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Decreto Crescita 2019: cedi la detrazione e paghi subito solo la metà

Da oggi famiglie e imprese possono acquistare elettrodomestici come climatizzatori, scaldabagno, caldaie a condensazione etc. cedendo ai fornitori la detrazione del 50% (che normalmente si scarica in dieci anni), pagando così la metà del costo. Questa è l’importante novità contenuta nel Decreto Crescita 2019.

Le novità introdotte dal Decreto Crescita 2019

Il testo della legge di conversione del DL n. 34/2019, meglio noto come Decreto Crescita, prevede un’agevolazione fiscale per i contribuenti che eseguono interventi finalizzati al risparmio energetico.

A partire dal 30 giugno 2019, data in cui è entrata in vigore la legge di conversione del decreto Crescita, i contribuenti che vantano il diritto alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza hanno la facoltà di cedere il corrispondente credito ai fornitori dei beni e servizi necessari alla loro realizzazione.

A loro volta, i fornitori possono scegliere di cedere il relativo credito d’imposta ricevuto ai loro fornitori di beni e servizi. Quest’ultimi non potranno cedere ulteriormente il credito. La legge non contempla, in nessun caso, la cessione del credito in favore degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.

A chi spetta la detrazione del Decreto Crescita?

Possono beneficiare del bonus ristrutturazione previsto dal Decreto Crescita 2019 tutti i contribuenti, residenti o meno sul territorio italiano, soggetti ad IRPEF.

L’agevolazione è prevista non soltanto per i proprietari degli immobili, ma anche per i nudi proprietari, per i soci di cooperative, per gli imprenditori individuali (relativamente agli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merci) e per coloro che vantano diritti reali e di godimento su beni immobili (usufrutto, uso, superficie e abitazione).

Hanno diritto all’agevolazione anche i contribuenti che sostengono le spese dell’intervento, quali il familiare convivente che detiene l’immobile, il coniuge separato assegnatario dell’immobile o il convivente anche in assenza di un contratto di comodato.

Esempi di detrazioni cedibili

Alla luce di quanto emerso i contribuenti possono cedere la detrazione per tutta una serie di interventi e ristrutturazioni che migliorano l’efficienza energetica del proprio appartamento.

A questo proposito si pensi alla sostituzione di scaldacqua elettrici con quelli alimentati a combustibile, l’installazione di apparecchiature di contabilizzazione individuale dell’energia termica generata alle singole unità immobiliari o la posa in opera di generatori di calore aventi un rendimento non inferiore al 90%.

Rientrano anche fra le detrazioni cedibili le opere di coibentazione dell’edificio eseguite nel rispetto di quanto previsto della tabella A allegata alla Legge n. 10/1991, nonché la coibentazione delle reti di distribuzione di fluidi termovettori e l’installazione di impianti di climatizzazione alimentati tramite pannelli solari.

Ulteriori interventi che ricadono nel bonus ristrutturazione 2019 sono l’istallazione di impianti alimentati tramite pompa di calore (sia per climatizzazione dell’ambiente che per la produzione di acqua sanitaria), di apparecchi che regolano automaticamente della temperatura dell’aria o di contabilizzazione individuale dell’energia termica.

La detrazione si applica anche nel caso di trasformazione degli impianti di riscaldamento centralizzati in unifamiliari a gas (salvo i limiti territoriali previsti dalla legge), per la produzione di acqua e climatizzazione, purché venga assicurato un risparmio in termini energetici del 20%. Tali impianti devo essere provvisti di un sistema di regolazione della temperatura e di un generatore con rendimento del 90%.

Infine, anche l’installazione, all’interno di ogni vano dell’unità immobiliare, di sorgenti luminose aventi un’efficienza pari o superiore a 50 Lumen/Watt comporta il diritto alla fruizione della detrazione.

Consigli per l’acquisto

Il nuovo assetto normativo prevede per il soggetto cedente la facoltà di cedere il credito d’imposta esattamente come avveniva con il sistema previgente. Diversa è la posizione del cessionario che, una volta titolare del credito fiscale, non ha la facoltà di optare per un’ulteriore cessione.

Il credito d’imposta acquisito dal cessionario potrà essere utilizzato solo per compensare i propri debiti fiscali nell’arco del quinquennio con conseguenze facilmente intuibili sul piano pratico che possono gravare negativamente sul consumatore finale.

Il quadro normativo previsto dal Decreto Crescita potrebbe spingere i venditori a proporre prodotti che assicurano un risparmio energetico ad un prezzo superiore rispetto al passato, esponendo l’acquirente a possibili rincari speculativi.

Ottenere una proficua cessione del credito significa anche scegliere merce certificata e che risponda ad alti standard qualitativi. Per questo, in fase d’acquisto, è molto importante affidarsi a rivenditori seri e con comprovata esperienza.

Condizionatori, impianti fotovoltaici o pompe di calore non vantano tutte le stesse caratteristiche e un modello non vale l’altro. Il consiglio è quello di ponderare bene l’acquisto del prodotto, senza con ciò cercare di risparmiare a tutti i costi.

Un esborso minore non solo potrebbe essere indice di scarsa qualità della merce, ma il più delle volte non offre un ritorno economico soddisfacente e tanto meno prestazioni durevoli nel tempo. Tutto questo si traduce, in definitiva, in maggiori costi per la manutenzione e di consumo energetico.

La comparazione dei prezzi, la lettura delle recensioni sui prodotti che riportano l’esperienza d’uso, nonché il tenersi sempre aggiornati sulle ultime novità presenti sul mercato sono buone regole da seguire per compiere un acquisto consapevole.

Elenco climatizzatori

Elenco caldaie a condensazione