Come scegliere una Penna a Sfera

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Una penna a sfera (detta anche biro) è uno strumento per scrivere su carta, dotato di un serbatoio d’inchiostro interno e una punta contenente una piccola sfera. La parte interna è riempita con un inchiostro viscoso che viene distribuito sulla punta durante l’uso mediante l’azione di rotolamento della sfera. La sfera, di solito di diametro compreso tra 0,7 e 1,2 millimetri, può essere di ottone, acciaio, carburo di tungsteno, o qualsiasi altro materiale duro (indeformabile) e durevole.

Origini

La penna a sfera è sicuramente lo strumento di scrittura più comune. La sua evoluzione passa per diverse tappe: un tempo veniva utilizzata una penna d’oca ( da qui il nome) che veniva intinta nell’inchiostro. Successivamente la piuma d’oca fu sostituita da un pennino con punta metallica, sempre intinto nell’inchiostro a parte, che dava il vantaggio di un tratto più pulito e uniforme. Ulteriore tappa evolutiva fu la penna stilografica, che venne inventata da uno studente rumeno (Petrache Poenaru) e brevettata dal governo francese nel 1827. L’inchiostro viene per la prima volta unito nello strumento di scrittura, tuttavia la scrittura rimaneva difficoltosa a causa della punta non lineare, ma acuta e ruvida. La penna stilografica, che permane tuttora anche se cade sempre più in disuso, è la più recente antenata dell’odierna penna.

Sembra che il primo a progettare una penna molto simile alla penna a sfera di oggi fu il grande inventore italiano Leonardo Da Vinci. I disegni dei progetti dimostrano che verosimilmente l’idea era basata su un lungo tubo d’ottone il cui diametro diminuiva verso il basso. Erano poi predisposte delle scanalature che permettevano all’inchiostro di raggiungere la piccola sfera messa a chiusura del tubo d’ottone.

Il primo comunque a realizzare una penna a sfera fu László József Bíró. E’ abbastanza certo che l’idea venne da una palla che, rotolando in una pozzanghera, continuò il suo tragitto lasciando dei segni sul terreno. Fu così che nel 1938 fu creata la prima penna a sfera, e il nome del suo inventore divenne ben presto uno dei più comuni per indicare tale strumento (biro, appunto). L’autore di tale neologismo sembra essere lo scrittore Italo Calvino.

Tra i sinonimi di penna ormai in uso è assai celebre anche quello di “bic”, dal nome dell’azienda di uno dei più famosi produttori di strumenti per cancelleria, il barone Marcel Bich. L’evoluzione della penna a sfera però continua e riguarda principalmente la diversità del diametro della punta. Questa caratteristica è importantissima, poiché rispecchia la capacità di adattarsi a tipi di scrittura molto diversi fra loro (si pensi agli ideogrammi cinesi, per i quali meglio si adatta una punta più fine). Il diametro massimo in commercio è però fermo a 1,6mm; questo perché aumentare le dimensioni provocherebbe il rischio di una fuoriuscita improvvisa di inchiostro e una difficoltà maggiore nella rotazione della sfera, e quindi della stessa scrittura.

Caratteristiche

Ciò che rende la penna a sfera rivoluzionaria è la facilità raggiunta nella scrittura, grazie alla punta, che di solito è in ottone, provvista di una cavità dalla quale fuoriesce l’inchiostro che scivola meglio sulla carta grazie ad una piccola sfera inserita nella punta. Inoltre si evitano gli inconvenienti dei tempi di asciugatura, più lunghi nei primi tipi di penne: l’inchiostro infatti asciuga istantaneamente al contatto con la superficie (carta, cartone).

Rispetto alle penne roller e alle stilografiche, le penne a sfera richiedono più pressione quando si scrive. Il flusso d’inchiostro, infatti, è inferiore rispetto ad altri tipi di penna, perciò è necessario esercitare una maggiore pressione sul foglio. D’altro canto, però, le penne a sfera hanno meno probabilità di perdere inchiostro, e la loro robustezza le rende adatte quando è necessario polso fermo, ad esempio quando si utilizza la copia-carbone, cioè uno strato di carta carbone che trasferisce la scrittura, ma non l’inchiostro, in più fogli. Altri tipi di penne invece, se utilizzati in questo modo, possono danneggiarsi nel tempo fino a diventare inutilizzabili. Le penne a sfera hanno difficoltà a scrivere su superfici con poca aderenza (come plastica, superfici lucide e superfici bagnate o oleose). Infine, a causa della dipendenza della penna dalla gravità per ricoprire d’inchiostro la sfera, la maggior parte delle penne a sfera non può essere usata per scrivere al contrario; esistono, tuttavia, alcune penne speciali che possono farlo.

Le penne a sfera sono onnipresenti nella società moderna. Anche se sono disponibili altri tipi di penne, le penne a sfera sono certamente le più comuni e quasi ogni famiglia ne possiede svariate. Il fatto che siano economiche e facili da usare le rende molto facili da trovare sulle scrivanie ma anche in tasche, borse, portamonete, borse e in auto – praticamente ovunque si abbia bisogno di usare una penna. Le penne a sfera sono spesso fornite gratuitamente dalle imprese come una forma di pubblicità – se riporta il nome della società, una penna a sfera è un mezzo pubblicitario dal costo relativamente basso ma altamente efficace (i clienti potranno utilizzare, e quindi vedere, quotidianamente la penna). Imprese ed enti di beneficenza possono regalarle ai clienti o ai soci, per aumentare il loro interesse. Alcune persone creano arte scrivendo su se stessi con le penne, una cosa nota col nome di ballpoint tattoo.

A causa di questo e dell’uso molto esteso di penne a sfera tra gli scolari, tutti gli inchiostri sono atossici e la produzione e il contenuto sono strettamente regolamentati nella maggior parte dei paesi. Negli ultimi anni, la penna a sfera è diventata un mezzo importante per artisti sia professionisti che dilettanti. Lo strumento permette di ottenere risultati immediati con poca o nessuna preparazione, è facilmente trasportabile e ha un prezzo relativamente basso. Le dimensioni della punta e le caratteristiche dell’inchiostro, come ad esempio la resistenza alla luce e l’opacità, sono fattori importanti nella scelta di una marca e di un modello di penna.

Tipologie

Esistono due tipi di penne a sfera: usa e getta e ricaricabili. Le penne usa e getta sono principalmente in plastica e vengono buttate quando l’inchiostro è esaurito; le penne ricaricabili invece sono di metallo e plastica, e alcune tendono ad avere un prezzo molto più alto. La ricarica sostituisce la sfera e l’intero serbatoio di inchiostro piuttosto che riempirlo di nuovo, perché per riempire correttamente un serbatoio con inchiostro viscoso sarebbe necessaria una centrifuga speciale ad alta velocità. I tipi più semplici di penne a sfera hanno un tappo per coprire la punta quando la penna non viene utilizzata, mentre altri tipi hanno un meccanismo di retrazione della punta.

Questo meccanismo è di solito comandato da un pulsante in alto e funziona tramite una molla all’interno del corpo della penna, ma esistono anche varianti che includono un paio di pulsanti, una vite o una levetta scorrevole. Le penne roller combinano il design a sfera con l’uso di inchiostro liquido e i sistemi di flusso delle penne stilografiche. Le Space Pens, sviluppate da Fisher negli Stati Uniti, combinano un inchiostro più viscoso di quello delle penne a sfera con un pistone a pressione che spinge l’inchiostro verso la punta. Questo design permette alla penna di scrivere anche rovesciate o in ambienti a gravità zero. Anche una matita in grafite può essere utilizzata in questo modo, ma produce polvere di grafite, dev’essere temperata ed è cancellabile, il che la rende inadatta o non utilizzabile in alcune situazioni.

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