Filtri fotografici

Autore Andrea Pilotti

Che cosa sono i filtri fotografici? Si tratta di dispositivi che vanno applicati all’obiettivo e che permettono un maggiore controllo sulla tipologia di foto da scattare. Tramite il loro utilizzo è possibile ottenere miglioramenti, effetti speciali, modifiche. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere i migliori filtri fotografici in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

A cosa servono

Vediamo alcune possibili applicazioni dei filtri fotografici:

  • Protezione dell’obiettivo
    Considerato il minoro costo di un filtro rispetto ad un obiettivo, molte persone applicano alla propria macchina, dei filtri fotografici, solo a scopo di protezione.
  • Correzione del colore
    Esiste la possibilità, tramite dei filtri colorati, di correggere o modificare totalmente i colori dell’esposizione.
  • Effetti speciali
    Con alcuni filtri è possibile ottenere degli effetti speciali. Si pensi, ad esempio, all’effetto “sfocatura” che è possibile applicare ai ritratti, per rendere più dolce e tenue l’immagine.

Tipologie

Se decidi di acquistare un filtro, ti troverai di fronte ad una vasta scelta e dovrai valutare l’utilizzo che intendi farne, la spesa che vuoi sostenere, e la tipologia di obiettivo di cui la tua macchina dispone. Potrai scegliere tra:

  • UV, antinebbia e protettivi
    I filtri UV (o Skylight) riescono ad assorbire i raggi ultravioletti e dunque a preservare una buona qualità di foto in ambienti esterni. In generale, comunque, tutti e tre questi filtri sono destinati alla salvaguardia dell’obiettivo, tanto che non vengono quasi mai disinstallati dalla macchina, per assicurare una duratura protezione da nebbia, polvere, graffi, umidità.
  • Polarizzatori
    Destinati alla riduzione della luce riflessa del sole e di altre forme di luce polarizzata, questi filtri si dividono in due tipologie: esistono quelli lineari, adatti alle macchine con messa a fuoco manuale, e quelli circolari, che invece vengono solitamente impiegati sulle macchine fotografiche con messa a fuoco automatica.
  • Di correzione del contrasto e del colore
    Si tratta di filtri che servono ad aumentare la quantità di luce di un determinato colore, e di conseguenza a diminuire gli altri colori dello spettro. I filtri di correzione del contrasto e del colore più diffusi sono quelli di colore giallo, arancio, verde e rosso, ognuno dei quali utilizzato per ottenere un certo effetto ed una specifica modifica. Si pensi al filtro di colore giallo: esso è impiegato per le foto in bianco e nero e, aumentando l’intensità del giallo, consente di diminuire il contrasto tra le nuvole ed il cielo.
  • Per fotocamere digitali
    Generalmente si applicano a fotocamere digitali filtri per la polarizzazione, per il bilanciamento della luce, per la protezione dell’obiettivo. Occorre tuttavia precisare che la maggior parte delle camere digitali include già al suo interno dei dispositivi per effettuare miglioramenti e modifiche (ad esempio il “bilanciamento del bianco”), ed inoltre offre la possibilità di intervenire anche nella fase di post- produzione, tramite il software di imaging digitale.
  • Di conversione colore
    Si tratta di dispositivi in grado di produrre effetti di “raffreddamento” (tramite filtri di colore blu) e “riscaldamento”(tramite filtri di colore giallo chiaro) dell’immagine.
  • Filtri per fluorescenza
    Sono in grado di diminuire l’effetto di una fluorescenza eccessiva e in generale di correggere le immagini che presentano una luce innaturale.
  • Effetti speciali
    Esistono molteplici filtri in grado di produrre diversi effetti. Si pensi a Starburst, diffusore (o flou), Soft Focus, Fog filter ed altri.
  • Infrarossi
    Sono in grado di trasmettere la luce rilevata solo con le pellicole UV. Il loro utilizzo è connesso alla sorveglianza e alle applicazioni scientifiche. Non si tratta quindi di filtri di impiego comune.
  • Neutral density
    Utilizzati per fotografare neve, sabbia o altri soggetti chiari, questi filtri a densità neutra si impiegano solitamente per scatti con tempi di posa lunghi, in luce ambiente.

Come applicarli sulla fotocamera

L’applicazione dei filtri fotografici può avvenire in diverse modalità, da scegliere a seconda delle proprie esigenze e delle particolari situazioni:

  • Con viti
    E’ il meccanismo più diffuso e semplice, che prevede l’avvitamento di un filtro a forma di anello sull’obiettivo. I formati dei filtri con viti sono molteplici: 52 mm, 58 mm, 62 mm, 67mm, 72 mm, 77 mm, ed altri ancora. Si valuti con attenzione che formato prediligere, a seconda del diametro dell’obiettivo della camera che si possiede.
  • Ad inserimento
    Vengono generalmente inseriti in un piccolo alloggiamento nei pressi della parte posteriore dell’obiettivo. Di solito i teleobiettivi lunghi con diametro ampio (pari o superiore a 300 mm) presentano al loro interno un facile sistema di inserimento.
  • Modulari
    Si tratta di un kit di diversi filtri, utilizzabile a seguito dell’installazione di un cassetto portafiltri davanti all’obiettivo. Il sistema di filtri modulari è adatto a chi possiede molte lenti di dimensioni e funzioni differenti e necessità dunque di un dispositivo piuttosto flessibile. Il costo di tali sistemi non è elevato e la scelta è abbastanza ampia: si possono trovare sistemi universali, così come specifici di una marca, sistemi grandi o piccoli e di differenti forme. Si specifica però che la forma più diffusa è senza dubbio quella quadrata. I modelli Canon, Fuji, Kodak, Minolta, Nikon, Olympus, Sony ed altri ancora propongono una vasta gamma di kit e set di filtri.
  • Adattatori per filtri
    Se si possiede un filtro non compatibile con un obiettivo, si può ricorrere agli anelli adattatori, denominati anche “anelli riduttori”. Essi consentono di impiegare filtri più grandi con obiettivi più piccoli e viceversa, e presentano molti formati. Il formato viene indicato con una dicitura che si riferisce prima all’obiettivo e poi al filtro.
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