Caschi per la moto

Autore Andrea Pilotti

Il casco è un oggetto prezioso per i motociclisti, perchè ha il compito di proteggerne la testa in caso di caduta. Ne esistono diversi modelli, catalogati in base al design e al grado di protezione offerto. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di casco per la moto in base a criteri di qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.

Casco per la moto

Caratteristiche

Che sia per una bella gita fuori porta con gli amici, o per il tragitto di routine casa-lavoro, il casco è un elemento fondamentale per ogni motociclista. Non solo protegge e può salvare la vita in caso di scontri ed incidenti, ma riduce anche i fastidi del clima, come vento e freddo, e l’insopportabile rumore del traffico cittadino. Sappiamo tutti cos’è un casco, un copricapo protettivo costruito con materiale resistente, che ha lo scopo di difendere una delle parti più delicate del corpo umano, la testa, in caso di caduta e urto. Ma analizziamo in dettaglio le sue parti.

Il casco è un elmo che segue la forma del capo, costituito da una calotta esterna, costruita in materiale sintetico, che ha la funzione di sopportare gli urti. Nel momento dello scontro infatti, questa calotta assorbe parte dell’energia con una distruzione parziale, e distribuisce poi la restante su una superficie più ampia. È presente anche una calotta interna che assorbe l’urto e, come conseguenza, si deforma permanentemente.

Il casco dispone inoltre di un sistema di areazione, per assicurare il cambio d’aria all’interno e favorire quindi la respirazione, ma anche per evitare che la visiera dei caschi integrali si appanni e riduca la visibilità. Attraverso micro-condutture infatti, si creano correnti d’aria le quali favoriscono la fuoriuscita dell’aria calda all’esterno.

Il rivestimento interno del casco è composto da un tessuto anallergico traspirante, la visiera invece di solito viene realizzata in policarbonato ed altri materiali speciali che resistono all’abrasione. Altro elemento importante, spesso sottovalutato, è il cinturino sottogola. Questo è fondamentale perché impedisce la perdita del casco quando si cade. Il cinturino è fissato con sistemi a gancio alla calotta esterna. Alcune persone indossano il casco senza poi agganciare il cinturino, rendendo così vana la sua funzione protettiva nel malaugurato caso di incidente stradale

Come è fatto

Indipendentemente dal modello, tutti i caschi sono così composti:

  • Calotta esterna
    E’ la parte più resistente, quella che assorbe per prima l’impatto in caso di eventuale caduta: per questo deve essere dura ma anche flessibile (anche se spesso al tatto neanche ce ne accorgiamo), per meglio assorbire il colpo.
    I materiali con cui vengono realizzati subiscono continue evoluzioni e miglioramenti, e il risultato sono caschi resistenti ma leggeri. Oggi la scelta ricade principalmente sui componenti termopalstici come il policarbonato o l’ABS, o le vetroresina come il poliestere combinato con fibre di vetro o kevlar. Sostanzialmente si tratta quindi di materiali duri, o che lo diventano dopo aver subito precisi trattamenti, come nel caso dei materiali termoplastici. Attualmente il materiale più utilizzato è il policarbonato perché è il materiale più leggero e con grandi proprietà di malleabilità e quindi di semplice lavorazione. Costituisce, di solito, la parte esterna, colorata, spesso personalizzata con frasi o adesivi: non tutti sanno, però, che le sostanze solventi presenti nei pennarelli indelebili e in alcune vernici possono compromettere la composizione del materiale e quindi la sua resistenza agli impatti. Sarebbe quindi meglio non abbondare con le scritte fai da te, ne va della sicurezza; è meglio scegliere un modello aerografato o farlo decorare da professionisti del settore.
  • Calotta interna
    Rappresenta l’imbottitura che, in caso di impatto, assorbe l’urto dall’interno, cos’ come la calotta lo attutisce dall’esterno. È composta da polistirolo espanso, uno speciale materiale duro e in forma granulare, che prende forma dopo aver subito uno speciale trattamento termico a base di pentano. È distribuito in modo diverso in base ai punti che protegge e alla resistenza della calotta esterna nella parte corrispondente; è infatti più denso concentrato ai margini e più malleabile nella parte centrale, dove la calotta esterna è più resistente. È importante che questo materiale sia sempre integro; la sua degenerazione infatti compromette seriamente la sicurezza del casco, quindi dopo un impatto, un urto o semplicemente dopo un determinato periodo di tempo la calotta potrebbe rovinarsi, rendendo necessaria la sostituzione del casco.
  • Rivestimento interno
    E’ la parte visibile dell’interno del casco, che va a coprire la calotta e a interporre tra il polistirolo espanso e la testa uno strato morbido, rendendo le misure più adattabili. Visto che viene posto a contatto con la cute è realizzato in tessuti anallergici e traspiranti. Ovviamente è anche la parte del casco che più subisce l’usura e che assorbe la sporcizia; ma si può ovviare a questo problema utilizzando speciali papaline che vanno poste all’interno del casco, in modo da mantenerlo più pulito. La papalina si può infatti staccare e lavare. Altrimenti è consigliabile utilizzare un fazzoletto o un foulard.
  • Prese d’aria
    Il loro scopo è di assicurare la massima ventilazione alla testa. Generalmente sono poste nella parte superiore del casco, ai lati o davanti alla bocca in caso di modelli integrali o semiintegrali. Alcune permettono anche di regolare l’apertura per permettere il passaggio di più o meno aria.
  • Visiera
    E’quella parte che corrisponderebbe, in un’automobile, al parabrezza, ossia la parte trasparente attraverso la quale guardare. Ha la funzione di proteggere il viso e soprattutto gli occhi da qualsiasi cosa possa andare a sbattervi contro, ad esempio pulviscolo, sassolini o anche solo semplici insetti. È particolarmente utile quando piove perché ripara gli occhi dalle gocce di acqua. Allo stesso tempo forte e delicata, si rompe molto difficilmente ma può essere facilmente soggetta a graffiature: per questo è una parte del casco a cui bisogna fare molta attenzione, soprattutto quando capita di appoggiare il casco sul manto stradale o su altre superfici che potrebbero danneggiarla. Quando le abrasioni e i graffi impediscono una visuale ottimale è necessario sostituirla. Dopo un lungo viaggio invece è buona regola pulirla con una pezzuola, anche solo per eliminare lo sporco ed eventuali moscerini.
  • Cinturino sottogola
    Assicura il casco alla testa impedendo che scappi via nel corso di un tragitto. È importante che non sia né troppo stretta né troppo lenta, questo per impedire che il casco non si sfili, ma che nemmeno ci possa soffocare: un casco troppo stretto, infatti, è anche molto scomodo da disossare e indossarlo per prolungati periodi di tempo potrebbe portare a controindicazioni fisiche.

Tipologie

I tre modelli principali:

  • Integrale
    È il casco più ‘serio’, da utilizzare nel caso si debba viaggiare su moto o scooter di grossa cilindrata. Il suo nome deriva dal fatto che protegge tutta la testa, dalla calotta cranica alla mandibola, ed è senza dubbio quello che garantisce la massima sicurezza. Il suo unico svantaggio è il peso, e quindi risulta un po’ scomodo da portare appresso; in più, in estate potrebbe rivelarsi eccessivamente caldo, mentre è più gradito nei mesi invernali, in quanto protegge tutto il volto dalle intemperie.
  • Jet
    È quello che chiamiamo anche semiintegrale poiché è meno chiuso del modello integrale, pur essendo in ogni modo molto avvolgente: protegge la nuca e le guance. È disponibile anche un modello modulare che prevede l’aggiunta di una mentoniera sollevabile e staccabile che, quando applicata, lo trasforma in un casco integrale.
  • Demi-jet
    È il modello più comune in circolazione, ancora più aperto rispetto al modello precedente, che lascia, quindi, scoperto tutto il volto e anche il collo, garantendo in ogni modo una buona copertura della nuca. Come per gli altri modelli, si possono applicare anche una visiera e una fascia parasole. Solitamente viene utilizzato per la guida di scooter e motorini.
  • A elmetto
    È quello che generalmente viene chiamato ‘casco omologato’ a marchio DMG (Direzione Generale Motorizzazione) o ‘casco leggero’, ammesso solo per la guida di scooter e motorini. Di gran moda tra giovani e adolescenti, non è più considerato a norma di legge dal 2002 e recentemente non è più neanche consentita la vendita, anche se non è considerato un reato indossarlo se lo si è acquistato prima di quella data. Ha la forma di una scodella, quindi è totalmente aperto e purtroppo non protegge sufficientemente alcune parti vitali della testa. In più solitamente è fatto di materiali poco idonei come il polistirolo, presenta un cinturino troppo sottile e garantisce adeguata protezione contro eventuali urti solo a una velocità inferiore ai 20 km/h, contro i 100 km/h dei modelli più recenti. Non rispondendo alle attuali norme di sicurezza previste dal codice stradale (viene riconosciuto solo nel nostro paese, mentre all’estero è assolutamente fuorilegge), il suo uso è fortemente sconsigliato.

Come scegliere

Nella scelta del casco bisogna tenere in considerazione pochi elementi, ma molto importanti. Dopo aver considerato quale sia il modello più adatto, una cosa fondamentale è assicurarsi che il casco sia omologato. Infatti di qualsiasi tipo di casco si tratti, per essere regolare, e quindi testato, deve essere omologato dal Ministero dei Trasporti e fare riferimento alla normativa europea ECE. Per essere sicuri di ciò dovete cercare un’etichetta, che di solito è cucita sul cinturino oppure sull’imbottitura interna. Questa deve comprendere il numero distintivo dello stato di immatricolazione (ad esempio E3), il numero di omologazione (es. 0345876) e quello di produzione(89456).

Accertato questo, preoccupatevi di provare accuratamente il casco per trovare la taglia più adatta alla vostra testa. È molto importante infatti che il casco calzi alla perfezione sulla testa, che non si muova, ma stia ben fermo. Se scegliamo bene la misura, in caso di caduta, il casco resterà ben attaccato alla testa, adempiendo al suo compito protettivo. Qui di seguito indicherò una lista di tutte le misure di caschi in produzione, dalla più piccola alla più grande, e dei centimetri di circonferenza della testa a cui corrispondono.

  • XXXXS = 48 cm
  • XXXS = 50 cm
  • XXS = 52 cm
  • XS = 53 -54 cm
  • S = 55 – 56 cm
  • M = 57 – 58 cm
  • L = 59- 60 cm
  • XL = 61 – 62 cm
  • XXL = 63 – 64 cm
  • XXXL = 65 – 66cm

Di solito le misure medie vanno dalla XS alla L, ma in un negozio molto fornito potrete trovare tutte quelle sopra riportate, per tutte le esigenze. Dopo aver valutato attentamente queste cose fondamentali potete passare al lato più frivolo e divertente della scelta: i colori e i disegni. Le case di produzione si sbizzarriscono ormai a creare dei caschi che assomigliano a delle vere e proprie opere d’arte. Disegni bellissimi e coloratissimi potranno correre con voi sulle vostre moto, scegliete quello che si intona di più al veicolo, o semplicemente quello che più vi piace. Sui vedono spesso in giro caschi che riportano bandiere di paesi stranieri, paesaggi e stili fiorati, davvero molto belli. Ma se non vi piacessero, per i più originali esiste la possibilità di personalizzare il proprio casco e renderlo unico, utilizzando (o facendo utilizzare!) l’aerografo, lo strumento di precisione più adatto per disegnare su questa superficie, costituito da una penna che attraverso un flusso d’aria compressa spruzza il colore. È perfetto per produrre sfumature e linee sottili. È un attrezzo per professionisti, ma ne esistono in commercio anche versioni più piccole e facili da usare, per permettere anche ai “non addetti” di usarlo.

Test

Norme

Il casco può salvare la vita. Questa non è una frase fatta o una raccomandazione di un genitore premuroso, ma la pura verità. Gli incidenti stradali sono una tra le maggiori cause di morte nel nostro paese, per questo è importantissimo premunirsi delle apposite precauzioni adottate dalla legge in merito. La legge, appunto. La causa primaria che deve spingere i motociclisti all’acquisto e all’uso del casco è senz’altro la sicurezza. Ma se questo non dovesse bastare entrano in gioco le sanzioni previste dalla legge italiana.

Nel 2000 è entrata in vigore la legge che obbliga all’uso del casco tutti i motociclisti, anche maggiorenni, fino a quel momento esenti dalla costrizione. Fortunatamente da allora, seppur con qualche resistenza, la gente ha iniziato ad usare di più il casco, e la percentuale di incidenti è diminuita. Ma ci sono ancora persone restie all’uso di questo strumento protettivo. Vuoi perché lo reputano scomodo, perché “rovina la capigliatura”, o addirittura perché reputato “fonte di stress” (come è successo qualche anno fa a Napoli, quando dei motociclisti sono riusciti a farsi annullare le multe presentando certificati medici attestanti condizioni di forte stress o depressione!), sono ancora molti quelli che vengono “pizzicati” senza casco.

Allora, vediamo a cosa vanno incontro. Secondo l’articolo 171 del Codice Stradale chi circola alla guida di un ciclomotore o motociclo, o ne è anche solo passeggero, senza usare il casco, viene punito con una sanzione pecuniaria che può andare da 70 a 285 euro. Converrete con me che non è poco! Inoltre può avvenire il fermo amministrativo del veicolo fino a 60 giorni (il tanto temuto sequestro!). E se tutto ciò ancora non bastasse al conducente del mezzo può anche venire applicata la decurtazione di 5 punti sulla patente di guida. Vale la pena quindi non indossarlo? Con ciò spero di aver convinto anche i più testardi che usare il casco non solo previene, ma conviene!

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