Come scegliere la lavastoviglie

Se devi cambiare lavastoviglie, o sei alle prese con il tuo primo acquisto, scoprirai che il mercato ti offre tante soluzioni diverse. Per aiutarti nella scelta, ho realizzato questa guida di approfondimento in cui cercherò di illustrarti tutto ciò che devi valutare prima dell’acquisto. Mi sono basato tanto sulla mia esperienza personale quanto sulle ricerche che porto avanti ogni giorno nel campo degli elettrodomestici.

Guida alla scelta della lavastoviglie domestica

INDICE
1. Efficacia di lavaggio delle stoviglie
2. Cicli di lavaggio
3. Prestazioni di asciugatura delle stoviglie
4. Efficienza energetica
5. Tipologie di asciugatrici
6. Silenziosità
7. Design interno
8. Funzioni avanzate
9. Installazione e capacità di carico
10. Affidabilità e manutenzione

Efficacia di lavaggio delle stoviglie

La capacità di lavare e sgrassare a fondo è certamente il parametro più importante da considerare in una lavastoviglie. A mio avviso questo è l’aspetto più importante, con le altre caratteristiche da valutare solo dopo esserti accertato che l’elettrodomestico pulisca veramente bene le stoviglie. Ad oggi, la gamma di prodotti disponibili sul mercato è davvero sconfinata, e in ogni fascia di prezzo troverai certamente una macchina in grado di darti ottime performance in quanto a lavaggio.

Tra i modelli più avanzati tuttavia potrai trovare alcune funzioni che riescono effettivamente ad aumentare le capacità di pulizia. Puntare su un elettrodomestico top di gamma quindi rappresenta, budget permettendo, un buon modo per assicurarti prestazioni di alto livello, anche se molti prodotti di fascia media offrono risultati ineccepibili in quanto a pulizia.

A tal proposito, alcune lavastoviglie sono equipaggiate con degli ugelli dedicati che spruzzano acqua e detergente ad alta pressione e in maniera localizzata per eliminare il grasso e lo sporco più ostinato da stoviglie e posate.

Molti componenti fisici e cicli di lavaggio speciali riescono a garantire piatti e bicchieri puliti efficacemente, ma una parte del potere pulente dipende anche dal modo in cui ti prendi cura dell’elettrodomestico. Tra poche righe proverò a darti qualche consiglio a riguardo. Prima dell’acquisto però, informati quanto più possibile sulle prestazioni che il modello da te scelto può garantirti.

È vero, non è possibile provare una lavastoviglie prima dell’acquisto, e non esistono dati tecnici (come potenza assorbita o durata dei cicli) che possano certificare la bontà del lavaggio, ma per sincerarti delle sue performance puoi adottare due stratagemmi.

Il primo è chiedere pareri: recensioni attendibili, opinioni di altri utenti, persino amici e conoscenti che posseggono il modello che vuoi acquistare possono essere una buona fonte di informazioni. In secondo luogo, una volta acquistato l’elettrodomestico, puoi agire di prima persona per ottimizzare la sua resa, massimizzando le sue prestazioni in fase di lavaggio.

Ti suggerisco quindi di adottare alcuni semplici accorgimenti di carattere pratico. Uno di questi riguarda il valore di durezza dell’acqua, che in molte città risulta piuttosto alto.

Se dal tuo rubinetto esce acqua molto dura ti consiglio di installare un addolcitore per facilitare il lavoro della lavastoviglie e prolungare la sua vita. Anche il modo in cui carichi le stoviglie all’interno della macchina può fare la differenza; questo aspetto dipende certamente dalla tua esperienza in merito, ma se dai un’occhiata al libretto di istruzioni troverai quasi sempre dei preziosi consigli a cura del costruttore.

Cicli di lavaggio

Se ancora non hai fatto molte ricerche a riguardo, potresti chiederti cosa fanno esattamente i diversi cicli di lavaggio per una lavastoviglie. Cosa li distingue, l’uno dall’altro? In linea di massima, stiamo parlando di ‘strategie’ di lavaggio adottate dalla macchina, combinando tra di loro tre parametri fondamentali: durata del ciclo, temperatura dell’acqua e intensità del getto, ossia quanta acqua viene utilizzata e a quale pressione.

I produttori hanno assegnato nomi specifici per ogni ciclo, ma nella maggior parte dei casi troverai un ciclo per ogni esigenza specifica di lavaggio. Su questo aspetto sono dell’opinione che avere un’infinità di cicli a disposizione non rende necessariamente una lavastoviglie migliore di un’altra. Alla fine ciò che conta è che a ogni utilizzo le stoviglie vengano fuori dalla macchina ben pulite e asciutte, quindi personalmente punterei più sulla qualità del lavaggio che sulla quantità di opzioni.

Facciamo adesso una rapida carrellata sulle modalità più diffuse, per valutare effettivamente a quali non bisogna rinunciare. Come sempre, sono dell’opinione che questo dovrai deciderlo tu, in base alle tue esigenze e alle tue abitudini in cucina.

Cominciamo quindi dal ciclo normale, che rappresenta forse il miglior compromesso tra efficacia di lavaggio e consumo energetico. Si tratta di una modalità a mio avviso ideale per un consumo quotidiano, a patto di non avere piatti e stoviglie particolarmente sporchi o pieni di incrostazioni.

Il ciclo veloce, a volte chiamato anche express, utilizza più acqua e a una temperatura più elevata rispetto al ciclo normale, per ottenere un lavaggio efficace in poco tempo (di solito dura un’ora). I consumi in questo caso salgono leggermente.

In modalità ciclo ad alta temperatura (o simili) la macchina riesce a lavare efficacemente padelle particolarmente sporche e ingrassate, utilizzando molta acqua, per molto tempo, a temperature e pressioni di esercizio elevate. In queste condizioni i consumi idrici ed elettrici salgono di conseguenza, ed è facile aspettarci anche una certa rumorosità durante il funzionamento.

Il solo risciacquo invece è un ciclo molto breve, e serve solo per non far incrostare le stoviglie all’interno della macchina, in attesa di averla caricata del tutto (magari dopo un paio di pranzi o cene) prima di dare il via al lavaggio vero e proprio. Molti sostengono che sia sufficiente dare “una sciacquata veloce” ai piatti prima di inserirli nell’elettrodomestico. Personalmente non sono d’accordo, perché facendo eseguire il risciacquo alla lavastoviglie utilizzerai molta meno acqua rispetto a quanto riusciresti a fare manualmente.

Quasi tutti i modelli poi sono dotati di un ciclo chiamato Risparmio energetico, “Eco”, o simili. In queste condizioni, la macchina utilizza meno acqua ed energia elettrica, portando l’acqua a una temperatura non elevata. Il lavaggio solitamente è piuttosto lungo, e i risultati migliori si ottengono in presenza di sporco non ostinato e caricando parzialmente la lavastoviglie (personalmente non vado mai oltre la soglia di metà carico).

Cicli dedicati ai cristalli invece sono adatti per porcellana e cristalleria. In questa modalità, il getto d’acqua sarà particolarmente leggero per evitare di danneggiare le stoviglie più delicate. Se non trovi questa opzione sul modello che ti interessa, il più delle volte potrai utilizzare il ciclo a risparmio energetico per ottenere risultati del tutto simili.

Sanificazione: si tratta di una modalità studiata per eliminare germi e batteri dalla superficie delle stoviglie. Per farlo, l’elettrodomestico porta l’acqua a temperature elevatissime, con conseguente aumento dei consumi elettrici.

Ciclo vapore: se presente, è utile per trattare lo sporco secco, ammorbidendolo prima del lavaggio vero e proprio. Spesso troverai questa opzione insieme all’ulteriore ciclo chiamato Prelavaggio a vapore. In entrambi i casi, l’acqua viene portata a temperature molto alte (fino a 150 gradi), quindi è logico aspettarsi consumi energetici elevati.

Alcuni produttori inoltre dotano i propri modelli di cicli personalizzati, in cui puoi impostare manualmente durata del lavaggio e temperatura dell’acqua, fino ad agire sui tempi di asciugatura. Sta a te decidere se queste opzioni ti saranno davvero utili, in base all’utilizzo che farai della macchina.

Prestazioni di asciugatura delle stoviglie

Una volta puliti, piatti e bicchieri andranno anche asciugati, e per me è meglio lasciare questo compito alla lavastoviglie stessa. Se ti è capitato di aprire il portello a fine lavaggio per trovare stoviglie completamente bagnate, sai esattamente quanto possa essere frustrante l’esperienza di dover asciugare a mano ogni singola posata. Anche a me è capitato, devo essere sincero, e sono arrivato alla semplice (ma credo non banale) conclusione che una lavastoviglie debba necessariamente asciugare efficacemente gli oggetti al suo interno, oltre a lavarli per bene.

Naturalmente, tra i tanti modelli disponibili in commercio alcuni sono dotati della funzione di asciugatura. Personalmente ti consiglio di valutare questi ultimi in fase di acquisto, perché i (non molti) soldi in più che andrai a spendere con la funzione di asciugatura te li ritroverai ben pagati in quanto a soddisfazione e praticità, ogni volta che userai la macchina. Una buona funzione di asciugatura in una lavastoviglie a mio avviso rappresenta quasi il 50% del suo valore.

Le tecnologie impiegate dai produttori per asciugare le stoviglie a fine lavaggio si sono evolute nel tempo, ma sostanzialmente fino a poco fa basavano il loro funzionamento sul principio dell’evaporazione. Similmente a quanto accade in un forno elettrico, al momento stabilito la macchina accende le resistenze che riscaldando la vasca di lavaggio provocano un forte innalzamento di temperatura al suo interno. Di conseguenza, l’umidità in eccesso presente sulle stoviglie inizia a evaporare per poi essere espulsa dall’elettrodomestico attraverso dei condotti dedicati.

Questo metodo, seppur efficace, porta con sé uno svantaggio: l’elevato consumo elettrico. In altre parole, tutti gli sforzi per produrre lavastoviglie sempre più efficienti da un punto di vista energetico, risultano vanificati nella sola fase di asciugatura. Ultimamente invece si sta facendo strada una modalità decisamente meno dispendiosa (con consumi prossimi allo zero) e che personalmente trovo molto efficace: l’ asciugatura per condensazione naturale.

Se il nome può sembrarti altisonante, sappi che il principio di funzionamento è quanto di più semplice tu possa immaginare. I modelli a condensazione naturale infatti asciugano le stoviglie semplicemente aprendo (in automatico) il portello di carico non appena concluso il ciclo di lavaggio.

Questo semplice ma funzionale stratagemma fa sì che piatti e bicchieri vengano asciugati rapidamente, e senza dover consumare ulteriore energia elettrica, oltre a quella impiegata in fase di lavaggio, massimizzando così l’efficienza energetica dell’elettrodomestico. Il mio consiglio è di valutare modelli con questa funzionalità, al momento dell’acquisto.

Efficienza energetica

Questo argomento l’abbiamo già trattato da vicino nelle righe dedicate ai cicli di lavaggio, quindi dovresti esserti fatto un’idea di come la lavastoviglie possa essere utilizzata per minimizzare i consumi in bolletta. Quello su cui ci concentreremo adesso riguarda la classificazione di efficienza energetica riportata sull’etichetta che accompagna il prodotto, e che ti sarà utile a capire quali sono i modelli più virtuosi in questo senso.

La nuova etichetta energetica, che offre informazioni sul consumo di energia, acqua, e sul livello di rumorosità della lavastoviglie, vede sparire il simbolo “+” che accompagnava la lettera A nei modelli più efficienti. La nuova classificazione prevede una semplice scala ordinata in ordine alfabetico, quindi non troverai più gli elettrodomestici più virtuosi classificati “A+++”, ma più semplicemente in Classe A. A seguire, le classi B, C, e a scendere, rappresentano tutti quei modelli in cui i consumi energetici risultano più elevati.

Il mio consiglio in questo senso è scegliere un apparecchio quanto più performante possibile, per risparmiare poi in bolletta i soldi in più che hai dovuto sborsare in fase di acquisto, soprattutto se usi la lavastoviglie in modo intensivo e molto spesso. Se invece il suo utilizzo è sporadico, potrà avere senso risparmiare in fase di acquisto per scegliere un modello meno efficiente (ma sempre di buona qualità), dato che per ammortizzare una spesa superiore c’è bisogno di tempo e soprattutto di tanti cicli di lavaggio.

Tipologie di asciugatrici

Silenziosità

Qui andiamo a toccare un argomento che personalmente ritengo molto importante, non fosse altro perché la mia cucina è progettata in open space e le camere da letto si trovano nelle immediate vicinanze. Per risparmiare sui consumi elettrici, sono solito far partire la lavastoviglie durante le ore notturne, approfittando delle fasce orarie in cui l’energia ha un costo inferiore. Vien da sé come, in una situazione del genere, questo elettrodomestico debba risultare necessariamente il meno rumoroso possibile.

Questa volta, per fortuna, ci ritroviamo ad affrontare un parametro facilmente misurabile. La rumorosità di un elettrodomestico infatti si misura in dB(A), sigla preceduta da un valore numerico che indica ‘quanto rumore’ produce il modello in questione. Tale valore è riportato per legge sull’etichetta di classificazione energetica che accompagna la lavastoviglie, e che ti consiglio di leggere con cura prima dell’acquisto.

Tutto quello che devi fare, semplicemente, è valutare la rumorosità del prodotto in base a quanti decibel vengono emessi durante il suo funzionamento. Per fare ciò, ti potrà essere utile fare un paragone: il volume di una normale conversazione tra due persone è solitamente compreso tra 55-65 dB. Il rumore emesso dalle lavastoviglie moderne può essere categorizzato in tre gruppi: superiore a 50 dB per i modelli più rumorosi, compreso tra 44 e 49 dB, area in cui rientra la maggior parte dei modelli in commercio, e inferiore a 44 dB per gli elettrodomestici estremamente silenziosi.

Per esperienza personale, ti posso assicurare che fino a circa 49 dB il rumore prodotto dalla lavastoviglie è assolutamente tollerabile, anche di notte. Molti modelli inoltre dispongono di funzionalità che in particolari condizioni d’utilizzo abbassano ulteriormente questa soglia, assicurando un comfort acustico ancora maggiore. Puoi trovare queste prestazioni in quasi tutti gli elettrodomestici di fascia media, quindi senza dover spendere troppo. Per portarti a casa una lavastoviglie che riesce a lavorare costantemente sotto i 44 dB invece, preparati a fare i conti con cifre più elevate, perché qui entriamo nel campo dei prodotti top di gamma.

Design interno

Se il tuo budget lo consente, prendi in considerazione l’idea di acquistare una lavastoviglie dal design interno studiato per inserire quanti più piatti possibile nello stesso spazio; valuta quindi quali modelli offrono una disposizione più efficiente di griglie e separatori.

Molte macchine prevedono anche la possibilità di regolare in altezza i cestelli, un’accortezza che ritengo molto utile per inserire anche pentole particolarmente ingombranti. Prima dell’acquisto se puoi, guarda bene il vano interno per capire come è organizzato lo spazio, e accertati anche della qualità dei materiali e della robustezza degli elementi regolabili.

Funzioni avanzate

Alcune opzioni presenti ormai su tutti i modelli offrono grande praticità a cui è difficile rinunciare: vediamo insieme le principali. La partenza ritardata in particolare, mio avviso non può mancare. Con questa funzione posso decidere di posticipare il lavaggio a intervalli stabiliti, fino a 24 ore.

Alcuni modelli prevedono ritardi nell’ordine di 3, 6 o 9 ore, altri permettono di programmare la partenza a scaglioni che variano di ora in ora. Questa funzione è presente praticamente su tutti i nuovi modelli, dovrai semplicemente decidere qual è quello che ti offre la programmazione più comoda per le tue abitudini.

Mezzo carico: opzione utile per lavare solo il cestello superiore o quello inferiore, permettendo di limitare consumi e tempi. Ovviamente dovrai caricare la macchina in questo modo, non dimenticarlo!

Col tempo inoltre, le lavastoviglie sono diventate sempre più intelligenti, anzi Smart. E proprio in questo senso i produttori hanno inserito nei loro modelli tecnologie di ultima generazione, realizzando così elettrodomestici connessi e con il non trascurabile vantaggio di poter essere utilizzati anche a distanza. Alcuni modelli possono addirittura funzionare con comandi vocali, grazie all’interazione con dispositivi quali Alexa e Google Home.

Nei fatti potrai stabilire quando avviare il lavaggio, quale ciclo impostare, fino ad agire sulla durata e intensità del ciclo di asciugatura. Interessante inoltre la possibilità di ricevere informazioni sull’efficienza dell’elettrodomestico e sul suo stato “di salute”, potendo così prevedere e programmare eventuali interventi di manutenzione.

La mia opinione a riguardo, essendo un appassionato di tecnologia, è che qualsiasi miglioria in materia non può che rendere più soddisfacente l’esperienza di utilizzo del prodotto. Resto dell’opinione, tuttavia, che una lavastoviglie deve far bene il suo lavoro (lavare e asciugare perfettamente le stoviglie), e preferisco spendere qualche soldo in più per essere certo di un lavaggio e un’asciugatura impeccabili.

Nel momento in cui uscirà in commercio una lavastoviglie veramente Smart, in grado cioè di caricare le stoviglie al posto mio, e magari di metterle in ordine nella dispensa dopo il lavaggio senza che io debba muovere un dito, sicuramente te la consiglierò. Forse è ancora troppo presto, per cui concentriamoci di nuovo su come spendere al meglio il budget che hai destinato al nuovo elettrodomestico. Vediamo quindi come valutare al meglio le capacità di carico nelle prossime righe.

Installazione e capacità di carico

Può sembrare scontato, ma non lo è affatto: prima di acquistare la lavastoviglie, è essenziale valutare lo spazio a disposizione e la posizione in cui l’elettrodomestico andrà installato. Che tu stia pensando a un modello da incasso o a libera installazione, questo dovrà necessariamente essere posizionato nelle immediate vicinanze del lavandino.

Gli ingombri sono standardizzati per entrambe le varianti, per cui dovrai poter disporre di circa 60 centimetri in larghezza, e 55 in profondità. Se non hai a disposizione questo spazio, ti consiglio di cercare un modello slim che misura 45 centimetri in larghezza e non più di 55 centimetri in profondità. Esistono infine lavastoviglie da tavolo che misurano non più di 40 centimetri, sia in larghezza che in profondità.

Altro aspetto che dovrai tenere in considerazione, ovviamente, sarà la capacità di carico. La capacità standard è di circa 11-13 coperti, e non sarà difficile trovare in questa fascia di mercato lavastoviglie performanti a prezzi vantaggiosi, dato che si tratta dei modelli più diffusi.

Le lavastoviglie slim hanno capacità di circa 8-10 coperti, mentre quelle da tavolo arrivano a 6-8 coperti. Per le esigenze delle famiglie più numerose, i produttori rispondono con macchine che arrivano a gestire anche 16 coperti, ma si tratta in genere di modelli più costosi e da valutare solo se effettivamente se ne palesi la necessità.

Affidabilità e manutenzione

Qualunque lavastoviglie tu scelga, di certo desideri che possa durare quanto più a lungo possibile. Rispetto a quanto avveniva in passato, ad oggi è difficile dire quale marchio propone i modelli più affidabili e durevoli, anche se spesso acquistando un prodotto top di gamma un minimo di sicurezza in più te la garantisci.

Nella maggior parte dei casi tuttavia l’affidabilità varia da modello a modello, anche all’interno di un singolo marchio. Il mio consiglio in questo senso è quello di andare su marchi conosciuti e che garantiscano una capillare rete di assistenza per evitare quantomeno che un eventuale piccolo guasto non possa trasformarsi nel dover ricomprare l’elettrodomestico a causa di una scarsa reperibilità dei ricambi.

Detto questo, ci sono alcuni fattori e caratteristiche che generalmente portano a una macchina più affidabile e duratura. Ad esempio, le vasche in acciaio inossidabile durano spesso più a lungo delle lavastoviglie con vasche in plastica.

In ogni caso, puoi sempre adottare alcuni accorgimenti per garantire alla tua nuova lavastoviglie una vita più lunga. A tal proposito sarà sufficiente eseguire una manutenzione regolare pulendo i filtri negli intervalli suggeriti dal produttore, evitando accumuli di sporco sul fondo a ogni lavaggio, e usare anticalcare e detersivo di buona qualità.

Quando sostituire la lavastoviglie?