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Carta di credito

La carta di credito è un sistema di pagamento elettronico, costituito da una scheda plastificata avente una banda magnetica ed un microchip.

L’invenzione

La sua storia ha radici molto lontane in concomitanza con il sorgere della nascita dei sistemi creditizi e del loro sapere. Ma ecco che tutto nasce nel lontano 1730 quando un mercante di mobili Christopher Thompson introdusse per primo l’dea della rateizzazione del pagamento; quindi chi non poteva permettersi oggetti costosi poteva in accordo con il negoziante pagarli in piccole rate fino al raggiungimento del suo totale.

La moderna carta di credito è il successore di molti schemi creditizi commerciali. Fu usata per la prima volta negli anni ’20 negli Stati Uniti, in particolare per vendere carburante ad un numero sempre maggiore di automobilisti. Nel 1938 molte compagnie iniziarono ad accettare le altrui carte. La Western Union iniziò a rilasciarle ai propri clienti abituali nel 1921. Alcune furono stampate su cartoncini ma venivano contraffatte troppo facilmente.

La Charga-Plate fu un’antesignana di quelle moderne, usata durante gli anni ‘30 e ‘40. Era un rettangolo di metallo di circa 6 x 3 cm, simile ad una piastrina militare, in cui c’era il nome del proprietario in rilievo, la città e lo stato (senza l’indirizzo). C’era anche una piccola carta su cui fare la firma. Per realizzarla veniva prima messa nella stampatrice, e poi pressata facendo emergere la scritta in rilievo. Charga-Plate era un marchio di fabbrica della Farrington Manufacturing Co. Le Charga-Plate furono messe in circolazione dai commercianti all’ingrosso per i loro acquirenti abituali, un pò come le carte dei grandi magazzini di oggi. In alcuni casi, venivano tenute nei negozi invece che affidate ai clienti. Quando un cliente autorizzato effettuava un acquisto, un commesso la recuperava dall’archivio e la utilizzava durante l’acquisto.

La Charga-Plate velocizzò le operazioni di contabilità del back office che prima erano eseguite manualmente su libri mastro (prima dei computer). Il concetto che i clienti potessero pagare diversi commercianti usando la stessa nacque nel 1950 grazie a Ralph Schneider e Frank X. McNamara, i fondatori del Diners Club. Il Diners Club, che fu creato in parte tramite un unione della Dine e della Sign, produsse la prima carta di debito “per tutti gli scopi”, e richiedeva il pagamento di ogni estratto conto. In seguito nacque la Carte Blanche e nel 1958 la American Express che creò un network globale per il loro uso nel mondo.

La Bank of America creò la BankAmericard nel 1958, un prodotto che, grazie ai suoi affiliati d’oltreoceano, si evolse nel sistema Visa. La MasterCard mosse i primi passi nel 1966 quando un gruppo di banche creò la MasterCharge; ricevette poi una spinta significativa quando nel 1969 la Citibank si unì alla Master Charge con la sua Everything Card, lanciata nel 1967. La natura frazionata del sistema bancario americano portò all’uso della carta di credito come metodo di pagamento efficace per chi viaggiava per il paese e si spostava in luoghi dove non era facile accedere ai servizi bancari. Nel 1966 la Barclaycard fu lanciata nel Regno Unito e fu la prima al di fuori degli Stati Uniti.

Al giorno d’oggi ci sono infinite variazioni del concetto base del credito revolving per persone singole (come quello rilasciato dalla banca ed onorato da un network di istituti finanziari), incluse le brandizzate, quelle di unioni di clienti, quelle dei negozi e così via. A differenza di ciò invece, sebbene abbia raggiunto livelli di utilizzo molto alti negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito, è importante notare che, nell’ultima parte del XX secolo, molte culture sono ancora strettamente legate al denaro contante, o hanno sviluppato forme alternative di pagamenti senza contanti, come ad esempio la Carte bleue o la Eurocard (Germania, Francia, Svizzera ed altre). In questi posti, l’uso è partito più lentamente, infatti fino agli anni ’90 non si erano raggiunti i livelli di Stati Uniti, Canada e Regno Unito. In molti paesi ci sono ancora pochi luoghi dove sono accettate visto che l’uso di un sistema di questo tipo dipende molto dal fatto che le banche vengano viste come affidabili.

In contrasto, a causa della struttura legislativa riguardante il sistema bancario, in alcuni paesi come la Francia lo sviluppo e l’adozione di quelle dotate di chip è stata molto veloce dato che offriva un serio metodo anti frode. Negli ultimi anni anche il suo design è diventato un importante punto di forza. Il suo valore per l’emittente è spesso collegato con l’uso che il cliente ne fa, o al valore finanziario del cliente. Questo ha portato all’ascesa delle  Co Brand e Affinity – dove il design è collegato all’ente affiliato (un’università ad esempio) che porta ad un uso maggiore di tale strumento finanziario. Nella maggior parte dei casi, una certa percentuale del valore della stessa viene poi restituito al gruppo affiliato.

Tipologie

In apparenza può sembrare di avere tra le mani tutti la stessa carta, invece i sistemi bancari hanno emesso diversi tipi in base all’esigenze del titolare. Le più comuni sono:

  • Bancomat
    Viene emessa da un istituto bancario, a favore di un consumatore proprietario di un determinato conto corrente presso i suoi sportelli. Consente sia il prelievo di denaro contante, che l’effettuazione di spese presso esercizi abilitati (attraverso il sistema POS).Il suo utilizzo prevede la digitazione di un determinato PIN, fornito dall’istituto bancario.
  • A saldo
    E’ simile per certi versi a quella di debito, ed è la più diffusa. Essa consente sia il pagamento presso tutti gli esercizi convenzionati sia il prelievo di denaro contante agli sportelli bancomat abilitati. Di norma, l’addebito di tutti gli importi, spesi nell’arco del mese, vengono effettuati entro la metà del mese successivo.
  • Revolving
    Prevede gli stessi servizi di quella a saldo, ma ha la caratteristica di contenere un affidamento, cioè un prestito. Inoltre ci permette di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito. Nel corso del mese, il proprietario può scegliere la rata di rimborso che preferisce pagare, ricordando comunque che dovrà essere superiore ad un limite prestabilito (solitamente intorno al 5% dell’esposizione debitoria).
  • Prepagata
    Può essere vista come un borsellino elettronico che può essere ricaricato ogni qualvolta il titolare lo desideri. Il suo fiore all’occhiello per il quale molti ragazzi aderiscono a questa iniziativa è che non necessita di avere un c/c su cui essere appoggiata.

Funzionamento

Ribadiamo dapprima, il concetto su cui si fonda: ossia regolare il pagamento successivamente all’acquisto, per poi procedere con assoluta chiarezza sui singoli attori con i suoi rispettivi rapporti ovvero:

  • il titolare si impegna a restituire all’emittente della stessa l’importo della transazione nei tempi e nei modi prestabiliti dal contratto sottoscritto, dopo averne usufruito per eventuali acquisti;
  • il fornitore dal suo canto eroga i beni e i servizi con la tranquillità di chi non si troverà più di fronte ad assegni probabilmente scoperti;tutto questo per merito dell’istituto che si impegna a pagare al posto del cliente quanto dovuto, naturalmente al netto delle commissioni prestabilite.

Questo svolgimento avviene nel pieno della sua attività, ma come si attiva? dove la si può usare? Come si realizza praticamente la transazione con il fornitore? Innanzitutto è rivolta a maggiorenni residenti in Italia, ed è necessario essere titolari o contestatari di un c/c bancario o postale. I passaggi per la sua attivazione sono pochi ma di assoluta importanza, per la salvaguardia del suo futuro utilizzo. Il primo passo è personalizzarla apponendo la propria firma nello spazio predisposto sul retro della carta, per poi rivolgersi al Servizio Clienti con una semplice telefonata. Nel corso della telefonata Le verrà fatta esplicita richiesta della password per l’identificazione telefonica che hai inserito nel modulo di adesione, poi le coordinate del conto corrente con conseguente codice fiscale. Dopo aver posto la cornetta al suo posto, avremo la carta attivata ma non dobbiamo dimenticarci che dobbiamo attendere tramite posta che ci venga recapitato il PIN per permetterci il prelievo dei contanti presso qualsiasi sportello con assoluta sicurezza.

La sua attesa può prolungarsi per alcuni giorni, ma nel frattempo la si può utilizzare tranquillamente per gli acquisti presso gli esercenti che aderiscono a tale iniziativa; in quanto l’acquisto si svolge consegnando l’apposita carta perché possa essere letta all’interno dal suo lettore, per poi rilasciare una ricevuta che dovrà essere controllata e firmata, trattenendo una copia. Il suo funzionamento lo si applica anche per pagamenti via internet per bollette, o acquisti on line identificandosi con il rilascio del nome del titolare, il numero identificativo di sedici cifre e la data di scadenza della stessa. Così descritto, sembra un gioco da ragazzi ma il momento della riflessione avviene quando tra le mani abbiamo l’estratto conto, perché dobbiamo scegliere fra due strade da intraprendere: una, il rimborso totale mentre la seconda quella parziale rispettando il pagamento minimo pari al 3% del saldo a debito. Tale importo potrà essere variato a discrezione del titolare , però dopo sei mesi dall’attivazione o da precedenti aumenti di credito.

Il suo funzionamento deve essere chiaro e cristallino solo al titolare, perché se dovesse capitare in mani sbagliate, deve essere immediatamente bloccata. Le carte sono rilasciate dopo che un istituto di credito ha approvato il conto, dopo di che il possessore può usarla per fare acquisti da quei commercianti che la accettano. Quando viene fatto un acquisto, l’utente acconsente a pagare l’emittente. Il possessore indica il suo consenso a pagare firmando una ricevuta con una nota con i dettagli e l’indicazione dell’ammontare da pagare o inserendo un PIN (Personal Identification Number). Inoltre, molti commercianti adesso accettano l’autorizzazione verbale via telefono e quella elettronica via internet, conosciute come CNP (Carta Non Presente). I sistemi di verifica elettronica consentono ai commercianti di verificare in pochi secondi che sia valida e che ci sia sufficiente credito per coprire l’acquisto, consentendo quindi di verificare durante l’acquisto stesso. La verifica è effettuata usando un terminale POS (Point of Sale) tramite un collegamento con l’acquiring bank del commerciante. I dati sono ottenuti da una striscia magnetica o da un chip sulla carta; il sistema più recente è usato nel Regno Unito e in Irlanda ed è conosciuto come Chip e PIN, in gergo è definita EMV.

Altre variazioni di sistemi di verifica sono usate dai commercianti di eCommerce per determinare se l’account dell’utente sia valido e sia in grado di accettare il debito. Questi di solito comportano l’aggiunta di ulteriori informazioni da parte del possessore, come ad esempio il codice di sicurezza stampato sul retro o l’indirizzo di casa. Ogni mese, all’utilizzatore viene spedito un estratto conto che indica gli acquisti eseguiti con essa, gli eventuali interessi e il totale non pagato. Dopo aver ricevuto questo estratto conto, il possessore può contestare qualsiasi addebito che pensa sia scorretto. Altrimenti dovrà pagare una quota minima della fattura entro una data di scadenza, o potrà scegliere di pagare una cifra maggiore fino anche all’intera somma dovuta. Il fornitore della carta addebiterà interessi sulla cifra dovuta se il saldo non è pagato del tutto (di solito a tassi molto più alti delle altre forme di debito). Alcuni istituti finanziari possono mettersi d’accordo per avere pagamenti automatici che vengono scalati dal conto corrente del cliente, evitando così ritardi nel pagamento a patto che il possessore abbia fondi sufficienti.

Interessi

L’emittente di solito rinuncia ad addebitare gli interessi se il saldo viene pagato completamente alla fine di ogni mese, ma caricherà anche interessi pieni sull’intero saldo scoperto fin dalla data degli acquisti se questo non verrà pagato. Per esempio, se un utente effettua una transazione di 1.000 euro e la ripaga completamente durante il periodo di mora, non verranno addebitati interessi. Se, invece, anche solo 1 euro del totale rimarrà non pagato gli interessi verranno calcolati su tutti e 1.000 gli euro dalla data in cui è stato fatto l’acquisto fino a quella del pagamento. Il modo esatto in cui vengono addebitati gli interessi solitamente viene dettagliato in un accordo col possessore che può essere riassunto sul retro dell’estratto conto mensile. La formula generale di calcolo che la maggior parte degli istituti finanziari usa per determinare l’ammontare degli intessi da calcolare è TPA/100 x SGM/365 x il numero di giorni. Prendete il Tasso percentuale annuo (TPA) e dividetelo per 100, poi moltiplicatelo per il Saldo giornaliero medio (SGM) diviso per 365 e infine prendete questa cifra e moltiplicatela per il numero totale di giorni tra l’acquisto e il pagamento.

Gli istituti finanziari, dal momento in cui avviene la transazione fino al momento del pagamento, si riferiscono agli interessi da addebitare come al debito residuo. Perciò dopo che una cifra è stata restituita ed il pagamento è stato eseguito, il possessore riceverà ancora un addebito degli interessi dopo aver saldato interamente il conto (infatti l’estratto conto continuerà ad avere un addebito per gli interessi che sono maturati fino alla data in cui il saldo è stato pagato completamente, cioè quando si è pagata l’ultima rata). La carta di credito può servire come semplice forma di credito revolving oppure può diventare un complicato strumento finanziario con saldi multipli ognuno ad un interesse diverso, possibilmente con un singolo tetto massimo di credito, o con limiti di credito separati applicabili ai vari segmenti del saldo.

Di solito questa compartimentalizzazione è il risultato di un’incentivo speciale offerto dalla banca emittente per incoraggiare il trasferimento del saldo dalla carta di un’altra emittente. In caso che diversi tassi d’interesse si applichino a vari segmenti del saldo, la ripartizione del pagamento è solitamente a discrezione della banca emittente, e i pagamenti saranno perciò ripartiti in base il tasso più basso fino al pagamento completo. I tassi d’interesse possono variare considerevolmente, e l’interesse può aumentare vertiginosamente se il possessore ritarda un pagamento, e anche se la banca emittente decide di aumentare i suoi tassi. A causa dell’intensa competizione, le compagnie creditizie spesso offrono incentivi come i punti fedeltà di compagnie aeree, buoni omaggio, cash back (solitamente fino all’1 percento del totale degli acquisti) per provare ad attrarre i clienti. Ne esistono alcune con interessi bassi o addirittura nulli. L’unico svantaggio per i clienti è che il periodo in cui gli interessi sono bassi è limitato fino ad una data prestabilita, di solito tra i 6 e i 12 mesi dopo che è stato applicato un tasso più alto. Comunque, esistono servizi che avvertono il possessore che il periodo di interessi bassi sta per scadere. La maggior parte di questi servizi però addebita una tariffa mensile o annuale.

Il periodo di grazia è il tempo che il possessore ha per saldare il conto prima che gli vengano addebitati gli interessi. Questo periodo varia, ma di solito va dai 20 ai 40 giorni a seconda del tipo di carta  e di banca. Alcuni accordi prevedono il ripristino dopo aver soddisfatto alcune condizioni. Solitamente, se un cliente è in ritardo nel pagamento del conto, verranno addebitati interessi senza contare il periodo di grazia. L’addebito degli oneri finanziari dipende dal periodo di grazia e dal saldo; con la maggior parte delle carte non c’è periodo di grazia se c’è un conto non pagato in sospeso nel precedente estratto conto (in questo caso gli interessi sono applicati sia al vecchio saldo che alle nuove transazioni). Comunque, ne esistono alcune che applicano gli oneri finanziari solo sul vecchio saldo, escludendo le nuove transazioni.

Plafond

Esiste un disponibilità massima di prelievo, giornaliero e mensile, per le carte Bancomat e le carte di credito. Tale disponibilità, detta “plafond”, è generalmente di 250,00 euro giornalieri per la carta Bancomat, 1000 – 1500 euro la disponibilità mensile. I Pos, al contrario, hanno plafond più elevati, circa 1500 euro giornaliero e mensile. È comunque prevista la possibilità di modificare questa disponibilità, a seconda del reddito e della banca.

Quelle carte di credito che permettono anche operazioni Bancomat, hanno dei plafond più elevati; questo aumenta sicuramente il rischio derivante da una clonazione poiché il truffatore può essere in grado di prosciugare completamente il conto corrente della vittima.

Esiste un servizio, non concesso da tutte le banche, che permette di bloccare qualsiasi operazione quando è raggiunta la disponibilità massima, giornaliera o mensile. Grazie a questo servizio è possibile evitare di pagare costose more a causa di uno scoperto sul conto corrente causato da un prelievo eccessivo.

Qualora la vostra banca non offra tale servizio, è consigliabile al titolare della carta di non tenere troppo denaro sul conto corrente, così da evitare danni irreparabili derivanti dalla clonazione della carta oppure da un possibile scoperto “involontario”.

Vantaggi

Per i commercianti, una transazione tramite carta è spesso più sicura di altre forme di pagamento, come ad esempio gli assegni, perchè la banca si impegna a pagare il commerciante nel momento in cui la transazione viene autorizzata, senza badare ai mancati pagamenti del possessore (eccetto per le vertenze legali, che sono discusse sotto, e possono portare ad un riaddebito al commerciante). In molti casi, sono più sicure anche dei contanti, perchè scoraggiano furti degli impiegati dei commercianti e riducono la quantità di denaro nel locale. Prima di esse, ogni commerciante doveva valutare attentamente ogni cliente prima di fare credito. Questo compito ora è della banca che si assume il rischio del credito. Per ogni acquisto la banca addebita al commerciante una commissione per questo servizio e può esserci un certo ritardo prima che il pagamento concordato venga ricevuto dal commerciante. La commissione spesso è una percentuale dell’ammontare della transazione più una quota fissa. In aggiunta, un commerciante può essere penalizzato o limitato nella ricezione del pagamento se ci sono troppe correzioni o cambiamenti dell’importo addebitato. Alcuni piccoli commercianti chiedono che qualche acquisto venga effettuato con la carta per avere una cifra minima (di solito tra i 5 e i 10 euro) che compensi i costi di transazione, sebbene questo sia severamente proibito dalle compagnie che le emettono e debba essere riferito alla propria società emittente.

In alcuni paesi, per esempio nei paesi nordici, le banche garantiscono il pagamento con carte di credito solo se la carta d’identità è stata verificata e se questo e il numero civico sono scritti sulla ricevuta assieme alla firma. In questi paesi perciò i commercianti di solito chiedono la carta d’identità. I cittadini dei paesi non nordici, che è improbabile che posseggano documenti di quei paesi, dovranno invece mostrare il passaporto, e il numero del passaporto sarà trascritto sulla ricevuta, a volte con anche altre informazioni. Alcuni negozi usano il PIN della carta per l’identificazione, e in quel caso mostrare i documenti non è necessario.

Come avvengono le transazioni

  • Autorizzazione
    Il possessore paga per l’acquisto e il commerciante presenta la transazione all’acquiring bank. Questa verifica il numero della carta di credito, il tipo di transazione e la cifra con la banca emittente e destina quella parte del credito al commerciante. Un’autorizzazione genera un codice di approvazione, che il commerciante mette da parte assieme alla transazione.
  • Batching
    Le transazioni autorizzate vengono salvate in “gruppi” che vengono poi mandate all’acquiring bank. Questi gruppi di solito vengono presentati una volta al giorno alla fine della giornata lavorativa. Se una transazione non viene inserita nel gruppo, l’autorizzazione rimarrà valida per un certo periodo, determinato dall’emittente, dopo il quale l’ammontare trattenuto verrà restituito al credito disponibile del possessore (vedere: addebito autorizzato in sospeso). Alcune transazioni possono essere inserite nel gruppo senza la precedente autorizzazione; questo possono essere sia transazioni che ricadono nel limite d’autorizzazione del commerciante sia transazioni in cui l’autorizzazione è fallita ma il commerciante continua a tentare di ottenerla (casi del genere si verificano quando il possessore non è presente ma deve al commerciante altri soldi, come ad esempio il prolungamento dell’alloggio negli alberghi o dell’affitto di un’auto).
  • Compensazione e Liquidazione
    L’acquiring bank manda i gruppi di transazioni attraverso l’associazione di carte di credito, che addebita la società emittente per il pagamento e accredita la cifra all’acquiring bank. Essenzialmente, l’emittente paga l’acquiring bank per la transazione.
  • Finanziamento
    Una volta che l’acquiring bank è stata pagata, questa paga il commerciante. Il commerciante riceve l’ammontare totale del finanziamento riportato nel “gruppo” meno il tasso di sconto, che è il tasso che il commerciante paga all’acquiring bank per la transazione.
  • Chargeback o Rifiuto di addebito
    Il chargeback si verifica quando i soldi del conto del commerciante vengono trattenuti a causa di una disputa collegata alla transazione. Il chargeback di solito è intrapreso dal possessore. In caso di chargeback, la società emittente restituisce la transazione all’acquiring bank per una risoluzione, questa poi spedisce il chargeback al commerciante che può accettare il chargeback o contestarlo.

Sicurezza

La sicurezza delle carte di credito è collegata alla sicurezza fisica della carta di plastica ed anche alla riservatezza del numero ad essa collegato. Perciò quando un’altra persona, diversa dal proprietario, ha accesso alla carta o al suo numero la sicurezza è potenzialmente compromessa. I commercianti spesso accettano il numero della carta senza altre verifiche in caso di ordine per corrispondenza, ma comunque registrano l’indirizzo di consegna come misura di sicurezza per minimizzare il rischio di acquisto fraudolento. Alcuni commercianti accettano il numero per gli acquisti fatti nel negozio, ma visto che questo facilita le frodi richiedono la presenza della carta e la nostra firma. Se rubata può essere annullata e, se fatto in fretta, i rischi che si verifichino frodi saranno molto limitati. Per gli acquisti su internet, a volte c’è lo stesso livello di sicurezza degli ordini per corrispondenza (si richiede solo il numero) quindi basta che il ladro entri in possesso del codice di sicurezza per fare ordini con i nostri soldi. Spesso però ci sono misure di sicurezza aggiuntive, la principale delle quali è richiedere un PIN di sicurezza, obbligando così il ladro a procurarsi entrambe le cose. Lo standard di sicurezza è il PCI DSS ed è fornito dalla PCI SSC (Payment Card Industry Security Standards Council). Questo standard di sicurezza dei dati è adottato dagli istituti di credito per proteggere gli utenti dai commercianti disonesti.

Una smart card, combina le proprietà di una carta di credito e di una di debito. Il chip va dai 3 ai 5 mm ed è incorporato nella scheda. Il punto di contatto consente l’accesso elettronico al chip.  La scarsa sicurezza del sistema delle carte consente infinite opportunità di frode. Queste opportunità hanno creato un’enorme mercato nero di numeri rubati, che di solito vengono usati prima che avvenga la denuncia di smarrimento.

Lo scopo delle società finanziarie non è di eliminare le frodi, ma di ridurle a livelli ragionevoli. Questo implica che le misure di prevenzione delle frodi che costano molto e rendono poco non vengano usate se il costo supera il guadagno potenziale che potrebbe venire riducendo le frodi. La maggior parte delle frodi su internet sono compiute rubando informazioni sulla carta. Questo può essere fatto in molti modi, per esempio copiando le informazioni direttamente dal venditore, sia online che offline. Nonostante gli sforzi per migliorare la sicurezza degli acquisti a distanza, i buchi nella sicurezza sono il risultato di una scarsa implementazione da parte dei commercianti. Per esempio, un sito web che usa il sistema SSL per criptarne i numeri può mandare poi un’email a chi poi manualmente eseguirà l’inserimento dei vostri dati nel terminale. Naturalmente quindi il rischio nasce ovunque ci sia una persona che legge i dati della carta prima che questi arrivino all’acquiring bank. Comunque, molte banche offrono sistemi dove la criptazione dei dettagli della carta che avviene sul sito di un commerciante viene spedita direttamente alla sezione di elaborazione dei pagamenti.

I CPN (controlled payment number) sono una sorta di alias usati da varie banche come la Citibank (Virtual Account Numbers), la Discover (Secure Online Account Numbers), la Bank of America (ShopSafe), 5 banche che usano la eCarte Bleue e la Virtualis della CMB in Francia, e la eKort della Swedbank of Sweden per proteggere il numero della carta dei propri clienti. Questi sono dei numeri che di solito vengono usati una volta e basta e che precedono il reale numero della carta, e sono generati durante l’acquisto online. Possono essere validi per un periodo di tempo limitato, per la cifra dell’acquisto o per un importo limitato stabilito dall’utente. L’uso può essere limitato ad un solo commerciante se si vuole. In questo modo i veri dettagli del conto del cliente non verranno visti dal commerciante o dai suoi impiegati. Se il numero che il commerciante ha sul suo database non è esatto, sarà inutile per un ladro appropriarsene visto che dopo il primo utilizzo verrà rifiutato.

Lo stesso sistema di controlli può essere usato anche durante le normali transazioni. Per esempio se il cliente ne ha una  con chip e pin (EMV) abilitato potrà limitarla in modo che possa essere usata solo nei POS (limitando quindi l’uso online) e solo in un certo territorio (per esempio l’Italia). Esistono molti altri controlli e possono essere attivati o disattivati dal possessore in tempo reale, a seconda delle circostanze (per esempio si possono cambiare i parametri temporali, numerici, geografici, ecc sia sulla carta principale che in quella secondaria). Oltre agli ovvi benefici, il possessore si sentirà sicuro perchè potrà usare il sistema EMV nel mondo reale e limitarne l’uso all’interno del proprio paese. Nell’eventualità che un ladro rubi i dati, gli sarà impedito di usarli all’estero nei paesi che non usano la tecnologia EMV. Allo stesso modo, può essere inabilitata per l’uso online e perciò se anche i dati venissero rubati sarebbero inutili. Poi, quando l’utente farà acquisti online, si potranno usare numeri virtuali per effettuare gli acquisti. In entrambe le circostanze si può impostare un sistema di allarme che avverta il proprietario che si stanno effettuando tentativi fraudolenti di utilizzo. Questo è il metodo ottimale per garantire maggior sicurezza, controllo e conoscenza sia nel mondo reale che in quello virtuale. Per di più non c’è bisogno che i commercianti facciano nulla ed è allettante per clienti, commercianti e banche perchè non solo scopre le frodi ma le previene anche.

Cosa fare in caso di furto

Siamo stati oggetto di uno scippo e abbiamo perso tutte le nostre carte? Abbiamo smarrito la carta di credito e non riusciamo più a trovarla? Ecco, passo per passo, cosa fare in queste situazioni:

  • anzitutto, appena accorti del furtosmarrimento della carta, contattare immediatamente la nostra banca per bloccare qualsiasi operazione legata a tale carta di creditobancomat, così da evitare qualsiasi perdita economica;
  • per bloccare qualsiasi carta è necessario chiamare la nostra banca ed avvertire dell’avvenuto furto o smarrimento; sarà poi compito della banca comunicare l’evento a chi di dovere, generalmente al gruppo che gestisce il circuito bancomat;
  • se desideriamo muoverci di persona per bloccare la carta, è possibile chiamare direttamente il numero verde dell’Ufficio Blocchi della S.I.A., solo nel caso la carta smarrita o rubata sia un Bancomat; se invece abbiamo perso una carta di credito sarà necessario contattare direttamente il servizio clienti del circuito utilizzato dalla carta (VISA, Mastercard e così di seguito); alcune carte di credito possono essere abilitate per operazioni Bancomat e pago Bancomat, in tal caso è necessario chiamare ambedue i numeri verdi e procedere con un doppio blocco;
  • fare attenzione a quale numero verde abbiamo trovato da chiamare, infatti esistono, per lo stesso circuito, due diversi numeri: uno è dedicato a chi chiama dall’Italia, l’altro a chi, al contrario, chiama all’estero. Controllare sempre quale numero è necessario chiamare quando ci rechiamo all’estero;
  • dopo aver chiamato il numero verde ed aver richiesto il blocco della carta, annotare dove preferite la data, l’ora, il nome dell’operatore che ha risposto alla vostra chiamata e il codice blocco che, eventualmente, può essere dato alla pratica;
  • salvo diverse circostanze, il blocco della carta è immediato;
  • subito dopo aver bloccato la carta, andare alla più vicina stazione di polizia per sporgere denuncia; richiedere una copia della denuncia è fondamentale, anche ai fini di una eventuale assicurazione;
  • dopo aver avuto copia della denuncia, confermare ,entro due giorni, alla vostra banca la richiesta di blocco della carta, tramite raccomandata A.R.; è necessario allegare alla raccomandata una copia della denuncia sporta;
  • qualsiasi prelievo fraudolento avvenuto precedentemente alla richiesta di blocco sono a carico del cliente; successivamente è prevista comunque una franchigia di 150 euro, indifferentemente dalla somma prelevata; comunque, nel caso il denaro prelevato precedentemente al blocco della carta consista di una somma inferiore alla franchigia, alcune banche optano per non farla pagare.

Cosa fare in caso di clonazione

La clonazione di una carta, semplicemente, consiste nella creazione di una sua replica, con la quale è possibile prelevare tutto il denaro presente sul conto corrente. Comunemente un truffatore posiziona un lettore di bande magnetiche sopra al normale lettore di uno sportello Bancomat, carpendo tutte le informazioni necessarie per creare un duplicato; contemporaneamente, un micro-telecamera posizionata sopra la tastiera registra il codice PIN della carta. In alternativa, oltre alla telecamera, è possibile installare una seconda tastiera sopra a quella originale, capace di registrare ugualmente il codice PIN. Ecco cosa fare in questa situazione:

  • anzitutto bloccare la carta con la stessa procedura usata per un normale smarrimento o furto, seguita da una denuncia alle autorità competenti;
  • la clonazione, al contrario del semplice furto, è un processo molto più subdolo poiché solo al momento dell’arrivo dell’estratto conto è possibile rendersi conto dell’avvenuto misfatto; in questo caso, appena ricevuto l’estratto conto, bisogna spedire un reclamo scritto alla banca, con allegata la denuncia sporta alle autorità; il limite massimo entro il quale spedire questo reclamo è di 60 gg, oltre questo limite la banca ritiene implicitamente accettato l’estratto conto spedito;
  • qualsiasi addebito effettuato prima del blocco della carta è solitamente rimborsato dalla banca presso la quale abbiamo aperto il conto corrente. Unica eccezione a questa regola avviene quando la banca ritiene la persona proprietaria della carta responsabile indiretto della clonazione di quest’ultima e richiederà, pertanto, il saldo di un eventuale scoperto. Questa gravosa situazione deve essere considerata caso per caso;
  • capita che responsabile indiretta della carta clonata possa essere la banca; in tal caso è la banca stessa a risarcire ogni eventuale perdita subita dal cliente.

Ecco qualche consiglio utile per rendere più ardua la clonazione della vostra carta di credito:

  • controllare sempre che nessuno stia osservando la tastiera sulla quale digitate il codice PIN;
  • qualsiasi variazione anomala della struttura del Bancomat deve essere un segnale d’avvertimento: ritirare subito la carta di credito senza digitare il codice PIN e avvertire l’assistenza tecnica della banca;
  • non aspettare l’estratto conto mensile per controllare le operazioni sul conto corrente; tenere d’occhio le operazioni sulla carta personale può aiutare a
  • ridurre qualsiasi danno proveniente dalla clonazione di una carta;
  • le carte di credito più gettonate per la clonazione sono quelle che permettono operazioni di prelievo “internazionale”, per ovvie ragioni.

Consigli

Il buon uso deve essere dettato dal buon senso e dai consigli di chi già ne è in possesso. Possiamo stilare un promemoria per fissare bene in mente le regole base, a partire dal rilascio della firma sul retro della scheda (la firma deve essere uguale a quella riportata nella richiesta di rilascio). Essendo lo scrigno di una parte dei nostri risparmi per questo dobbiamo conservarla con cura, tenendola lontana da fonti magnetiche e da oggetti contundenti che possano graffiare la banda sul retro. Al momento di pagare inoltre, prima di firmare lo scontrino, bisogna verificare la congruenza dei dati, in particolare: il numero della carta, l’importo e la data. In tal caso si concluda l’operazione per poi conservarlo in attesa della verifica sull’estratto conto; quest’ultimo potrà pervenire tramite posta ordinaria mensilmente, o lo si può consultare anche tramite il sito web, accedendo alle pagine protette del servizio internet baking.

È d’obbligo aggiungere una postilla di assoluta importanza, ossia la contestazione o un reclamo specifico deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data dell’invio dell’estratto conto o dalla data di contabilizzazione delle operazioni sul c/c. Se dovessimo fermarci qui nell’elenco delle sue funzioni sarebbe il tutto molto riduttivo, invece questi può essere usata anche per pagamenti permanenti come le bollette, il noleggio delle auto,la ricarica di cellulari e pagamenti di pedaggio autostradale. Per il noleggio dell’auto ne viene richiesta un deposito cauzionale come garanzia del servizio, comportando una diminuzione del limite mensile per poi essere ripristinato nel mese successivo. L’arco di tempo a nostra disposizione per usufruire di ciò che abbiamo detto e di molto altro equivale alla sua validità: cinque anni; il suo rinnovo avviene automaticamente, quindici giorni prima dalla data di scadenza; ma può avvenire anche in periodi antecedenti ossia quando risulta illeggibile al terminale, vi si smarrisce il codice PIN e naturalmente con la perdita della stessa.

Il caso da valutare con attenzione è quello dello smarrimento, ma anche in questi casi possiamo assumere delle precauzioni come richiederne il blocco entro 48 ore ai numeri verdi forniti dalla compagnia erogatrice; inoltre bisogna sporgere denuncia alle autorità competenti e presentarne copia alla Banca entro lo stesso periodo.

Ecco alcune precauzioni da adottare così da ridurre al minimo qualsiasi danno derivante da furto, smarrimento o clonazione della carta:

  • MAI tenere carta di credito e relativo codice uno vicino all’altro, questo significa non annotare il PIN su di un foglietto sistemato poi all’interno del contenitore della carta o, comunque, all’interno del portafoglio o della borsetta; in tal modo è più difficile che un ladro riesca a prelevare denaro dal vostro conto corrente prima che la carta venga bloccata;
  • possibilmente non riportare il codice PIN all’interno della rubrica, a meno di non camuffarlo così che non possa essere possibile riconoscerlo in mezzo ad altre voci;
  • controllare sempre che eventuali addebiti non autorizzati non siano frutto di pagamenti da parte di familiari, senza un debito preavviso da parte loro;
  • non consegnare la carta al cameriere del ristorante per pagare il conto, meglio andare personalmente alla cassa e assicurarsi che nulla di strano accada durante la transazione;
  • porre sempre una particolare attenzione al momento del prelievo presso un Bancomat: alcune truffe comportano un falso inceppamento della macchina cosicché l’ignara vittima si allontani per andare a chiamare la banca, contemporaneamente il truffatore preleva del contante dalla carta ancora inserita nel Bancomat e con PIN già inserito, tutto questo senza che la vittima si accorga di nulla; in caso di guasto del Bancomat, non allontanarsi mai dalla macchina e provvedere immediatamente al blocco della carta;
  • in qualsiasi caso, è sempre meglio prelevare dai Bancomat della propria banca, durante l’orario di apertura così da richiedere assistenza tecnica in caso di malfunzionamento.