Scaldabagno elettrico o a gas?

di 1 luglio 2018

Quale scaldabagno acquistare per casa o appartamento? Le principali differenze tra i modelli e una serie di consigli utili per la scelta di questo elettrodomestico.

Scaldabagno elettrico o a gas

Chiamato meno comunemente scalda acqua, è un elettrodomestico alimentato con energia elettrica o a gas che permette di scaldare l’acqua per uso domestico.

Sul mercato ne esistono di vari tipi, alcuni dei quali consentono di ottenere acqua calda con un notevole risparmio sulla bolletta. Prima di passare alle classifiche dei migliori modelli elettrici o a gas, leggendo questo articolo potrai conoscerne caratteristiche, tipologie ed alcuni consigli per sceglierlo.

Come funziona

I due modelli più comuni di scaldabagno, quello alimentato a gas e quello elettrico, hanno due diversi criteri di funzionamento. Partiamo da quello elettrico, il più diffuso nelle case degli italiani fino a qualche anno fa, ma anche il meno economico a causa del massiccio impiego di energia elettrica necessaria per scaldare, e soprattutto mantenere, l’acqua a temperatura.

Lo scaldabagno elettrico è composto da un fusto, il serbatoio, all’interno del quale è collocata una serpentina alimentata elettricamente. Accendendo l’interruttore, la serpentina inizia a scaldarsi, scaldando anche l’acqua contenuta nel fusto e mantenendola, grazie all’intervento di un termostato che accende e spegne la serpentina, ad una temperatura costante compresa fra 35°C e 60°C.

Il problema dell’alimentazione elettrica è, come dicevamo, il dissipo di energia: uno scaldabagno di questo tipo, infatti, sta la maggior parte del tempo acceso perché l’acqua si raffredda rapidamente all’interno del serbatoio.

Lo scalda acqua alimentato a gas ha un funzionamento diverso: la serpentina è sostituita dalla fiamma del gas che scalda il flusso di acqua che scorre all’interno in maniera istantanea. In altre parole, appena si apre il rubinetto dell’acqua calda, lo scaldabagno a gas, chiamato comunemente caldaia, si attiva scaldando via via l’acqua che gli passa all’interno.

La temperatura dell’acqua è costante e può essere impostata con apposita manopola secondo il proprio gradimento. Il vantaggio di questo tipo di alimentazione, sta nel notevole risparmio di gas, poiché lo stesso viene erogato solamente se si apre il rubinetto dell’acqua calda.

Così, se non c’è domanda di acqua calda, lo scaldabagno a gas rimane spento. Il gas che alimenta questo tipo di elettrodomestico può essere il metano o il GPL i cui costi, d’altra parte, sono inferiori a quelli dell’energia elettrica. Resta comunque elettrica la scintilla che accende la fiamma, quindi, come il primo tipo di scaldabagno, in caso di black-out non entra in funzione.

Scaldabagno elettrico

Ha dei costi di acquisto e installazione relativamente bassi che però vengono “rivendicati” sulla bolletta della luce. Infatti, a pesare di più su quest’ultima, in caso di utenze domestiche, è proprio lo scaldabagno. Ha però anche il vantaggio di essere facilmente montabile ma lo svantaggio di essere ingombrante, soprattutto se di elevata capacità (fino a 150 litri).

Se si possiede lo scaldabagno elettrico e ancor più se ci si appresta a comprarlo, verificare che sia ben coibentato in modo da tenere l’acqua calda più a lungo possibile.

Il poliuretano espanso è il materiale ottimale per mantenere “l’effetto thermos”. Attenzione però a non accendere, durante l’uso dello scaldabagno, anche altri elettrodomestici. La fornitura di energia elettrica nelle case ha un tetto di 3 Kw e lo scalda acqua assorbe molto. Se si accende il ferro da stiro o la lavatrice o un altro apparecchio ad alto assorbimento, salta la luce.

Se vuoi saperne di più ti consigliamo di leggere la nostra classifica dei migliori modelli elettrici.

Scaldabagno a gas

I suoi costi di acquisto e soprattutto di installazione sono elevati, molto più alti di quelli necessari ad uno scaldabagno elettrico. Ma i vantaggi si notano subito in termini di risparmio energetico e soprattutto economico. Primo perché il gas (soprattutto i metano) è molto più economico dell’elettricità, secondo perché l’accensione è subordinata esclusivamente all’apertura del rubinetto dell’acqua. Inoltre, si può avere acqua calda “infinita”, poiché si riscalda istantaneamente.

Invece, con uno scaldabagno elettrico, quando finisce quella riscaldata, bisogna aspettare qualche ora (a seconda delle dimensioni del boiler) per averne di nuovo.

È sufficiente acquistare una caldaia a gas che scaldi 10 litri d’acqua al minuto, meglio se “a camera stagna” perché in questi modelli la dispersione di calore è pressoché nulla. Ma è sconsigliato l’acquisto di questo tipo di elettrodomestico se non si ha la fornitura corrente di metano: il suo utilizzo con le tradizionali bombole di gas, infatti, è più dispendioso economicamente.

Se vuoi saperne di più ti consigliamo di leggere la nostra classifica dei migliori modelli a gas.

Regolazione dei consumi

Ecco alcune cifre che possono essere utili sia nella scelta del tipo di scaldabagno (quello più conveniente rimane comunque la caldaia a gas metano), sia in termini di economia domestica e ambientale. Una coppia consuma, ogni giorno, circa 60 litri di acqua, che diventano 120 in presenza di uno o due figli. Una famiglia dalle 4 alle 6 persone, invece, consuma circa 180 litri di acqua al giorno.

Questo in linea di massima. Se si vuole calcolare un consumo “personalizzato”, sono sufficienti i seguenti parametri: per fare il bagno nella vasca servono 80 litri; per la doccia ne bastano 25; per il lavandino se ne consumano 13 al giorno e altri 15 fra scarichi WC e altri usi. Preferire la doccia al bagno, ad esempio, è un primo passo per risparmiare acqua, energia e denaro, soprattutto se si possiede uno scaldabagno elettrico.

Per portare 80 litri di acqua ad una temperatura di 60°C occorrono ben 4,4 Kw. Sostituendo uno scaldabagno elettrico con uno a gas si possono risparmiare in bolletta 330 euro all’anno, il che equivale a ripagarsi in circa 3 anni l’investimento iniziale di circa 1000 euro necessario per uno scaldabagno a gas. Perché il gas ci fa risparmiare?

Non solo per le tariffe di vendita più vantaggiose, ma perché è una cosiddetta “fonte energetica primaria”. L’elettricità, invece, essendo “secondaria” perché derivata petrolio o altri combustibili solidi, perde in processi di trasformazione e trasporto circa il 60% della sua potenza.

Quindi per scaldare la stessa acqua, con l’elettricità si impiega a priori il doppio di energia. Una famiglia di quattro persone, secondo i dati raccolti dall’ENI consuma, al giorno, 200 litri di acqua calda che in bolletta, all’anno, fanno 600 euro se si usa l’elettricità. Per lo stesso consumo giornaliero, in un anno, si pagheranno invece 300 – 400 euro se l’alimentazione è a gas.

Come risparmiare sulla bolletta

A volte risulta impossibile installare una caldaia alimentata a gas e i motivi principali possono essere l’investimento iniziale (maggiore di quello necessario per comprare e installare uno scaldabagno elettrico), mancanza di un alloggiamento idoneo alla caldaia a gas (di norma va collocata fuori), impossibilità per regole condominiali di bucare la parete esterna per far passare il tubo della caldaia che deve comunque sfociare all’aperto.

Quindi, per poter avere l’acqua calda, si deve necessariamente passare all’acquisto di uno scaldabagno elettrico. Ecoage, una community ecologista on-line, ha messo a punto una guida che, grazie a piccole accortezze, consente di risparmiare anche usando uno scaldabagno elettrico. Il primo passo è comprarne uno di capienza idonea ai nostri effettivi consumi.

Comprarne uno eccessivamente grande, comporta un inutile spreco di energia per scaldare l’acqua. Meglio, poi, collocarlo vicino ai rubinetti per i quali si utilizza: si evitano così dispersioni di calore nei tubi lungo il tragitto.

Il luogo ideale per installarlo è il bagno, magari sopra la vasca, ma attenzione a non collocarlo sulle pareti fredde (quelle che danno all’esterno) o vicino alle finestre e alle correnti d’aria: per un uso ottimale e per il risparmio energetico ed economico, è bene evitare inutili perdite di calore. Ricordiamoci che l’acqua nel serbatoio o boiler, si raffredda rapidamente. Un altro consiglio utile è dotare lo scaldabagno di un timer.

Il timer è un temporizzatore che accende lo scaldabagno all’orario da voi stabilito. Impostate l’accensione circa 3 ore prima di quando pensate di usare l’acqua calda: è controproducente lasciarlo tutto il giorno acceso solo per trovare l’acqua calda la sera se a casa, di giorno, non c’è nessuno.

Il timer è la soluzione al risparmio sulla bolletta, costa poco ed è in vendita anche nei grandi supermercati. Infine, per avere acqua calda in cucina, installate un piccolo scaldabagno sotto il lavello: vi eviterà di dover accendere quello grande e di lavare i piatti con l’acqua ghiacciata.

Manutenzione

È buona norma provvedere alla manutenzione del proprio elettrodomestico per evitare spiacevoli guasti, inconvenienti e anche per evitare super consumi di energia dovuti alla sporcizia accumulata. Per gli scaldabagno elettrici, ogni 6 mesi pulire la serpentina dal calcare: una serpentina non pulita e completamente ricoperta dal calcare non funziona a livello ottimale e impiega più tempo ed energia a scaldare l’acqua.

Se lo scaldabagno è alimentato a gas e l’acqua è molto dura (> di 25 gradi francesi) usare un decalcificante aiuta a preservare dal calcare le condotte dove passa l’acqua. Le condotte ostruite dal calcare o dai detriti comportano una diminuzione della pressione dell’acqua che può diventare insufficiente per attivare la fiammella. Come conseguenza, la caldaia può non entrare in funzione. La manutenzione periodica, per le caldaie a gas, è obbligatoria in base ai Decreti del Presidente della Repubblica n. 412 del 1993 e n. 551 del 1999 e in base al D.L. 192/05.

Deve essere fatta da un tecnico specializzato che rilascia relativa ricevuta a revisione avvenuta e consiste nell’ispezione (ed eventualmente nella sostituzione) del sistema di ventilazione e dello scarico dei fumi, nella pulizia del bruciatore e nella verifica del funzionamento del sistema di controllo e di sicurezza. Inoltre lo scaldabagno a gas (metano) deve rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla norma UNI-CIG 7129 e dai suoi aggiornamenti. L’ENI mette a disposizione il Programma Impianti, un servizio di manutenzione programmata degli apparecchi a gas.

Ci si può rivolgere al proprio rivenditore di fiducia che provvederà a segnalare un tecnico specializzato per l’ispezione della caldaia domestica. Anche se gli apparecchi a gas sotto i 15 Kw di potenza non sono obbligati a fare la revisione annuale, è comunque una scelta consigliata vivamente in termini di sicurezza dei locali, di efficienza energetica e di risparmio economico.

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