Vestito da sposa

Autore Andrea Pilotti

I vestiti da sposa sono costituiti sostanzialmente dall’abito nuziale che la sposa indosserà durante il giorno del suo matrimonio.

Vestito da sposa

Storia

I primi abiti da sposa risalgono alla Grecia antica: le spose indossavano la tunica che portavano abitualmente, adornata da cordoni che cingevano la vita. Questo stava a significare che erano delle future mogli. In capo portavano delle corone di mirto, il fiore sacro ad Afrodite, la Dea dell’amore.

Nella Roma Antica, invece, tutto era “vestito a festa”, la casa era addobbata di fiori, in particolare di mirto e alloro, e le spose portavano una tunica bianca, stretta in vita da una cintura, con dei nodi particolari, contro il malocchio. La tunica era poi coperta da un mantello, color zafferano. Le scarpe erano dei sandali, sempre color giallo zafferano. Le spose romane si adornavano anche di monili, portando al collo una collana di metallo.

Dividevano i capelli in sei trecce, raccolte da una retina rossa. Si coprivano, poi, il capo con un velo rosso rubino, arancione oppure giallo, fermato da una corona di mirto e fiori di arancio. In Inghilterra, nel Trecento, le spose portavano ricchi indumenti, e una sorta di bouquet, composto da rametti di rosmarino. Infatti questa pianta simboleggia il ricordo, la fedeltà e l’amore femminile (la pianta è forte e resistente, anche se cresce lentamente e con difficoltà). Nel Medioevo, l’abito della sposa era rosso, simbolo dell’amore ardente. Era cucito con stoffe preziose (velluto, broccati e damaschi).

Successivamente, in epoca napoleonica il rosso acceso fu sostituito dai colori pastello, e gli abiti erano stile impero, quindi stretti sotto il petto. La prima traccia storica di un abito da sposa bianco, fu quello di Anna di Bretagna, alle nozze con Luigi XIII. Subito dopo, nel 1840, anche la Regina Vittoria di Inghilterra indossò un candido abito bianco. Da qui in poi divenne abitudine per la sposa indossare un vestito bianco. Il bianco è infatti il simbolo della purezza e del candore, è elegante e dà un tono importante all’evento, differenziandosi dagli invitati.

La tendenza a vestire la sposa con modelli eleganti e sontuosi ha radici piuttosto antiche e ci conduce addirittura fino al Medioevo. Se ci trasferiamo idealmente in una casa facoltosa medievale, noteremo subito che la sposa era simbolo dell’intera famiglia e del generale benessere della casa: ella era dunque tenuta ad apparire nell’aspetto migliore possibile, con indumenti di seta e di velluto, dai colori sgargianti ed accesi, o addirittura a volte con vistose pellicce. E’ evidente che dietro la semplice unione di due persone, in età medievale, si desiderava celebrare anche l’instaurarsi di legami economici, politici: pertanto entrava in gioco in prima persona la condizione economica delle famiglie.

Nonostante i notevoli cambiamenti avvenuti fino ad oggi, è rimasta l’abitudine di indossare un vestito elegante. Ma da dove nasce invece la tradizione del colore bianco? Fu Maria I di Scozia una delle prime donne che scelse, seguendo il suo gusto personale, un abito bianco, per il suo matrimonio con Francesco II di Francia. Successivamente vale la pena ricordare la figura della regina Vittoria che si sposò con Alberto di Sassonia – Coburgo – Gotha, in un abito bianco adornato da merletti. La regina fu molto fotografata ed imitata da altre donne, le quali, dal 1840 in poi, optarono sempre di più per il colore bianco. Ma prima di che colore era l’abito nuziale?

Era possibile sceglierlo di qualsiasi colore, ad eccezione del nero, associato a situazioni luttuose, e del rosso, tradizionalmente legato alle prostitute e alle donne di facili costumi. Solo le donne finlandesi, intorno al diciannovesimo secolo, prediligevano ed indossavano di frequente abiti scuri, anche di colore nero. Pian piano il bianco passò ad assumere anche significati simbolici, in quanto richiamava facilmente la verginità – anche se la purezza era rappresentata maggiormente dal colore blu – ma questo richiamo metaforico si perse velocemente ed oggi come oggi, il bianco non rappresenta alcun valore, se non quello della tradizione. Passiamo ora ad occuparci del suo stile: pur se generalmente lungo e modellato secondo il gusto vittoriano, esso ha subito delle variazioni nel tempo, e si è trasformato secondo le mode che si sono susseguite.

Vediamo ad esempio come, negli anni Venti, le donne sceglievano per lo più modelli corti davanti e lunghi dietro, con un lungo strascico, e lo abbinavano ad un cappello cloche. Attualmente le spose odierne, sensibili ai gusti del nostro tempo, hanno a disposizione un’ampia gamma di boutique, in cui possono scegliere tra varie fasce di prezzi e molti modelli. Il primato è saldamente ancora detenuto dal bianco, ma si stanno diffondendo anche vestiti che spaziano dall’avorio, al crema, e all’ecru.

Tipologie

Oggi in commercio la scelta di abiti da sposa è vastissima: lunghi o corti, a tubino o vaporosi, minimalisti, bianchi, avorio, scollati e non, con lunghi strascichi da favola. Ecco solo alcuni dei modelli che vanno per la maggiore:

  • Bustier
    Il bustier è formato da un corsetto steccato, che si stringe sulla schiena con chiusura stringata. Solitamente ha un ampio scollo e si accompagna ad un’ampia gonna, stile 1700. La sposa usa poi coprire le spalle con un bolerino, o una stola, che ha la funzione di renderlo più adatto alla cerimonia in Chiesa.
  • Sirena
    Ha un forma sexy che stringe sui fianchi per allargarsi sotto il busto. È ideale per chi ha bacino e fianchi stretti, visto che ne risalta la linea.
  • Impero
    Ha vita alta, che si stringe sotto il seno e si allarga poi a corolla, è classico e dalla linea semplice.
  • A palloncino
    Gonna anni ’50, ampia e gonfia, con l’orlo leggermente rimborsato o stretto da una fascia sul fondo.

Tessuti

Per quanto riguarda i tessuti, invece, bisogna ricordare che non sono da scegliere a caso. Infatti, proprio per la loro consistenza, permettono all’abito di essere perfetto sulla silhouette. Inoltre è indispensabile, nella scelta del tessuto, tenere conto della stagione in cui si celebrerà il matrimonio. In inverno, infatti, è meglio orientarsi su capi in microfibra. In estate si prediligono invece tessuti più leggeri, come cotone e seta. Principalmente i tessuti utilizzati per confezionare un abito da sposa sono:

  • Raso, tessuto un po’ pesante, può essere sintetico o di seta. Rimane leggermente rigido, seguendo le forme dell’abito.
  • Chantilly, è un tipo di pizzo francese particolarmente pregiato, in seta.
  • Georgette o chiffon, tipo di tessuto che può essere sintetico o di seta e che ha la particolarità di essere molto morbido e leggero. Il nome è l’abbreviativo di crepe georgette, dal francese crepe (crespo) e dal nome della sarta Georgette de la Plante che lo ha creato.
  • Taffetas, tessuto di seta rigido, versatile, bello nelle tinte pastello ha un aspetto vaporoso, è adatto quindi a modelli con volants.
  • Organza, tessuto sottile, usato solitamente per le stole o accompagnato da fodere e tessuti più pesanti, che creano movimento e leggerezza. Ha un effetto leggermente rigido e madreperlato.
  • Macramè, tipo di pizzo eseguito a mano e con disegni a rilievo.
  • Tulle, tessuto a trama larga, rigido e leggero, su cui si applicano ricami e perline per impreziosire gonne ampie o bustini. Il nome deriva da quello della città francese di Tulle, dove è stato prodotto.
  • Piquè, tessuto con piccoli motivi in rilievo, è adatto per una sposa giovane e dall’aria un po’ sbarazzina.

Se invece il giorno della cerimonia farà freddo si può comunque scegliere un abito dalla linea estiva, anche con le spalle scoperte. Sarà sufficiente coprirsi con un grande scialle o una stola, magari di cashmere, oppure utilizzare un piccolo cardigan, con il collo di pelliccia (vera o ecologica, a voi la scelta).

Accessori

Innanzitutto il velo della sposa. Si dice che il velo abbia un valore e una funzione simbolica volta a proteggere il candore della futura sposa, e a ripararla dagli spiriti maligni invidiosi. In passato, invece, quando i matrimoni erano combinati, il velo aveva lo scopo di nascondere la futura sposa agli occhi dello sposo fino alla fine del rito, per evitare che ritrattasse la promessa di matrimonio. Inizialmente il velo era di colore rosso, solo successivamente si trasformò in bianco, per il significato che tale colore porta.

Il velo, oggi, è un accessorio molto usato, e amato dalle spose. Dona un’aria romantica e affascinante. Per non dimenticare l’utile funzione di coprire indumenti scollati e sbracciati, non visti di buon occhio in Chiesa. Ovviamente il velo è legato alla linea del vestito, e fermato da pettini tra i capelli della sposa o da un diadema o da una coroncina di fiori.

Anche gli altri accessori devono essere perfettamente coordinati per renderelo ancora più elegante e armonioso. Non per forza l’accessorio deve essere dello stesso colore. Può anche essere in tinta con i fiori del bouquet, o impreziosito da qualche particolare in più. Ciò che risulta fondamentale è che il risultato deve essere equilibrato, sobrio ed elegante.

Quindi molta attenzione agli accessori. Le scarpe ad esempio, dovrebbero essere chiuse, qualunque sia la stagione in cui ci si sposa, ma scollate, e con un tacco non troppo alto; senza punte esagerate, e di un tessuto uguale o simile all’abito, in modo che il colore sia il medesimo. Ovvio che esistono delle variazioni al tradizionale tema: ecco quindi sandali e tacchi, che slanciano la figura. Basta che siano belle e comode, visto che la sposa passa circa 10 ore in piedi il giorno del suo matrimonio. Bisogna prestare molta attenzione al colore.

Devono essere chiare, senza dubbio, in modo da non essere in contrasto con il vestito. Infatti nonostante la gonna lunga, le scarpe sono un dettaglio da non sottovalutare. C’è anche la possibilità di farsi confezionare le scarpe, su misura, da un artigiano, che aiuterà nella scelta del modello, e permetterà di crearle dello stesso tessuto e colore dell’abito.

Sempre importanti sono la biancheria intima e le calze della sposa. E da non dimenticare la giarrettiera, rigorosamente blu. In genere gli accessori abituali sono poi i guanti, ovviamente dello stesso colore e tonalità dell’abito, da togliere solo davanti all’altare, prima del fatidico sì, e i gioielli.

Le regole dell’etichetta consigliano di non adornarsi di alcun gioiello, ma se la sposa deve essere, almeno per quel giorno, una bellissima principessa, deve anche avere qualche gioiello. Solitamente orecchini e una collana, di perle o di brillanti, oppure un diadema tra i capelli. Anche il cappello è un accessorio in voga. Ma attenzione, è difficile da portare e non permette acconciature particolari. Comunque l’importante è che il viso della sposa sia sempre ben visibile.

Come scegliere

La scelta deve essere compiuta sia un relazione alla propria personalità che al proprio fisico. Il giorno del fatidico sì la sposa dovrà essere la più bella, e quindi nel scegliere il vestito bisognerà puntare su quello che farà al meglio esaltare la figura della donna che lo indossa, e renderla felice e fiera.

Deve mettere in risalto la sposa, in ogni suo lato, dal colore degli occhi alla forma del corpo, armonizzando l’insieme, e rendendo l’immagine della sposa naturale e spontanea. In questo modo l’abito renderà la sposa protagonista assoluta di quel giorno indimenticabile.

Soltanto tenendo conto di questi fondamentali principi quindi, l’abito potrà rendere la sposa ancora più bella. Ecco quindi che sarà necessario tener presente della silhouette della sposa, per individuare il modello che più le si addice.

Qui di seguito qualche consiglio semplice da seguire per sceglierlo: il vestito deve esaltare la figura della sposa, per cui, mentre una donna esile, potrà scegliere liberamente un modello “importante”, con qualche volant e un velo in tono, una sposa che al contrario desidera slanciare la propria figura, sarà meglio che scelga un abito dalle linee semplici, morbide e cadenti che scivolino dolcemente. La sposa con fianchi un po’ vistosi dovrebbe optare per modelli senza tagli in vita. Invece se la futura sposa è di statura alta, potrà tranquillamente permettersi di scegliere una gonna ampia, di tessuto morbido che esalti un punto vita ben disegnato.

Per le spose magrissime, invece linee fluide e maniche lunghe, anche velate d’estate, per non evidenziare braccia troppo esili. Per chi ha fianchi larghi e addome pronunciato, ottima soluzione è “lo stile impero”, il modello che tagliato sotto il seno, si allarga dolcemente verso il basso. La linea aderente, invece, esalta una figura minuta, perché sottolinea le curve del corpo. Da non dimenticare la parte della schiena, visto che sarà quella più guardata durante la cerimonia (porgendo le spalle agli ospiti).

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