Pneumatici auto

Autore Andrea Pilotti

Fu la Pirelli nel 1901 a fabbricare nella sua azienda di Milano il primo pneumatico italiano per auto, mentre quelli per bicicletta si producevano nella fabbrica milanese già dal 1890. L’innovazione tecnologia porterà nel corso dei decenni a costanti e sensibili miglioramenti. Leggi la nostra guida per conoscerne le caratteristiche tecniche, le tipologie, come scegliere e come sapere quando cambiarli.

Invenzione

Il pneumatico per automobile nasce, ovviamente, insieme alle prime auto, agli inizi del XX secolo. Sarà targato Michelin, il primo pneumatico della storia: siamo nel 1895. successivamente, le gomme pneumatiche si evolveranno al passo con il progresso tecnico e meccanico dei vari prototipi a tre e quattro ruote, fino ad arrivare alle differenziazioni moderne fra pneumatici da strada, quelli da corsa o da competizione e quelli per le difficili condizioni atmosferiche, come le gomme da neve. Ma andiamo con ordine.

Prima dell’avvento dei pneumatici, le automobili circolavano con ruote “fasciate” da un cerchio metallico che con il tempo divenne di gomma piena, materiale più incline ad assorbire gli urti e a proteggere le ruote dall’usura. Il pneumatico ad aria compressa, quello che comunemente oggi troviamo sul mercato, fu inventato nel 1888 da tale John Dunlop, veterinario con la passione per la tecnologia. Il suo primo esperimento fu la creazione di un tubo di gomma vuota all’interno e riempita d’aria compressa.

Applicata al triciclo dei bambini, permetteva di risolvere in parte l’attrito e di far correre più velocemente il mezzo. Così, questa invenzione cruciale, permise anche lo sviluppo dell’automobile. Per decenni, apportando sempre maggiori migliorie tecniche, il pneumatico ha mantenuto la sua struttura tradizionale: una fascia di gomma cava all’esterno, al cui interno ospita una ciambella di gomma più piccola, chiamata camera d’aria, che viene gonfiata con un compressore.

Quando si “fora” con l’auto, generalmente si buca a camera d’aria che nonostante sia “fasciata” dentro la gomma esterna, rimane comunque il tallone d’Achille del pneumatico. Il gommista, per riparare il danno, dovrà togliere il pneumatico dalla ruota, togliere la camera d’aria, rattopparla o sostituirla se eccessivamente danneggiata e poi rimontare il tutto. Oggi, però, esistono sul mercato anche i pneumatici cosiddetti tubeless, cioè privi di camera d’aria: la tenuta dell’aria compressa all’interno della gomma è garantita da un bordino di gomma morbida, inserita nella cavità della gomma esterna.

Caratteristiche

Sul libretto di uso e manutenzione della propria vettura, è sempre indicato il tipo di pneumatici che monta la macchina, la pressione ottimale alla quale devono essere gonfiati anche in relazione al carico della vettura. Lo stato di usura del pneumatico, invece, si può vedere ad occhio nudo,osservando il battistrada. Se è consumato, la ruota diventa liscia e perde aderenza al terreno rendendo pericolosa la guida. E’ necessario dunque fare un cambio gomme.

Spesso si usa comprare nuove solo quelle anteriori e di spostare quelle meno consumate sull’altro asse, indipendentemente dalla trazione del motore. Volendo però, se la carcassa del pneumatico è integra ed è solo il battistrada ad essere consumato, non è necessario cambiarlo ex-novo: si può rigenerare. Il vostro gommista di fiducia vi dirà come fare. È importante comunque sapere che i pneumatici sono fortemente soggetti ad usura, soprattutto se si percorrono molti chilometri e se le strade sono accidentate o se si fanno brusche frenate. Chi volesse procedere al cambio pneumatico fai-da-te, si ricordi di non disperdere le gomme usate nell’ambiente: sono altamente inquinanti. Piuttosto, usarle come para bordi per le barche o consegnarle ai cementifici che le possono usare, grazie al loro alto potere calorifico, come combustibile per i forni. Però, la combustione delle gomme produce fumi altamente tossici: non abbandonarle quindi per nessun motivo nelle discariche o negli inceneritori comuni.

E’ importante sapere, se si devono acquistare o sostituire i pneumatici, che ne esistono di due tipi: quelli a tela incrociata e quelli a tela radiale. I primi sono stati quasi completamente sostituiti dai secondi, poiché è stato dimostrato che i secondi consentono una migliore tenuta di strada. È opportuno quindi in fase di montaggio, fare attenzione a come sono disposti i fili della tela sotto la gomma: se disposti in modo ortogonale (e non in diagonale) state acquistando pneumatici di nuova generazione e non rimanenze di magazzino.

Tipologie

Le componenti fondamentali di un pneumatico, sia esso da automobile, da bicicletta, da autocarro o da aeromobile sono sostanzialmente il copertone, cioè la “ciambella di gomma”, con il battistrada cioè la parte a contatto con l’asfalto; la camera d’aria che vene gonfiata iniettando un fluido (generalmente aria compressa ma quelli di nuova generazione si gonfiano con l’azoto); il protettore o flap, presente solo nei pneumatici degli autocarri e si frappone fra il cerchione e la camera d’aria; il cerchione stesso al quale il pneumatico si aggancia.

Oltre ai pneumatici ad aria compressa e quelli ad azoto, sono disponibili in commercio quelli “anti-fortaura” che in caso di foratura, appunto, hanno ancora un’autonomia di circa 160 km ad una velocità di crociera di 80 km/h. si tratta di modelli senza camera d’aria, come accennato in precedenza.Questo per quanto riguarda i pneumatici da strada e per uso comune. Poi esistono i pneumatici:

  • Da competizione
    Progettati per le auto da gara, sono caratterizzati da un battistrada poco scanalato o addirittura liscio se la vettura deve correre su pista e da una larghezza variabile ma comunemente maggiore di quella delle auto da strada.
  • Invernali
    Comunemente chiamati “da neve”, sono pneumatici con un battistrada molto marcato e con la tacchettatura della gomma è disegnata a linee trasversali. Questo permette una maggiore aderenza al terreno, anche del 40% in più rispetto ad un pneumatico tradizionale. Quindi è consigliato a chi viaggia su strade innevate e ghiacciate ovvero in situazioni di scarsa aderenza al fondo stradale.
  • Sportivi
    Hanno dimensioni leggermente maggiori rispetto al tipo tradizionale da strada, sono più larghi per una maggiore aderenza al terreno e comportano una maggiorazione di prezzo. Chi volesse montarli sulla propria vettura, può farsi consigliare dal proprio gommista o, in caso di vettura nuova, in sede d’acquisto.

Garanzia

Esattamente come gli altri oggetti che acquistiamo, le gomme per la nostra auto sono garantite per ben due anni. Ciò implica che, nel caso si manifestino dei guasti o dei difetti durante questo periodo, l’acquirente potrà esigere dal produttore il rimborso, la riparazione o la sostituzione gratuita delle gomme. Se l’entità di questi difetti risulta minima, o comunque tale da non compromettere un corretto ed efficiente utilizzo dell’oggetto, la legge consente che l’acquirente possa e debba ottenere una adeguata riduzione del prezzo iniziale, per ripristinare il giusto equilibrio tra le due prestazioni (quella dell’acquirente e quella del venditore).

Sebbene tale ipotesi sia prevista in via legislativa e generale, per ciò che attiene gli pneumatici sarebbe preferibile tralasciare questa possibilità: infatti questi strumenti sono importantissimi per la stabilità e la sicurezza dell’automobile, ed è quindi meglio spendere qualcosa in più piuttosto che correre rischi per la vostra incolumità. Inoltre, se preferite garantirvi in maniera maggiore rispetto al periodo biennale indicato dalla legge, potrete sempre optare per l’acquisto di gomme che prevedano, da parte del produttore, un ulteriore periodo di garanzia.

È difficile per chi non sia del mestiere poter individuare difetti e guasti di una gomma, specie se questi consentono tranquillamente l’utilizzo della stessa. Si è soliti pensare, infatti, che gli pneumatici siano perfetti fino a quando non si bucano o non si sgonfiano eccessivamente. Dovendo rifarci alla nozione di difettoso, tale è per la legge quel prodotto che, al pari di altri simili, non possiede quel livello qualitativo “standard” riscontrabile in altri oggetti dello stesso tipo. È inoltre difettoso quello strumento che non assicura le caratteristiche e le prestazioni che l’acquirente legittimamente si aspetterebbe, magari a seguito di una pubblicizzazione del prodotto che, per esaltarne oltremodo le caratteristiche, rischia di essere poco veritiera. Ovviamente, rientra nella categoria dei difetti anche l’impossibilità di utilizzare un oggetto per lo scopo ( generale o specifico) per il quale è stato creato.

Se doveste verificare una delle precedenti circostanze, ricordate che avete solo due mesi di tempo per reclamare contro il venditore. Tale periodo decorre dal momento in cui si è scoperto o manifestato il vizio. Qualora il venditore non dovesse riconoscere la propria responsabilità, dovrete agire giudizialmente (la competenza è del Giudice di Pace) entro 26 mesi dalla data di consegna degli pneumatici. È possibile inoltre cercare un accordo stragiudiziale attraverso organismi di conciliazione e mediazione, oppure rivolgendovi alla camera del commercio del vostro territorio.

Consigli d’uso

In questo paragrafo forniremo una serie di consigli utili e di informazioni sui pneumatici di uso comune.

  • La pressione va controllata con frequenza, meglio se una volta ogni 15 giorni, possibilmente a temperatura ambiente.
  • I pneumatici nuovi hanno una fase di rodaggio durante la quale è bene procedere con prudenza.
  • Il bilanciamento e l’equilibratura così come lo smaltimento delle gomme usate sono attività da deputare esclusivamente a personale specializzato.
  • Ricordarsi che buche prese a velocità, urti di qualunque genere, il saliscendi da banchine e marciapiedi danneggia cerchioni e pneumatici.
  • Uno scorretto bilanciamento dei pneumatici, se non corretto, può portare alla variazione dell’assetto geometrico della macchina e può provocare vibrazioni spiacevoli per chi guida.
  • La guida su fondo bagnato è meno prudente con battistrada consumato. Eseguire un chek-up completo prima della stagione invernale.
  • Il consumo del battistrada varia anche in base al tipo di strade percorse: se si percorrono abitualmente strade asfaltate a fondo liscio, la durata del battistrada è pari al 100% (fonte: Pirelli), ma scende al 90% in caso di strada asfaltata a fondo ruvido o in caso di fondo di cemento (70%). Durata dimezzata per i pneumatici che percorrono spesso strade asfaltate in cattive condizioni o strade di campagna. Usura massima per chi cammina su brecciolino con pietre di grosso diametro. In questo caso il battistrada dura il 20% rispetto al suo utilizzo su strada asfaltata liscia. Ricordarsi quindi di controllare lo stato del pneumatico con tanta più frequenza quanto più si percorrono strade accidentate.
  • Se si nota un rigonfiamento sul fianco, vuol dire che la carcassa ha subito un danno molto grave.
  • Se si prevede che l’auto debba stare ferma per periodi prolungati, prima di parcheggiarla portare la pressione dei pneumatici a 3 bar, cioè gonfiarli leggermente di più: questo aiuterà le gomme a sopportare il peso della macchina e ad evitare che, nel riprendere la marcia, si metta a vibrare.

Gli esperti delle fabbriche di pneumatici più serie e affidabili, consigliano di prestare attenzione all’aspetto del pneumatico. Ecco i segni per saper leggere il suo “stato di salute” e per porvi rimedio prima che il danno comporti l’insicurezza della vettura e un ridotto comfort di guida.

  • Screpolature sul fianco del pneumatico
    Significa che la gomma sta invecchiando. Questo avviene dopo un certo periodo di tempo, indipendentemente dal fatto che si usi di più o di meno. Gli agenti inquinanti, l’aria e l’ozono, aggrediscono le molecole della gomma causandone il deterioramento. Se sopraggiungono le screpolature, è necessario sostituire i pneumatici.
  • Sosta su macchie oleose
    Attenzione a non far entrare in contatto il pneumatico con olii, gasolio o solventi, soprattutto evitare di parcheggiarsi sopra queste macchie poiché si tratta di agenti chimici che aggrediscono la gomma del pneumatico causandone il deterioramento.
  • Soste prolungate
    Abbiamo anticipato che è necessario gonfiare di più i pneumatici. Ma attenzione a lasciare la macchina ferma per mesi: una insufficiente pressione nelle gomme unite ad una sosta prolungata possono portare ad una irrimediabile deformazione dei cerchioni.
  • Catene da neve
    Usarle sulle strade innevate o ghiacciate se non si possiedono pneumatici idonei è corretto, ma attenzione a limitarne l’uso. Un utilizzo eccessivo infatti, comporta l’usura accelerata del pneumatico e le maglie delle catene possono asportare parte della mescola sul battistrada o sul fianco delle gomme. Questa eventualità comporta necessariamente la sostituzione del pneumatico danneggiato.
  • Pneumatici in evidente stato di usura
    Per non pregiudicare la sicurezza del veicolo e anche il comfort di guida, è bene evitare di fare arrivare il pneumatico al suo “stato terminale”. Quindi, è bene cambiarli quando la profondità del battistrada è di circa 3 mm e, in ogni caso, non scendere sotto i 1,6 mm previsti dalla legge per le autovetture (Legge n.142 Art. 66 del 18/2/1992).
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