Migliori bici elettriche

Leggi la recensioni delle migliori bici elettriche a pedalata assistita sul mercato, selezionate per autonomia di marcia, potenza del motore, sicurezza, stabilità, qualità dei materiali, prezzo e marca.

Classifica migliori bici elettriche

Benelli Giò

Benelli Giò

Pro

  • 4 livelli di pedalata assistita
  • Facilità di guida
  • Forcella anteriore ammortizzata
  • Buona autonomia

Contro

  • Batteria di grosse dimensioni

Benelli Giò è una bicicletta elettrica pensata per chi desidera muoversi su percorsi urbani con rapidità e rispetto per l’ambiente. Un mezzo dalla posizione in sella molto confortevole, con elevata manovrabilità e una buona autonomia della batteria.

Per divincolarsi nel sempre più caotico traffico cittadino una buona soluzione è affidarsi ad una bici elettrica a pedalata assistita come, per esempio, questa Benelli Giò.

La struttura è realizzata con un solido telaio in lega di alluminio e venduta nella versione da donna con ruote da 26 pollici oppure per uomo con cerchi maggiorati da 28 pollici e colorazione a scelta tra nero, bianco e grigio.

Le geometrie e la posizione in sella rendono l’utilizzo molto comodo, con una guida stabile e sicura. La forcella anteriore ammortizzata assorbe bene le asperità dell’asfalto, ed offre comfort e stabilità in frenata anche sul pavè cittadino grazie a un’escursione di 50 mm.

Il motore elettrico è installato all’interno del mozzo anteriore e sviluppa una potenza di 250 watt per affrontare anche brevi tratti in salita senza difficoltà. L’alimentazione è garantita da una batteria Samsung agli ioni di litio da 36 volt, con capacità di 10 Ah e installata sotto il portapacchi.

Una soluzione obbligata viste le dimensioni ingombranti dell’accumulatore che, tuttavia, permette di raggiungere un’autonomia di circa 60 km (valore variabile in base al peso del conducente e difficoltà del percorso).

Sul manubrio troviamo un pratico computer di bordo dotato di display per selezionare uno dei quattro livelli di assistenza e avere sott’occhio la percentuale di carica della batteria.

La velocità massima raggiungibile con l’aiuto del motore è di 25 km/h così come stabilito dal codice delle strada, con un cambio Shimano a 7 velocità per pedalare agilmente anche senza assistenza e kit luci anteriore / posteriore per avere un’adeguata visibilità.

Armony Perugia Advance

Armony Perugia Advance

Pro

  • Buon rapporto qualità prezzo
  • Buona solidità strutturale
  • Lunga autonomia

Contro

  • Peso complessivo elevato

Armony Perugia Advance è una valida alternativa all’automobile per spostarsi agilmente su percorsi cittadini, godendo di un favorevole rapporto qualità prezzo e con l’unico limite di un peso non proprio contenuto.

Armony Perugia Advance è una classica bicicletta elettrica da passeggio destinata ad un pubblico femminile, con portapacchi e cestino anteriore. Il look sportivo fa intuire come si tratti di un mezzo dalle buone prestazioni grazie ad un motore da 250 watt inserito nel mozzo posteriore e una batteria agli ioni di litio da 13 Ah.

La presenza della funzione Easy Walk permette di far girare i pedali ad una velocità di 6 km/h, in modo da facilitare la partenza da fermo soprattutto con pendenza sfavorevole.

Sfruttando i 5 livelli di assistenza e il cambio Shimano a 6 rapporti si può raggiungere agevolmente una velocità massima di 25 km/h senza troppo sforzo fisico e con un’apprezzabile manovrabilità.

Soluzioni che permettono di aggirare facilmente l’unico aspetto migliorabile di questa bici, ossia il peso elevato. Complice anche il telaio in acciaio (che garantisce sicurezza ed elevata rigidità strutturale in ogni condizione di marcia), con la batteria montata registriamo un peso di 25 Kg.

Alla fine è un mezzo piacevole e divertente particolarmente indicato per chi desidera sbrigare commissioni senza l’utilizzo della macchina oppure rilassarsi con un giro all’aria aperta.

Atala E-Way

Atala E-Way

Pro

  • Prezzo competitivo
  • Telaio in alluminio per un peso contenuto

Contro

  • Qualche difficoltà nell’estrarre la batteria

Atala E-Way è una bici elettrica che convince per il buon rapporto qualità prezzo. È pensata per un pubblico femminile di qualsiasi età desideroso di muoversi nel centro città rispettando l’ambiente, senza preoccuparsi di zone a traffico limitato e con minima fatica grazie ad un efficace sistema di assistenza alla pedalata.

Atala è un’azienda storica nella produzione di biciclette e presente nel settore dall’ormai lontano 1921, anno della sua fondazione. Tra i molti modelli a catalogo troviamo anche la E-Way: mezzo elettrico con pedalata assistita offerto ad un prezzo molto interessante.

La bici è stata pensata per favorire confortevoli spostamenti su percorsi urbani, sfruttando da una parte il cambio Shimano Tourney SL-RS35 a 6 velocità e dall’altra un motore elettrico brushless posizionato nel mozzo posteriore da 250 watt di potenza.

La batteria agli ioni di litio con capacità di 10 Ah è stata alloggiata lungo il tubo verticale, lasciando libera la zona portapacchi. Una scelta che permette una miglior distribuzione del peso e una guida più maneggevole. L’unico limite è qualche difficoltà nel caso si debba estrarre l’accumulatore, anche se per le operazioni di ricarica lo si può lasciare montato.

La guida risulta facile, agile e sicura con un’autonomia massima di 50 chilometri che permette un utilizzo quotidiano per ripetuti spostamenti limitando il numero di ricariche. Volendo si possono affrontare anche dei tratti di breve salita con pendenze non eccessive, anche se il suo terreno ideale rimane la pianura.

Bottecchia BE11 E-Bike TRK Lady 26 TY21 6S Carrier Battery

Bottecchia BE11 E-Bike TRK Lady 26 TY21 6S Carrier Battery

Pro

  • Favorevole rapporto qualità prezzo
  • Componentistica di buon livello
  • Forcella anteriore ammortizzata
  • Buona autonomia

Contro

  • Peso complessivo abbastanza elevato

Questa bici a pedalata assistita è pensata per donne di qualsiasi età che vogliono spostarsi agevolmente in città, lasciando nel box di casa la macchina. Ad un prezzo vantaggioso si può acquistare un mezzo robusto, affidabile e sicuro, con motore potente e buona autonomia.

Bottecchia BE11 E-Bike TRK Lady 26 TY21 6S Carrier Battery è una bici a pedalata assistita realizzata dalla storica azienda veneta, destinata ad un pubblico femminile e con tutti i comfort che si possono desiderare per muoversi rapidamente nel caotico traffico cittadino.

Il robusto telaio ha la classica geometria con tubo orizzontale ribassato per agevolare salita e discesa dalla bicicletta. La sella imbottita e la forcella anteriore ammortizzata assorbono bene piccole buche e vibrazioni. La guida risulta sicura e confortevole anche su superfici irregolari come il pavè.

Il motore elettrico da 250 watt è stato inserito nel mozzo della ruote posteriore ed alimentato da una batteria da 36 volt e 10 Ah alloggiata sotto il portapacchi. L’accumulatore agli ioni di litio offre un’autonomia compresa tra 40 e 60 chilometri a seconda del peso conducente e difficoltà del percorso, mentre il cambio Shimano a 6 velocità permette di regolare l’agilità della pedalata in base alle necessità.

Nonostante un peso complessivo di circa 24 chilogrammi, manovrare questa Bottecchia BE11 risulta facile e divertente, potendo raggiungere i 25 km/h in pianura in pochissimi secondi e scegliendo il livello di assistenza direttamente dal piccolo computer installato sul manubrio.

Portapacchi posteriore e cestello anteriore consentono di trasportare comodamente una borsa della spesa o altri oggetti, mentre il buon impianto frenante e il kit luci garantiscono un adeguato livello di sicurezza.

Italwin Easy

Italwin Easy

Pro

  • Telaio solido e leggero
  • 5 livelli di assistenza alla pedalata
  • Tre diverse batterie a scelta
  • Funzione soft start per avvio assistito anche da fermo

Contro

  • Ciclo computer molto essenziale senza display

Ad un prezzo contenuto si può acquistare una bici con pedalata assistita per muoversi su percorsi urbani con disinvoltura e comodità. Un mezzo unisex con buone caratteristiche tecniche e possibilità di scegliere tre diversi formati di batteria.

Italwin Easy è una classica city bike elettrica con tubo orizzontale molto basso per consentire di salire e scendere agevolmente, soprattutto a donne e persone anziane. Il mezzo è studiato per muoversi nel centro città, su piste ciclabili e in generale su percorsi urbani poco impegnativi. Una valida soluzione per recarsi al lavoro evitando gli ingorghi del traffico o per svolgere delle commissioni senza l’assillo di trovare un parcheggio.

Tra le principali caratteristiche sottolineiamo il telaio in alluminio con due colorazioni a scelta (bianco e verde), cambio Shimano Tourney a 7 velocità, motore da 250 watt inserito nel mozzo posteriore, ruote da 26 pollici e batteria agli ioni di litio posizionata sotto il portapacchi.

Un’opportunità offerta da Italwin è la scelta di tre diversi accumulatori con capacità crescente per assicurare un’autonomia da un minimo di 50 ad un massimo di 75 chilometri.

La gestione dell’aiuto alla pedalata avviene tramite un piccolo computer di bordo molto spartano, con 5 livelli selezionabili e indicazione della percentuale di carica rimanente. L’utilizzo del computer tuttavia è molto intuitivo, e non distrae durante la marcia.

Il peso complessivo di circa 18 chilogrammi assicura buona maneggevolezza e una certa facilità di guida, mentre la posizione di guida risulta confortevole grazie al comodo sellino che assorbe bene piccole asperità dell’asfalto.

Da non dimenticare la funzione soft start per avvio assistito anche da fermo e il performante sistema V-brake con pattini in gomma per garantire una frenata pronta e sicura in qualsiasi condizione.

Come scegliere una Bici Elettrica a Pedalata Assistita

Questi veicoli si chiamano in tutto il mondo biciclette elettriche. In Europa c’è una distinzione fra quelle che possono viaggiare anche senza pedalare a velocità da cinquantino che vengono definite e-bikes e quelle che sono assimilate alle biciclette muscolari che hanno il limite di velocità a 25km/h, una potenza massima del motore di 250W e necessitano della pedalata perché il motore assista e si chiamano Biciclette a Pedalata Assistita. In Europa si definiscono pedelec.

Le e-bikes non sono utilizzabili in Italia perché non c’è ancora una normativa che le consideri. Le biciclette a pedalata assistita sono equiparate totalmente alle biciclette muscolari e assoggettate perciò agli stessi diritti e doveri. Leggi la guida di approfondimento a come scegliere la bicicletta elettrica a pedalata assistita pedelec. Intervista a Enzo “pixbuster” amministratore del forum Jobike.

Quali sono le principali tipologie?

La potenza massima è per tutte 250W; questa è la potenza continua che si può far erogare al motore; ma i motori elettrici hanno la caratteristica di poter esprimere, per poco tempo, potenze assai maggiori; si arriva facilmente ai 500W che è la potenza che un atleta come Pantani ha sviluppato nel record dell’ora. Un’altra caratteristica comune è la velocità massima che non può superare, per il codice della strada, i 25 km/h (in realtà la normativa tollera che si arrivi a 27km/h); oltre tale velocità si può marciare ma solo con i propri muscoli perché il motore elettrico viene staccato.

Ci sono essenzialmente due tipi di motorizzazione: quelle dentro al mozzo della ruota (anteriore o posteriore) e quelle poste nella zona dei pedali. La prima (definita “motore a mozzo”o “hub motor”) ha dalla sua parte una maggiore semplicità costruttiva e, azionando direttamente la ruota, non è influenzata dalla marcia inserita che può essere del tutto a piacere del ciclista. La collocazione del motore al mozzo in posizione anteriore o posteriore non ha grandi effetti sulla marcia normale; viene generalmente scelta dal Costruttore per equilibrare i pesi in base alla posizione della batteria

La marca più comune per questi motori è Bafang. La seconda (definita “motore centrale” o “crank-motor”) fa girare la corona a cui sono attaccati i pedali e ha il vantaggio di poter sfruttare il cambio di marcia della bici per andare più agevolmente anche su salite estreme, ma è più complessa costruttivamente

Le marche più comuni sono Bosch e Panasonic. Per dare una indicazione di massima, con gli “hub” si può salire fino a pendenze dell’ordine del 10-15% (che sono pendenze già molto ripide per una bicicletta), mentre con i “motori centrali” si può arrivare oltre al 25% (che è una pendenza da mountain-bike).

Per contro, gli “hub” hanno un consumo in pianura più basso di circa il 10-15% (si fa più strada con lo stesso consumo di corrente).

Ci sono poi, principalmente, due sistemi per controllare quanta potenza ci deve mettere il motore. Il primo è a sensore di cadenza di pedalata; significa che il motore eroga potenza quando i pedali sono in movimento e in base al livello di assistenza scelto con dei comandi sul manubrio; di solito si va da 3 a 7 livelli oppure c’è un manettino simile ad un acceleratore da moto.

Con questo sistema si può esercitare anche uno sforzo minimo sui pedali e il motore spinge comunque in base al livello selezionato. Il secondo sistema controlla la pressione esercitata sui pedali e, in base a questa, aumenta o diminuisce la potenza inviata al motore; anche qui si può regolare su più livelli (generalmente da 3 a 5).

Cosa significa in pratica? Che col primo sistema (sensore di cadenza) si devono ruotare i pedali per un certo angolo (da pochi gradi a mezzo giro a seconda dei modelli) per avere l’accensione del motore, nel secondo invece quando si preme sui pedali anche da fermi il motore si avvia immediatamente e questo facilita le ripartenze ai semafori e in salita, ma stressa di più la batteria. Col secondo sistema (sensore di sforzo), si deve però esercitare sempre una certa spinta sui pedali anche in pianura mentre col primo questo sforzo può essere minimo.

Mi piace definire i due sistemi così: quello a sensore di cadenza fa sembrare sempre la strada in discesa (o rende le salite meno pendenti) per cui posso spingere sui pedali per andare più forte oppure accompagnare il moto con i pedali senza nessuno sforzo, molto adatto a chi non vuole arrivare a destinazione sudato nemmeno col solleone Questa pendenza virtuale viene regolata con i vari livelli selezionabili

Col secondo sistema è come avere improvvisamente muscoli da professionista: si deve comunque spingere ma la mia forza viene moltiplicata dal sistema I livelli selezionabili aumentano o diminuiscono questa forza virtuale Questo sistema tende ad allenarci senza accorgercene, ma d’estate un po’ di sudore è obbligatorio.

Le bici elettriche  in commercio hanno tutte le combinazioni possibili di queste quattro alternative e non esiste la soluzione “migliore” in assoluto, ma solo quella più adatta alle proprie esigenze ed ai propri gusti. Generalmente i modelli più semplici hanno sensore di rotazione dei pedali, motore al mozzo e pochi livelli di regolazione dell’assistenza Quelli più costosi hanno motori centrali e sensore di sforzo oppure motori al mozzo speciali per le salite e raffinati sistemi di regolazione dell’assistenza elettrica.

Quali caratteristiche deve avere una ebike di buona qualità?

Essenzialmente le stesse caratteristiche di una buona bicicletta muscolare: telaio robusto, freni buoni e componenti di qualità per garantire una buona durata nel tempo.  Ci sono delle normative precise che si riferiscono alla robustezza : le bici elettriche devono ottemperare alla norma EN14764 che comprende anche la prova di frenata.

C’è poi la norma EN15194 che certifica la rispondenza alle prescrizioni del codice della strada della parte elettrica. Da ultimo c’è la norma EMC che prescrive che la parte elettrica-elettronica non emetta disturbi che possano alterare il funzionamento delle apparecchiature elettroniche circostanti (come i telefonini o, ben più importanti, i pacemaker utilizzati da alcuni cardiopatici gravi)

La rispondenza a queste normative è indicata sul telaio con le sigle citate sopra. Questi sono requisiti minimi; poi si dovrebbe valutare tutta la componentistica che deve essere di qualità almeno sufficiente Ad esempio una cosa evidente è che non devono essere in plastica le leve dei freni o peggio le ganasce dei freni stessi e che i tubi di telaio manubrio e sella non devono essere di piccolo diametro o di materiali dubbi.

Per la parte elettrica non ci sono particolari consigli: i motori e le centraline elettroniche sono generalmente assai affidabili e tutti di buon livello.

Per le batterie un segnale di bontà è la lunghezza della garanzia che, essendo relativa ad una parte “consumabile” è generalmente più corta di quella di tutta la bicicletta elettrica: i Costruttori più affidabili danno una garanzia di almeno un anno, mentre 6 mesi possono indicare una qualità più scarsa.

Quali sono i componenti che richiedono maggiore manutenzione? La parte elettrica-elettronica non richiede alcuna manutenzione per molte decine di migliaia di chilometri: molti di noi hanno superato i 20.000km senza problemi significativi; l’unica parte che è utile controllare è quella dei contatti della batteria, ma la loro pulizia deve essere eseguita da tecnici esperti (mai usare la “tela abrasiva” perché asporta lo strato antiossidante che è presente sempre sui contatti).

La parte meccanica richiede le stesse manutenzioni delle biciclette muscolari: controllo dell’usura dei freni e dell’integrità dei cavetti che li comandano; controllo del buono stato dei pneumatici e della loro pressione; pulizia e lubrificazione della catena, delle ruote dentate e dei perni dei freni; controllo dello sterzo e di eventuali ammortizzatori.

Quanti km si possono fare con una carica? Esistono diversi tipi di batterie? Da quanti watt?

La “taglia” normale delle batterie è 36 volt (V) e 10 amperora (Ah) pari a 360 wattora (Wh); con tale capacità si possono percorrere, su itinerari prevalentemente pianeggianti, dai 40 ai 60km. Ma attenzione: le biciclette elettriche sono dei mezzi ibridi elettrico-muscolari perciò aumentando il proprio contributo sui pedali e/o selezionando più bassi livelli di assistenza, si possono ottenere percorrenze anche molto più elevate.

Questo fatto implica che le indicazioni fornite dai Costruttori siano spesso poco chiare: vengono vantate autonomie di oltre 100 km con piccole batterie, ma vengono calcolate considerando un aiuto minimo da parte del motore. L’esperienza su strada dice che, a pari sforzo sui pedali, i valori di autonomia non si discostano molto da modello a modello e cambiano solo in base alla capacità della batteria.

Dato che la taglia delle batterie montate sulle bici elettriche è in linea di massima fra 8 e 12 Ah (300-450 Wh), se si vogliono avere autonomie decisamente maggiori (o se i propri itinerari prevedono salite consistenti) sta diventando pratica comune dotarsi di una seconda batteria Alcuni modelli possono essere dotati – opzionalmente- di batterie di capacità maggiore fino a circa 650Wh.

Un capitolo a parte è la chimica delle batterie:  Ci sono quelle al piombo, ormai piuttosto in disuso, che sono molto pesanti ma più economiche al momento dell’acquisto; non sono più economiche nell’arco della loro vita perché si esauriscono in molto meno tempo rispetto ad altre chimiche.

Ci sono poi le batterie al litio, che sono le più usate attualmente perché leggere e di piccola dimensione; costano di più al momento dell’acquisto ma durano anni senza problemi Ma fra le “litio” ci sono molte sottocategorie: ci sono ad esempio le “Li ioni” che sono piccole e leggere, le “Li ferro” che sono un po’ più grandi e pesanti (sempre assai meno di quelle al piombo) ma che durano il doppio dei cicli.

Spesso i Costruttori non specificano che tipo di chimica viene usata (dicono generalmente “batteria al litio”) ma se vengono utilizzate le “Li ferro” generalmente lo evidenziano perché sono più costose.

Quali sono i marchi più affidabili?

Quelli che hanno una rete di assistenza su tutto il territorio oppure quelli venduti da rivenditori seri nelle proprie vicinanze: il problema è una eventuale rottura delle parti elettriche (che comunque è poco probabile) e, molto di più, la necessità di trovare batterie di ricambio a distanza di anni dall’acquisto.

Meglio essere cauti con i modelli venduti dalla grande distribuzione a meno che non abbiano marchi conosciuti. I marchi presenti in Italia e di cui abbiamo avuto riscontri positivi sono molti. Provo ad elencarli, ma sicuramente ce ne sono altri di cui non ho notizia:

  • Atala (che è un marchio internazionale e non ha la produzione in Italia)
  • BH-Emotion (marchio estero)
  • BadBike
  • Bottecchia
  • Dekathlon (che non produce ma commercializza)
  • ElCiclo (fabbrica artigiana)
  • Flyer (marchio svizzero che produce modelli di elevata qualità)
  • Green-Spark
  • Haibike (marhio tedesco)
  • Italwin
  • Kalkhoff (marchio tedesco)
  • Lombardo Bikes
  • Moveyourlife
  • TCMobility Frisbee
  • Wayel
  • Wings
  • World Dimension

Conviene acquistare bici elettriche cinesi economiche? In questo caso la qualità costruttiva è di solito piuttosto bassa e si può incorrere in problemi con i componenti meccanici di scarsa qualità; ancora di più le batterie sono di bassa qualità e possono durare molto poco (difatti normalmente la garanzia su questa parte è di 6 mesi e non di due anni come per il resto della bici elettrica). Nel tempo, poi, diventa difficile ottenere ricambi perché spesso non è chiaro chi sia il costruttore ed è comunque difficilmente contattabile.

Molti acquirenti di questi modelli hanno marciato per anni senza difficoltà, ma c’è, di contro, un’ampia casistica di problemi che a volte portano all’abbandono totale del mezzo. Diciamo che se si è in grado di fare da se la manutenzione meccanica ed elettrica e non si pensa ad un uso sistematico, potrebbe essere una scelta possibile.

Quanto costa una bici di buona qualità?  Meglio non scendere sotto ai 700-800 euro: una bici muscolare affidabile costa normalmente alcune centinaia di euro, poi c’è il motore e le parti elettroniche e alcune centinaia di euro per la batteria La fascia di prezzo per avere un buon mezzo affidabile è intorno ai 1100-1400 euro Al di sopra ci sono modelli per utilizzi specifici o con particolari prestazioni (modelli adatti al fuoristrada o con componenti di elevato pregio).

E’ meglio acquistare online o presso un punto vendita vicino a noi? Come detto, il problema è nei ricambi e nelle batterie : se la marca è di elevato livello si può pensare anche ad un acquisto on-line, altrimenti è più prudente avere un rivenditore (capace) in zona o quanto meno raggiungibile in caso di necessità.

Conviene comprarla usata? come riconoscere se è in buone condizioni? Se il modello è di una marca presente sul territorio (per avere facilità di riparazioni) non ci sono problemi particolari perché le biciclette elettriche non soffrono particolarmente l’età.

La cosa più evidente è il controllo dei cavi elettrici che devono avere gli isolanti integri e non presentare spellature. Il problema è la batteria che è una parte consistente del costo del mezzo e che non si sa quanto sia stata usata (o quanto maltrattata ad esempio lasciandola a lungo senza ricariche).

Nel caso di acquisto di un usato sarebbe meglio poter fare una prova di autonomia, ma è assai difficile che ci concedano di effettuarla. La difficoltà nel valutare appunto lo stato di conservazione della batteria porta ad un deprezzamento consistente nel valore dell’usato perché bisogna considerare la possibilità di un acquisto a breve di una nuova batteria.

Secondo te quali sono i modelli migliori in base alle principali tipologie? Non me la sento di fare una classifica: dipende moltissimo dall’uso che si intende fare della bici elettrica e dalle proprie preferenze personali. I marchi più noti o presenti da più lungo tempo sono quelli da preferire. Se la scelta del modello viene fatta con un minimo di consapevolezza, è difficile restare insoddisfatti.

Il progetto Jobike-Forum, di cosa si occupa?

Il Jobike-Forum è una specie di rivista online interattiva: ognuno contribuisce a realizzarla con le proprie esperienze, con la segnalazione delle novità -che poi vengono analizzate e discusse- e con il racconto dei propri viaggi.

E’ totalmente indipendente e non legato a costruttori o rivenditori. E’ dal 2007 che siamo presenti e abbiamo una media di 1800-2000 accessi giornalieri. Si parla di biciclette elettriche, di biciclette pieghevoli -muscolari ed elettriche- e di bici “utility” cioè quelle adatte a scopi specifici (come quelle da trasporto). Ma si parla anche del mondo della mobilità in generale.

Si discute molto delle soluzioni tecniche e dei relativi vantaggi e svantaggi. Una effervescente sezione è dedicata all’autocostruzione utilizzando kit comprendenti il motore e l’elettronica. E si raccontano le proprie imprese e i propri viaggi, spesso mostrando luoghi e itinerari bellissimi e poco conosciuti.

Un’altra sezione è dedicata ai test che eseguiamo su esemplari fornitici direttamente dalle Ditte costruttrici (eseguiti del tutto gratuitamente per poter esprimere in totale indipendenza i nostri giudizi). Una sezione è dedicata ai listini dei modelli presenti sul mercato italiano corredati dalle schede tecniche.

C’è anche un “mercatino” dove chi vuole può mettere in vendita o cercare bici e componenti. E c’è una “e-ciclopedia” dove poter approfondire la conoscenza delle biciclette elettriche. E’ un luogo dove ritrovarsi perché animati dalla stessa passione e dove cerchiamo di indirizzare i neofiti alla comprensione del mondo di questi mezzi ancora non pienamente conosciuti e di aiutarli nella scelta del mezzo più adatto al proprio utilizzo. E’ gestito solo per passione, senza alcun tornaconto personale e con la massima indipendenza: per questo non accettiamo pubblicità ne gratuita ne a pagamento.