Migliori Bici Elettriche

di 21 giugno 2018

Classifica, Recensioni e Offerte delle Migliori Bici Elettriche a Pedalata Assistita sul mercato, selezionate dalla nostra redazione per autonomia di marcia, potenza del motore, sicurezza, stabilità, qualità dei materiali, prezzo e marca.

miglior bici elettrica

Classifica e Recensioni delle Migliori Bici Elettriche a Pedalata Assistita

Modello Misura ruote (in pollici) Autonomia (Km) Livelli di assistenza
Piaggio Wi-Bike Comfort Plus Unisex 28 120 4
Atala E-Bike B-EASY SLS 29 215 4
Italwin Nuvola 24 o 26 65 5
Bianchi Puch Going Lady 28 75 3
Fulgur Acqua 28 >60 3
Bottecchia BE 20 E-BIKE TRK LADY 28″ ACERA 9S BAFANG MAX DRIVE 28 160 5

Piaggio Wi-Bike Comfort Plus Unisex

Tra le migliori bici elettriche a pedalata assistita sul mercato, Piaggio Wi-Bike Comfort Plus Unisex è secondo la nostra opinione un modello da inserire in prima posizione nella classifica che abbiamo dedicato a questi veicoli, per la qualità delle componenti, l’autonomia, e la sicurezza che garantisce.

Si tratta della variante “unisex”, quindi adatta anche a un pubblico femminile, del modello a canna alta tradizionalmente dedicata agli uomini, che condivide con quest’ultima lo stesso livello di finiture: sella e manopole in pelle, cromature e gomme color crema, contribuiscono a far percepire la sensazione di raffinatezza estetica e meccanica.

Da questo punto di vista abbiamo trovato interessanti alcune soluzioni che rendono la bici elettrica di questa recensione una buona scelta per un uso quotidiano, come il telaio a canna bassa disponibile in 3 misure e il motore in posizione centrale e non al mozzo, che garantisce maggiore spinta per una pedalata assistita ancora più leggera.

La batteria rimovibile è agli ioni di litio ricaricabile in poco più di 3 ore è completamente stagna con grado di protezione IP 65, e si trova in linea col tubo verticale per una migliore distribuzione dei pesi; fornisce al motore una potenza massima di 350 Watt, limitata però a 250 Watt per rispettare i limiti di legge, che impongono una velocità massima in presenza di pedalata assistita, di 25 Km/h.

Piaggio Wi-Bike Comfort Plus Unisex, personalizzabile nell’allestimento preferito dal ciclista, è dotata di sensore di cadenza, sensore di coppia, accelerometro e sensore di velocità esterno, e fornisce 4 livelli di assistenza alla pedalata, per una coppia massima di 50 Nm.

L’impostazione tecnica di questa bici elettrica a pedalata assistita da 120 Km di autonomia massima è assimilabile a quella di un moderno scooter: a disposizione del ciclista troviamo freni a disco idraulici, forcella anteriore Monoshock, telaio in alluminio, cambio a variazione continua con trasmissione finale a cinghia, luce anteriore e posteriore, ruote da 28 pollici gommate Continental.

Da un punto di vista più strettamente tecnologico, sono presenti soluzioni che rendono il prodotto al passo coi tempi e adatto alla vita di tutti i giorni, sempre più connessa e “smart”, come il cruscotto Bluetooth per connessione con lo smartphone e presa USB per ricaricarlo, modulo GSM – GPS integrato, e un dispositivo che funziona da chiave elettronica con antifurto incorporato.

Atala E-Bike B-EASY SLS

Atala E-Bike B-EASY SLS, in buona posizione nella nostra classifica delle migliori bici elettriche a pedalata assistita sul mercato, si acquista con una spesa inferiore rispetto al modello Piaggio della recensione precedente, ma offre standard qualitativi e di sicurezza da prodotto top di gamma.

La colorazione bianco antracite dona un aspetto pulito e filante a questa bici elettrica dal telaio a canna bassa, adatta quindi a un pubblico eterogeneo, ma pensata soprattutto per le donne che non vogliono rinunciare a un mezzo di trasporto alternativo, ecologico, e capace di un’autonomia massima di 215 Km per affrontare agevolmente il quotidiano traffico cittadino e brevi gite fuori porta nei week-end.

La pedalata è assistita da un gruppo motogeneratore realizzato da Bosch, marchio che a nostro avviso non ha bisogno di ulteriori presentazioni, nella versione “Drive Unit Performance Cruise”.

Nello specifico, si tratta di un sistema a 3 sensori, che leggono i valori di coppia, frequenza di pedalata e velocità, a una frequenza di 1000 misurazioni al secondo per garantire la massima efficienza energetica e un’intervento del motore più reattivo che capisce autonomamente quando il ciclista ha bisogno del suo intervento.

Si tratta di un propulsore leggero, con un peso inferiore ai 4 Kg, che grazie alle dimensioni compatte viene installato in posizione centrale, in linea coi pedali, in grado di modulare autonomamente la quantità di coppia fornita nel rispetto degli altri organi meccanici coinvolti nella pedalata assistita.

Dotato di 4 modalità di funzionamento, e alimentato da una batteria da 36 Volt e 250 Watt di potenza che si ricarica in 4,5 ore, il motore sviluppa una coppia di 63 Nm e può spingere la bici elettrica a una velocità di 25 km/h per poi lasciare il ciclista libero di aumentare l’andatura, come previsto dalle leggi vigenti in Italia.

Atala E-Bike B-EASY SLS è montata intorno a un telaio in alluminio forgiato che ospita una forcella Suntour da 50 millimetri di escursione all’anteriore, su cerchi Ambrosio da 29 pollici per un miglior assorbimento di buche e asperità del fondo stradale.

La frenata è affidata a un impianto con dischi da 180 millimetri sia all’anteriore che al posteriore targato Shimano, che equipaggia inoltre questa bici elettrica con un cambio a leveraggi Deore, deragliatore e gruppo finale con 10 rapporti da 11 a 36 denti.

Secondo la nostra opinione, per via del contenuto tecnico questa bici elettrica a pedalata assistita rappresenta una buona scelta per chi vuole un prodotto di qualità col quale poter andare al lavoro tutti i giorni, e pensa di spendere una cifra in linea con le caratteristiche di sicurezza e autonomia offerte.

Italwin Nuvola

Equipaggiabile con una batteria agli ioni di litio disponibile in due taglie di potenza, così come le ruote che possono essere da 24 o da 26 pollici, Italwin Nuvola è una bicicletta elettrica a pedalata assistita leggera e maneggevole, adatta a nostro avviso a un utilizzo quotidiano in città.

Peso e dimensioni contenute del telaio consentono infatti una guida agevole e sicura, soprattutto nella versione con ruote da 24 pollici, che permette di appoggiare il piede a terra con maggior stabilità rispetto a bici più grandi, motivo per cui consigliamo questo modello a persone dalla statura minuta che frequentano soprattutto strade cittadine.

La bici elettrica di questa recensione, forte anche di un prezzo di acquisto decisamente ridotto rispetto a modelli che offrono soluzioni tecniche più estreme, è pensata infatti per un uso quotidiano e offre il vantaggio di poter montare un cestello anteriore, oltre al portapacchi posteriore in dotazione, utile per riportare la spesa a casa con una pedalata fluida e leggera.

Nella configurazione più potente, la batteria con celle LG da 11,6 Ah e 36 Volt garantisce al motore brushless da 250 Watt di potenza un’autonomia massima di 65 Km, con 5 livelli di assistenza alla pedalata richiamabili dal display sul manubrio.

Il telaio, in alluminio, è accoppiato con una forcella anteriore ammortizzata, utile ad assorbire le asperità dell’asfalto e per i più arditi, scavalcare qualche marciapiede, mentre la sua conformazione con canna molto bassa permette uno scavalco sempre agevole e sicuro anche se si indossa la gonna.

Italwin Nuvola è dotata di sensore di velocità integrato nel gruppo motore e per una maggiore sicurezza è dotata di potenti luci a LED sia all’anteriore che al posteriore, che danno maggiore sicurezza nel traffico cittadino, mentre la pedalata è aiutata oltre che dal motore elettrico, da un cambio Shimano a 7 velocità.

Bianchi Puch Going Lady

In classifica abbiamo inserito Bianchi Puch Going Lady, prodotta da un marchio storico per quanto riguarda la produzione di biciclette tradizionali, che in tempi più recenti ha aggiornato il proprio catalogo con una gamma di valide bici elettriche a pedalata assistita.

Come suggerito dal nome, si tratta di un prodotto destinato a un pubblico femminile che ha la necessità di spostarsi nel traffico cittadino senza arrivare al lavoro in un bagno di sudore, grazie al motore elettrico da 250 Watt che spinge la bici fino a una velocità di 25 km/h.

Il motore, collocato nel mozzo della ruota anteriore che garantisce maggior autonomia e un peso più contenuto, è alimentato da una batteria al litio da 11 Ah e 37 Volts, che garantisce una percorrenza di circa 75 Km prima di dover effettuare una ricarica completa.

I due sensori di rotazione e sforzo ottimizzano il funzionamento del motore elettrico, in grado di sostenere la pedalata con 3 modalità differenti, per aiutare il ciclista nel muovere la bici in ogni condizione, grazie anche al leggero telaio in alluminio con cui è equipaggiata.

Le ruote da 28 pollici di diametro, e la forcella anteriore ammortizzata, aiutano ad assorbire le asperità della strada quali buche o dossi per un miglior comfort di marcia, il cambio shimano a 7 rapporti sono utili per regolare il livello di sforzo della pedalata, mentre la frenata è affidata a un potente e sicuro impianto del tipo V-Brake.

Bianchi Puch Going Lady, di cui segnaliamo in recensione il buon rapporto qualità prezzo, ha una dotazione di serie soddisfacente, è pensata a nostro avviso per chi fa della bici elettrica un uso quotidiano, e comprende il portapacchi, le luci anteriore e posteriore, e il computer di bordo dotato di presa USB per poter collegare e ricaricare lo smartphone.

Fulgur Acqua

Progettata e costruita in Italia com componenti di qualità, Fulgur Acqua presenta alcune caratteristiche interessanti sotto un profilo della praticità e della sicurezza, come il telaio a doppio tubo in alluminio progettato specificamente per un pubblico femminile che aiuta a contenere il peso totale della bici a 19 Kg.

I cerchi da 28 pollici hanno una struttura rinforzata utile per resistere anche alle asperità di manti stradali particolarmente dissestati, e per una maggiore sicurezza di non rimanere mai in panne, i pneumatici in dotazione sono del tipo antiforatura.

Qualità e robustezza quindi, ma anche la comodità di una bici elettrica leggera e dotata di sellino ammortizzato, così come la forcella anteriore a garanzia di un maggior comfort di marcia.

Caratterizzata da un design classico ed elegante, la bicicletta elettrica che descriviamo in questa recensione viene fornita con due freni a disco per decelerare in maniera rapida e sicura, che minimizzano il rischio di bloccaggio delle ruote in caso di arresto improvviso.

La pedalata assistita elettricamente può essere regolata su 3 livelli dal display sul manubrio, e per una maggior comodità, il cambio Shimano a 9 rapporti aiuta a trovare il giusto ritmo di pedalata per un’autonomia di oltre 60 Km fornita dalla batteria da 11 Ah e 400 Wh di capacità.

Bottecchia BE 20 E-BIKE TRK LADY 28″ ACERA 9S BAFANG MAX DRIVE

Un altro storico marchio italiano entra nella nostra classifica delle migliori bici elettriche a pedalata assistita sul mercato, con il modello di questa recensione: Bottecchia BE 20 E-BIKE TRK LADY 28″ ACERA 9S BAFANG MAX DRIVE.

Si tratta di una bici elettrica con motore centrale da 250 Watt di potenza, per una coppia massima di ben 80 Nm, caratterizzato da un funzionamento particolarmente silenzioso che offre una pedalata sempre fluida e leggera.

Il display LCD retroilluminato che troviamo sul manubrio, che segnaliamo per l’elevata leggibilità anche con la luce diretta del sole, può essere utilizzato per regolare la pedalata assistita su 5 livelli di intensità, una caratteristica tipica delle bici elettriche top di gamma.

Anche la batteria gli ioni di Litio è all’altezza della situazione, ed offre un’autonomia di 160 Km nella configurazione con capacità di 490 Wh, 36 Volts e 13,6 Ah, dotata inoltre di sistema per la raccolta dei dati sull’utilizzo, per poter aumentare la durata dell’unità.

Da un punto di vista meccanico, la qualità è alta e la marcia è garantita nel comfort e nella sicurezza dalla forcella ammortizzata, il telaio in alluminio con ruote da 28 pollici, freni V-Brake cambio Shimano ACERA per un peso di 24,6 Kg con il portapacchi posteriore montato.

Se stai cercando una ebike ripiegabile ti consigliamo di leggere la nostra guida all’acquisto delle Migliori Bici Elettriche Pieghevoli.

Offerte Bici Elettriche

Da uomo

Da donna

Come scegliere una Bici Elettrica a Pedalata Assistita

Questi veicoli si chiamano in tutto il mondo biciclette elettriche. In Europa c’è una distinzione fra quelle che possono viaggiare anche senza pedalare a velocità da cinquantino che vengono definite e-bikes e quelle che sono assimilate alle biciclette muscolari che hanno il limite di velocità a 25km/h, una potenza massima del motore di 250W e necessitano della pedalata perché il motore assista e si chiamano Biciclette a Pedalata Assistita. In Europa si definiscono pedelec.

Le e-bikes non sono utilizzabili in Italia perché non c’è ancora una normativa che le consideri. Le biciclette a pedalata assistita sono equiparate totalmente alle biciclette muscolari e assoggettate perciò agli stessi diritti e doveri. Leggi la guida di approfondimento a come scegliere la bicicletta elettrica a pedalata assistita pedelec. Intervista a Enzo “pixbuster” amministratore del forum Jobike.

Quali sono le principali tipologie?

La potenza massima è per tutte 250W; questa è la potenza continua che si può far erogare al motore; ma i motori elettrici hanno la caratteristica di poter esprimere, per poco tempo, potenze assai maggiori; si arriva facilmente ai 500W che è la potenza che un atleta come Pantani ha sviluppato nel record dell’ora. Un’altra caratteristica comune è la velocità massima che non può superare, per il codice della strada, i 25 km/h (in realtà la normativa tollera che si arrivi a 27km/h); oltre tale velocità si può marciare ma solo con i propri muscoli perché il motore elettrico viene staccato.

Ci sono essenzialmente due tipi di motorizzazione: quelle dentro al mozzo della ruota (anteriore o posteriore) e quelle poste nella zona dei pedali. La prima (definita “motore a mozzo”o “hub motor”) ha dalla sua parte una maggiore semplicità costruttiva e, azionando direttamente la ruota, non è influenzata dalla marcia inserita che può essere del tutto a piacere del ciclista. La collocazione del motore al mozzo in posizione anteriore o posteriore non ha grandi effetti sulla marcia normale; viene generalmente scelta dal Costruttore per equilibrare i pesi in base alla posizione della batteria

La marca più comune per questi motori è Bafang. La seconda (definita “motore centrale” o “crank-motor”) fa girare la corona a cui sono attaccati i pedali e ha il vantaggio di poter sfruttare il cambio di marcia della bici per andare più agevolmente anche su salite estreme, ma è più complessa costruttivamente

Le marche più comuni sono Bosch e Panasonic. Per dare una indicazione di massima, con gli “hub” si può salire fino a pendenze dell’ordine del 10-15% (che sono pendenze già molto ripide per una bicicletta), mentre con i “motori centrali” si può arrivare oltre al 25% (che è una pendenza da mountain-bike).

Per contro, gli “hub” hanno un consumo in pianura più basso di circa il 10-15% (si fa più strada con lo stesso consumo di corrente).

Ci sono poi, principalmente, due sistemi per controllare quanta potenza ci deve mettere il motore. Il primo è a sensore di cadenza di pedalata; significa che il motore eroga potenza quando i pedali sono in movimento e in base al livello di assistenza scelto con dei comandi sul manubrio; di solito si va da 3 a 7 livelli oppure c’è un manettino simile ad un acceleratore da moto.

Con questo sistema si può esercitare anche uno sforzo minimo sui pedali e il motore spinge comunque in base al livello selezionato. Il secondo sistema controlla la pressione esercitata sui pedali e, in base a questa, aumenta o diminuisce la potenza inviata al motore; anche qui si può regolare su più livelli (generalmente da 3 a 5).

Cosa significa in pratica? Che col primo sistema (sensore di cadenza) si devono ruotare i pedali per un certo angolo (da pochi gradi a mezzo giro a seconda dei modelli) per avere l’accensione del motore, nel secondo invece quando si preme sui pedali anche da fermi il motore si avvia immediatamente e questo facilita le ripartenze ai semafori e in salita, ma stressa di più la batteria. Col secondo sistema (sensore di sforzo), si deve però esercitare sempre una certa spinta sui pedali anche in pianura mentre col primo questo sforzo può essere minimo.

Mi piace definire i due sistemi così: quello a sensore di cadenza fa sembrare sempre la strada in discesa (o rende le salite meno pendenti) per cui posso spingere sui pedali per andare più forte oppure accompagnare il moto con i pedali senza nessuno sforzo, molto adatto a chi non vuole arrivare a destinazione sudato nemmeno col solleone Questa pendenza virtuale viene regolata con i vari livelli selezionabili

Col secondo sistema è come avere improvvisamente muscoli da professionista: si deve comunque spingere ma la nostra forza viene moltiplicata dal sistema I livelli selezionabili aumentano o diminuiscono questa forza virtuale Questo sistema tende ad allenarci senza accorgercene, ma d’estate un po’ di sudore è obbligatorio.

Le bici elettriche  in commercio hanno tutte le combinazioni possibili di queste quattro alternative e non esiste la soluzione “migliore” in assoluto, ma solo quella più adatta alle proprie esigenze ed ai propri gusti. Generalmente i modelli più semplici hanno sensore di rotazione dei pedali, motore al mozzo e pochi livelli di regolazione dell’assistenza Quelli più costosi hanno motori centrali e sensore di sforzo oppure motori al mozzo speciali per le salite e raffinati sistemi di regolazione dell’assistenza elettrica.

Quali caratteristiche deve avere una ebike di buona qualità?

Essenzialmente le stesse caratteristiche di una buona bicicletta muscolare: telaio robusto, freni buoni e componenti di qualità per garantire una buona durata nel tempo.  Ci sono delle normative precise che si riferiscono alla robustezza : le bici elettriche devono ottemperare alla norma EN14764 che comprende anche la prova di frenata.

C’è poi la norma EN15194 che certifica la rispondenza alle prescrizioni del codice della strada della parte elettrica. Da ultimo c’è la norma EMC che prescrive che la parte elettrica-elettronica non emetta disturbi che possano alterare il funzionamento delle apparecchiature elettroniche circostanti (come i telefonini o, ben più importanti, i pacemaker utilizzati da alcuni cardiopatici gravi)

La rispondenza a queste normative è indicata sul telaio con le sigle citate sopra. Questi sono requisiti minimi; poi si dovrebbe valutare tutta la componentistica che deve essere di qualità almeno sufficiente Ad esempio una cosa evidente è che non devono essere in plastica le leve dei freni o peggio le ganasce dei freni stessi e che i tubi di telaio manubrio e sella non devono essere di piccolo diametro o di materiali dubbi.

Per la parte elettrica non ci sono particolari consigli: i motori e le centraline elettroniche sono generalmente assai affidabili e tutti di buon livello.

Per le batterie un segnale di bontà è la lunghezza della garanzia che, essendo relativa ad una parte “consumabile” è generalmente più corta di quella di tutta la bicicletta elettrica: i Costruttori più affidabili danno una garanzia di almeno un anno, mentre 6 mesi possono indicare una qualità più scarsa.

Quali sono i componenti che richiedono maggiore manutenzione? La parte elettrica-elettronica non richiede alcuna manutenzione per molte decine di migliaia di chilometri: molti di noi hanno superato i 20.000km senza problemi significativi; l’unica parte che è utile controllare è quella dei contatti della batteria, ma la loro pulizia deve essere eseguita da tecnici esperti (mai usare la “tela abrasiva” perché asporta lo strato antiossidante che è presente sempre sui contatti).

La parte meccanica richiede le stesse manutenzioni delle biciclette muscolari: controllo dell’usura dei freni e dell’integrità dei cavetti che li comandano; controllo del buono stato dei pneumatici e della loro pressione; pulizia e lubrificazione della catena, delle ruote dentate e dei perni dei freni; controllo dello sterzo e di eventuali ammortizzatori.

Quanti km si possono fare con una carica? Esistono diversi tipi di batterie? Da quanti watt?

La “taglia” normale delle batterie è 36 volt (V) e 10 amperora (Ah) pari a 360 wattora (Wh); con tale capacità si possono percorrere, su itinerari prevalentemente pianeggianti, dai 40 ai 60km. Ma attenzione: le biciclette elettriche sono dei mezzi ibridi elettrico-muscolari perciò aumentando il proprio contributo sui pedali e/o selezionando più bassi livelli di assistenza, si possono ottenere percorrenze anche molto più elevate.

Questo fatto implica che le indicazioni fornite dai Costruttori siano spesso poco chiare: vengono vantate autonomie di oltre 100 km con piccole batterie, ma vengono calcolate considerando un aiuto minimo da parte del motore. L’esperienza su strada dice che, a pari sforzo sui pedali, i valori di autonomia non si discostano molto da modello a modello e cambiano solo in base alla capacità della batteria.

Dato che la taglia delle batterie montate sulle bici elettriche è in linea di massima fra 8 e 12 Ah (300-450 Wh), se si vogliono avere autonomie decisamente maggiori (o se i propri itinerari prevedono salite consistenti) sta diventando pratica comune dotarsi di una seconda batteria Alcuni modelli possono essere dotati – opzionalmente- di batterie di capacità maggiore fino a circa 650Wh.

Un capitolo a parte è la chimica delle batterie:  Ci sono quelle al piombo, ormai piuttosto in disuso, che sono molto pesanti ma più economiche al momento dell’acquisto; non sono più economiche nell’arco della loro vita perché si esauriscono in molto meno tempo rispetto ad altre chimiche.

Ci sono poi le batterie al litio, che sono le più usate attualmente perché leggere e di piccola dimensione; costano di più al momento dell’acquisto ma durano anni senza problemi Ma fra le “litio” ci sono molte sottocategorie: ci sono ad esempio le “Li ioni” che sono piccole e leggere, le “Li ferro” che sono un po’ più grandi e pesanti (sempre assai meno di quelle al piombo) ma che durano il doppio dei cicli.

Spesso i Costruttori non specificano che tipo di chimica viene usata (dicono generalmente “batteria al litio”) ma se vengono utilizzate le “Li ferro” generalmente lo evidenziano perché sono più costose.

Quali sono i marchi più affidabili?

Quelli che hanno una rete di assistenza su tutto il territorio oppure quelli venduti da rivenditori seri nelle proprie vicinanze: il problema è una eventuale rottura delle parti elettriche (che comunque è poco probabile) e, molto di più, la necessità di trovare batterie di ricambio a distanza di anni dall’acquisto.

Meglio essere cauti con i modelli venduti dalla grande distribuzione a meno che non abbiano marchi conosciuti. I marchi presenti in Italia e di cui abbiamo avuto riscontri positivi sono molti. Provo ad elencarli, ma sicuramente ce ne sono altri di cui non ho notizia:

  • Atala (che è un marchio internazionale e non ha la produzione in Italia)
  • BH-Emotion (marchio estero)
  • BadBike
  • Bottecchia
  • Dekathlon (che non produce ma commercializza)
  • ElCiclo (fabbrica artigiana)
  • Flyer (marchio svizzero che produce modelli di elevata qualità)
  • Green-Spark
  • Haibike (marhio tedesco)
  • Italwin
  • Kalkhoff (marchio tedesco)
  • Lombardo Bikes
  • Moveyourlife
  • TCMobility Frisbee
  • Wayel
  • Wings
  • World Dimension

Conviene acquistare bici elettriche cinesi economiche? In questo caso la qualità costruttiva è di solito piuttosto bassa e si può incorrere in problemi con i componenti meccanici di scarsa qualità; ancora di più le batterie sono di bassa qualità e possono durare molto poco (difatti normalmente la garanzia su questa parte è di 6 mesi e non di due anni come per il resto della bici elettrica). Nel tempo, poi, diventa difficile ottenere ricambi perché spesso non è chiaro chi sia il costruttore ed è comunque difficilmente contattabile.

Molti acquirenti di questi modelli hanno marciato per anni senza difficoltà, ma c’è, di contro, un’ampia casistica di problemi che a volte portano all’abbandono totale del mezzo. Diciamo che se si è in grado di fare da se la manutenzione meccanica ed elettrica e non si pensa ad un uso sistematico, potrebbe essere una scelta possibile.

Quanto costa una bici di buona qualità?  Meglio non scendere sotto ai 700-800 euro: una bici muscolare affidabile costa normalmente alcune centinaia di euro, poi c’è il motore e le parti elettroniche e alcune centinaia di euro per la batteria La fascia di prezzo per avere un buon mezzo affidabile è intorno ai 1100-1400 euro Al di sopra ci sono modelli per utilizzi specifici o con particolari prestazioni (modelli adatti al fuoristrada o con componenti di elevato pregio).

E’ meglio acquistare online o presso un punto vendita vicino a noi? Come detto, il problema è nei ricambi e nelle batterie : se la marca è di elevato livello si può pensare anche ad un acquisto on-line, altrimenti è più prudente avere un rivenditore (capace) in zona o quanto meno raggiungibile in caso di necessità.

Conviene comprarla usata? come riconoscere se è in buone condizioni? Se il modello è di una marca presente sul territorio (per avere facilità di riparazioni) non ci sono problemi particolari perché le biciclette elettriche non soffrono particolarmente l’età.

La cosa più evidente è il controllo dei cavi elettrici che devono avere gli isolanti integri e non presentare spellature. Il problema è la batteria che è una parte consistente del costo del mezzo e che non si sa quanto sia stata usata (o quanto maltrattata ad esempio lasciandola a lungo senza ricariche).

Nel caso di acquisto di un usato sarebbe meglio poter fare una prova di autonomia, ma è assai difficile che ci concedano di effettuarla. La difficoltà nel valutare appunto lo stato di conservazione della batteria porta ad un deprezzamento consistente nel valore dell’usato perché bisogna considerare la possibilità di un acquisto a breve di una nuova batteria.

Secondo te quali sono i modelli migliori in base alle principali tipologie? Non me la sento di fare una classifica: dipende moltissimo dall’uso che si intende fare della bici elettrica e dalle proprie preferenze personali. I marchi più noti o presenti da più lungo tempo sono quelli da preferire. Se la scelta del modello viene fatta con un minimo di consapevolezza, è difficile restare insoddisfatti.

Il progetto Jobike-Forum, di cosa si occupa?

Enzo jobike

Il Jobike-Forum è una specie di rivista online interattiva: ognuno contribuisce a realizzarla con le proprie esperienze, con la segnalazione delle novità -che poi vengono analizzate e discusse- e con il racconto dei propri viaggi.

E’ totalmente indipendente e non legato a costruttori o rivenditori. E’ dal 2007 che siamo presenti e abbiamo una media di 1800-2000 accessi giornalieri. Si parla di biciclette elettriche, di biciclette pieghevoli -muscolari ed elettriche- e di bici “utility” cioè quelle adatte a scopi specifici (come quelle da trasporto). Ma si parla anche del mondo della mobilità in generale.

Si discute molto delle soluzioni tecniche e dei relativi vantaggi e svantaggi. Una effervescente sezione è dedicata all’autocostruzione utilizzando kit comprendenti il motore e l’elettronica. E si raccontano le proprie imprese e i propri viaggi, spesso mostrando luoghi e itinerari bellissimi e poco conosciuti.

Un’altra sezione è dedicata ai test che eseguiamo su esemplari fornitici direttamente dalle Ditte costruttrici (eseguiti del tutto gratuitamente per poter esprimere in totale indipendenza i nostri giudizi). Una sezione è dedicata ai listini dei modelli presenti sul mercato italiano corredati dalle schede tecniche.

C’è anche un “mercatino” dove chi vuole può mettere in vendita o cercare bici e componenti. E c’è una “e-ciclopedia” dove poter approfondire la conoscenza delle biciclette elettriche. E’ un luogo dove ritrovarsi perché animati dalla stessa passione e dove cerchiamo di indirizzare i neofiti alla comprensione del mondo di questi mezzi ancora non pienamente conosciuti e di aiutarli nella scelta del mezzo più adatto al proprio utilizzo. E’ gestito solo per passione, senza alcun tornaconto personale e con la massima indipendenza: per questo non accettiamo pubblicità ne gratuita ne a pagamento.

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