Migliori Bici Elettriche

di Andrea Pilotti 30 Maggio 2019

Le Migliori Bici Elettriche a Pedalata Assistita sul mercato, selezionate dalla nostra redazione per autonomia di marcia, potenza del motore, sicurezza, stabilità, qualità dei materiali, prezzo e marca.

miglior bici elettrica

Kalkhoff Integrale i10

Kalkhoff Integrale i10

Recensione

Kalkhoff Agattu b7

Kalkhoff Agattu b7

Recensione

Cannondale Moterra Neo3

Cannondale Moterra Neo3

Recensione

Cannondale Cujo Neo 130 3

Cannondale Cujo Neo 130 3

Recensione

Atala B-easy am80

Atala B-easy am80

Recensione

Wayel E-Bit S

Wayel E-Bit S

Recensione

 

Come scegliere una Bici Elettrica a Pedalata Assistita

Questi veicoli si chiamano in tutto il mondo biciclette elettriche. In Europa c’è una distinzione fra quelle che possono viaggiare anche senza pedalare a velocità da cinquantino che vengono definite e-bikes e quelle che sono assimilate alle biciclette muscolari che hanno il limite di velocità a 25km/h, una potenza massima del motore di 250W e necessitano della pedalata perché il motore assista e si chiamano Biciclette a Pedalata Assistita. In Europa si definiscono pedelec.

Le e-bikes non sono utilizzabili in Italia perché non c’è ancora una normativa che le consideri. Le biciclette a pedalata assistita sono equiparate totalmente alle biciclette muscolari e assoggettate perciò agli stessi diritti e doveri. Leggi la guida di approfondimento a come scegliere la bicicletta elettrica a pedalata assistita pedelec. Intervista a Enzo “pixbuster” amministratore del forum Jobike.

Quali sono le principali tipologie?

La potenza massima è per tutte 250W; questa è la potenza continua che si può far erogare al motore; ma i motori elettrici hanno la caratteristica di poter esprimere, per poco tempo, potenze assai maggiori; si arriva facilmente ai 500W che è la potenza che un atleta come Pantani ha sviluppato nel record dell’ora. Un’altra caratteristica comune è la velocità massima che non può superare, per il codice della strada, i 25 km/h (in realtà la normativa tollera che si arrivi a 27km/h); oltre tale velocità si può marciare ma solo con i propri muscoli perché il motore elettrico viene staccato.

Ci sono essenzialmente due tipi di motorizzazione: quelle dentro al mozzo della ruota (anteriore o posteriore) e quelle poste nella zona dei pedali. La prima (definita “motore a mozzo”o “hub motor”) ha dalla sua parte una maggiore semplicità costruttiva e, azionando direttamente la ruota, non è influenzata dalla marcia inserita che può essere del tutto a piacere del ciclista. La collocazione del motore al mozzo in posizione anteriore o posteriore non ha grandi effetti sulla marcia normale; viene generalmente scelta dal Costruttore per equilibrare i pesi in base alla posizione della batteria

La marca più comune per questi motori è Bafang. La seconda (definita “motore centrale” o “crank-motor”) fa girare la corona a cui sono attaccati i pedali e ha il vantaggio di poter sfruttare il cambio di marcia della bici per andare più agevolmente anche su salite estreme, ma è più complessa costruttivamente

Le marche più comuni sono Bosch e Panasonic. Per dare una indicazione di massima, con gli “hub” si può salire fino a pendenze dell’ordine del 10-15% (che sono pendenze già molto ripide per una bicicletta), mentre con i “motori centrali” si può arrivare oltre al 25% (che è una pendenza da mountain-bike).

Per contro, gli “hub” hanno un consumo in pianura più basso di circa il 10-15% (si fa più strada con lo stesso consumo di corrente).

Ci sono poi, principalmente, due sistemi per controllare quanta potenza ci deve mettere il motore. Il primo è a sensore di cadenza di pedalata; significa che il motore eroga potenza quando i pedali sono in movimento e in base al livello di assistenza scelto con dei comandi sul manubrio; di solito si va da 3 a 7 livelli oppure c’è un manettino simile ad un acceleratore da moto.

Con questo sistema si può esercitare anche uno sforzo minimo sui pedali e il motore spinge comunque in base al livello selezionato. Il secondo sistema controlla la pressione esercitata sui pedali e, in base a questa, aumenta o diminuisce la potenza inviata al motore; anche qui si può regolare su più livelli (generalmente da 3 a 5).

Cosa significa in pratica? Che col primo sistema (sensore di cadenza) si devono ruotare i pedali per un certo angolo (da pochi gradi a mezzo giro a seconda dei modelli) per avere l’accensione del motore, nel secondo invece quando si preme sui pedali anche da fermi il motore si avvia immediatamente e questo facilita le ripartenze ai semafori e in salita, ma stressa di più la batteria. Col secondo sistema (sensore di sforzo), si deve però esercitare sempre una certa spinta sui pedali anche in pianura mentre col primo questo sforzo può essere minimo.

Mi piace definire i due sistemi così: quello a sensore di cadenza fa sembrare sempre la strada in discesa (o rende le salite meno pendenti) per cui posso spingere sui pedali per andare più forte oppure accompagnare il moto con i pedali senza nessuno sforzo, molto adatto a chi non vuole arrivare a destinazione sudato nemmeno col solleone Questa pendenza virtuale viene regolata con i vari livelli selezionabili

Col secondo sistema è come avere improvvisamente muscoli da professionista: si deve comunque spingere ma la nostra forza viene moltiplicata dal sistema I livelli selezionabili aumentano o diminuiscono questa forza virtuale Questo sistema tende ad allenarci senza accorgercene, ma d’estate un po’ di sudore è obbligatorio.

Le bici elettriche  in commercio hanno tutte le combinazioni possibili di queste quattro alternative e non esiste la soluzione “migliore” in assoluto, ma solo quella più adatta alle proprie esigenze ed ai propri gusti. Generalmente i modelli più semplici hanno sensore di rotazione dei pedali, motore al mozzo e pochi livelli di regolazione dell’assistenza Quelli più costosi hanno motori centrali e sensore di sforzo oppure motori al mozzo speciali per le salite e raffinati sistemi di regolazione dell’assistenza elettrica.

Quali caratteristiche deve avere una ebike di buona qualità?

Essenzialmente le stesse caratteristiche di una buona bicicletta muscolare: telaio robusto, freni buoni e componenti di qualità per garantire una buona durata nel tempo. Ci sono delle normative precise che si riferiscono alla robustezza : le bici elettriche devono ottemperare alla norma EN14764 che comprende anche la prova di frenata.

C’è poi la norma EN15194 che certifica la rispondenza alle prescrizioni del codice della strada della parte elettrica. Da ultimo c’è la norma EMC che prescrive che la parte elettrica-elettronica non emetta disturbi che possano alterare il funzionamento delle apparecchiature elettroniche circostanti (come i telefonini o, ben più importanti, i pacemaker utilizzati da alcuni cardiopatici gravi)

La rispondenza a queste normative è indicata sul telaio con le sigle citate sopra. Questi sono requisiti minimi; poi si dovrebbe valutare tutta la componentistica che deve essere di qualità almeno sufficiente Ad esempio una cosa evidente è che non devono essere in plastica le leve dei freni o peggio le ganasce dei freni stessi e che i tubi di telaio manubrio e sella non devono essere di piccolo diametro o di materiali dubbi.

Per la parte elettrica non ci sono particolari consigli: i motori e le centraline elettroniche sono generalmente assai affidabili e tutti di buon livello.

Per le batterie un segnale di bontà è la lunghezza della garanzia che, essendo relativa ad una parte “consumabile” è generalmente più corta di quella di tutta la bicicletta elettrica: i Costruttori più affidabili danno una garanzia di almeno un anno, mentre 6 mesi possono indicare una qualità più scarsa.

Quali sono i componenti che richiedono maggiore manutenzione? La parte elettrica-elettronica non richiede alcuna manutenzione per molte decine di migliaia di chilometri: molti di noi hanno superato i 20.000km senza problemi significativi; l’unica parte che è utile controllare è quella dei contatti della batteria, ma la loro pulizia deve essere eseguita da tecnici esperti (mai usare la “tela abrasiva” perché asporta lo strato antiossidante che è presente sempre sui contatti).

La parte meccanica richiede le stesse manutenzioni delle biciclette muscolari: controllo dell’usura dei freni e dell’integrità dei cavetti che li comandano; controllo del buono stato dei pneumatici e della loro pressione; pulizia e lubrificazione della catena, delle ruote dentate e dei perni dei freni; controllo dello sterzo e di eventuali ammortizzatori.

Quanti km si possono fare con una carica? Esistono diversi tipi di batterie? Da quanti watt?

La “taglia” normale delle batterie è 36 volt (V) e 10 amperora (Ah) pari a 360 wattora (Wh); con tale capacità si possono percorrere, su itinerari prevalentemente pianeggianti, dai 40 ai 60km. Ma attenzione: le biciclette elettriche sono dei mezzi ibridi elettrico-muscolari perciò aumentando il proprio contributo sui pedali e/o selezionando più bassi livelli di assistenza, si possono ottenere percorrenze anche molto più elevate.

Questo fatto implica che le indicazioni fornite dai Costruttori siano spesso poco chiare: vengono vantate autonomie di oltre 100 km con piccole batterie, ma vengono calcolate considerando un aiuto minimo da parte del motore. L’esperienza su strada dice che, a pari sforzo sui pedali, i valori di autonomia non si discostano molto da modello a modello e cambiano solo in base alla capacità della batteria.

Dato che la taglia delle batterie montate sulle bici elettriche è in linea di massima fra 8 e 12 Ah (300-450 Wh), se si vogliono avere autonomie decisamente maggiori (o se i propri itinerari prevedono salite consistenti) sta diventando pratica comune dotarsi di una seconda batteria Alcuni modelli possono essere dotati – opzionalmente- di batterie di capacità maggiore fino a circa 650Wh.

Un capitolo a parte è la chimica delle batterie:  Ci sono quelle al piombo, ormai piuttosto in disuso, che sono molto pesanti ma più economiche al momento dell’acquisto; non sono più economiche nell’arco della loro vita perché si esauriscono in molto meno tempo rispetto ad altre chimiche.

Ci sono poi le batterie al litio, che sono le più usate attualmente perché leggere e di piccola dimensione; costano di più al momento dell’acquisto ma durano anni senza problemi Ma fra le “litio” ci sono molte sottocategorie: ci sono ad esempio le “Li ioni” che sono piccole e leggere, le “Li ferro” che sono un po’ più grandi e pesanti (sempre assai meno di quelle al piombo) ma che durano il doppio dei cicli.

Spesso i Costruttori non specificano che tipo di chimica viene usata (dicono generalmente “batteria al litio”) ma se vengono utilizzate le “Li ferro” generalmente lo evidenziano perché sono più costose.

Quali sono i marchi più affidabili?

Quelli che hanno una rete di assistenza su tutto il territorio oppure quelli venduti da rivenditori seri nelle proprie vicinanze: il problema è una eventuale rottura delle parti elettriche (che comunque è poco probabile) e, molto di più, la necessità di trovare batterie di ricambio a distanza di anni dall’acquisto.

Meglio essere cauti con i modelli venduti dalla grande distribuzione a meno che non abbiano marchi conosciuti. I marchi presenti in Italia e di cui abbiamo avuto riscontri positivi sono molti. Provo ad elencarli, ma sicuramente ce ne sono altri di cui non ho notizia:

  • Atala (che è un marchio internazionale e non ha la produzione in Italia)
  • BH-Emotion (marchio estero)
  • BadBike
  • Bottecchia
  • Dekathlon (che non produce ma commercializza)
  • ElCiclo (fabbrica artigiana)
  • Flyer (marchio svizzero che produce modelli di elevata qualità)
  • Green-Spark
  • Haibike (marhio tedesco)
  • Italwin
  • Kalkhoff (marchio tedesco)
  • Lombardo Bikes
  • Moveyourlife
  • TCMobility Frisbee
  • Wayel
  • Wings
  • World Dimension

Conviene acquistare bici elettriche cinesi economiche? In questo caso la qualità costruttiva è di solito piuttosto bassa e si può incorrere in problemi con i componenti meccanici di scarsa qualità; ancora di più le batterie sono di bassa qualità e possono durare molto poco (difatti normalmente la garanzia su questa parte è di 6 mesi e non di due anni come per il resto della bici elettrica). Nel tempo, poi, diventa difficile ottenere ricambi perché spesso non è chiaro chi sia il costruttore ed è comunque difficilmente contattabile.

Molti acquirenti di questi modelli hanno marciato per anni senza difficoltà, ma c’è, di contro, un’ampia casistica di problemi che a volte portano all’abbandono totale del mezzo. Diciamo che se si è in grado di fare da se la manutenzione meccanica ed elettrica e non si pensa ad un uso sistematico, potrebbe essere una scelta possibile.

Quanto costa una bici di buona qualità?  Meglio non scendere sotto ai 700-800 euro: una bici muscolare affidabile costa normalmente alcune centinaia di euro, poi c’è il motore e le parti elettroniche e alcune centinaia di euro per la batteria La fascia di prezzo per avere un buon mezzo affidabile è intorno ai 1100-1400 euro Al di sopra ci sono modelli per utilizzi specifici o con particolari prestazioni (modelli adatti al fuoristrada o con componenti di elevato pregio).

E’ meglio acquistare online o presso un punto vendita vicino a noi? Come detto, il problema è nei ricambi e nelle batterie : se la marca è di elevato livello si può pensare anche ad un acquisto on-line, altrimenti è più prudente avere un rivenditore (capace) in zona o quanto meno raggiungibile in caso di necessità.

Conviene comprarla usata? come riconoscere se è in buone condizioni? Se il modello è di una marca presente sul territorio (per avere facilità di riparazioni) non ci sono problemi particolari perché le biciclette elettriche non soffrono particolarmente l’età.

La cosa più evidente è il controllo dei cavi elettrici che devono avere gli isolanti integri e non presentare spellature. Il problema è la batteria che è una parte consistente del costo del mezzo e che non si sa quanto sia stata usata (o quanto maltrattata ad esempio lasciandola a lungo senza ricariche).

Nel caso di acquisto di un usato sarebbe meglio poter fare una prova di autonomia, ma è assai difficile che ci concedano di effettuarla. La difficoltà nel valutare appunto lo stato di conservazione della batteria porta ad un deprezzamento consistente nel valore dell’usato perché bisogna considerare la possibilità di un acquisto a breve di una nuova batteria.

Secondo te quali sono i modelli migliori in base alle principali tipologie? Non me la sento di fare una classifica: dipende moltissimo dall’uso che si intende fare della bici elettrica e dalle proprie preferenze personali. I marchi più noti o presenti da più lungo tempo sono quelli da preferire. Se la scelta del modello viene fatta con un minimo di consapevolezza, è difficile restare insoddisfatti.

Il progetto Jobike-Forum, di cosa si occupa?

Il Jobike-Forum è una specie di rivista online interattiva: ognuno contribuisce a realizzarla con le proprie esperienze, con la segnalazione delle novità -che poi vengono analizzate e discusse- e con il racconto dei propri viaggi.

E’ totalmente indipendente e non legato a costruttori o rivenditori. E’ dal 2007 che siamo presenti e abbiamo una media di 1800-2000 accessi giornalieri. Si parla di biciclette elettriche, di biciclette pieghevoli -muscolari ed elettriche- e di bici “utility” cioè quelle adatte a scopi specifici (come quelle da trasporto). Ma si parla anche del mondo della mobilità in generale.

Si discute molto delle soluzioni tecniche e dei relativi vantaggi e svantaggi. Una effervescente sezione è dedicata all’autocostruzione utilizzando kit comprendenti il motore e l’elettronica. E si raccontano le proprie imprese e i propri viaggi, spesso mostrando luoghi e itinerari bellissimi e poco conosciuti.

Un’altra sezione è dedicata ai test che eseguiamo su esemplari fornitici direttamente dalle Ditte costruttrici (eseguiti del tutto gratuitamente per poter esprimere in totale indipendenza i nostri giudizi). Una sezione è dedicata ai listini dei modelli presenti sul mercato italiano corredati dalle schede tecniche.

C’è anche un “mercatino” dove chi vuole può mettere in vendita o cercare bici e componenti. E c’è una “e-ciclopedia” dove poter approfondire la conoscenza delle biciclette elettriche. E’ un luogo dove ritrovarsi perché animati dalla stessa passione e dove cerchiamo di indirizzare i neofiti alla comprensione del mondo di questi mezzi ancora non pienamente conosciuti e di aiutarli nella scelta del mezzo più adatto al proprio utilizzo. E’ gestito solo per passione, senza alcun tornaconto personale e con la massima indipendenza: per questo non accettiamo pubblicità ne gratuita ne a pagamento.

Come acquistare a metà prezzo

Per ottenere uno sconto superiore al 50% sul prezzo di listino, la nostra redazione ha sviluppato golden list, un gruppo su Facebook che ti informa quando i prodotti sono a metà prezzo.

Iscriviti al servizio gratuito

GUIDA ACQUISTI
Guida all'acquisto degli Elettrodomestici
Dal 2007 Guida Acquisti è la rivista consumatori indipendente che ti aiuta scegliere gli elettrodomestici, attraverso classifiche,recensioni e offerte dei migliori prodotti sul mercato.