – 67032 Pescasseroli (AQ) (0863) 912132
- Centro Studi Ecologici Appenninici: Via S. Lucia – 67032 Pescasseroli (AQ) (0863) 910405
- Servizio Sorveglianza: Via Rovereto 4 – 67032 Pescasseroli (AQ) (0863) 91717
Informazioni Turistiche e Musei
- Museo naturalistico, Parco faunistico e Giardino appenninico di Pescasseroli (0863) 910405
- Ufficio di Zona di Pescasseroli – Vico Consultore 1 – Pescasseroli (AQ) (0863) 91955
- Museo del Lupo, Area Faunistica del Lupo e della Linee di Civitella Alfedena – Via S. Lucia – 67030
- Laboratorio Ecologico Area Faunistica e Museo del Cervo – 67050 Villavallelonga (AQ) (0863) 949261
- Ufficio di settore Mainarde e Museo dell’Orso – Via Nazionale 86076 Pizzone (IS) (0865) 951435
- Area Faunistica e Museo del Camoscio d’Abruzzo – Opi (AQ)
- Area Faunistica e Museo del Capriolo – Bisegna (AQ) (apertura stagionale)
- Area Faunistica Camoscio d’Abruzzo – Casteinuovo al Volturno (IS)
Aree faunistiche
Dall’esigenza di far conoscere gli animali selvatici del Parco, che vivono in alcuni casi in zone difficili da raggiungere (si pensi al Camoscio) e risultano talvolta poco osservabili dal turista inesperto, che spesso rischia di arrecare disturbo in aree molto delicate dal punto di vista naturalistico, è nata la necessità di costituire le aree faunistiche, grandi recinti dove le specie animali vivono, nei limiti imposti dagli spazi, in condizioni seminaturali.
Tali zone, poste in prossimità dei centri abitati, sono divenute in molti casi dei veri e propri laboratori all’aria aperta, dove tutti possono seguire la vita del Lupo, del Cervo, del Camoscio, i suoi cicli naturali, i ritmi di riproduzione, il cambiare del colore del mantello, contribuendo a sfatare gli aspetti negativi e a rendere sicuramente più amati gli animali. In alcuni casi, come per l’operazione di reintroduzione del Cervo e Capriolo nel Parco e del Camoscio sulla Majella e sul Gran Sasso, hanno costituito dei luoghi dove temporaneamente custodire ed acclimatare gli animali.
Non trascurabile è stata anche la funzione di polo di attrazione turistica esercitata da queste zone, si pensi per esempio all’area faunistica del Lupo a Civitella Alfedena, e alle migliala di persone che ogni anno la visitano, soprattutto per quei piccoli centri, dimenticati sino a pochi anni or sono dal turismo. La situazione aggiornata vede alcune aree faunistiche, come quella dell’Orso a Pizzone, non ancora completate, ed altre in fase di progettazione, mentre quelle visitabili sono: Area Faunistica del Cervo a Villavallelonga; Area Faunistica del Camoscio a Opi e Castelnuovo al Volturno Area Faunistica del Lupo e della Linee a Civitella Alfedena Area Faunistica del Capriolo a Bisegna.
Percorsi escursionistici
esiste una rete di circa 150 sentieri, contraddistinti da una lettera ed un numero e marcati con una apposita segnaletica di color arancione dall’Ente Parco.
Percorsi didattici
esistono numerosi brevi sentieri che riassumono alcune caratteristiche del Parco, in genere a partire da centri abitati, da aree faunistiche o da centri visita.
Foresterie
il Parco possiede alcune strutture, presso il Casone Antonucci (Laboratorio Ecologico), il Rifugio della Difesa, gli Uffici di Pescasseroli, che utilizza per ospitare guardie, collaboratori, ricercatori e personalità in visita presso l’Ente.
Alberghi e Camping
è impossibile, a causa del gran numero di strutture presenti, elencarle tutte. Ogni centro ha comunque i suoi alberghi, pensioni, affittacamere, privati che affittano appartamenti, campeggi; ad Alfedena, Alvito, Campoli, Civitella Alfedena, Settefrati e Villavallelonga.
Ostelli e Rifugi
non esistono strutture sempre in funzione sulle montagne del Parco; le sole 2 aperte tutto l’anno si trovano lungo la S.S. 83 Marsicana, una, il Rifugio-Campeggio dell’Orso (0863/91955) 1 km a valle di Pescasseroli, l’altra, il Rifugio del Diavolo (0863/88152), 2 km a valle di Gioia Vecchio, in direzione Pescasseroli.
Aziende di Soggiorno e Pro Loco
- Agenzia Wolf S.r.l. Via Nazionale 12 – Civitella Alfedena (0864) 890360- 890222
- Associazione Pro Loco Opi – Via S. Giovanni 1 – Opi (0863) 910622
- Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo Pescasseroli – Via Piave – Pescasseroli (0863)





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