Modellismo

Autore Andrea Pilotti

Il modellismo è un hobby che appassiona milioni di persone in tutto il mondo. I modellini sono creati o collezionati per varie ragioni. Esistono modellini di auto, aerei, treni, carri armati, navi da guerra ma anche edifici, ponti, robot e creature varie.

Tipologie

I professionisti del modellismo spesso creano modelli per le seguenti figure professionali:

  • Per ingegneri che richiedono modellini per testare le probabili performance di un particolare progetto in uno stadio non ancora avanzato senza affrontare la spesa di un prototipo di grandi dimensioni.
  • Per architetti che richiedono modelli architettonici per valutare l’aspetto di una nuova costruzione prima di costruirla.
  • Per i registi che richiedono modellini di oggetti o di set che non possono essere costruiti con dimensioni reali.
  • Per rappresentanti che richiedono modellini per promuovere nuovi prodotti come macchinari da costruzione e automobili o altri veicoli.
  • Hobbysti o modellisti realizzano per il proprio divertimento modelli die-cast, ad iniezione, su rotaie, radiocomandati, collezionabili di giochi di guerra e fantasy, navi e navi in bottiglia. I modellini possono anche essere considerati oggetti d’arte, sia che gli artisti li creino sia che vengano riscoperti e trasformati in arte.

Scala di riproduzione

I modellini di ferrovie hanno nomi per le scale/scartamenti standard e sono:: Z; N; H0; 00; EM; P4; 0; S; 1. Le scale dei modellini di figure di solito rappresentano l’altezza di un uomo (1.83 m) con figure alte 54 mm. Altre scale sono date sotto forma di rapporto tra le dimensioni reali dell’oggetto e quelle rappresentate dal modellino. Quando si acquista il modellino di un treno, le scale sono indicate con una lettera, non con un rapporto numerico. Per i modelli idraulici sono state applicate scale specifiche per ottenere la corretta riproduzione di un dato fenomeno fisico.

Le scale dei modellini per hobbysti derivano da quelle usate dalle società che realizzavano i prodotti reali. Originariamente, una “scala” era uno strumento di misurazione fisico, una nozione che sopravvive solo a livello teorico. La terminologia usata era di questo tipo: “dimensioni in scala a dimensioni reali”, o il contrario. La scala architettonica fu usata per realizzare i primi modellini economici: una casa delle bambole e il suo mobilio. La scala più comune per questo tipo di modellini era quella “un pollice a un piede (2.54 cm a 30.48 cm)” e quella “metà pollice a un piede (1.27 cm a 30.48 cm)” e anche la “3/4 di pollice a un piede (1.905 cm a 30.48 cm)”. La proporzione del modellino rispetto al prototipo fu originariamente chiamata “dimensione”, sia che fosse in “dimensioni reali” o “dimezzata” sia che fosse usata in un progetto per la realizzazione di qualcosa che sarebbe finita su un banco da lavoro.

I cantieri navali furono i primi posti dove si usarono scale per realizzare modelli di cose più grandi di una casa. Le scale che si usavano erano espresse in diversi modi: da “un piede a un pollice (30.48 cm a 2.54 cm)” a “sei piedi a un pollice (182.88 cm a 2.54 cm)”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i modellini delle navi da guerra erano realizzati in scala “otto piedi a un pollice (243.84 cm a 2.54 cm)” più tardi chiamata “1/8 di pollice a un piede (3.175 mm a 30.48 cm)”. Questi modelli, usati per lavori pratici, possono essere ora trovati nei musei marittimi. Il modellino della nave si poteva chiamare “1/96 delle dimensioni” o “1/96”, ma era fatto raramente dato che erano poche le scale usate. Non poteva essere “1/98” ad esempio. C’erano anche strumenti girevoli nei quali si potevano allineare dei segnetti su due dischi per essere poi in grado di convertire le misure dall’unità al prototipo del modellino. Dopo la produzione di kit per la realizzazione di modellini di plastica a livello industriale, questi segnetti divennero la regola per la creazione di modellini e vennero espressi sotto forma di scale.

Materiali

Per i modellini di aerei, nella Seconda Guerra Mondiale, la RAF selezionò modelli in scala “1/6 di pollice a un piede (4.2 mm a 30.48 cm)” (che erano due linee inglesi, un’unità di misura che però non viene usata in America pur essendo la scala standard dei cantieri navali). Sebbene in Gran Bretagna alcuni modellini furono venduti in questa scala anche prima della guerra, i modelli delle forze aeree erano realizzati ancora con vecchi pneumatici pressati, in scala 1:72, che però ebbero poco successo anche a causa del gran numero dei concorrenti.

La Marina Americana invece aveva modellini in metallo in scala 1:432, che sarebbe “nove piedi a ¼ di pollice (274.32 cm a 6.35 mm)”. In questa scala, sei piedi (182.88 cm) sono circa mezzo miglio terrestre e sette piedi (213.36 cm) sono circa mezzo miglio nautico. Dopo la guerra, le società che stampavano i modellini col polistirene si buttarono sul mercato producendo anche altri oggetti come ad esempio la Revell che creò un modellino della Carrozza Reale usata nell’incoronazione del 1953. Nei primi anni, le società offrivano modellini di aerei e navi in “dimensioni da scatola” e creavano i modellini su richiesta in modo che potessero essere tenuti in scatole adatte alle loro dimensioni.
I modellisti non potevano fare modelli tutti identici nè scambiare le parti da un kit ad un altro. Fu la ditta inglese Airfix che ebbe l’idea di avere scale sempre uguali per i prodotti venduti e così adottarono la scala della RAF.

Negli anni ’60, la società Monogram, produsse un aereo in scala ¼ di pollice (6.35 mm), che stava per “1/4 di pollice a un piede (6.35 mm a 30.48 cm)” ovvero “1/48”. Poco dopo, gli hobbysti persero la capacità di distinguere tra i due e ora la proporzione è chiamata semplicemente scala.

Come scegliere

L’altezza di un uomo è considerata di 1.80 metri. Molte scale tradizionali considerano questa l’altezza più adatta perchè rende meglio quando è abbinata ad altri modellini. Sebbene il sistema metrico abbia un numero limitato di serie di scale per progetti e mappe, quando si parla di modellini, sorge qualche problema con queste scale se la persona non è di 180 cm. I modellini di treni hanno la difficoltà aggiuntiva di dover tener conto dello scartamento ferroviario, rendendo secondario il problema dell’altezza delle persone. Le autorità commerciali nei paesi con sistema metrico tentano di specificare scale che siano multipli di 2 o di 5, ma non è un lavoro semplice. In questi casi, è necessaria una razionalizzazione, per evitare un’interoperabilità tra prodotti realizzati in paesi diversi.
D’altra parte, le scale dei giochi di guerra sono tradizionalmente realizzate col sistema metrico, dove il numero dei millimetri è un’indicazione molto semplice per la realizzazione di figure basate sull’altezza standard di 180 cm.

Perciò la scala da 25 mm (molto comune nei giochi di guerra storici e fantasy) rimanda alla scala 1:72, mentre quella da 15 mm (al giorno d’oggi la scala più popolare tra i giochi di guerra antichi, medievali e del Rinascimento) si riferisce alla scala 1:120. Molti produttori si riferiscono alla scala da 15 mm come alla scala 1:100. Ugualmente, la scala da 50 mm è la stessa della scala 1:35 per i modellini militari e quella da 5 mm equivale alla scala navale 1:350.

La razionalizzazione di solito si divide in due categorie: commercio industriale e hobby. Il commercio industriale copre aree come costruzioni e architettura marittima, dove si sono stabilite scale universalmente accettate e sono accettate sia dai costruttori di modellini che dai disegnatori, per facilitare una cooperazione più semplice tra le parti. La razionalizzazione delle scale hobbystiche è stata più graduale e organica; in gran parte guidata dalle lobby, ma anche dalla tradizione e, indirettamente, dalla domanda dei consumatori.

Qualche sforzo per standardizzare è stato fatto ma non ha avuto successo, per esempio: la Tamiya negli anni ’70 coi modellini di aerei in scala 1/100 e la Heller con quelli in scala 1/125. Anche se la creazione di scale standard attrae molto gli hobbysti, a livello pratico è scarsamente praticabile, sebbene negli ultimi anni stia avvenendo un graduale progresso in questo senso, vista anche la maggior organizzazione della domanda da parte dei consumatori.

I termini e i significati sono cambiati col tempo, e per i kit di modellini sono diventati standard nell’Unione Europea. Nelle nazioni di lingua inglese, l’indicazione “1/72” era usata ma veniva spesso preferita quella con i due punti “1:72”. Lo slash non viene quasi mai usato con i decimali: non si scrive “1/76.2” ma “1:76.2”. La scala 0 può essere espressa usando un sistema misto di unità come ad esempio “4mm: 1 piede” o “1mm: 3 pollici” ma l’assenza di unità di misura di solito rende più semplice il raffronto con altre scale.

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