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Lampadine alogene

La lampadina alogena è un particolare tipo di lampada a incandescenza. Può essere alimentata con la normale rete elettrica a 220 volt o per mezzo di un trasformatore (riduttore) di tensione. Particolarmente gradite nelle case e nei musei, sono solitamente usate per illuminare quadri, opere d’arte o mobili di alto design. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, vantaggi e come scegliere il modello più adatto alle necessità di illuminazione della tua casa.

Lampadina alogena

Invenzione

Le prime lampadine alogene compaiono sul mercato intorno agli anni sessanta. Sono lampadine che vanno a tensione di rete , cioè a 220 -230 volt. Grazie al particolare attacco, chiamato E27/E14, possono essere montate in sostituzione delle lampadine a incandescenza senza cambiare il portalampada. L’unica accortezza è quella di verificare la compatibilità lampadina alogena – portalampada per quanto riguarda la potenza massima espressa in watt.

A parte le lampadine alogene, arrivano presto sul mercato anche i cosiddetti alogeni tubolari. Sono le più diffuse, adatte ad un fascio di luce diretto (quindi idonee ad illuminare bene grandi locali). Ma la lampadina alogena più sicura sul mercato è quella chiamata dicroica. Come diremo in seguito infatti, il vetro di quarzo di cui è composta la lampadina alogena, non riesce a schermare i raggi UV che sono nocivi per l’occhio umano. Il modello dicroico, grazie al vetro borosilicato, isola bulbo e filamento elevando il livello di sicurezza per l’utente e proteggendolo dall’emissione di raggi UV.

Il progresso tecnologico però, immette presto sul mercato un altro tipo di lampadina alogena. Si tratta di quelle a bassissima tensione (6volt, 12 volt o 24 volt) che per funzionare hanno bisogno di un trasformatore di tensione. Una volta veniva venduto a parte, oggi si trova molto spesso nella stessa confezione dei faretti alogeni. I maggiori produttori preferiscono usare lampadine alogene a 12 volt, che rimane dunque la potenza più diffusa. Rispetto alle lampadine tubolari, sono molto più piccole quindi adatte ad essere contenute anche in lampade minute. Non sono idonee a illuminare bene ampi locali, ma sono perfette per una lampada che valorizzi un particolare di arredamento o per creare una luce soffusa.

Caratteristiche

Rispetto ad una normale lampadina ad incandescenza, la lampada alogena è strutturata diversamente. Per incominciare, nella cavità denominata bulbo avviene la reazione chimica fra il tungsteno e lo iodio ad una temperatura molto elevata, di circa 250°C. per raggiungere tale temperatura, invece del vetro delle tradizionali lampadine, si usa un vetro di quarzo.

Questo tipo di vetro, se consente di arrivare ad un calore così elevato, è però molto delicato, meno stabile del vetro normale e non bisogna assolutamente toccarlo con le mani. Il grasso lasciato dalle dita, infatti, alla prima accensione della lampadina si vaporizzerebbe, lasciando dei residui che deteriorano (o peggio provocano la rottura) del vetro di quarzo. Massima attenzione, dunque, quando si cambia la lampadina. Se si dovesse toccare accidentalmente con le dita, meglio pulirla con alcol per eliminare i residui di grasso e contestualmente il pericolo di rottura.

La lampada alogena è molto apprezzata e non solo per le sue qualità estetiche. Grazie al suo funzionamento emette una luce più bianca rispetto alla tradizionale lampadina ad incandescenza, di un’intensità maggiore del 50% (a volte addirittura il 100%) rispetto alle tradizionali e ci si può scordare di cambiarla per almeno 3000-4000 ore (cioè il doppio delle normali lampadine). Anche il risparmio energetico è notevole. Alcune lampadine alogene funzionano a corrente molto bassa, ovvero a 12 volt. Vengono quindi vendute insieme al loro trasformatore che è necessario collegare alla normale corrente elettrica per ridurne la tensione.

L’unica controindicazione nell’uso delle alogene è che emettono raggi ultravioletti, dannosi per l’occhio umano e responsabili dell’effetto “sbiadito” con cui vediamo gli oggetti così illuminati. La mancata schermatura ai raggi UV è dovuta al quarzo di vetro con cui è fabbricato il bulbo della lampadina. Il quarzo è trasparente a questi raggi. Comunque il problema si aggira grazie al modello dicroico, con uno schermo posteriore che lascia passare la luce ma scherma i raggi UV.

Comprare un prodotto sicuro

Seguendo questi brevi consigli è possibile comprare un prodotto di qualità e, cosa più importante, sicuro. Che si acquisti una lampada alogena da soffitto, un faretto da parete, una lampada da tavolo o una piantana, ci sono alcune regole di cui non bisogna dimenticarsi, pena poi pentirsi dell’acquisto. Una volta scelto in negozio il modello che piace di più, procedere a semplici test per verificare: la stabilità della lampada, la sua resistenza, la sua sicurezza, il comfort.

  • La stabilità: non è il caso dei faretti da parete o da muro, ma le piantane e le lampade alogene da tavolo devono essere stabili, cioè ben equilibrate e resistenti a piccoli urti. Se dovessero rovesciarsi al primo urto accidentale, sarebbe un problema di sicurezza. evitare di prediligere i modelli che non superano questo test.
  • La resistenza: la lampada deve essere ben montata. In altre parole non ci devono essere giunture o viti poco resistenti o pericolanti. Anche il cavo di alimentazione deve essere saldamente ancorato. Come accorgersene? Basta chinarsi e tirare. Deve opporre resistenza alla vostra trazione. In caso contrario, desistete dall’acquisto.
  • La sicurezza: le lampadine alogene, anche a causa dell’elevata temperatura che raggiungono (circa 250°C) devono essere adeguatamente schermate. Controllare dunque che abbiano il doppio isolamento: quello principale delle parti messe in tensione e uno di riserva che possa entrare in funzione se il principale si guasta. L’isolamento serve ad evitare il pericolo di scossa. Una regola in più per le piantane: controllare che siano provviste di messa a terra.
  • Il comfort. Prima regola del comfort: evitare di comprare a scatola chiusa. Meglio acquistare l’oggetto che si è visto montato e acceso in negozio. Seconda regola del comfort: avvicinarsi alla lampada alogena (se il modello desiderato ha un variatore di intensità o un trasformatore di tensione) e ascoltare se emette ronzii. Una volta in casa, può essere un rumore insopportabile! Terza regola del comfort: assicurarsi che la confezione che si sta comprando abbia chiare istruzioni per il montaggio.

Accortezze

I fattori da considerare prima dell’acquisto di una lampadina alogena, a maggior ragione se inserita in una piantana o in una lampada da tavolo, sono molteplici. Ad esempio, tenere conto che alcuni tipi di faretti con trasformatore di tensione necessitano di un minimo di conoscenze elettriche per poter essere montati. In alternativa, occorre calcolare anche il costo di un elettricista che le possa installare correttamente.

Abbiamo detto di comprare preferibilmente un modello che è già montato ed esposto in negozio; questo perché occorre anche verificare, avvicinando la mano, il calore emanato dalla lampadina alogena accesa. Se è eccessivo, desistere dall’acquisto, poiché, fra l’altro, possono causare incendi se eccessivamente surriscaldate. Nell’acquisto, invece, di una lampada a pedana, verificare in negozio che le parti in tensione non siano facilmente accessibili, a maggior ragione se in casa ci sono dei bambini. Le parti in tensione devono essere adeguatamente protette e coperte con tappo in plastica apribile con un cacciavite, proprio per evitare aperture accidentali.

Calcolando tutti questi fattori, è possibile che riusciate a fare l’acquisto migliore in termini di sicurezza. esistono infatti, lampadine alogene assolutamente sicure ed è su quelle che bisogna concentrare l’attenzione.

Le lampadine alogene, dicevamo in precedenza, sono molto apprezzate non solo perché durano il doppio e fanno il doppio di luce rispetto alla tradizionale lampadina ad incandescenza: sono apprezzate anche perché consentono di dirigere il fascio di luce in un punto preciso, come un faretto spot. Questo fattore le rende gradevoli nell’illuminazione di un particolare della propria casa (sia esso un mobile, un oggetto di design, un quadro) che si vuole valorizzare con un punto luce. Inoltre, la capacità di illuminazione di una lampadina alogena, rimane costante lungo tutto l’arco della sua vita, poiché il tungsteno non si deposita sul vetro, diminuendo l’intensità luminosa.

Le lampadine ad incandescenza tradizionali, invece, soffrono di questo inconveniente e inoltre, essendo notoriamente più voluminose, hanno bisogno di portalampada o lampadari importanti e a volte ingombranti per essere alloggiate.

Svantaggi

Sarebbe ingiusto, se non altro per diritto di cronaca, affermare e vantare solo i pregi di queste lampadine. Qualche difetto lo hanno anche le alogene! È anche vero che con il passare del tempo (sono più di dieci anni che le alogene sono state messe sul mercato retail) le imperfezioni tendono ad essere migliorate, però è bene sapere quanto segue:

  • Il prezzo di una lampadina alogena (solo la lampada quindi, senza accessori) è maggiore rispetto al costo necessario per acquistare una lampadina a incandescenza normale.
  • Il calore emesso dalla lampadina alogena rappresenta un fattore di possibile rischio. Abbiamo consigliato, infatti, di comprare alogene che non emettano un calore spropositato e comunque attenzione a non mettere la lampada troppo vicina a materiali infiammabili o sensibili al calore.
  • È vero che c’è un risparmio energetico rispetto alle lampadine tradizionali. Però attenzione a considerare nel computo finale anche il prezzo di costo che è maggiore e il costo di un eventuale installatore. Attenzione anche al trasformatore di tensione, per le alogene che funzionano a 12V: da solo, assorbe il 10% di energia.
  • Forse non tutti sanno che le lampadine, siano esse ad incandescenza o alogene, sono inquinanti se disperse nell’ambiente. Abbiate l’accortezza di smaltirle separatamente e di non buttarle nella spazzatura comune.
  • Riduzione dei consumi: è vero che le alogene consumano meno elettricità ma il ridotto consumo non è direttamente proporzionale al fascio luminoso. In altre parole, nelle alogene dotate di dimmer, cioè di variatore di intensità luminosa (solitamente le piantane), non è vero che abbassando la luce al 50% si risparmia un ulteriore 50% sul consumo di elettricità, si risparmia meno.