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Migliori caminetti a bioetanolo

I migliori caminetti a bioetanolo selezionati per tipologia di installazione, potenza termica, autonomia, design, sicurezza, rapporto qualità prezzo e marca.

Tomasucci White Kokka

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Stones FP 014 l’Astra

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Flig Boston 2

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Teporus A180 3,5 KW

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Qlima FFB4242

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Come scegliere un caminetto a bioetanolo

Il Bioetanolo

Cosa c’è di meglio che passare una fredda sera d’inverno davanti al fuoco di un bel camino? In città, ma soprattutto in montagna, il caminetto oltre a riscaldare crea una bellissima sensazione di tepore e relax.

Il soggiorno è chiaramente lo spazio più indicato per installarne uno, ma spesso i grossi lavori che richiede questo intervento portano a lasciar perdere la realizzazione del progetto.

In particolare, il posizionamento della canna fumaria richiede delle complicate operazioni di muratura. La canna fumaria è un elemento essenziale nel camino, poiché serve a convogliare all’esterno dell’abitazione i fumi prodotti dalla legna o dal pellet.

Tuttavia, non è necessaria se il combustibile usato è il bioetanolo. Questo elemento è naturale al 100%, poiché proviene dalla fermentazione di barbabietola da zucchero e patate.

In seguito alla combustione si ottengono anidride carbonica e acqua. Tali elementi fanno parte anche degli “scarti” prodotti dalla nostra respirazione, e per eliminarli dai locali di abitazione è sufficiente una semplice presa d’aria.

Oltre ad evitare lunghi e costosi lavori per l’installazione della canna fumaria, il caminetto al bioetanolo permette una manutenzione molto ridotta, perché la combustione non produce ceneri, ma soprattutto l’accensione è molto più facile da realizzare.

Inoltre, non bisogna sottovalutare l’aspetto della comodità nello stoccaggio di combustibile: infatti, viene venduto in pratiche taniche da 5 o 10 litri, ma anche in bottiglie meno ingombranti da 1 litro.

Non mancano però delle voci negative sul bioetanolo: in alcuni casi viene posta l’attenzione sui controlli effettuati, che non garantirebbero una sicurezza al 100%.

Potrebbe accadere che durante la combustione vengano liberate delle sostanze dannose per la salute, e che richiederebbero quindi l’installazione della canna fumaria per una corretta areazione.

Altri invece ne fanno una questione di prezzo: il costo di questo combustibile infatti è molto più alto rispetto agli equivalenti più “tradizionali”.

Non è possibile tuttavia muovere commenti negativi al valore del caminetto in bioetanolo quale oggetto di arredo: l’eleganza e l’ordine che viene garantito da una più facile manutenzione, fanno si che anche i più appassionati del caminetto riescano a tenere pulita e sistemata la zona del camino senza troppi sforzi, abbellendo l’ambiente.

Caminetto a bioetanolo: come funziona

Passiamo ora a vedere come funziona questo caminetto. Il bioetanolo viene inizialmente inserito in un serbatoio, che lo trasforma in vapore.

Sotto questa forma il combustibile arriva in un’apposita zona, detta bruciatore, che di solito è costruita in acciaio inossidabile. Questo meccanismo si ripete in maniera identica per tutti i modelli a bioetanolo.

L’ambiente si riscalda molto velocemente, non essendoci l’aspirazione della canna fumaria che disperderebbe parte del calore.

In una sala molto piccola, in meno di un’ora si riesce già ad avere un notevole tepore. La sicurezza nel funzionamento si deve all’installazione di rilevatori di anidride carbonica.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico, si può contare su un’ampia scelta di stili: esistono infatti modelli più tradizionali, ma anche estetiche che si confanno maggiormente agli ambienti dal design moderno, puliti ed essenziali.

Non è superfluo far notare che l’installazione di questo caminetto è talmente facile da non richiedere necessariamente l’intervento di un tecnico: chi è pratico del fai da te riuscirà ad installarlo facilmente in meno di mezz’ora.

Quel che davvero fa la differenza in un caminetto del genere è l’utilizzo del combustibile: possiamo infatti trovare bioetanolo sottoposto a vari gradi di controlli, ed è facile intuire che i migliori sono quelli più puri, ma anche più costosi.

Nei modelli più tecnologici possiamo anche trovare dei dispositivi per l’accensione automatica o eventualmente degli strumenti di controllo sull’emissione di monossido di carbonio.

Caminetto elettrico o a bioetanolo?