Quando sostituire i pannelli radianti a infrarossi?

Quando conviene cambiare il pannello radiante a infrarossi con un nuovo pannello? Ecco una serie di segnali da prendere in considerazione per la sua sostituzione.

Conviene riparare un pannello radiante?

In questa guida ho deciso di focalizzare l’attenzione sui pannelli radianti ad infrarossi, ovvero un sistema di riscaldamento domestico che sfrutta onde elettromagnetiche per diffondere il calore tramite irraggiamento. Soluzione che si discosta dai tradizionali metodi a convezione non generando alcun spostamento d’aria, ma bensì colpendo direttamente persone ed oggetti presenti nel locale.

Sono dispositivi in grado di assicurare ottimi rendimenti e una certa affidabilità. Ciò nonostante il funzionamento prevede componenti elettrici nei modelli economici, a cui aggiungere la gestione elettronica nei pennelli radianti più sofisticati.

I prodotti top di gamma dispongono anche di interfaccia Wi-Fi e gestione da remoto tramite app. La parte riscaldata in carbonio o acciaio non è soggetta ad usura, mentre gli altri elementi possono manifestare malfunzionamenti e compromettere l’efficienza.

Come devi comportarti in caso di guasto? Conviene riparare un pannello radiante ad infrarossi o meglio sostituirlo? Per dare una risposta a tali domande devi innanzitutto valutare l’investimento sostenuto per l’acquisto e il prezzo di un prodotto nuovo con pari caratteristiche.

Considera che il costo di un pannello radiante a infrarossi varia a seconda delle dimensioni, potenza e funzioni disponibili, senza dimenticare il design. Infatti alcuni produttori propongono apparecchi con stampate sul rivestimento esterno note opere pittoriche e una volta appesi assicurano l’impatto visivo di un quadro. I modelli top di gamma possono anche richiedere cifre attorno ai 400 euro, mentre pannelli a specchio o verniciati di bianco con funzioni essenziali li puoi acquistare a 100/150 euro.

Tenendo presente il prezzo non eccessivo del nuovo, perdita di tempo per portare di persona o spedire il dispositivo guasto al centro assistenza, difficoltà nel richiedere un preventivo, eventuali costi fissi a cui aggiungere quelli della riparazione (sempre se possibile), è piuttosto evidente come risulti poco conveniente sostituire il vecchio pannello.

Il panello radiante non riscalda

Il guasto più frequente che porta alla rottamazione di un panello radiante è l’evidente perdita di efficienza o la totale mancanza di riscaldamento. Il problema meno grave riguarda il termostato nei modelli più essenziali senza gestione elettronica.

Tuttavia, ormai è consuetudine trovare apparecchi con centralina per il controllo della temperatura, quindi la riparazione diventa difficoltosa e poco conveniente. Altra causa potrebbe riguardare la resistenza elettrica che provvede a scaldare il materiale radiante; l’usura o un anomalo surriscaldamento la possono danneggiare o interrompere andando a compromettere il rendimento o lasciando il pannello freddo.

Il dispositivo non si avvia

Una mancanza di alimentazione elettrica porta all’impossibilità di accendere il pannello. Se dopo aver controllato il corretto inserimento della spina e la condizione del cavo il problema persiste, la causa è da ricercare nell’alimentatore bruciato oppure l’interruttore on/off difettoso.

Interfaccia comandi danneggiata

Il pannello dei controlli anche con un solo tasto rotto può impedire l’avvio, la regolazione della temperatura, la scelta della potenza o comunque limitare la praticità d’uso. Un problema piuttosto banale, tuttavia porta spesso alla sostituzione dell’apparecchio non riuscendo a reperire il ricambio o avendo un costo poco conveniente.

Il pannello radiante si spegne da solo

La maggior parte dei modelli integrano uno o più sensori per monitorare il livello di surriscaldamento ed intervenire in caso venga superata una soglia di sicurezza. Componenti difettosi possono spegnere il pannello e impedire l’accensione nonostante la temperatura superficiale risulti nella norma.

Nuovi modelli sul mercato